Milano (dal dopoguerra a Tangentopoli)

http://www.democraziaproletaria.it/index.asp

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MILANO SPARITA E TRASPORTI SKYSCRAPERCITY (e Facebook con “allegati” Milano Sparita e Da Milano alla Barona, etc…)?

NO GRAZIE !

Non è vera storia di Milano ma rassegna fotografica di molte foto “smacchiate” (moltissime inedite in originale) curiosamente acquisite (in quantità impressionanti” e degne di indagini …) da Milano Sparita Facebook e anche ad altre pagine Fb della Barona, Milano nei secoli, etc… Chi non fa parte del “club” viene pesantemente denigrato e offeso… (gli accusatori sono , a loro volta, autori di web fotografici e libri dedicati alla “Milano Vintage”… persone che non gradiscono, per motivi “materiali”, l’esistenza di siti autonomi dedicati ai frammenti storici di Milano. siti che considerano dannosi per le loro attività publicistiche…).

Milano sparita e da ricordare Facebook?

No grazie ! (macelleria della storia locale di Milano).

Questo sito è stato interamente realizzato con fonti fotografiche e storiche indipendenti (dai monopoli politici di “Milano Sparita” Skyscrapercity e Facebook), in parte anche da fonti proprie (relativamente alla Storia del quartiere Barona), senza avvalersi dei contenuti storico-fotografici delle Pagine Facebook commerciali e di promozione individuale personale di : “Da Milano alla Barona”, “Milano Sparita e da ricordare” e del forum “Milano Sparita Skyscrapercity” “Trasporti pubblici ATM di Milano” (le pagine fbook e skyscraper sono gestite da personaggi in relazione tra loro e sorgono curiosità sulle fonti di circa 100.000 di immagini, tra SSC, Flickr e altro, di origine mai chiarita, postate per 13 anni in tale forum e massicciamente utilizzate da diverse pagine facebook ad uso meramente commerciale. Si spera di non commettere “peccato” nel domandarselo). Molto semplicemente, per pubblicare la storia della Barona ed una carrellata fotografica di Milano, non è necessario ricorrere a tali siti internet (fondalmentalmente superflui rispetto alle possibili cronologie storico-fotografiche di Milano) essendoci, anche in rete, fonti fotografiche e documentali alternative, migliori, più ricche di contenuti e sufficientemente abbondanti e discretamente affidabili (alcune richiedono verifiche preliminari) DA RENDERE SUPERFLUO fare riferimento a tali social net (la tecnologia di Skyscrapercity rende equivalente, tale forum, ai social network dell’area facebook, distinguendosi, oltremodo, per essere un forum dove, piu’ che storia, i suoi iscritti praticherebbero il “trastullamento” fotografico, di immagini acquisite da archivi comunali e istituzionali, parti di esse poi girate alle aree commerciali facebook). Si rende noto che alcuni autori delle pagine facebook sopra indicate, come anche del forum skyscrapercity insultarono, diffamarono e denigrarono questo web (vedesi questa immagine che illustra solo una parte di numerosi post di insulto e denigrazione apparsi su tale forum tra il 20 e il 22 Luglio 2018 scorsi)

l’autore di questo sito e i suoi contenuti. Ci si domanda da dove attingano le fonti fotografiche utilizzate per popolare portali facebook di vendita, qualcuna di esse anche su Ebay (non dovrebbe essere reato porsi questa domanda, se il Comune di Milano ha fatto discarica di risorse storiche se ne potrebbe fare uso più disinteressato). Chi insulta (l’offesa e l’umiliazione sembrano essere frequenti nel forum Milano Sparita Skyscrapercity, a giudicare dalle liti che intercorrono tra alcuni utenti) dimostra di essere l’autore poco affidabile già oggetto di critiche. E’ noto che tra i web sopra elencati si aggiri qualche ex esagitato “sanbabilino” che risiede in Barona e gioca a fare lo storico…… ed ha quasi 60 anni….e si trastulla in Milanosparita skyscrapercity anche dalla postazione di lavoro… ALCUNI “UTENTI” DI TALE SOCIAL-FORUM, GESTISCONO ARCHIVI FOTOGRAFICI DA POSTAZIONI DI LAVORO.

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Questo web è indipendente, realizzato con risorse, fatiche e spese private, privo di condizionamenti politici, elettorali, commerciali, disinformativi-massonici. Questo sito non è concordato con multinazionali Facebook-Amazon-Twitter e da organizzazioni politiche cittadine e regionali (come invece riscontrabile in diverse pagine Facebook e Skyscrapercity) non è pubblicato da autori aspiranti “storici” affetti da smanie di protagonismo individuale, business, egopatie, etcAutori che non devono fare ricerche faticose e complesse… ma stampare libri e pubblicare foto raccolte da altri, tramite controllate di Facebook ed Amazon (e amici in Comune di Milano, PD-Lega-FI).

(facebook e Amazon sono istituzioni transnazionali che in cambio dell’apertura di pagine comerciali abbinate vendita on-line effettuano una transazione economica di tali servizi in cambio della violazione della privacy e trafughe di dati sensibili privati e inviolabili . Tutti coloro che quotano e diventano follower di tali pagine diventano complici (consapevoli o meno) di tale inganno !

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Facebook-No-Grazie-300x209

Milano sparita e da ricordare facebook ? No grazie ! (derivazione commerciale di Milano Sparita Skyscrapercity)

Milano sparita e da ricordare/Storia Trasporti Pubblici Skyscrapercity (rampolli vicini alla casta politica milanese…alle multinazionali USA…che soffocano la libera divulgazione e pubblicazione storica in rete) ? No grazie !

Da Milano alla Barona facebook ? No grazie ! (derivazione commerciale di Milano Sparita Skyscrapercity)

Nati per vivere a Milano Facebook ? No grazie ! (a lavorare ?)

Sezioni Urbanfile.blog dedicate alle architetture della bolla immobiliare (l’edilizia milanese è, sovente, fondi neri immobiliari) di Milano e interland ? No grazie !

Milano nei secoli facebook ? No grazie !

Barona quartiere sud Milano facebook (area internet di promozione elettorale PD-Sala) ? No grazie !

Milano città libera ? No, affatto, soffocata dalle cupole politico affaristiche corruttive e illegali che governano Italia e Regione Lombardia (inciuciate con il PD) da quasi 40 anni !

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/26/lega-gli-avvocati-di-maroni-costavano-dieci-volte-quelli-di-bossi-soldi-alle-associazioni-e-i-bilanci-esplosi-in-due-anni-ecco-che-fine-hanno-fatto-i-49-milioni-scomparsi/4738689/

http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Nel-nome-di-Matteo-2dc731e8-8f89-4019-996f-5cc47de295b9.html

Liste elettorali Lega Nord del sud Italia (e non solo) sostenute da esponenti del crimine organizzato? (dalle investigazioni di Report sembrerebbe di si). Il Ministro Matteo Salvini si dimetta ! Si auspicano indagini a carico dell’ax Governatore Regione Lombardia Roberto Maroni (e dell’amico Domenico Aiello) ! (vedesi articolo sottostante)

https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/01/30/news/_cercate_nelle_banche_tedesche_i_40_milioni_presi_dalla_lega_-187621287/?refresh_ce

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Appalti irregolari e ‘ndrangheta (affidamento diretto senza concorso di servizi informatici in corso-vigilanza privata, di qualche anno fa) nel luogo di Milano dove solo lo Stato Italiano e le sue istituzioni dovrebbero vigere…

http://www.lavocedellevoci.it/2017/06/12/appalti-al-tribunale-di-milano-contro-legge-i-magistrati-collaudano/

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MMXVI-MMXX

PER MOTIVI “CONSERVATIVI”, DI TUTELA DEI CONTENUTI DI MILANOBARONA, UN NUOVO WEB E’ IN CORSO DI REALIZZAZIONE, ALLO SCOPO DI GARANTIRE LA CONTINUITA’ DI QUESTO SITO IN CASO DI TENTATIVI DI SEQUESTRO PREVENTIVO…DI NATURA CENSOREA A NOME DI COLORO DI CUI SAPPIAMO… LOBBY FACEBOOK – PARTITOCRAZIA DI MILANO, SIA DI DESTRA CHE DI “SINISTRA” (ALTI VERTICI COMUNE DI MILANO CHE VEDIAMO, IN PARTE, ANCHE NEL FORUM…SKYSCRAPERCITY) INSULTANO, SPIANO… E MINACCIANO AZIONI GIUDIZIARIE (AMBIENTI PROSSIMI A “DA MILANO ALLA BARONA” E “MILANO SPARITA” FACEBOOK). TALE “ELITE” ALTOLOCATA (PROSSIMA ALLA CLASSE DIRIGENTE DI MILANO) SI PROPONE COME L’UNICA FONTE LEGALE E SCIENTIFICA DELLA STORIA LOCALE DI MILANO E DELLE MEMORIE COLLETTIVE E INDIVIDUALI, RISERVANDO MINACCE DI AZIONI LEGALI, INTIMIDAZIONI, OFFESE E DENIGRAZIONI VERSO CHIUNQUE PUBBLICHI COSE ANALOGHE IN FORMA AMATORIALE E DILETTANTISTICA, SENZA FINI COMMERCIALI E POLITICI.

LA STORIA SCRITTA E PUBBLICATA DAI POTENTI (E PER DELEGA DEI POTENTI) NARRA SOLO I LORO POTERI !

http://publish.lycos.com/milanobarona/milano-dal-dopoguerra-a-tangentopoli/

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La cronologia storica del quartiere Barona di Milano (senza le anteprime fotografiche) è disponibile nell’articolo sotto collegato.

CO-MA Milano (Barona) Via Ettore Ponti 12 (1950-1989) giocattoli e aeromodellismo

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QUESTO SITO E’ STATO OGGETTO DI UN ATTACCO HACKER VERSO LE ORE 8:30 DI GIOVEDI’ 5 SETTEMBRE (E LO SCORSO 11 DICEMBRE 2019). QUALCUNO HA RIMOSSO FORMATTAZIONE E CONTENUTI DELLA PAGINA DELL’ARTICOLO “MILANO DAL DOPOGUERRA A TANGENTOPOLI”.

SI SOSPETTAVA CHE DIETRO QUESTE AZIONI VI FOSSERO I TENTATIVI DI DANNEGGIARE I CONTENUTI DI QUESTO SITO, TENTATIVI CHE HANNO TROVATO CONCRETIZZAZIONE NELLA CANCELLAZIONE TOTALE DI QUESTO ARTICOLO DA PARTE DI DETERMINATI PERSONAGGI !  IL RIPRISTINO E’ AVVENUTO IN MANIERA PARZIALE CON DANNI IRREVERSIBILI AD ALCUNI TESTI, ARTICOLI, DOSSIER, TESTIMONIANZE E IMMAGINI. PER LA CONSULTAZIONE INTEGRALE DI “MILANO DAL DOPOGUERRA A TANGENTOPOLI” SI RIMANDA AL WEB SOTTOSTANTE:

http://publish.lycos.com/milanobarona/milano-dal-dopoguerra-a-tangentopoli/

E’ CHIARA L’ORIGINE DOLOSA DEL DANNO ARRECATO !

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Galleria Vittorio Emanuele II* (1954). (fotogramma film "Scuola Elementare")

Galleria Vittorio Emanuele II* (1954). (fotogramma film “Scuola Elementare”)

Milano (Regno LombardoVeneto) a fine del secolo XVIII. A fine del 1700, molto prima delle "campagne Napoleoniche" la facciata del Duomo e buona parte delle fiancate laterali, sud e nord, si presentavano incomplete se non prossime a mere facciate in muratura di mattoni... con un aspetto architettonico prossimo a quello di una Basilica piuttosto che a quello di una Cattedrale. In sintesi, verso il 1790 e sino al primo decennio del 1800 l'aspetto della cattedrale meneghina (escludendo la parte absidale) appariva quello di una basilica incompiuta pur se di dimensioni enormemente superiori. Solo a partire dal 1805 i progetti di trasformazione urbanistica della città diedero alla futura cattedrale l'aspetto odierno... un aspetto architettonico molto piu' recente di quello che comunemente si crede). fonte immagine Wikimedia.

Milano (Regno LombardoVeneto) fine del secolo XVIII. A fine del 1700, molto prima delle “campagne Napoleoniche”, la facciata del Duomo e buona parte delle fiancate laterali, sud e nord, si presentavano incomplete se non prossime a mere facciate in muratura di mattoni… con un aspetto architettonico prossimo a quello di una Basilica “povera” piuttosto che a quello di una Cattedrale. In sintesi, verso il 1790 e sino al primo decennio del 1800,  l’aspetto della cattedrale meneghina (escludendo la parte absidale) appariva simile a quello di una basilica di modesto capitolato esteriore… incompiuta… pur se di dimensioni enormemente superiori. Solo a partire dal 1805 i progetti di trasformazione urbanistica (imposti da Napoleone) della città diedero alla futura cattedrale l’aspetto neo gotico odierno definitivo…  Un aspetto architettonico definitivo molto piu’ recente di quello che comunemente si crede. Si consideri che il Teatro alla Scala venne inaugurato nell’Agosto del 1778,  circa 3-4 decenni prima del completamento del Duomo. (fonte immagine Wikimedia)

I FOTOGRAMMI SOTTOSTANTI (PORTA GENOVA, VIA S. VINCENZO, VIA ARIBERTO, VIA AUSONIO) SONO STATI TRATTI DAL FILM

SCUOLA ELEMENTARE (1954)

di ALBERTO LATTUADA, con Mario Riva, Riccardo Billi (sulla sinistra dell’immagine sottostante), Giorgio Prosperi e Jean Blondel.

Le lunghe sequenze di ripresa in ambiente scolastico sono state girate all’interno della Scuola Elementare Primaria Ariberto e Istituto Commerciale Cavalieri (Via S. Vincenzo e Via Ariberto).

Il film è uno dei pochi di genere neorealista prodotti e girati a Milano.

Il film è di genere drammatico e rappresenta una Milano post bellica in fase di crescita e industrializzazione ma con “glorie” e grandi “miserie” tipiche di quel periodo.

La “fotografia” del film è di un genere neorealista che condivide molti stili dell’epoca cinematografica di quel periodo … Le ambientazioni sono simili se non identiche a quelle  di genere neorealistico  “romane” (in assenza delle sequenze in esterni girate tra Porta Genova, Duomo e Galleria Vittorio Emanuele e Lido…ed anche le Officine Alfa Romeo del Portello… l’ambientazione del film potrebbe persino apparire identica alle produzioni neorealistiche girate, nello stesso periodo, nella città di Roma e delle sue borgate).

Il film venne considerato non molto positivamente dalla critica… per via di una rappresentazione sbiadita dell’immagine di Milano (in un periodo dove si voleva, a tutti costi, diffondere un’immagine di città vincente e prossima al “Miracolo economico”,,, viceversa si rappresentavano i contrasti di ceto sociale che emergevano pesantemente anche tra gli alunni di una scuola elementare).

Nei prossimi giorni verranno proposti altri fotogrammi di questo film trasmesso di recente sul canale RAI STORIA 54.

Milano 1954. Tra Porta Genova e San Vittore. Via Ariberto all'intersezione con Via San Vincenzo (fonte ciematografica)

Milano 1954. Tra Porta Genova e San Vittore. Via Ariberto all’intersezione con Via San Vincenzo (fonte cinematografica)

Milano 1945, Porta Genova/San Vittore. Uscita scolari dalla scuola elementare di Via San Vincenzo angolo Via Ariberto. (fonte: fotogramma cinematografico)

Milano 1945, Porta Genova/San Vittore. Uscita scolari dalla scuola elementare di Via San Vincenzo angolo Via Ariberto. (fonte cinematografica)

Milano 1954. Porta Genova (limitrofa a San Vittore), Via Ausonio incrocio con Via Ariberto. (Fonte immagine cinematografica)

Milano 1954. Porta Genova (limitrofa a San Vittore). Via Ausonio all’ incrocio con Via Ariberto. (Fonte immagine cinematografica)

Milano Corso Magenta-Largo Paolo d'Ancona (anni '70). Autore immagine Virgilio Carnisio (fonte web milanodavedere)

Milano. Intersezione Via Giosuè Carducci con  Corso Magenta… ovvero Largo Paolo d’Ancona (anni ’70).  Autore immagine Virgilio Carnisio (fonte web milanodavedere)

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L’immagine sottostante proviene dalla pagina 1017 di Milano Sparita Skyscrapercity

come avviene, ormai, nel 100% delle immagini postate per questioni di commercio di una multinazionale (Facebook Italia) che in Italia evade il 100% del fisco e che vende a caro prezzo i dati riservati dei polli che si iscrivono a tale social… la stessa foto la ritroviamo, come accennato, in Milano sparita e da ricordare facebook

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/s960x960/86272847_2997689070278094_5256012863234899968_o.jpg?_nc_cat=109&_nc_ohc=mzTjZUarEcAAX_VTc2I&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&_nc_tp=7&oh=3f70cc8b952c3ff2b78897801c280725&oe=5EB767D6

è opinione di chi scrive, che se nel lontano 1992-93 Tangentopoli non si fosse fermata alla famiglia Craxi ma avesse pescato con reti più ampie personaggi in carriera nelle pubbliche amministrazioni di Milano e Regione… certe cose non sarebbero oggetto di segnalazioni come la presente…

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Milano 1962. Grattacielo Pirelli e uscita personale impiegatizio femminile della omonima industria.

Milano 1962. Grattacielo del Centro Direzionale della Pirelli e uscita del personale impiegatizio femminile della omonima industria di pneumatici e cavi.

Milano (anni '50) sede RAI di Corso Sempione con Giorgio Albertazzi intento a pettinarsi davanti alla vetrata dell'ingresso del Palazzo della RAI. Autore Gian Battista Colombo, fonte web giancolombo.net.

Milano (fine anni ’50) sede RAI di Corso Sempione con Giorgio Albertazzi intento a pettinarsi davanti alla vetrata dell’ingresso del Palazzo della RAI. Autore Gian Battista Colombo, fonte web giancolombo.net.

Milano-Duomo 1963. Clint Eastwood intento a dare da mangiare ai piccioni... Erano gli anni degli "spaghetti western" che lanciarono questo attore hollywoodiano. (fonte immagine foum.westernmovies)

Milano-Duomo 1963. Clint Eastwood intento a dare da mangiare ai piccioni… Erano gli anni degli “spaghetti western” prodotti da case cinematografiche italiane… produzioni di serie “B” che però lanciarono questo attore nello “star-system” hollywoodiano.  (fonte immagine foum.westernmovies)

Milano Monumentale-Garibaldi 1965. Scalo Farini di Via Valtellina e motrici di movimentazione vagoni merci e vagoni cisterna. L'immagine ritrae la "logistica" anni '60 della città di Milano... operativa anche in altri scali ferroviari come quello del Giambellino-Tirana San Cristoforo. Le motrici camionali ritratte nell'immagine erano specializzate ad una movimentazione interna dei carri ferroviari trasportati su rimorchi multiasse a pianale ribassato. Dopo la sosta nelle aree di sosta provvisorie degli scali, tali rimorchi, venivano agganciate a motrici FIAT (o IVECO) per essere condotte preaao magazzini, aziende e siti industriali dove avveniva un trattamento intermedio delle merci, prima di essere poi ricondotte nelle varie diramazioni ferroviarie sino all'utilizzatore finale del prodotto. Rimorchi di questo genere transitavano anche lungo le direttrici stradali del quartiere Barona verso varie destinazioni, tra le principali l'ASHLAND di Vaia Giacomo Watt e la SOLVAY di Via Barona.

Milano Monumentale-Garibaldi 1965. Scalo Farini di Via Valtellina e motrici di movimentazione vagoni ferroviari merci e vagoni cisterna. L’immagine ritrae la “logistica” anni ’60 della città di Milano… operativa anche in altri scali ferroviari come quello del Giambellino-Tirana San Cristoforo. Le motrici camionali ritratte nell’immagine erano specializzate per una movimentazione interna dei carri ferroviari trasportati su rimorchi multiasse a pianale ribassato. Dopo la sosta nelle aree di fermata provvisorie degli scali, tali rimorchi, venivano agganciate a motrici FIAT (o IVECO) per essere condotte presso vari magazzini, aziende e siti industriali dove avveniva un trattamento intermedio delle merci, prima di essere poi ricondotte nelle varie diramazioni ferroviarie sino all’utilizzatore finale del prodotto. Rimorchi di questo genere transitavano anche lungo le direttrici stradali del quartiere Barona (Via Santander dal 1975, Viale Famagosta, Via Voltri, Via Barona, Via Teramo, Viale Faenza, Via Santa Rita da Cascia, Cavalcavia Don Milani, Via A. Binda, Via Biella, Pesa Pubblica di Via Ettore Ponti) verso varie destinazioni, tra le principali l’ASHLAND di Vaia Giacomo Watt e la SOLVAY di Via Barona.

Questa immagine, inedita sino a poche ore fa, probabilmente le solite raccolte civiche finite nel dimenticatoio dei vari Sala-Pisapia-Moratti, etc... finite dal dimenticatoio in pasto, almeno in parte, a Facebook Italia, proviene dalla pagina 5142 di Milano Sparita Skyscrapercity. Alcune note e chiarimenti sono degne di pubblicazione. Negli anni '70 le militanze MSI-Ordine Nuovo e Lotta Continua (sia per Milano come per Padova e per il resto d'Italia, a partire da Roma e anche Reggio Calabria) annoveravano, tra i militanti e "simpatizzanti"... non meno del 50 % di FALSI MILITANTI, in realtà Agenti DIGOS-SISDE-SISMI confidenti-ruffiani e informatori vari. Lo scenario di allora è oggi realmente presente anche negli staff di tutti i social network USA (facebook, instragram, youtube, yahoo, quora, twitter e decine di altri). Questo si traduce nei fatti concreti che mediamente, in una pagina twitter o facebook o altro... di Politici italiani e/o di nostalgici dei vari ventenni mussoliniani o persono pagine fbook apparentemente apolitiche... circa il 50% dei profili presenti o iscritti ... sono confidenti DIGOS e/o Polizia Postale. Questa regola valeva anche negli ormai "preistorici" anni di piombo... La pagina di forum succitata, annovera, oltremodo, almeno un ex sanbabilino ... che queste cose dovrebbe conoscerle meglio di chi le scrive in questo web da "sfigati", ovvero Milanobarona... Eventi e personaggi come Cesare Battisti, molte colonne delle BR e gli stessi militanti MSI-Orinde Nuovo di quel periodo, non solo erano (molti di essi) prezzolati infiltrati DIGOS per promuovere la Strategia della tensione... ma alcuni di essi divennero Capi Brigatisti e bombaroli delle varie stragi di Piazza Fontana-Piazza della Loggia-Italicus-Bologna, etc... per non parlare del Golpe Borghese e rapimento e omicio Aldo Moro (vedasi anche la scandalosa posizione di Enrico Berlinguer, nella primavera del 1978 quando pretese, scandalosamente allineato ad Andreotti e Cossiga... la "linea dura" CHE CONDANNDO' ALDO MORO A MORTE... Ne consegue che certe posizioni ""storiche"" assunte dal forum sopra citato, fondato da personaggi che furono, alcuni, vicini a tali ambienti della destra milanese... fondatori che a loro volta hanno fondato anche pagine fbook di Quartiere... ufficialmente antifasciste con tanto di collaborazioni con l'ANPI di Milano... dovrebbe essere meno censorei verso un periodo storico italiano del quale c'è solo da vergognarsi... e l'ANPI dovrebbe rivalutare, verso qualche pagina Fbook la propria collaborazione. E' doloroso scrivere certe cose ma il caos di personaggi e di linee editoriali assunte da Facebook nel corso degli anni verso la "storia" di Milano e quartieri ... è a dir poco imbarazzante e confusionario.

Questa immagine, inedita sino a poche ore fa (probabilmente le solite raccolte civiche finite nel dimenticatoio dei vari Sala-Pisapia-Moratti. In realtà la Milano Facebook nacque con tale sindachessa e il Presidente ATM del suo periodo da Sindaco. Immagini “”dimenticate”” dalle istituzioni civiche e riciclate dal loro dimenticatoio… ed in pasto, almeno in parte, a Facebook Italia. La foto proviene dalla pagina 5142 di Milano Sparita Skyscrapercity).   Alcune note e chiarimenti sono degne di pubblicazione. Negli anni ’70 le militanze MSI-Ordine Nuovo e Lotta Continua (sia per Milano come per Padova e Firenze che per il resto d’Italia, a partire da Roma e anche Reggio Calabria, vedesi anche i “Moti di Reggio” di Ciccio Franco, il MSI di Giorgio Almirante (e la ‘ndrangheta) e il tentativo di Golpe Borghese di natura insurrezionale-sovranista tentato nel Sud Italia verso il 1970…) annoveravano, tra i militanti e “simpatizzanti”… non meno del 50 % di FALSI MILITANTI (in realtà Agenti DIGOS-SISDE-SISMI confidenti-ruffiani e informatori vari di Polizie, Questure, Prefetture, Caserme, Commissariati, etc…).
Lo scenario di allora (al quale contribuì molto la CIA… mediata dai nostri servizi segreti…)  è oggi (per assurdo) ancora realmente presente anche negli staff di tutti i social network USA (facebook, instragram, youtube, yahoo, quora, twitter e decine di altri). Questo si traduce (concretamente) in una  media molto elevata di falsi internauti statisticamente censibili in una qualsiasi pagina twitter o facebook o altro… pagine gestite da esponenti Politici italiani e/o di nostalgici dei vari ventenni mussoliniani o persino di pagine fbook apparentemente apolitiche…  Quindi… oggi come 50 anni fa… circa il 50% dei profili presenti o iscritti … sarebbero confidenti DIGOS e/o Polizia Postale (escludendo, dalla stima, i proverbiali utenti fake ticipamente generati, sia da algoritmi di tali social network, sia dagli stessi autori di tali pagine). Questa regola valeva (strano ma vero) anche negli ormai “preistorici” anni di piombo… Il  forum succitato, annovera, oltremodo, almeno un ex sanbabilino … che queste cose dovrebbe conoscerle anche meglio di chi le scrive in questo web da “sfigati”, ovvero Milanobarona… Eventi e personaggi come Cesare Battisti, molte colonne reggenti delle BR e gli stessi militanti MSI-Ordine Nuovo di quel periodo, non solo erano (molti di essi) prezzolati infiltrati DIGOS per promuovere la Strategia della tensione… (per entrambe le contrapposzioni) ma alcuni di essi divennero Capi Brigatisti e bombaroli NAR delle varie stragi di Piazza Fontana-Piazza della Loggia-Italicus-Bologna, etc… per non parlare del Golpe Borghese e rapimento e omicidio di Aldo Moro (vedasi anche la scandalosa posizione di Enrico Berlinguer (nella primavera del 1978) quando pretese, scandalosamente allineato ad Andreotti e Cossiga…, la “linea dura… CHE CONDANNDO’ ALDO MORO A MORTE…   Ne consegue che certe posizioni “”storiche”” assunte dal forum sopra citato, fondato da personaggi che furono, almeno uno di loro (ma probabilmente di più), vicini a tali ambienti della destra milanese… fondatori di pagine Facebook (oltre che forum) che a loro volta hanno fondato anche pagine fbook di Quartiere… ufficialmente antifasciste con tanto di collaborazioni con l’ANPI di Milano… Tali personaggi dovrebbero essere meno censorei verso un periodo storico italiano del quale c’è solo da vergognarsi… e l’ANPI dovrebbe rivalutare !!! … le collaborazioni verso qualche pagina Fbook…(tutt’altro che democratica) . E’ doloroso scrivere certe cose ma il caos di personaggi e di linee editoriali assunte da Facebook nel corso degli anni (verso la “storia” di Milano e quartieri …) è a dir poco imbarazzante e confusionario.

Milano, Porta Venezia Gennaio 1985. Ingresso M1 e cancellata con alberi dei giardini di Porta Venezia (dal lato di Via Palestro) durante la nevicata del 1985. )Autore immagine Marcio De Biasi, fonte stagniweb)

Milano, Porta Venezia, Gennaio 1985. Ingresso scalinata  M1,  cancellata con alberi sovraccarichi di neve dei Giardini di Porta Venezia (dal lato di Via Palestro) durante la eccezionale nevicata del 1985. (Autore immagine Mario De Biasi, fonte stagniweb)

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SCHIEVANO HEADQUARTER (e con esso i futuri “Villaggio Olimpico Porta Romana”, Grattacielo A2A Piazza Trento e Torre Gioia 22).

MILANO, la capitale morale della DECRESCITA FELICE.

"SCHIEVANO HEADQUARTIER", Barona, 23 Gennaio 2020... paroloni inglesistici che nascondono il nulla... o quasi.

“SCHIEVANO HEADQUARTER”, Barona, 23 Gennaio 2020… paroloni inglesistici che nascondono il nulla… o quasi. L’immagine ritrae il primo lotto (The Sign) dell’area in riqualificazione.

La foto sovrastante ritrae il primo nuovo plesso (The Sign) di uffici  dell’area oggetto di riqualificazione (termini roboanti…tradotti, in italiano tradotto dall’Inglese…  “Sede centrale di Via E. Schievano”… lotti di volumetrie commerciali e direzionali in corso di ultimazione (Barona, a ridosso dei confini del Ticinese, verso il settore del Moncucco-Viale Romolo-IULM)).

Il primo plesso di edifici (ad uso uffici, in corso di ultimazione) ubicato alla Barona, orientato verso il Monucco-Viale Romolo, compreso tra le Vie Santander ed Ernesto Calindri, a ridosso dello IULM… promette la riqualificazione di un settore periferico di Milano… da oltre mezzo secolo teatro di degrado, di lotti di edilizia popolare nati già “ghetto” verso la metà degli anni ’70 (vedesi Felice Lope de Vega), di un’area dismessa dalla archeologia industriale di una nota fonderia (Fonderia Vedani SpA)…

Malgrado l’evidente e ormai decennale stato di semi abbandono di questo settore periferico della periferia sud-ovest di Milano… la riqualificazione illustrata nell’immagine apre dubbi e perplessità sulla reale fattibilità di conversione di un’area (considerata di serie Z dalle amministrazioni milanesi degli ultimi 5 decenni) potenzialmente guastata, verso la prima metà degli anni ’70, da piani urbanistici ex IACP di palese e storico isolamento dal contesto cittadino, dalla presenza di un canale scolmatore (Lambro meridionale) trasformatosi in cloaca a cielo aperto sin dalla fine degli anni ’60… mai ricoperto e mai riqualificato nel corso dei decenni.

Le perplessità sulla reale potenzialità di riqualificazione territoriale di questo ennesimo progetto (a poche migliaia di metri, verso est, abbiamo il “quartiere Spadolini” tra il Vigentino e Porta Romana… realizzato verso la seconda metà degli anni 2000… già oggetto di volumetrie dismesse per la chiusura di aziende e la delocalizzazione delle medesime… in tale plesso vi si trovava la sede italiana di Yahoo (nota piattaforma social network esperta in evasione fiscale e contributiva nel periodo in cui operò in territorio italiano, tra il 2007 e il 2017, salvo poi fuggire dall’Agenzie delle Entrate e  delocalizzare la sede centrale europea in Irlanda…).

A poco meno di 1500 metri dal nuovo “SCHIEVANO HAEDQUARTER” si trovano le ormai ultratrentennali “Torri Ligresti” di Viale Richard… 3 torri su 4 sono vuote, inaffittate, in stato di degrado strutturale…

La “decrescita felice” di Milano venne inventata, circa 20 anni fa,… dall’ex Sindaco di Silvio Berlusconi, Gabriele Albertini…  Nei primi “Master Plan” di Porta Nuova-Garibaldi (e Milano City Live) si intravide la sostituzione della produzione reale di beni e industrie (ormai non più esistenti da oltre tre decenni)  con la ricchezza distribuita dai servizi… in realtà, limitatamente a Milano… (ma non solo) si assiste al fallimento totale di questa forma di riduzione (sino all’annullamento)  della produzione di beni economici (e loro consumo). Gli unici effetti reali sono un’azzeramento territoriale della loro produzione ed il consumo (concentrato nelle mani di ristretti settori elitari) di beni prodotti in sedi e industrie delocalizzate.

Anche la filosofia (meneghina) della “decrescita felce” non vede una redistribuzione dei redditi e del potere d’acquisto ma unicamente una concentrazione di risorse, poteri e capitali solo verso una marginale fetta di “società dirigente”… che limitandosi alla città di Milano… annovera, non solo immobiliari, banche, assicurazioni, beni fondiari… ma lo stesso crimine organizzato a partire dalla ‘ndrangheta.

E’ noto che a poche centinaia di metri di distanza dallo SCHIEVANO HEADQUARTER, tra Via Santander e Via Carlo  Bo … la immobiliare GVA Redilco ha recentemente affittato uffici ad una nota (tristemente nota) transnazionale del “catering on demand” (riders) divenuta oggetto di inchieste giornalistiche della trasmissione REPORT RAI… e vien da chiedersi quali società di sfruttamento sociale potrebbero ospitare, in futuro, le palazzine del progetto di riqualificazione “SCHIEVANO HEADQUARTER” ?…

Sia chiaro che i praticanti della “Milano in decrescita felice” non si limitano ai vari Sala-Pisapia… ma hanno origine dalle giunte Forza Italia (Albertini-Moratti), filosofie di “decrescita felice” copia e incollate dall’attuale PD renziano nella figura dell’amministrazione Sala della città di Milano…

La Decrescita felice non è ovviamente conclusa.

Ci sono… le Olimpiadi Invernali 2026 e le tonnellate di cemento previste per tale evento nella sola Milano… (dopo la decrescita felice di EXPO 2015…).

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Milano 1959, tra Carrobbio e Ticinese. Colonne di San Lorenzo in Maggiore. (autore Cesare Colombo, fonte web fotografieincomune)

Milano 1959, tra Carrobbio e Ticinese. San Lorenzo in Maggiore. (autore Cesare Colombo, fonte web fotografieincomune)

Milano Porta Genova Dicembre 1963. Parte terminale dello Scalo ferroviario della Stazione di Porta Genova (a ridosso della palazzina della omonima stazione). Locomotiva a vapore di manovra delle carrozze merci. Lo spiazzo visibile nell'immagine era l'area di carico e scarico da "rotaia" a "gomma" (autocarri). Le palazzine visibili nell'immagine corrispondono alla Via Valenza ed all'Alzaia Naviglio Grande).

Milano Porta Genova Dicembre 1963. Parte terminale dello Scalo ferroviario della Stazione di Porta Genova (a ridosso della palazzina della omonima stazione, tra la Via Valenza e Piazzale Stazione di Porta Genova). Lo spiazzo visibile nell’immagine era l’area di carico e scarico da “rotaia” verso “gomma” (autocarri). Le palazzine visibili nell’immagine corrispondono alla Via Valenza- Via Casale  ed all’Alzaia Naviglio Grande. Purtroppo ad una verifica successiva questa foto risulta provenire da una raccolta civica in possesso, presumibilmente non autorizzato, dei “soliti noti” di Skyscrapercity Milano Sparita e Storia dei trasporti…” (legittimo domandarsi, per quelli di loro che ufficialmente lavorano per il Comune di Milano… come trascorrano la giornata lavorativa… a trastullarsi con centinaia di migliaia di foto d’archivio come da quasi 20 anni tutti possono constatare ?…onestamente prudono le mani…)

Milano Ticinese 1974. Vicolo dei Lavandai (agenzia fotogradica Aldo Liverani, dal web liveranionline).

Milano Ticinese 1974. Vicolo dei Lavandai (agenzia fotogradica Aldo Liverani, dal web liveranionline).

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Il web “cronache edilizie milanesi”, apparentemente una fonte fotografica del forum sotto linkato…

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=f68a15f0e0c1f35a5dbaef37eec481c7&t=1232367&page=5139

vista la sua breve e ravvicinada data di pubblicazione… possiamo considerarlo, come ipotesi, un sito creato dai “frequentatori” del forum di cui sopra (ovvero fonte fittizia da dove si attingono foto inedite ed il cui possesso non sarebbe altrimenti giusitificabile ?)?

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Milano Cimiano anni '60. Via Derna.

Milano Cimiano, primi anni ’60. Via Derna.

Milano Cimiano anni '60. Via Derna (la palazzina ritratta risale ad un progetto di Ivo Chierici (fonte web allabarbaresca)

Milano Cimiano anni ’60. Via Derna (la palazzina ritratta risale ad un progetto di Ivo Chierici (fonte web allabarbaresca))

Milano Isola Garibaldi 1973. Immagine di Paolo Monti, ex area direzionale Pozzi Ginori di Via Porro Lambertenghi (successivamente, parte degli edifici, adibiti, anni '90. 2000, uffici catastato immobiliare del territorio).

Milano Isola Garibaldi 1973. Immagine di Paolo Monti, ripresa dal Cavalcavia di Via Carlo Farini, ex area direzionale Pozzi Ginori di Via Ugo Bassi (successivamente parte degli edifici vennero  adibiti, anni ’90-2000, come uffici catasto immobiliare del territorio di Milano).

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Proseguono i multiaccount abbinati ad una sola persona che posta immagini ritagliate, chiedendosi e domandandosi dove e quando… per poi autorispondersi con l’immagine originale (fotoritoccata per migliorarne il contrasto) comprendente dettagli omessi nel primo “post”…

MILANO Sparita – Page 4824 – SkyscraperCity

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L’immagine sottostante (1961-63 circa, Mario Cattaneo, immagini milanesi di giovani nei Luna Park), forse, dovrebbe ritrarre le giostre della Festa di Santa Rita, lungo la Via Santa Rita da Cascia (area erbosa incolta lato ovest di Via Santa Rita…dove un tempo sostavano le note giostre durante il mese di Maggio) tra l’ex Piazzale del Santuario-Via Ettore Ponti e Piazza G.S. Ohm.  Il palazzo (sfocato) che si distingue nell’immagine è praticamente identico al condominio di Via Ettore Ponti 62 angolo Via Santa Rita (dal lato distributore carburanti).

L’immagine ritrae un ragazzino intento nel ballare il “twist” (ballo molto in voga nelle balere anni ’60 e generalmente nelle “feste di piazza”).

Presumibilmente Barona, Maggio 1961-63, giostre e ragazzi alla festa di Santa Rita (la localizzazione è possiile confrontando la sagoma ed i dettagli del condominio ritratto, in secondo piano, dettagli che lo rendono perfettamente identico alla palazzina di Via Ettore Ponti 62 (autore Mario Cattaneo, web fpmagaine). Nella foto sottostante lo stesso palazzo, anni 2019, acquisito da Google Street.

Presumibilmente Barona, Maggio 1961-63, giostre e ragazzi alla festa di Santa Rita (la localizzazione è possiile confrontando la sagoma ed i dettagli del condominio ritratto, in secondo piano, dettagli che lo rendono perfettamente identico alla palazzina di Via Ettore Ponti 62 (autore Mario Cattaneo, fonte :web fpmagazine)). Nella foto sottostante lo stesso palazzo, anni 2019, acquisito da Google Street.

condominio via ettore ponti 62

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L’immagine sotto linkata, pur essendo dichiarata (da un utente di dubbia esistenza) ritrovata nel baule dei ricordi di famiglia… circolava già in rete… anche ed a partire dall’altra Milano Sparita (SSC) sin dal Giugno 2014…. mah !

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2903133799733622/2947558158624519/?type=3&eid=ARAo6cEsc80O0OvX_vP5aIPCEktIm8yr2vzsTVNc7OBZoPP8yIkhYlOsN-KzEs86hWQQ3ciiflU-ag5X&__xts__%5B0%5D=68.ARDWhNSWkzfh_zN64Db-bUSGcaC_CKI4FTBET2U8IVkISHxYRO3XJD32ocvP3odeOhF85Dai0nRpLovqhRD3yVa7uZMlgu1ywD5dIs9kK4gmSPdfRtTAPRRVx5CdUniZGvPf4W-CCxvKObFlui2-T8IZbseEMuDQ2Xf84t2VAv0q4UyT94WIIR_t3_JFKBQdoEkxYXQVyjPxPMKfErtDGqv_JgeXiAc7OyuLuIWJ22f9S4fCOt_rfEukqmqzdzBLpo_qVqXUw2jkjUCtXAlrC4mFq0Irk4Ux4EUbxdQQB5NGOiVRkscR1RTBoueRfyw9SI6c1uAZhQli1seTeRRPt58nGg&__tn__=EHH-R

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La ditta di dinamo e dispositivi elettrotecnici “Einstein & Co” (1900 circa, il padre di A. Einstein mori’ nel 1902 e con esso le attività imprenditoriali tra Pavia e il Quartiere Ticinese di Milano) si trovava nella Cascina e Mulino Ceresa ?

(parte II°)

No, Grazie !

Perche’ un No, Grazie ?

Perche’ è un abbaglio degli storici di Milano Sparita Skyscrapercity… CHE NON SONO STORICI ma presuntuosi.

Qualcuno di loro (l’autore delle pesanti accuse di furto di immagini all’indirizzo di questo sito, fatti accaduti nell’Aprile 2019) ha postato in suddetto forum (analoga cosa sta avvenendo anche nella pagina facevook della Barona… anche se al momento non si cita il presunto laboratorio di dinamo della famiglia Einstein) la nuova e rivoluzionaria scoperta di Einstein nelle terre del Moncucco… nel tentativo di  dimostrazione della sua teoria (alquanto abbagliata) allegando la mappa catastale del 1910 (SIT Geoportale) dove il Mulino Ceresa (il luogo della “Strage del Moncucco”) appare numerato con la cifra 160.

Molto probabilmente, tale mappa, non si riferisce ad un numero civico ma ad una particella catastale riportata nel mappale di quel periodo.

Andando a ritroso nel tempo , 1884 circa, il mappale  (nella immagine sottostante)

Via A Lecchi 1884

Via A.Lecchi dalla mappa catastale del 1884. Nel circolino rosso, a titolo di dimostrazione, un numero civico censito in tale mappa, ben distinto dalle coordinate catastali, stradali e mappali indicate con altre numerazioni.

riporta le numerazioni civiche degli stabili (probabilmente oggi non piu’ esistenti… purtroppo chi scrive non ha la sfera di cristallo e la macchina del tempo per accertarlo) di Via A. Lecchi a ridosso dell’Alzaia Naviglio Pavese.

il mappale è disponibile in questo link

https://geoportale.comune.milano.it/MapViewerApplication/Map/App?config=%2FMapViewerApplication%2FMap%2FConfig4App%2F216&id=ags

il mappale/cartografia catastale riporta, nel 1884, alcuni numeri civici della Via Lecchi (dal 2 al 10). I numeri civici sono di colore nero, quelli delle presunte particelle catastali sono in rosso (la mappa non copre l’area del Molino Ceresa, forse perche’ tale manufatto, a fine ‘800, non era nemmeno iscritto e registrato al catasto… e/o il precedente Catasto Teresiano non era stato trascritto per alcune proprietà e poderi fondiari… oltremodo, nel Catasto Teresiano Moncucco e Barona erano parte dei Corpi Santi e non di Milano, quindi registri indipendenti dal catasto di Milano, completato nel 1760, circa 120 anni dalle prime cartografie catastali reperibili in rete, SIT, non antecedenti al 1884).  Nella mappa si comprende, senza dubbi alcuni, che le numerazioni del tipo “210” o (nella mappa successiva del 1910) “160”,  non corrispondano a numeri civici della Via Lecchi (successivamente Moncucco) ma ad ipotetiche numerazioni catastali. Da notarsi anche la presenza di una numerazione catastale della cascina quattrocentesca “Bompero” (207) e l’assenza di numerazione civica della medesima.

Agli storici da social network andrebbe ricordato che a poco tempo dopo la “disgraziata” formazione dell’Unità di Italia… molti stabili agricoli NON ERANO ANCORA CENSITI NEI CATASTI DEL REGNO, MILANO INCLUSA, BORGHI SANTI DELLA BARONA E MONCUCCO INCLUSI.

Quindi il trarre conclusioni spettacolari del tipo:

“Siori e Siore, lo spettacolare annunzio che nel Mulino Ceresa vi visse e lavoro’ anche Albert Einstein e la sua famiglia…il piu’ grande fisico e genio di tutti i tempi, Albert Einstein visse e frequento’ la Barona e il Molino Ceresa”

…corre il rischio, per tali personaggi, di annunciare bufale che si ritorcerebbero contro i medesimi.

Se, d’altro canto, è vero che esista (in rete) qualche sito che sostenga essere la fabbrica e ditta “Einstein & Co” sita, intorno al 1900, in Via A. Lecchi 160 (a Milano) …si consideri che nulla vieta l’errore di trascrizione anche in fonti originali di quel periodo (primo decennio 1900). Nel 1884 le numerazioni civiche di Via Lecchi si fermavano al n.8 ed il Molino Ceresa non appariva nel mappale catastale. Nel 1900, circa 14 anni dopo… purtroppo non ci è dato sapere… non ci sono elementi che abbinino una numerazione civica cosi’ elevata (e mai esistita in virtu’ della scarsita’ di fabbricati, nel periodo, lungo la Via Lecchi, poi Moncucco) al Molino Ceresa.

Si crede che l’edificio che ospitasse la ditta di dinamo Einstein & Co (ovviamente la fabbrica, non la sede legale di Via Bigli 21), fosse sull’attuale lato ovest della residuale Via A. Lecchi, tra Via Darwin e Viale Liguria/Tibaldi (dove oggi sorge un condominio di recente costruzione) e non esista piu’. Si dubita che tale fabbrica di dinamo fosse ospitata nel Mulino Ceresa. Nella mappa castale del 1930, nel lato ovest di Via Lecchi appaiono dei manufatti  a schiera… ma piu’ di questo non è dato sapere nè scoprire (per chi non ha accesso a fonti di raccolte civiche… si intende, come nel caso di colui che gestisce questo web).

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Milano 1963, tra Monumentale e Porta Garibaldi. Incrocio Via Giuseppe Ferrari-Via Carlo Farini verso Piazzale Cimitero Monumentale. Palina tranviaria ATM con “nuova” venditrice a monete di biglietti urbani ATM (installata nell’asta della palina). (fonte immagine web liveranionline.com)

Milano 1963 Monumentale-Porta Garibaldi. Sempre la palina con la ” nuova” venditrice a monete biglietti urbani ATM… vista da una prospettiva piu’ ampia. (fonte immagine web liveranionline.com)

Da Milano alla Barona… a Milano Sparita facebook

All’apparenza autori indipendenti, nei fatti, le immagini postate, per uso commerciale, senza regole, ovviamente, provengono TUTTE, SISTEMATICAMENTE, da Milano Sparita Skyscrapercity.

Il link sottostante proviene da Milano Sparita Facebook, immagine della quale si dubita la parternità di una ammiratrice di tale pagina ma dei “soliti noti”…

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/82299717_2933528506694151_6904978634985963520_n.jpg?_nc_cat=106&_nc_ohc=dEYH-OdPyZoAX8tSQsp&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=e9d5ef75e8e00123f39aa8d1c83e7db4&oe=5E9AE10E

Da Milano alla Barona…

Sino a prova contraria è una pagina social commerciale, essendo abbinata alla vendita di un libro. Immagini estratte da altri libri sarebbero subordinate a Copyright.

c’è da rimanere esterrefatti …a pubblicare,  una foto prelevata da un libro che non appartiene ad alcun web…(i vincoli  da copyright ?) … forse facente parte di raccolte civiche che vengono sfruttate, da Milano sparita Skyscrapercity… senza regole …da pagine facebook come queste (storici che non sono storici)

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/s960x960/83085965_2272697946165771_738414116380606464_o.jpg?_nc_cat=105&_nc_ohc=5ZwZ82VYCG8AX9-ea1w&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&_nc_tp=1002&oh=77d30fbc35cbf5549586d335c0f22c70&oe=5ED0EF23

Maurizio Colombini = @milanomaniac = dipendente della Polizia Locale di Milano, forum Milano Sparita Skyscrapercity e Storia dei trasporti pubblici, co fondatore Da Milano alla Barona Facebook Italia…

Dopo l’immagine… della Pusterla di Porta Ticinese… gli sproloqui postati da Milano Sparita Skyscrapercity.

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Pusterla di Porta Ticiniese 1915 circa. (fonte web prodottitop)

Pusterla di Porta Ticiniese 1915 circa. (fonte web prodottitop)

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AGGIORNAMENTI NEL MERITO DEGLI ERRORI DI RICOSTRUZIONE “STORICA” COMMESSI NEL FORUM SOTTO LINKATO

Quando l’ignoranza degli incompetenti … da social …diventa legge !

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=f822f9a68e9c8053ea364de386f32518&t=1232367&page=5129

Dopo una rapida verifica, a dispetto delle speculazioni inutili nelle quali si sostiene che intorno al 1900 l’attuale Via Moncucco (alla Barona) si chiamasse Via Antonio Lecchi, una mappa di Milano (1894 circa), di stampa tedesca (ma attendibile), rivela che la Via A. Lecchi era l’attuale Via Carlo Darwin al Ticinese (i riferimenti sono che in tale via, attualmente esiste un distaccamento dei Vigili del Fuoco in una palazzina risalente, probabilmente a fine ‘800, 1900 circa).

L’epoca di stampa della mappa illustra, probabilmente (forse anche per la via Lecchi) un tracciato da piano regolatore in buona parte non attuato… ma in previsione.

Questo indipendentemente dalla presunta presenza (rilevabile nella mappa) di un tracciato di strada “interpoderale” che ha origine dall’attuale Via Darwin, diretto verso il “moncucchetto” sino a congiungersi col vecchio tracciato iniziale della Via Moncucco.

Si consideri che le strade interpoderali che collegavano pertinenze, mulini e cascinali del “Moncucco” non erano asfaltate, non erano manutenute dalle autorità amministrative cittadine, erano dissestate e acquitrinose durante i periodi di pioggia. Il sostenere che i laboratori di produzione e taratura dei dispositivi elettrici (trasformatori, dinamo, motori elettrici… che altro non sarebbero che dinamo funzionanti all’inverso…) fossero in piena (all’epoca) campagna in siti dove carri a trazione animale o autocarri potessero effettuare viaggi quotidiani di carico e scarico di dispositivi (per l’epoca iper tecnologici) è a dir poco ardito (e privo di riscontri oggettivi). Nell’attuale via Darwin esistono edifici edificati, forse, in data successiva alla stampa della mappa sopra linkata… ma si parla di qualche anno, edifici realizzati a fine ‘800, primi del ‘900 (si consideri la non lontana scuola elementare Pestalozzi, costruita nel 1902, idem per il Giardino d’Infanzia Richard Ginori di Via G. Watt, realizzato ai primi del 900… quindi una Milano di estrema periferia in costruzione intorno al 1900, pochi anni dopo la stampa di tale mappa. La via A.Lecchi ebbe, quindi, intorno al 1900, edifici sia dal lato sud che nord che ne definivano l’esistenza e la larghezza (il sieroterapico venne realizzato dal 1894-96 e non vi sarebbe apparente traccia nella mappa sovrastante).

Lungo tale via ci sono edifici realizzati intorno al 1900 (e forse in data anteriore), come anche nel caso della seconda palazzina (presumibilmente realizzata verso fine ‘800 come il distaccamento dei VVFF sopra citato)  orientata verso Via Segantini, angolo C. Darwin (ex ASL-USL-medicina legale, oggi è sede di un’azienda, forse, ai tempi del “sieroterapico” tale comprensorio sito tra le Vie Segantini e Darwin, era correlato alle attività mediche e di riserca dell’ex Sieroterapico…ubicato, un tempo, nel lato opposto di Via Segantini… di questo si cercheranno verifiche nei prossimi giorni… dato che chi scrive non ha documentazione civica storica a disposizione come qualche altro personaggio e si deve accontentare di ricerche affannose effettuate in internet).

Quindi quella che un tempo doveva essere la Via A. Lecchi, oggi si chiama via Carlo Darwin ed i presunti laboratori di produzione trasformatori-dinamo elettriche appartenenti alla famiglia di Albert Einstein potevano essere ubicati, forse, proprio nella palazzina verso Via Segantini (una ubicazione alternativa è l’edificio che ospita, da moltissimi anni, il Distaccamento VVFF sopra citato).

La mappa sottostante conferma quanto scritto piu’ sopra (la ex Via Lecchi è contornata da un’ellisse color marrone. Attualmente, tale via, è Carlo Darwin).

Mappa di Milano, 1894 circa. Fonti: http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=mappe883&righe=1&inizio=7&InizioI=1&RigheI=100&Col=5

Mappa di Milano, 1894 circa. Fonti: http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=mappe883&righe=1&inizio=7&InizioI=1&RigheI=100&Col=5

Quindi, in conclusione, la teoria dei laboratori di fisica elettrologica applicata della famiglia di A. Einstein (sempre che le fonti storiche che citino l’esistenza di tali laboratori di fisica applicata nella ex Via Lecchi siano attendibili) non erano ubicati nell’ex Mulino Ceresa ma a qualche centinaio di metri piu’ a nord, tra l’Alzaia Naviglio Pavese e Via Segantini, al Ticinese (seppur molto vicino ai confini della Barona).

La sottostante mappa (1904 editrice Sacchi) rivela che la Via A.Lecchi, nel 1904 esisteva, non si chiamava via Moncucco (quest’ultima aveva origine dalla via Lecchi) ed aveva degli edifici già registrati al catasto. Alcuni di essi potevano ospitare i laboratori di elettrotecnica della famiglia di A. Einstein. Nel 1904 il sieroterapico era già esistente ma non appare nella mappa sotto riportata.

Mappa di Milano e Ticinese 1904 (editore Sacchi)

Mappa di Milano e Ticinese 1904 (editore Sacchi)

La numerazione civica 160 di Via Lecchi potrebbe essere un errore di trascrizione, dato che nè la Via Moncucco ne’ la ex Via Lecchi avevano estensione e concentrazione di edifici tali da giustificare numerazioni civiche cosi’ alte. Ci si rende conto che simili “trovate” potrebbero incrementare le vendite delle nuove edizioni di un certo libro facebook dedicato alla Barona… ma siamo nel campo non solo delle speculazioni ma persino nel ridicolo infondato.

L’abbaglio dimostrato dai noti “””storici”””” di Milano (dietro di essi abbiamo anche libri venduti con Amazon ed editori pugliesi…e californiani… e ci si chiede se siano attendibili dal punto di vista delle fonti storiche) ci insegna di come sia difficile reperire fonti storiche e cronologiche attendibili se dietro non vi sia una istituzione universitaria che si appoggi a vari enti, società, fondazioni e altro ancora… in grado di offrire una documentazione, non solo attendibile e ricostruibile… ma con persone qualificate professionalmente e accademicamente per farlo.

Signori, comprate pure libri facebook, visitate e mettete “mi piace” alle relative pagine… che andando avanti di questo passo la storia di Milano (e non solo) diverrà una sorta di Carnevale in vigore tutto l’anno… (siamo vicini, oltremodo, a Carnevale 2020…).

In giro per la rete… si legge che autori e utenti Facebook vengono frequentemente apostrofati come utenti Fessi-book… mai migliore definizione azzeccata… ed i Fessibook, in Italia… sono decine di milioni e la loro cultura è parificata a quella di coloro che mettono i like ai siti di sponsorizzazione politica Lega-Casa Pound-F.lli d’Italia e, volendo e soffrendo… anche PD…(tanto per fare un esempio di come forum e social siano fonte di caos informativo se non, addirittura, di disinformazione sistemica).

 

 

Milano anni '70 (fonte SIT Geoportale). Ticinese, bivio delle vie Arena e Scaldasole... purtroppo questa immagine è già stata oggetto di "pasti" da parte dei noti forum e social Milano Sparita Skyscrapercity e Facebook... peccato che non citarono la fonte fotografica da dove attinsero...

Milano anni ’70 (fonte SIT Geoportale). Ticinese, bivio delle vie Arena e Scaldasole… purtroppo questa immagine è già stata oggetto di “pasti” da parte dei noti forum e social Milano Sparita Skyscrapercity e Facebook… peccato che non citarono la fonte fotografica da dove attinsero…

Come piu’ volte segnalato in questo sito, nel Forum Skyscrapecity ci sono personaggi che vantano competenze storiche e carriere storiche… pur non essendo per nulla storici e molti di loro nemmeno laureati.

Ancora una volta lo si scopre leggendo questo passaggio:

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=f822f9a68e9c8053ea364de386f32518&t=1232367&page=5129

un noto utente (che si avvale, per ipotesi, di multiaccount) sostiene di avere scoperto che nel quartiere Barona, all’attuale Civico 22 di Via Moncucco (ex Mulino Ceresa), un tempo venisse ospitata una piccola fabbrica di trasformatori e dinamo elettrici della famiglia Einstein.

Tale “”””storico”””” (storico quanto le identità che usa in tale forum) sostiene di averlo scoperto consultando  l’Archivio Storico della Camera di Commercio di Milano.

Non solo vanterebbe questa rivoluzionaria scoperta… ma sostiene (in varie versioni account di Milano Sparita SSC) di aver anche scoperto (con le note e classiche elucubrazioni) un errore storico-catastale (secondo il medesimo di impatto epocale… probabilmente a Milano … domani ci saranno le troupe televisive giapponesi, cinesi, la CNN-BBC.ABC.CNBC… etc…)  che vedrebbe, non nella ex Via Lecchi al civico 16 la presenza (1900 circa) di tale laboratorio elettrotecnico gestito dalla famiglia Einstein… ma al civico 160 della medesima Via (una svolta epocale, sorge l’invidia nell’ammetterlo… un Nobel alla storia e letteratura fioccherà per qualche milanese dipendente del Comune e controllate…nei prossimi mesi…).

SI PREMETTE CHE TALI TEORIE NON HANNO ALCUN RISCONTRO NE’ FONDAMENTO (la numerazione del Mulino Ceresa alla Barona (160) potrebbe essere una numerazione catastale e non civica).

L’infondatezza delle “narrazioni storiche” di quei post non è nuova e sarebbe interessante chiedersi quanta di tale inattendibilità sia stata riversata nei libri editi nelle varie pagine Facebook (non meno di tre, redatti, stampati e venduti con modalità e canali differenti ma tutti correlati a Facebook Italia che ne dovrebbe rispondere in primis…insieme agli autori).

Ora… ben conoscendo una certa tendenza a millantare meriti non “meritabili”, analizzando in rete si scopre che in realta’ la fonte “””Archivio Storico della Camera di Commercio di Milano””” è, da anni, reperibile in rete, con Google e Bing.

Infatti la epocale scoperta che rivoluzionerà la storia di Milano (e ricompilerà lo scibile umano planetario…) e legittimerà (oltremodo) facebook, SSC (e internet in generale) …come nuovo luogo dove i dilettanti si trasformano in meravigliosi storici di professione … e anche meglio… è reperibile in questi link
https://guarnichai.wordpress.com/2014/04/16/einstein-a-milano-2/

https://www.italiaoggi.it/archivio/einstein-a-milano-l-officina-paterna-68723

leggendone il contenuto si scopre che l’errore storico (presunto tale, dato che non c’è traccia nelle fonti ufficiali e lo si presume nelle fonti SSC, oltremodo scrivendo tale numero civico, con testi da fotoritocco… sovrascritti direttamente nei file immagine ritraenti le mappe catastali del 1900 circa) del civico 16-160 di Via Lecchi alla Barona (ex corpi santi) era (duole scriverlo) già stato “scoperto”  diversi anni fa… (IN REALTA’ NESSUNO SOSTIENE TALE TESI) da coloro che hanno pubblicato le fonti sovrastanti (la versione piu’ veritiera è che non ci furono mai errori di numerazione civica… ma per dare piu’ enfasi alla cosa… qualcuno ha creato questo aneddoto di dubbia realtà).

Cercando in rete poi si scopre che non l’Archivio Storico della Camera di Commercio di Milano … sarebbe (probabilmente) tale fonte… ma quella di Pavia

http://www.pv.camcom.it/index.phtml?Id_VMenu=848

… nulla toglie che tale fonte sia eventualmente disponibile, piu’ che negli archivi storici delle Camere di Commercio di Milano e Pavia… nelle note raccolte storiche civiche alle quali tali personaggi, in parte, attingono in beata solitudine e privilegio..

per carità, il fatto in se non ha nulla di male… (concediamo facoltà di trastullarsi.. E PRENDERE ABBAGLI A RISCHIO DI FARE FIGURE BARBINE… con documenti storici a tali “signori”…) ma quando didascalie ed immagini vengono poi fagocitate da Facebook Italia… la musica cambia.

Comunque sia… ora si comprende da dove vennero attinte (anche) le fonti con le quali sono stati scritti anche libri venduti in ecommerce con Facebook.

Duole ribadirlo ma… se non possiamo farci nulla sui vari episodi di millantato credito (e abbagli al limite delle bufale) in certi forum (sono fenomeni innocui, innocenti…se presi singolarmente) duole invece constatare che quando queste fonti diventano commerci facebook… nessuno vigila… nemmeno le autorità che sono pagate e preposte per farlo…

Si conclude questa breve segnalazione ricordando che la RAI e la famiglia Angela, per produrre trasmissioni storiche come quella sottostante:

https://www.raiplay.it/video/2020/01/meraviglie—la-penisola-dei-tesori-6acb4ad0-ace3-4d67-96d3-739bfb9792a8.html

… non si rivolge a Skyscrapercity e nemmeno facebook… ma alla Facoltà di Scienze Storiche di Milano, di Firenze, di Roma e di altre città… ora viene da domandarsi se certi personaggi siano realmente degli storici … oppure … chiedersi se la loro professione storica sia come quella delle loro identità mascherate in Skyscrapercity… ovvero una cosa che nasce e muore (con figuracce) all’interno di una piattaforma social senza un riscontro reale.

… meno male che negli ultimi anni certi inghippi sono stati scoperti…

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Lo sapevate che la facciata (attuale) del Duomo di Milano venne realizzata solo nei primi del 1800, circa 400 anni dopo l’inizio della sua realizzazione ?

Probabilmente, a parte gli storici di professione, NO !

La non eccellenza storica e culturale dei forum Milano Sparita Skyscrapercity, Milano Sparita e da ricordare Facebook Italia, Milano nei Secoli facebook Italia, Da Milano alla Barona Facebook Italia, Vecchia Milano WordPress (e altro) non hanno mai narrato la vera storia della cattedrale tardo gotica del Duomo, iniziata in tarda epoca medioevale, completata… e quasi radicalmente riprogettata, nonche’ parzialmente ultimata … solo nella fase Rinascimentale (anche se tali “testate” web-forum-social si considerino delle eccellenze mondiali nel ramo storia di Milano e Lombardia… e disgressioni varie nello scibile universale).

Scoperta dell’acqua calda ?

Ovvio !

Malgrado gli affari del lato commerciale e politico delle varie Milano Sparita e quartieri spariti… vadano a gonfie vele e il popolo bue dei social acquisti e visiti alla grande…se volete sapere, in linea generale, la vera Storia del Duomo di Milano… non vi resta che consultare, ahinoi, RAIPLAY e la trasmissione di Alberto Angela (RAI1) del 18-1-20 (sotto linkata, la visione richiede la registrazione a Rai Play).

https://www.raiplay.it/video/2020/01/meraviglie—la-penisola-dei-tesori-6acb4ad0-ace3-4d67-96d3-739bfb9792a8.html

Strano ma vero… malgrado vi siamo commercianti Facebook che vantino competenze storiche superiori a quelle dei ricercatori storico scientifici universitari… solo la RAI “de Roma” ci rispolvera una storia di Milano poco nota (che rivela la nostra ignoranza di nativi milanesi nati a pochissimi km dalla cattedrale medesima… ma rivela anche l’incompetenza di ambienti Facebook Italia, lacune, da anni, stigmatizzate in questo sito). Quindi l’ennesimo smacco a noi “milanesi” ma anche  agli internettiani dei vari geni dell’intelletto umano di Skyscrapercity-Facebook-Wordpress-blogspot google, Milano e Barona varie…

Il Duomo venne completato (la facciata, quasi integralmente riprogettata… a dispetto di quanto tutti credono), praticamente, a pochi anni dalla infelice Unita’ d’Italia…(questo è in buona parte noto, meno nota era, per l’appunto,  la sua modestissima facciata sino ai primi del 1800). Ci volle un francese imperialista (Napoleone) per completare, in stile falso tardo gotico, la facciata del Sagrato del Duomo… quindi sotto la pressione delle campagne Napoleoniche. La facciata della cattedrale di Milano… ai primi dell’800 era piu’ disadorna e modesta, ovvero messa “peggio”… persino di quella dell’attuale Basilica di Sant’Eustorgio.

Lo stile tardo gotico del Duomo e della sua facciata sono stili architettonici emulati con 4 secoli di ritardo… ed all’interno di esso, persino la sua Cripta sarebbe di stile manierista visti i secoli intercorsi tra la sua prima edificazione incompleta e il suo completamento, per per le vetrate si prolungo’ sino agli anni ’80 del 1900 (nella “Milano da bere”).

In sostanza, il Duomo, pur nella meraviglia della sintesi architettonica ed artistica (ufficialmente catalogata come Neoclassica, Neogotica per via della sua ultimazione tardiva, rispetto al periodo in cui venne progettato e vennero poste le prime strutture liturgiche ed architettoniche… del lato opposto a quello absidale) è un assemblaggio ibrido di stili e tecnologie architettoniche ed artistiche (emulate in epoca tardiva) succedutesi nell’arco di 4 secoli… e il suo aspetto omogeneo “tardo Gotico-Neo Gotico” trarebbe in inganno (l’aspetto esteriore venne ridisegnato e compiuto nei primi dell’800 e non nel ‘400 come comunemente ci hanno insegnato) per via degli interventi recentissimi (se considerati rispetto agli oltre 600 anni che lo separano dalle prime realizzazioni) che lo videro, almeno esternamente, completamente ultimato sono a circa meno di mezzo secolo dall’Unità d’Italia…

Dato che facebook, skyscrapercity e company non hanno acculturato i milanesi nativi e d’adozione… ma hanno solo sviluppato un grande business i cui utili vengono incassati e tassati in California… (c’è comunque un tornaconto politico PD-LEGA-FORZA ITALIA in tali social e forum) e persino fior di Senatori della Repubblica commettono strafalcioni storici come il sottostante:

 

https://eugeniocomincini.it/2010/il-campanile-del-duomo-di-milano/

dimostrandoci che i nostri politici non eccellono in cultura…

in realtà il Duomo, come noto, ebbe, sino al 1866 circa, una torre campanaria…

In beata e quasi totale solitudine, l’unico web dove verrebbe pubblicata una decente cronologia storica del Duomi di Milano:

Storia di Milano ::: Il Duomo dagli spagnoli a Napoleone

Sia chiaro, chi scrive non è storico (è messo male come tutti i fruitori di tali pagine facebook e skyscrapercity… ovviamente pur lor signori sarebbero “messi male”) e mai si sarebbe definito tale… tuttavia ci sono autorefernziati fiori di storici che non sembrano aver proprio brillato in quasi un decennio di pagine Facebook ed un quasi ventennio di forum SSC…

Forse si dovrebbe pensare meno ai profitti (ed all’acculturamento politico propagandistico) e di piu’ alla vera storia… ma forse tali personaggi avrebbero bisogno di consulenti universitari (attualmente solo la RAI, a spese nostre, puo’ permettersi) che gli verrebbero a costare un mezzo secolo di utili dalla vendita libri via Amazon… (libri stampati in Puglia o in California…).

I commenti di cui sopra potrebbero apparire diffamatori… ma quante immagini, come la sottostante, sono mai apparse nelle note pagine Facebook e Skyscrapercity ? (parliamo di autori che si autoreferenziano come la crema della storia universiale della città di Milano, il meglio degli storici ufficiali… portatori di cultura storica millenaria, dall’epoca celtica, passando per le Legioni Romane sino alla Torre Isozaki…).

Ecco come si presentava il Duomo nel 1700, sino ai primi del 1800.

Fonte miniatura: Blog Urbanfile

Fonte miniatura: Blog Urbanfile

Scoperta dell’acqua calda… ma noi milanesi, vittime di una scuola che insegna storia siano all’illuminismo ed elude (dietro decennali direttive ministeriali)  persino l’Unità d’Italia ed il ventennio fascista (fasi storiche eluse poiche’ c’è da vergognarsi ad essere Italiani ed i vari Dicasteri romani, dalla DC sino all’attuale Governo Giallo Rosso, ben sanno che l’Unità d’Italia nacque sotto forme illegittime e criminali… aspetti che sarebbe meglio censurare)… ma forse queste cose non dovevamo apprenderle dalle varie Milano e quartieri spariti… o forse no ?

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Milano Ticinese, 1975 circa. Deposito tranviario di Via Pietro Custodi. (fonte immagine, SIT Geoportale)

Milano Ticinese, 1975 circa. Deposito tranviario di Via Pietro Custodi. (fonte immagine: SIT Geoportale)

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Un breve cenno ai contenuti della trasmissione di Telereporter “Gente di Milano”, del 15/1/20 scorso (curioso che abbia lo stesso titolo di “Gente di Milano” facebook, correlata a Milano Sparita Facebook Italia… titolo che curiosamente coincide con una raccolta fotografica, proveninente da Milano Sparita e Storia dei trasporti di Milano Skyscrapercity).

Nella trasmissione (finanziata dalla Lega) venne intervistato in inquilino pensionato residente in appartamento di proprietà di un noto gestore di patrimonio immobiliare popolare del comunale di Milano.

Gli estremi ed i contenuti della trasmissione sono da sottoporre ad alcune “revisioni” per delle imprecisioni tecniche contenute.

Presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano non vincola il magistrato di turno nel comunicare alcunche’ al depositario di tale atto  (Tribunale e Procura di Milano sono una nota tangentopoli giudiziaria appaltistica tra la procure italiane, di tale procura se ne occupo’ anche l ‘Autorità nazionale anticorruzione e persino la DIA …per una serie di appalti al di fuori della Legge e di personale ausiliario, amministrativo e anche giudiziario… beneficiari di concorsi e bandi di gara e selezione non proprio legali… diversi contaminati da personaggi vicini al mondo del crimine organizzato, ‘ndrangheta in primis… ma del resto Cosa Nostra, sin dai primi anni ’70, ebbe modo di influenzare il decorso giudiziario di tale procura e tribunale) .

Per avere traccia del “decorso” di un atto giudiziario, il suo depositario e sottoscrivente  (il “ragiunatt” della trasmissione andata in onda lo scorso 15 Gennaio, un ex controllore finanziario di una Banca non specificata) deve presentare (invece di un esposto) una Denuncia Querela al Procuratore della Repubblica di Milano, presso la Procura della Repubblica (a sua volta presso il Tribunale medesimo, Via Freguglia 1).

Sia chiaro che non si sta facendo un atto d’accusa verso quel milanese intervistato nella trasmissione sopra citata. Le motivazioni esposte dal medesimo sono sacrosante… ma per come la vicenda è stata diffusa nelle televisioni del Nord Italia… ci sono alcuni aspetti da chiarire e verificare.

Per quali motivi ?

L’ordinamento giudiziario attuale non prevede nè vincola il PM di turno (nel giorno del deposito di un esposto) di gestire un esposto con un iter da Registro Giudiziario (riservato alla denunce-querele)… anche se nell’esposto vi possono essere i presupposti per considerare il medesimo una notizia di reato.

L’esposto permette alla malagiustizia (il Tribunale di Milano ne sarebbe il simbolo Nazionale, seguono altre procure come Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio, Torino, Novara, Pavia… Padova… ma la lista è incompleta e limitata al Nord Italia) di insabbiare l’atto e di renderlo ingestibile dal depositario-sottoscrivente (il “ragiunatt”).

Altro errore è l’aver definito la Procura della Repubblica di Brescia come un organo controllore della Procura della Repubblica di Milano.

Brescia ha solo le competenze di delega di tutti i procedimenti che vedono i magistrati di Milano, indagati per reati svolti nelle loro funzioni e/o per querele che i medesimi infliggono a cittadini che hanno scritto, dei medesimi, in toni non lusinghieri… Se un cittadino denuncia un magistrato operativo alla Procura e Tribunale di Milano… l’eventuale procedimento di indagine, processo e giudicato…non puo’ essere gestito e dibattuto, nonche’ giudicato a Milano… ma in altra Procura, ovvero Brescia (la medesima viene nominata anche per magistrati denunciati da altre Procure lombarde).

Se si ravvedono e si possiedono prove nel merito di illeciti consumati, per ipotesi di reato, da un ente di amministrazione immobiliare (residenza popolare) comunale, si deve presentare denuncia-querela, con l’invito scritto in calce alla medesima (un obbligo per il PM di turno e il GIP assegnato) di essere informati dell’eventuale richiesta di archiviazione (onde produrre una opposizione alla medesima) citando gli ex artt.li di Procedura Penale (408/409/410).

Se il PM di turno dovesse iscrivere la denuncia-querela nel modello 45 (atti non costituenti reato), OVVERO INSABBIARLA…tale magistrato e passibile di querela per omissione d’atti d’ufficio (articolo 328 cp) e del reato di favoreggiamento personale (art 378 cp) ed in certi casi anche di associazione a delinquere (CP 416).

Duole constatare che le tramissioni LEGA pecchino di carenze conoscitive del come querelare e perseguire i furbetti … che sono equamente distribuiti tra la medesima e il PD, sia nazionale che locale… E’ noto che l’attuale leader della Lega abbia, da diversi anni, costituito una “task-force”  repressiva (querele bavaglio) che monitori l’ìntero WWW planetario per intercettare e identificare i cittadini italiani (e non) dissenzienti al medesimo e sottoporli al patibolo giudiziario (la Lega querela diverse centinaia di cittadini al giorno per diffamazione… alla faccia delle vittime della magistratura “comunista”…).

Si evidenzia, inoltre, che la trasmissione di Telereporter sopra menzionata… dovrebbe dedicare i propri  servizi anche per l’ALER Lombardia (gestito da 30 anni da alleanze Lega-Forza Italia) protagonista di reati analoghi (o comunque di ipotesi di reati simili) a quelli imputati in tale trasmissione.

Come diceva Alberto Sordi nel film “Il moralista”… (nelle amministrazioni milanesi e lombarde), il piu’ pulito ha la “rogna”, indicando che tra “sinistra” e destra… Milano è andata a rotoli e con essa la Regione.

Ultima nota di cronaca

Le boiate propagandistiche (il primo ad inventarle fu Craxi, seguito da Berlusconi, poi Formigoni, dopo Maroni, oggi gli attuali governatori lombardia e città di Milano…) del PIL milanese e lombardo primo in Europa e quasi nel mondo… andrebbe rivisto non solo nell’ottica delle speculazioni immbobiliari di Milano, ma nella presenza di Berlusconi + famiglia e Mediaset in Lombardia… e soprattutto per i redditi dei frontalieri che da decenni guadagnano in Svizzera Italiana.. luogo dove le retribuzioni minime partono, convertite in euro, a partire da 3000 mensili per arrivare a 20.000, mentre a Milano, 1000 euro sono un lusso per pochi… idem Lombardia.

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Milano-Brera anni '70. Via Pontaccio 21 (fonte fotografica SIT Geoportale)

Milano-Brera anni ’70. Via Pontaccio 21 (fonte fotografica SIT Geoportale). Osservando i fili aerei di captazione elettrica tranviaria (concepiti, ancora, per i trolley, antecedenti alla riqualificazione delle linee tranviarie in pantografo…) dovremmo essere (non oltre) verso la prima metà degli anni ’70 (non successivo al 1975). Si consideri, inoltre, che al 31/12/1975 la tratta tranviaria di Via Pontaccio, verso Lanza,  era dismessa (lo dimostrano le auto parcheggiate sopra i binari del tram, la sede stradale era ancora attrezzata con una coppia di binari, come deducibile dalla coppia di linee elettriche aeree visibili nell’immagine). Un ulteriore dettaglio a favore della datazione anteriore al 1976 è l’evidente tinta monocromatica (verde militare) della pattuglia di Polizia di Stato inquadrata nell’immagine. Dal 1976 la livra delle auto in dotazione al Pronto Invervento 113 venne riverniciata nell’attuale bianco-azzurro.

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Matteo Salvini e Milano Sparita Facebook e Skyscrapercity

Le note tramissioni di telereporter, finanziate da Matteo Salvini, portano lo stesso nome degli album fotografici (raccolte civiche) delle pagine web sopra menzionate…

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2328004153913259&type=3&__xts__[0]=68.ARBQ6urvk2W7y4I3TcBwyHElbV5nV95zKego_1PpGCkypq8lxiHB6LfC2ej2Kn4F-3ZE5DSDkdnUpo07GjagtlaO8QIyHRVUYBSD9tfMR9SzJyey9nOha1DOJwgkx5VCxzTAaXTs4HWJBPbvMwMyIf846elRa7qb8vlh0WyJDyggbHwJQ_TEGAh7QEwLWSy-sXkti5zJdASLMjsWN6hj_VPKJk2dNEV_EvRJQ1zQhllzYLEJ4KF0GpxljihXj0yjbqM56DwNX4-SHKkKgDBC59izHTRH-kCsSG3YDksVIZ2e9nv2jDIZmaVFokZkWI_buPRmd0LMLtikNNJI_vW3FDOw3g&__tn__=-UC-R

C’è la firma autografa in certe azioni internet…?

 


Piazza Castello fine anni '60. (autore Davide Mengacci, raccolta omonima)

Piazza Castello 1969. (autore Davide Mengacci, raccolta omonima)

Milano Barona (confinante verso Giambellino) oggi 15/1/2020. Cavalcavia Don Lorenzo Milani e le torri "Ligresti" (1988) in evidente stato di incuria e invendute e sfitte (tranne la torre "impachettata" da un cantiere di "riqualificazione-restiling". Da notarsi la presenza di cartelli affitasi e vendesi lungo tutte le tre torri rimanenti. Il plesso direzionale vede solo uno sportello Unicredit ed un bar ristorante (rispettivamente Piazza G.S.Ohm e Via Lodovico il Moro-Richard) attivi e testimonianti gli ultimi "segni di vita" conseguenti ad una crisi economica (non dichiarata dalle istituzioni di Milano e Lombardia) ma pesantissima. Il plesso delle torri di V.le Richard alla Barona non è l'unico ex centro direzionale "periferico" a versare in tale stato. Analoga situazione per le ex torri Olivetti del Lorenteggio, per una delle due torri di Via Koch, sempre al Lorenteggio, idem per Via Ripamonti e l'abbandonato centro direzionale sito tra Ripamonti e Virgilio Ferrari. Idem per le ex torri SAI e altre ex aziende di Musocco-Stephenson... per non parlare dell'area Mecenate verso San Donato-Tangenziale est verso la Paullese... tutto in stato di abbandono... scenari di disperazione umana e occupazioni abusive simili a quelli denunciati a Napoli Scampia Le Vele dalla trasmissione RAI "che ci faccio qui". Come piu' volte accennato, Milano è una città che non si espande piu' ma si contrae per via di un impoverimenti produttivo e amministrativo che viene, da 25 anni, sottaciuto dalle giunte Lega-FI-PD. Molti gli stabili ex terziario in stato di abbandono lungo Viale Monza verso Sesto S. Giovanni. Idem per l'are Bicocca (malgrado si costruisca intorno al dismesso). Per quanto riguarda la Barona, l'inutilizzo e lo stato di semi o totale abbandono del plesso Richard-Ligresti vede, a circa 1500 metri di distanza la realizzazione del "Schievano Headquarter" (del quale si cerceranno di approfondire alcuni aspetti nelle prossime settimane). Ci si domanda se Schievano Headquarter non sia destinato, nell'arco di 20-25 anni a fare la stessa fine delle Torri di Viale Richard... A Milano si costruisce, non per esigenze di mercato ... ma per speculazione edilizia...

Milano Barona (confinante verso il Giambellino), oggi 15/1/2020. Cavalcavia Don Lorenzo Milani e le torri “Ligresti” (1988) in evidente stato di incuria (quasi totalmente sfitte e bisognose di restauro radicale, sia negli interni che negli esterni… tranne la torre acquistata da una “corporation” britannica…”impachettata” in un cantiere di “riqualificazione-restiling”). Da notarsi la presenza di cartelli affittasi lungo tutte le tre torri rimanenti. Il plesso direzionale vede sopravvivere (la desolazione del sito supera l’ex area Ginori dismessa nei primi anni ’80, prima della costruzione di tali torri) solo uno sportello Unicredit (quando le torri vennero inaugurate, tra il 1988-89, ospitava uno sportello Credito di Torino CRT Cassa Risparmio di Torino) ed un bar ristorante (rispettivamente verso Piazza G.S.Ohm e Via Lodovico il Moro-Richard). Quelli elencati sono gli unici esercizi  “attivi” e testimonianti gli ultimi “segni di vita”  di quest’area ex direzionale, segni di dismissione anche conseguenti ad una crisi economica (non dichiarata dalle istituzioni di Milano e Lombardia)  pesantissima (anche a Milano) che non sembra avere fine.  Il plesso delle torri di V.le Richard alla Barona non è l’unico ex centro direzionale “periferico” a versare in tale stato. Analoga situazione per le ex torri Olivetti del Lorenteggio (sembra che HUAWEI sia interessata ad una loro riqualificazione… in rete ci sono dei “rendering” ma le informazioni reperibili sono scarse, non è possibile capire se le torri siano state rilevate dal colosso cinese e/o siano state acquistate da immobiliaristi per la riqualificazione e rilocazione per HUAWEI).   Anche una delle due torri di Via Koch (ex Gemini Center) è inutilizzata… mentre l’altra venne rilevata, alcuni anni fa, dalla multinazionale Replay (sempre al Lorenteggio).  Scenari simili a quelli di Viale Richard sono visibili in Via Ripamonti con l’abbandonato centro direzionale sito tra Ripamonti e Virgilio Ferrari. Idem per le ex torri SAI ed altre ex aziende di Musocco-Stephenson… (soggette ad occupazioni di senza tetto) per non parlare dell’area Mecenate verso San Donato-Tangenziale est a ridosso dello svincolo  della Paullese… tutto in stato di abbandono… scenari di disperazione umana e occupazioni abusive simili a quelli denunciati a Napoli Scampia “Le Vele” dalla trasmissione RAI “che ci faccio qui”.   Come piu’ volte accennato, Milano è una città che non si espande piu’ ma si contrae per via di un impoverimento produttivo, ovviamente sociale (con diseguaglianze notevoli) parallelo ad un impoverimento amministrativo e politico che viene, da 25 anni, sottaciuto dalle giunte Lega-FI-PD (malgrado nel centro cittadino si stia costruendo con ritmi forsennati dal lontano 2005).  Molti gli stabili ex terziario in stato di abbandono lungo Viale Monza verso Sesto S. Giovanni. Idem per l’area Bicocca (malgrado si costruisca intorno al dismesso). Per quanto riguarda la Barona, l’inutilizzo e lo stato di semi o totale abbandono del plesso Richard-Ligresti vede, a circa 1500 metri di distanza, la realizzazione (che suscita molte perplessità)  del “Schievano Headquarter” (del quale si cerceranno, in questo web,  di approfondire alcuni aspetti nelle prossime settimane). Ci si domanda se “Schievano Headquarter” (malgrado gli annunci di prestigiose rifiniture e di riqualificazione di un’area degradata da decenni in centro direzionale ad alta tecnologia e innovazione) non sia destinato, nell’arco di 20-25 anni,  a fare la stessa fine delle Torri di Viale Richard… A Milano si costruisce, non per esigenze di mercato … ma soprattutto per speculazione edilizia/immobiliare…mattone e compravendite immobiliare, cosi’ come la locazione di spazi di terziario (ovviamente in centro, dove i costi al metro quadro sono astronomici) incrementano il PIL (anche l’utilizzo fiscale di torri vuote o affittate, come cespite, ammortizza e mantiene stabili i fatturati delle immobiliari e immobiliaristi… andando a drogare una economia basata sulle bolle immobiliari… come di fatto Milano camperebbe dalla fine del primo decennio degli anni 2000).

Milano "Baia del Re" Stadera nei primi anni '70. Manifestazione contro la guerra USA del Vietnam in Via Nicola Palmieri. (fonte fotografica, contestuale e localizzazione citata, web Lombardia beni culturali).

Milano “Baia del Re”  (Stadera) nei primi anni ’70. Via Nicola Palmieri e manifestazione contro la guerra USA nel Vietnam. (fonte fotografica, contestuale e localizzazione citata: web Lombardia beni culturali).

Cernusco sul Naviglio 1917 circa. Via Camillo Benso di Cavour.

Cernusco sul Naviglio 1917 circa. Via Camillo Benso di Cavour. (fonte web genova1913.it)

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TGR Lombardia… una brutta copia della Televisione Popolare Nord Coreana, espressione e mezzo di un Regime autoritario e corrotto (lombardo ma formalmente alla guida diretta e indiretta della Nazione dal 1994) disinformativo e propagandistico ?

tv nord coreaDopo Tangentopoli ’92, dall’insediamento del Governatore regione Lombardia (di Forza Italia) Roberto Formigoni (1994) , il TGR Lombardia si è trasformato in una macchina della propaganda politica-elettorale (falsa e disinformativa) di Forza Italia prima, della Lega Nord e PD dopo…(per molti versi anche e meglio delle reti Mediaset e de Il Giornale e “Libero”)

Verso fine anno 2019 una giornalista del TGR Regionale annuncia che a Milano cresce la popolazione, cresce il PIL, c’è piena occupazione con traino dell’intera Europa, Brexit inclusa e che le aziende di Milano fatturano piu’ e meglio di quelle delle principali capitali europee, Regno Unito incluso… (in sintesi i posti di lavoro fisso ce li tirano addosso…) e c’è fame di case…(per via della piena occupazione lavorativa di Milano) e non ci si deve stupire che per via di tale “fame” immobiliare si costruiscano nuovi condomini superlusso in pieno centro… (si premette che anche il Sole 24 ore applica le stesse propagande di dubbia attendibilità statistica e numerica).

(le cronache reali dicono l’opposto)

https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/09/08/news/rider_milano_mensa_dei_poveri_corso_concordia-235503081/

… sorvolando sulle boiate di tale affermazione (PD e Lega sono piu’ amici di quello che sembra, malgrado le trasmissioni televisive Telereporter “Gente di Milano-Milano trash” finanziate da Salvini), sull’avanguardia disinformativa che, “pro tempore”, Forza Italia, sin dal 1994, fece utilizzando tale testata giornalistica regionale RAI

(annunciando una falsa emergenza rifiuti che permise a Formigoni ed alla famiglia Berlusconi, secondo le indagini degli anni successivi, di affittare, (pare) parte dei terreni… destinati alla discarica di Cerro Maggiore… da personaggi “calabri”… dei quali ci si chiede se i personaggi succitati fossero ignari o meno… (scenari non molto dissimili da quelli dei terreni EXPO 2015)).

http://www.altrestorie.org/news.php?extend.952.12 (nel sito non si fanno riferimenti a famiglie di un certo tipo… nella vicenda della discarica di Cerro Maggiore… forse per timore di querele… dati che certi “peccati” (di cui Milano e Lombardia rigurgitano, da “sinistra” a destra) non si devono dire ma solo praticare…))

Il noto e dimenticato scandalo berlusconista della discarica di Cerro Maggiore… maturo’ anche ipotetiche simulazioni di suicidio come dimostrano le cronache di allora

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/02/14/si-spara-alla-testa-il-re-delle.html?refresh_ce

 l’esito politico lombardo-forzista della falsa emergenza rifiuti del 1994 fu possibile, a livello di consenso…anche utilizzando il TG Regionale come macchina di consenso e disinformazione… possiamo quindi affermare che TG Lombardia, ancor prima che Zuckerberg (con Facebook) invento’ la macchina della propaganda politica per far vincere politici e partiti impresentabili… nella stessa misura nella quale, successivamente, Facebook e Twitter permisero la vittoria di governi neo fascisti e autoitari negli USA, in Brasile, in Cile, in UK, in Polonia, in Ungheria, Romania, Bulgaria, etc… Il TG Regionale, dal 1994, divenne, sulla falsa riga dei regimi totalitari (come la North Korea) una macchina del consenso e della disinformazione finalizzata a collettare voti, un tempo per Berlusconi e Formigoni (e De Corato/Albertini/Moratti/Pisapia), oggi per Sala e Fontana (in tempi intermedi, ed in modo scandaloso,  per il pregiudicato Robero Maroni… il medesimo ha diversi precedenti penali inappellabili… non si tratta di diffamazione ma cronaca…).

L’affermare che a Milano, per via della “fame” di alloggi… si costruiscano condomini miliardari in pieno centro è una boiata degna delle amministrazioni regionali e comunali che Lombardia e Milano si meritano e si tengono “strette” in questi anni.

Se a Milano ci fosse “fame” di case… si ricomincerebbe a costruire nelle periferie… malgrado la recente moda (nata con la Moratti ma ereditata e potenziata da Pisapia e Sala) falso ecologista della tutela del territorio “verde” (periferico) da preservare contro l’utilizzo di suolo pubblico periferico (verde) per espansione dell’edilizia residenziale.

A Milano ci sono centinaia di migliaia di appartamenti e spazi uffici e commerciali invenduti e sfitti.

I motivi ?

Costi di compravendita e di locazione impossibili da sostenersi ed una economia meno florida di quello che la propaganda TG Lombardia sostiene.

Per quale motivo si annuncia che a Milano non si trovano appartamenti da acquistare ?

Vedesi Fontana e Sala e le Olimpiadi 2026 e le iperspeculazioni edilizie che dovranno realizzarsi (ed affiancarsi ai sequestri giudiziari dell’area Porta Vittoria) a Porta Romana e Porta Garibaldi (ex scali TIBB-Lodi e Farini).

Oggi, a Milano, i principali acquirenti immobiliari sono:

‘ndrangheta e Triade Cinese…

… del resto da un TG3 Regione che dal 1994 apre i servizi con la faccia di Formigoni (e li chiude sempre con la stessa faccia), successivamente con la faccia di Maroni, poi Pisapia, poi Sala e Fontana… cosa dovremmo attenderci ?

Informazione o promozione elettorale permanente ?

Si ricorda che Milano vanta la maggiore emigrazione (all’estero) di laureati… forse cosi’ tante opportunità di lavoro e di carriera, la “Milano traino dell’Europa” non sa offrirle (tranne che per i raccomandati, molti di essi provengono dal meridione italiano)…

Milano, negli ultimi 20 anni… ha rinnovato il centro storico (sino ai confini esterni di Porta Garibaldi e Amendola Fiera-Portello) ed ha invecchiato le periferie.

Non è piu’ una città in espansione ma in contrazione (vedesi le aree di terziario dismesse-inutilizzate di Viale RIchard, Lorenteggio, Stephenson Musocco, la stessa Porta Romana con il recente e già decadente “Quartiere Spadolini” tra Vigentino e Porta Romana… vedesi Ripamonti, vedesi Via Medici del Vascello e l’area di Rogoredo-Mecenate, la stessa Lambrate, Viale Monza e persino l’area Bicocca (dove al nuovo si affianca l’intermedio abbandonato).

Non ci si deve stupire che da simili politicanti incapaci e poco onesti (in diversi casi) nacquero piattaforme social (frequentemente di pura propaganda e “chimere” con distorsioni storiche, nonche’ carenze cronologiche abissali…) dedicate alla “Vecchia e sparita Milano e quartieri” (pagine Fbook e libri che distraggono e allontanano dai problemi reali di Milano e dalla verità storica e contemporanea).

…aggiornamento…

Sempre in tema di bufale disinformative del TG Lombardia, degna di nota sarebbe la bufala annunciata verso i primi di Dicembre 2019 di un incontro riappacificatore (voluto da Matteo Salvini ) e Liliana Segre… evento smentito da entrambi pur essendo stato annunciato (dal TG3 Lombardia) come “ricevuto” da una fonte attendibile… (qualcuno ricorderà le parodie dei “Lino Linguetta”… in voga una ventina di anni fa… paradossalmente proprio sulle reti Mediaset con Striscia la notizia… bene… anzi male… pare che i Lino Linguetta del TG3 Lombardia spaccino per notizia ANSA anche un semplice colpo di telefono fatto da qualche dirigente Lega di Via Bellerio… tanto tale testata, da decenni, si presterebbe alla mala informazione propagandistica di natura politica e elettorale).

E’ MOLTO DIFFICILE CHE COMITATI D’AFFARI TARGATI LEGA E PD POSSANO  GOVERNARE BENE UNA REGIONE E UN CAPOLUOGO METROPOLITANO DI REGIONE… TALI COMITATI PENSANO AGLI AFFARI, MOLTO MENO AD AMMINISTRARE BENE…

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Milano 4 Novembre 1979. Barona, Via Moncucco, ambienti esterni della "Locanda delle Streghe" (ex Mulino Ceresa del sottoborgo rurale della Cascina Moncucco, lungo la omonima Via Moncucco). La sera del giorno precedente, tra il 3 e 4 Novembre 1979, un attentato in pieno stile da Mafia Siciliana miete otto vittime all'interno della locanda "Delle Streghe". L'autore, a distanza di decenni, venne identificato con un noto esponente della 'ndrangheta.

Milano 4 Novembre 1979. Barona, Via Moncucco, ambienti esterni della “Locanda delle Streghe” (ex Mulino Ceresa (dell’ex sottoborgo rurale appartenente al Borgo Barona dei “Corpi Santi”)  della Cascina Moncucco, lungo la omonima Via Moncucco al civico 22). La sera del giorno precedente, tra il 3 e 4 Novembre 1979, un attentato in pieno stile da Mafia Siciliana e Calabrese miete otto vittime all’interno della locanda “Delle Streghe”. L’autore, a distanza di anni, venne identificato con un mafioso, un certo Luigi “Ginetto” di Paola (quasi o nulla di esso è reperibile in rete e persino il nome di battesimo discorda secondo le varie fonti…l’unico dettaglio sono i suoi rapporti con esponenti calabresi ‘ndranghetisti del clan degli Onorato). Le informazioni  sulla vicenda, disponibili in rete, sono poche, anzi nulle, confuse, erronee, inattendbili, scarssissime (siamo ai limiti dei SEGRETI DI STATO giornalistici)  e frammentarie. Lo stesso dicasi per gli articoli giornalistici che sembrano scritti da autori che ignorano (in misura spaventosa) i fatti reali o cercano di applicare censure su fatti le cui organizzazioni criminali sono ancora pienamente radicate e operative nel territorio milanese, lombardo e di buona parte del Nord Italia. Si consideri che trale strage dovrebbe essere maturata piu’ che tra un regolamento di conti tra i clan degli Epaminonda e Turatello, tra Cosa Nostra e  la ‘ndrangheta, all’epoca appena insediatasi a Milano ed in corso di costituzione . Si prendano queste informazioni come ufficiose… dato che regna una copertura istituzionale, sui fatti, prossima ai SEGRETI DI STATO.  Le informazioni giornalistiche della vicenda sono confuse, sbagliate, errate, disordinate, inattendibili … dove  si confondono  e i invertono i nomi di esponenti della ndrangheta coi nomi di esponenti della mafia siciliana.  La strage, per lo stile e per il periodo in cui avvenne, ricorda e si configura come una guerra tra mafie siculo calabresi che fece molti “morti ammazzati” al confinante Giambellino (narcotraffico eroina, bische clandestine, prostituzione e i primi tentativi di riciclaggio imprenditoriale e bancario) proprio a partire da quel periodo. Attualmente, l’ex locanda-trattoria “Delle Streghe” è convertita, da diversi anni,  in residenza privata con appartamenti… ma inserendo in Google e Bing, la parola chiave “Via Moncucco 22” i primi link si riferiscono alla strage de 3/11/1979. L’immagine ritrae il luogo della strage nel giorno successivo alla medesima… ovvero il 4 Novembre ’79. Un aneddoto curioso è rappresentato dal fatto che nessuno si accorse di nulla sino alla mattina del 4/11, giorno nel quale i giornali, tranne la testata ritratta nella foto (pubblicata all’interno di un libro dedicato alla Mala di Milano, presentato ufficialmente lo scorso Novembre) non riportavano minimamente i fatti della strage della sera precedente. La  prima testata giornalistica a stampare la notizia della strage fu il quotidiano “La Notte” che usciva di pomeriggio (le copie sono ritratte nella foto sovrastante). Nella foto è quindi ritratto un non meglio identificabile giornalaio che vendeva copie de La Notte… proprio davanti al luogo della strage.  Si rende anche noto che l’articolo “Milano dal dopoguerra a tangentopoli” oggetto di attacchi hacker vede la scomparsa (scoperta di recente dopo attacchi di pirateria informatica a questo articolo) di scritture pregresse dedicate a questo argomento (postate nell’Aprile 2017), argomenti che vengono riproposti qui sotto (dopo alcuni attacchi hacker che hanno rimosso contenuti storici e testimonianze molto importati) essendosi (fortunatamente) conservati nell’articolo dedicato alla Barona ed alla sua cronologia storica. Nella foto possiamo constatare la presenza, nel luogo della strage, di volti e personaggi dall’aspetto poco rassicurante… probabilmente qualcuno del “clan” di Paola… (come sempre avverrebbe… ) si è ripresentato il girno dopo… (è ovviamente una ipotesi)… i proverbi dicono che “l’assassino o gli assassini si ripresentano sempre  nel luogo del delitto”.  Purtroppo l’immagine ritratta è di dimensioni limitate e riprende la pagina del libro sopra citato… del resto chi gestisce questo sito internet non ha accesso alle raccolte civiche fotografiche come qualche altro furbetto…(ovviamente non si farebbe riferimento agli autori del libro succitato ma verso personaggi che hanno costituito un monopolio poi sfruttato da Facebook Italia per usi di promozione personale e commercio editoriale). Coloro che attaccano (in vari modi) questo sito, oltre che dimostrarsi invidiosi per i suoi contenuti, potenzialmente competitivi con altre pubblicazioni, dimostrano, apparentemente,  di voler censurare anche aspetti della malavita milanese ancora attuali… del resto l’economia di Milano, anno 2020, vede la ‘ndrangheta come Ammiraglia principale del PIL prodotto nella città… le connivenze tra mafia calabrese e politica milanese e lombarda e nazionale, imprenditoria, finanza e banche ed edilizia… sono fortissime… e con esse gli intrecci con Forze dell’ordine e magistratura milanese (latitante da circs 60 anni)…  e non ci si deve stupire di certe azioni…ad opera di “ignoti”… Siti come questo mettono in agitazione le istituzioni piu’ dei siti illegali o terroristici.

Nel 1979, nell’ex ristorante “Le Streghe” di Via Moncucco (3 Novembre) un regolamento di conti di sospetti personaggi della malavita organizzata italiana, legati al narcotraffico ed alla prostituzione (mafie del narcotraffico di eroina gestito da Cosa Nostra e famiglie affiliate. La strage fu ufficialmente un regolamento di contri tra Angelo Epaminonda, siciliano di Catania, narcotraffico di eroina e prostituzione e Francis Turatello (detto Faccia d’Angelo) , nato ad Asiago ma di famiglia meridionale, boss della prostituzione milanese avente intrecci con i marsigliesi, Cosa Nostra e Nuova Camorra Oranizzata). Si tratta di una strage che scosse l’intera Nazione (8 morti tra avventori, titolari del ristorante, Antonio Prudente, legato, pare, al riciclaggio di entrambi i  contendenti, Turatello ed Epaminonda). L’anno precedente, sempre lo stesso ristorante fu teatro di una sparatoria. Il titolare del locale era in relazione con i circuiti di gioco d’azzardo di Francis Turatello che a sua volta aveva relazioni con Cosa Nostra Siciliana. Questo fatto spicca per vere e proprie omissioni investigative delle autorità competenti, tanto che in poco tempo nessun cronista e nessun magistrato si occupo’ ulteriormente del caso. Questo ristorante, che aveva cambiato nome e gestore di recente, sino al 1978 si chiamava “L’Osteria della Fogna” e fu teatro di un conflitto a fuoco nell’estate del 1978, periodo in cui aleggiavano voci che fosse una specie di “piano bar” alla “buona” per clienti altolocati con tendenze omosessuali. Il locale, negli anni ’70 era divenuto (nonostante le pessime frequentazioni del titolare), un locale di moda per gente dello spettacolo. Venne frequentato da vari attori tra i quali Walter Chiari e sembra che fu il trampolino di lancio del complesso musicale Equipe 84. Dopo la seconda metà degli anni ’70, la gestione passo’ ad Antonio Prudente, degradando tale ristorante e locale di intrattenimento in una specie di covo della malavita meridionale.

La Barona era e sarebbe “incastonata” tra due difficili quartieri (Giambellino e Stadera) dalla storia dura e difficile, spesso storie criminali vere e proprie, e la vicinanza con tali realtà fece eleggere questo quartiere come territorio neutrale dove gestire incontri, compromessi, alleanze, contese e strategie.

Strage di via Moncucco (una delle 8 vittime)

Strage di via Moncucco (una delle 8 vittime).
Le periferie di Milano, negli anni ’70 ed ’80, erano luogo di affari tra “uomini della mafia siciliana” e teatro di spaccio di eroina. La magistratura milanese non seppe e non volle mai fare chiarezza su queste dinamiche criminali che rappresentavano un business anche per gli uomini d’affari e della stessa imprenditoria milanese (vedesi Banca Rasini del padre di Silvio e Paolo Berlusconi, famiglia di Avvocati siciliani La Russa e Salvatore Ligresti… tanto per elencarne alcuni…).

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Milano "City" 1959 circa. Grattacielo Pirelli in costruzione visto dalle vie private interne dell'isolato compreso tra Via G. Fara, Via Fabio Filzi, Via Galvani e Via Pirelli. Lo stabile in primo piano venne realizzato dalla impresa Pedercini dal quale proviene questa immagine (web Pedercini spa).

Milano “City” (Vie Fara/Filzi a ridosso della Stazione Centrale) 1959 circa. Grattacielo Pirelli in costruzione visto dalle vie private interne dell’isolato di uffici ed edifici semiresidenziali  (nel periodo considerato il lotto era in costruzione e/o appena ultimato) compreso tra Via G. Fara, Via Fabio Filzi 27 (interno), Via Galvani e Via Pirelli. Lo stabile in primo piano venne realizzato dalla impresa Pedercini. (fonte immagine: web Pedercini spa).

Milano Dergano anni 70. Via Livigno angolo Via Giacinto Collegno (sullo sfondo la Chiesa di San Nicola Vescovo). Fonte: Lombardia beni culturali

Milano Porta Genova primi del '900. Via Savona e omonima "Drogheria Savona" (con annessa fabbrica del cioccolato) di Achille Bernorio. (fonte fotografica e contestuale web Lombardia beni culturali)

Milano Porta Genova primi del ‘900. Via Savona 10 e omonima “Drogheria Savona” (con annessa fabbrica del cioccolato) di Achille Bernorio. (fonte fotografica e contestuale web Lombardia beni culturali)

Milano Porta Genova primi del '900. Via Savona e omonima "Drogheria Savona" (con annessa fabbrica del cioccolato) di Achille Bernorio. (fonte fotografica e contestuale web Lombardia beni culturali)

Milano Porta Genova primi del ‘900. Via Savona 10 e omonima “Drogheria Savona” (con annessa fabbrica di cioccolata) di Achille Bernorio. (fonte fotografica e contestuale : web Lombardia beni culturali)

Milano fine anni '50. Parco Lambro-Via Feltre e il costruendo lotto di Via Pisani Dossi. (fonte web twbiblio.com)

Milano fine anni ’50. Parco Lambro (costruendo quartiere Feltre)-Via Feltre-Via Rombon ed il costruendo lotto  edilizio di Via Carlo A. Pisani Dossi. (fonte web twbiblio.com)

Milano Cimiano 1960. Via Monfalcone angolo Via Giorgio Marazzani. Fotogramma del film "Rocco e i suoi fratelli" di Luchino Visconi. (fonte web twbiblio.com)

Milano Cimiano 1960. Via Monfalcone angolo Via Giorgio Marazzani. Fotogramma del film “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti. (fonte web twbiblio.com)

Albergo Manin nella omonima via nei primi del '900. (fonte fotografica web pubblicitario della struttura alberghiera tutt'oggi esistente anche se in edificio differente da quello ritratto nella foto).

Albergo Manin nella omonima via nei primi del ‘900. (fonte fotografica web pubblicitario della struttura alberghiera tutt’oggi esistente… anche se in edificio differente da quello ritratto nella foto, probabilmente a causa della sua ricostruzione dopo i danneggiamenti aerei della seconda guerra mondiale).

Milano Casoretto Agosto 1989 (verso il 19 del mese). Via Leoncavallo e sgombero del noto e storico centro sociale recante il nome della omonima via. L'immagine ritrae una curiosa forma di sgombero effettuata con un carro gru dei Vigili del Fuoco. Nel 1989 il centro sociale Leoncavallo, strano ma vero, annoverava la frequentazione di Matteo Salvini che per "incanto", dopo aver abbracciato appassionatamente una fece comunista passo' alla Lega Nord di Umberto Bossi l'anno successivo. (fonte fotografica web vice.com)

Milano-Casoretto, Agosto 1989 (verso il 19 del mese). Via Leoncavallo e lo sgombero del noto e storico centro sociale recante il nome della omonima via. L’immagine ritrae una curiosa forma di sgombero effettuata con un carro gru dei Vigili del Fuoco. Nel 1989 il centro sociale Leoncavallo, strano ma vero, annoverava la frequentazione di Matteo Salvini che per “incanto”, dopo aver abbracciato appassionatamente una fede comunista… passo’ alla tutt’altro che marxista Lega Nord di Umberto Bossi (nell’anno successivo). Come a tutti noto, malgrado nel 1997 Salvini divenne capolista della corrente del Comunisti Padani della Lega Nord… le sue posizioni politiche e “interventiste” attuali ricordano  quelle assunte dall’ex Direttore dell’Avanti (quotidiano ufficiale del Partito Socialista nel 1900), Benito Mussolini, intorno al 1920. (fonte fotografica web vice.com)

 

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Nell’Agosto-Ottobre 2016, in questo articolo (Milano dal dopoguerra a tangentopoli) venne pubblicato un riassunto (il piu’ possibile veritiero) sulla storia (malcostume politico) del progetto faraonico e impossibile… de la “RACCHETTA di Milano“, ovvero un Piano Regolatore che nel tentativo di sfruttare una città sconvolta dai bombardamenti anglo americani e da una ricostruzione post bellica dettata anche dalla emergenza abitativa… cerco’ (senza riuscirci del tutto) di trasformare Milano in un errore urbanistico viabilistico (con potenziale scempio e contrasto delle componenti storiche delle città)  come, purtroppo avvenne… qualche anni piu’ tardi con Roma (il raccordo anulare tra i principali)… (i progetti per Milano erano anche peggiori…).

Nei progetti della costruzione dell’AUTOSOLE A1 e A7 Milano Serravalle… ivi il potenziamento della Statale 36 (Milano-Lecco-Colico) come dei futuri progetti della Milano Brescia-Venezia (si intende autostrade) e del potenzialmento della Milano Laghi Torino… nell’immediato dopoguerra qualcuno pensava di trasformare Milano in una città “casello-casello” solcata e divisa da autostrade urbane …

…da Piazzale Corvetto sino alla Via Larga… ma anche Viale Piceno, Viale dei Mille sino a V.le Giustiniano-Regina Giovanna-P.zza Oberdan (poi Buenos Aires-Loreto-A.Costa-Leoncavallo-Palmanova) e da Piazza Maggi-Famagosta-Romolo-Washington-Pagano-Procaccini-Farini sino a Piazzale Lagosta (i progetto principali… si consideri che le vie elencate dovevano essere allargate con demolizione di almeno una delle due schiere di edifici laterlai presenti in ciascuna via all’epoca del progetto… spiegando le cose in maniera molto, troppo… semplificata).

La Racchetta, per essere realizzata (il progetto venne abbandonato nel 1958 malgrado permasero dei vincoli urbanistici “risolti” solo col progetto di riqualificazione di Porta Nuova), imponeva espropri privati (decine di migliaia di sfrattati che dovevano essere ricollocati in nuovi stabili a spese del Comune di Milano…) e la demolizione di centinaia di condomini ed edifici di ogni genere…(inclusi edifici e chiese con vincoli da patrimonio storico). In sintesi  un’opera faraonica (quanto folle) interamente a carico del Comune di Milano.

Il progetto decadde per mancanza di fondi governativi (a Roma, col raccordo anulare si bypassava, almeno in parte, il discorso esproprio e demolizione… realizzando una tangenziale sopraelevata urbana… ovviamente con un impatto da “ecomostro”  urbano-paesaggistico disastroso… Milano si “salvo’ ” per il “rotto della cuffia”…

A Milano sopravvivono alcune delle opere viabilistiche incompiute (che divennero, anni dopo l’abbandono del progetto, opportunità di affarismo edilizio… se non di speculazione…).    Tracce della “Racchetta” sono anche il noto viadotto sopraelevato di Via Carlo Marocchetti-Viale Puglie, le Via Larga-Albricci verso Piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele trasformato, dal 1964 circa (quindi dopo la variante radicale del PRG 1953, al completamento della M1), in stradone centrale a veloce scorrimento , C.so Venezia, Buenos Aires, oppure (anche) Viale Romolo verso Piazza Napoli e Via Washington (questa via e le sue dimensioni preesistono al PRG 53 che nulla modifico’ di tale arteria), Mario Pagano sino verso Procaccini/Paolo Sarpi e Via Farini verso Lagosta-Zara (gli sventramenti teorici da progetto piu’ importanti e noti…).  Negli anni ’60 del 900 si opto’, fortunatamente,  per le tangenziali Est e Ovest …

Quindi, che sia chiaro una volta per tutte… il PRG 53 venne abbandonato per mancanza di fondi di esproprio e ricollocazione dei residenti sfrattati in altre zone e soluzioni abitative (per realizzare supestrade urbane a scorrimento veloce, come gli attuali Viale E. Femi, Rubicone, Viale Scarampo, Zara-Testi … vialoni che solcassero pero’ anche il centro storico..) piuttosto che per intoppi burocratici.

Si consideri, inoltre, che Milano ha una pianta stradale “medioevale”… non è come Torino o Brescia (riga e squadra), tanto per fare degli esempi banalissimi… in sostanza, tale PRG poteva quindi  essere eluso con la circolarità delle circonvallazioni e con la realizzazione di tangenziali esterne, come di fatto avvenne alcuni anni dopo. Se fosse avvenuto il contrario, Milano avrebbe tutt’oggi, al suo interno, ulteriori arterie pericolosossime (affiancate a quelle già preesistenti) convergenti anche verso Piazza DUOMO… opere faraoniche che oggi sarebbero aree pedonali sconfinate e/o sottoposte a restrizioni d’accesso a pagamento… (alcuni esempi degli “stradoni a scorrimento veloce” del progetto sono anche la vicina Via Larga che si estinguerebbe verso Via  Albricci, uscente verso un’angusta Piazza Missori… nell’intenzione di collegare velocemente tale Piazza, non solo con l’area del DUOMO ma verso Piazza Cadorna (troncando Via Torino), radendo al suolo tutto quello che si trovava interposto, vincoli storici e numerose chiese di rilievo storico ed artistico incluse. Il progetto del PRG 53 si ispirava, forse, a quanto realizzato (nel ventennio fascista) con  Viale Zara e Fulvio Testi o del successivo allargamento di Via Palmanova con la differenza che i vialoni a scorrimento veloce dovevano sventrare il centro storico (tanto per fare degli esempi di piani urbanistici faraonici quanto folli… ma considerati futuristici nell’immediato dopoguerra).

In realtà qualche residuo dell’ex PRG 1953 è stato attuato a partire dalla metà del primo decennio degli anni ‘2000… non di strade si tratterebbe ma di progetti edilizi (di lusso e di riqualificazione) chiamati “Porta Nuova-Volta-Garibaldi”.

(pubblicazione del 2016)

LA “RACCHETTA”… GRANDE OPERA DI SVENTRAMENTO, INCOMPIUTA

Purtroppo le pagine Facebook dedicate alla storia di Milano e pagine Fbook dedicate alla storia di alcuni quartieri se ne riguardano bene dal fare una vera storia recente (ultimi 6 decenni) dello svluppo del tessuto urbano di Milano.

Se lo facessero, offrirebbero quegli strumenti conoscitivi sufficienti a comprendere che le recenti speculazioni edilizie nate in seno al Ventennio berlusconista ed alla continuità di tale Regime, attuata dalle amministrazioni PD di Pisapia e Sala, sono in realtà, progetti molto vecchi, di natura speculativa e mangereccia sin dalle loro origini, oggetto di tentativi di attuazione che vennero ripresi nell’immediato dopoguerra, in seno alla colonizzazione culturale ed economica del noto Piano di ricostruzione e finanziamento Marshall, che diede input di speculazione edilizia in città come Milano e Roma (secondo dettami differenti da quanto potevano essere le reali esigenze di queste città).

Le fonti reperibili a verifica di quanto pubblicato sono disponibili in una sottopagina del sito internet dell’ordine degli architetti di Milano.

http://www.ordinearchitetti.mi.it/it/mappe/itinerario/33-la-racchetta-la-grande-incompiuta/saggio

Sia durante il ventennio fascista, sia successivamente, varie lobby e consorterie speculative basate sugli interessi fondiari premevano per lo sventramento di ampi settori di Milano (sia centrali che periferici della Città) allo scopo di realizzare arterie stradali, grandi opere e speculazioni edilizie di vasta portata.

Questa non comporta che Milano non avesse bisogno di una espansione urbanistica, di facile quanto rapido passaggio di persone e merci dagli estremi opposti della città. Quei progetti, se fossero stati attuati, oltre a riversare sui bilanci comunali gli oneri di manutenzione di tali opere, avrebbero oltremodo congestionato oltre ogni limite la città, incluso il suo inquinamento atmosferico e la pericolosità di tali arterie per gli stessi automobilisti e per i pedoni.

Le tangenziali erano, forse, l’unica strada percorribile, cosa che venne attuata solo a partire dagli anni ’60… dopo la bocciatura di tali progetti faronici e con grande ritardo, rispetto al congestionamento del traffico cittadino che negli anni ’60 incalzava sempre piu’ rapidamente.

Il ventennio fascista, povero e nel contempo avaro di risorse per Milano, si limitò ad alcuni interventi (in alcuni casi degli scempi) nel centro storico (vedesi le “Case Veneziane” di Piazza S. Babila,demolite per lasciare spazio ad interventi come i Palazzi Snia Viscosa, Emilio Lancia, la demolizione del Bottonuto (Arengario), sino ad interventi e/o progetti successivi al periodo bellico).

Casa Veneziana (se esistesse tutt'oggi sarebbe localizzata all'anglo con Corso Monforte) demolita negli anni '30 secondo l'attuazione del Piano Regolatore Albertini e antecedenti.

Case Veneziane (se esistessero… tutt’oggi… sarebbero localizzate all’angolo con Corso Monforte) demolite negli anni ’30 secondo l’attuazione del Piano Regolatore Albertini e antecedenti.

Sin dalla seconda metà degli anni ’20 le fondiarie e gli immobiliaristi fecero pressioni per “mettere le mani” sulla città con una serie di interventi da integrarsi in vari piani regolatori. Dietro progetti di rinnovamento del flusso del traffico veicolare (all’epoca quasi inesistente e limitato al solo centro storico gravitante intorno al Duomo), loschi interessi speculativi cercarono in piu’ riprese (durante il fascismo ed anche dopo) di sfruttare piani di riqualificazione di una pianta stradale urbana da sempre condizionata dalla presenza della “cerchia nei Navigli”, vissuta, dagli urbanisti del secolo XX° come un ostacolo edilizio ed alla mobilità, da vari regimi fascisti o pseudo democratici succedutesi, ormai, in quasi un secolo di evoluzione storica urbana, regionale e nazionale.

I progetti che nacquero tra gli anni ’30 e ’50 del 1900, visti con il senno di oggi, hanno quasi del folle.

L’esigenza di sventrare i vincoli di circolazione “tangenziale/circolare” imposti da una vecchia pianta cittadina, in parte, anche medioevale, sviluppatasi nei lunghi secoli precedenti con le opere leonardesche dei Navigli e di soppiantarla o “cavalcarla” da arterie a circolazione radiale (che negli anni ’50 del 1900 vennero rinominati come “assi attrezzati”) premeva tra gli anni ’30 e ’50 del 1900 per avere una propria ragione di esistenza.

Per paradosso, tali progetti, oltre all’assenza della copertura di fondi e stanziamenti pubblici necessari alla loro realizzazione, videro poteri forti contrapposti, rappresentanti da vari proprietari immobiliari del centro storico che vedevano minacciati i loro beni patrimoniali destinati alla demolizione dai progetti di sventramento finalizzati alla realizzazione di arterie automoboilistiche che solcavano da Sud a Nord la Città, transitando per un centro storico completamente ridisegnato e demolito come era dai progetti di allora.

Paradossalmente quindi, fronti contrapposti di speculatori si fronteggiarono per tutelare interessi indidivuali piuttosto che storici e di memoria e solo parzialmente questo scempio venne evitato, e se questo avvenne, lo fu’ esclusivamente per una lotta di poteri e interessi contrapporti.

La salvaguardia di alcune aree storiche del centro di Milano, nacque piu’ da scontri di interessi personali che da una cultura della tutela storica dei settori piu’ antichi della città.

Di quei piani regolatori restano tracce nelle attuali Piazza Diaz, Corso Europa, Via Larga-Verziere, Piazza S. Babila e C.so Matteotti e Piazza Meda, e nella City, la Via Vittor Pisani.

Le convenzioni che i palazzinari d’allora volevano stipulare a prezzi di comodo e convenzionati non trovavano finanziatori privati e nemmeno pubblici a causa dell’enorme investimento economico richiesto negli espropri immobiliari, soprattutto quando questi coinvolgevano palazzi di prestigio e proprietari influenti dotati di poteri (verso l’amministrazione comunale) equivalenti a quelli dei fondiari immobiliaristi.

Per farsi un’idea di come Milano doveva essere “sventrata” secondo i progetti dei Piani Regolatori dei primi anni ’50, l’immagine sottostante potrebbe rendere una vaga idea dei progetti faraonici di quel periodo.

Piano Regolatore 1953/58

Piano Regolatore 1953/58

L’estrema sintesi del progetto dello schema viabilistico non deve trarre in inganno. Nello schema compaiono solo le direttrici in progetto. Nelle aree limitrofe erano previsti insediamenti urbani non molto dissimili da quello che poi venne limitato alla sola “city” e sventramenti paralleli a quelli principali. Sembra difficile da credersi ma già nei primi anni ’50, le linee guida dello stravolgimenti dell’area ex Varesine, Porta Nuova, Porta Garibaldi, poi riproposte e realizzate tra il 2000 sino in data attuale, erano già previste nell’immediato dopoguerra…  ma vennero attuate (limitatamente nella speculazione immobiliare di ampio progetto) solo 50 anni dopo.. a causa della cronica mancanza di gruppi finanziari e immobiliari disposti a mettere in circolo fondi di investimento evolutisi poi nelle bolle immobiliari attuali.

Le esigenze di quel periodo (sostanzialmente riprese dai progetti di integrazione alla mobilità regionale degli anni ’30) esulavano da una concezione tangenziale dell’attraversamento esterno della città e del collegamento ad altre arterie stradali e autostradali verso le varie destinazioni della Regione.

La pianta circolare delle due circonvallazioni, in un periodo di assenza di tangenziali esterne, era concepita a cavallo del ventennio e del dopoguerra, come un ostacolo all’attraversamento rapido della città e del collegamento da questa con altre direttrici che, secondo la visione “radiale” del periodo fascista e dell’immediato dopoguerra, poteva essere aggirata solo realizzando “assi attrezzati” che sventrassero la città da Sud-Ovest verso Nord-Est e da Nord-Ovest verso Sue-Est (sino all’immediato dopoguerra, il traffico commerciale e privato non si snodava lungo l’autosole ma da Genova e daTorino, verso Milano e verso altre destinazioni site a Nord ed Est del capoluogo lombardo). Analogo sventramento era previsto da Nord-Ovest verso Sud Est a collegamento della Milano Laghi con l’Autosole.

Una superstrada cittadina (Piano RG 53) doveva sventrare interi poderi cascinali del Moncucco (distrutti in parte qualche tempo dopo con le speculazioni edilizie popolari e convenzionate), Ticinese-Porta Genova, Solari, Mario Pagano, Fiera, Sempione, Porta Volta-Farini, per defluire nell’attuale Piazzale Lagosta e reinstradarsi verso il Viale Zara e Fulvio Testi.

Chi proveniva dalla Milano Serravalle e non doveva terminare il viaggio a Milano (o doveva raggiungere rapidamente alcuni settori della città), ma proseguire, poteva, secondo questo progetto, intersecare la città, dall’attuale Piazza Maggi, ed immettersi in un qualcosa che in Italia avrebbe l’unico precedente con il “raccordo anulare” di Roma (quello di Milano non era un anello sopraelevato in quanto richiedeva lo sventramento di centinaia di immobili, e vie preesistenti, uffici, industrie, scuole, e tutto quello che incontrava lungo il suo cammino…radiale alla città).

In realtà gli “assi attrezzati” erano due. Era previsto un secondo asse che dall’attuale Piazzale Kennedy verso Viale Viale Certosa, Corso Sempione, Via Cenisio, doveva bypassare l’uscita-raccordo Milano Laghi Certosa per intersecarsi in un faraonico incrocio attualmente localizzabile a Porta Volta/Farini-Piazza Baiamonti e defluire verso Viale Crispi, Bastioni Porta Nuova, Piazza Oberdan, congiungersi con V.le Regina Giovanna, Via Gaio, Via Sidoli sino in Piazzale Susa, Viale Mugello, Campania, Molise, Puglie, Lucania per defluire verso l’A1 autostrada del Sole (il viadotto tutt’oggi esistente che si snoda tra Porto di Mare-Rogoredo sino a V.le Lucania è una piccola applicazione di tale progetto che non vide pero’ mai una reale realizzazione per mancanza di fondi, anche statali, necessari ai rimborsi per gli espropri delle aree immobiliari private la dove la realizzazione di questi assi attrezzati radiali ne richiedeva l’ampliamento stradale o la creazione ex novo, tramite demolizioni e sventramenti di tutto quello che vi era interposto). Tale progetto venne accantonato proprio nell’anno di inaugurazione della Milano-Piacenza A1 (autosole), nel 1958.

Viadotto scorrimento veloce del 1958 in Piazzale Corvetto (anni 70, malgrado il timbro postale della cartolina rechi l'anno 1985, ma dalle insegne pubblicitarie si comprende essere di almeno un decennio antecedente).

Viadotto scorrimento veloce del 1958 in Piazzale Corvetto (anni 70, malgrado il timbro postale della cartolina rechi l’anno 1985, ma dalle insegne pubblicitarie si comprende essere di almeno un decennio antecedente). Questa fu una limitata applicazione degli arredi stradali che dovevano integrare tale sopraelevata con l’asse attrezzato diretto verso le autostrade Milano Torino e Milano Laghi, progetto abbandonato nel 1958.

Il progetto per l’asse Milano Serravalle della Via Del Mare (A7) verso Viale Zara, era chiaramente una follia soprattutto per l’interminabile dedalo di incroci semaforizzati che da 60 anni penalizzano tale direttrice (Zara, Fulvio Testi), che nel caso di realizzazione di tale opera, sarebbe collassata nel giro di qualche anno a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.

Non considerando che tale direttrice, era, già da allora, luogo di esondazioni frequenti del fiume Seveso…

Sembra assurdo ma i rimasugli di tali progetti vennero riproposti persino a cavallo degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, in coincidenza della Tangentopoli ’92 per la riqualificazione della rete veicolare a ridosso della Piazza S. Babila (via Bagutta).

Come accennato, una porzione (puramente speculativa immobiliare) di queste follie urbanistiche (ormai vecchie di un secolo) ha trovato concretizzazione nelle speculazioni edilizie di Porta Volta-Garibaldi a cavallo tra i primi anni 2000 ed oggi (le cui opere inutili quanto deturpanti sono tanto elogiate da pagine facebook manovrate dai poteri forti, dedicate alla Milano Sparita…).

Il resto delle follie si affievoli’ con la progressiva pedonalizzazione e limitazione al traffico automobilistico all’interno della Cerchia dei Navigli e con la realizzazione delle tangenziali Est ed Ovest a cavanno tra gli anni ’60 e ’70 e con una visione piu’ turistica della città… ripensamenti molto tardivi che comunque non hanno impedito il compiersi di scempi recenti.

La nuova “City” di Milano Porta Volta-Nuova-Garibaldi e la costruenda “City Live” (ex Fiera Milano City-Scarampo-Monte Rosa-Buonarroti) non è per nulla la “Defence” parigina nella Pianura Padana. Milano e l’Italia sono sepolte sotto decenni di berlusconismo devastante che ha polverizzato economia, industria, finanza, impresa, moralita’ e democrazia. Indubbiamente il problema della prostituzione diurna a Milano ha origine dagli anni ’80 e ’90, ma negli ultimi 10-12 anni è esploso in tutta la sua violenza e non ci sono solo coinvolti “magnaccia” e crimine. Le  mafie fanno affari d’oro con casalinghe e transgender ridotti all’attività di prostituzione nei viali e nelle piazze piu’ esclusive di Milano.

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Il (falso) mito dei “Paninari”

Facebook Italia, dal 2010, rappresenta il mito della moda dei “Paninari” come un esempio di eccellenza di moda e di stile che Milano diffuse nel mondo…a partire dagli anni ’80 del 1900…

Le cose non sono proprio in questi termini…

Ad essere sinceri, proprio negli anni del “boom” di tale moda (1984/87 per quanto riguarda Milano) persino alcuni giornali di destra come “Il Giornale Nuovo” (redattore ed editore Indro Montanelli… successivamente ceduto a Berlusconi con le note diatribe intercorse tra Montanelli e Berlusconi medesimo…) etichettarono la moda dei Paninari (ufficialmente disinteressati alla politica ma idealmente di destra) come una tendenza giovanile provinciale e propositrice di uno stile d’abbigliamento (secondo quanto scritto da qualche prestigiosa firma giornalistica del quotidiano di Montanelli) da “boscaioli” di località montane.

La moda dei Paninari, come è noto, nacque anche da una evoluzione politica e di costume degli ex “Sanbabilini” che negli anni ’70 presidivano Piazza San Babila per i noti motivi politici storicamente noti… Ufficialmente i “paninari” nacquero nei primi anni ’80 al bar “il Panino” in piazzetta Liberty, distinguendosi per un abbigliamento griffato, l’uso di motociclette Zundapp ed uno stile di vita sguaiato e apparentemente spiensarato.

Dal 1983 l’abbigliamento divenne ufficialmente una moda adottata da una certa sottocultura giovanile che vantava natali e residenza nel centro storico di Milano.

Malgrado questo, intellettuali e carta stampata non accolsero favorevolmente questa nuova tendenza giovanile considerata provinciale anche per l’esibizione di uno stile (apparente ed effimero) di vita basato su una pseudocultura americanista del consumismo che culminava nella frequentazione dei primi Fast Food aperti a Milano nei primi anni ’80 (Burghy del gruppo Cremonini).

Per paradosso i principali critici di una moda consumistica, apparentemente priva di contenuti politici… furono proprio i redattori del quotidiano (Il Giornale) preferito da una certa borghesia residente nel centro di Milano… la cui progenie era, manco a farlo apposta, proprio quella dei giovani paninari (quanto meno quello che narra la storia ed i miti di quei tempi…). Quindi i giovani paninari ebbero i “natali” proprio da una certa borghesia meneghina residente nel centro storico… della “Milano bene”…

Come noto, il fenomeno ebbe, pur nella rivoluzione milanese di usi mode e costumi, un ciclo molto breve, tra il 1984 e la fine del 1987.

Uno dei motivi che estinsero molto rapidamente tale moda furono proprio le aspre critiche sociali, culturali, di stile ma anche  politiche e persino dagli stessi operatori del settore moda e “fashion” (della “Milano da bere”) verso quel tipo di look, abbigliamento e stile di vita di alcune sottoculture giovanili milanesi degli anni ’80.

I Paninari ebbero come antagonisti giovanili i “Dark” (New Wave dalla cultura giovanile Punk).

Per quanto riguarda Milano… se i “Paninari” vantavano genealogia benestante meneghina e residenza nel centro di Milano medesima… i “Dark” provenivano principalmente dalle periferie (o da settori semi centrali come il Ticinese) e molti di essi erano figli di immigrati meridionali.

Pur considerando che entrambe le sottoculture giovanili erano “afflitte” vuoti culturali enormi… e da emuli (giovani che emulavano, imitavano tali tendenze senza conoscerne realmente le radici ideologiche e socioculturali all’origine di tali tendenze), Paninari e Dark (questi ultimi anche etichettati come “tamarri” dai paninari) si distinguevano per un antagonismo nel quale scorse molto odio reciproco culminando anche in episodi di violenza nei Sabato pomeriggio in Piazza San Babila (fa fede il video d’epoca sotto proposto)

**una breve considerazione sui contenuti del filmato sottostante, girato a Milano nel 1985, proprio da un aderente alla moda “paninara”.

Nel video (molto datato) sono presenti contenuti offensivi rivolti, da giovani verso altri giovani, verso coloro che aderivano alla moda dei paninari.  L’abbinamento di questo video, come del successivo e di immagini ritraenti giovani aderenti a questa moda (come anche quella antagonista dei Dark) alle foto sottostanti… non intende associare valutazioni offensive con la pubblica visione di fotografie ritraenti giovani oggi ultracinquantenni che si sono (forse) visti, loro malgrado, diventare personaggi (anonimi) pubblici a causa della diffusione virale di immagini inizialmente ad uso privato (alcune di esse pubblicate da testate giornalistiche o vendute ad agenzie fotografiche, come Gettyimages, immagini diffuse in rete, a livello globale, scattate in epoche nelle quali internet non esisteva. L’uso di tali immagini è quindi puramente rappresentativo di uno stile di aggregazione giovanile, probabilmente errato (come lo era anche quello dei Dark e altre sottoculture giovanili), figlio di una società dei consumi… (oggigiorno, a distanza di oltre 30 anni … lo stesso problema permane con l’abuso dei social network) e non deve essere associato a valutazioni offensive contenute nei video youtube proposti. **

Non serve essere sociologi per scoprire il vuoto culturale e di ideali  che si sottendeva dietro queste “tendenze” giovanili (Paninari e Dark) e delle reali cause che ne determinarono l’estrema brevità del fenomeno (anzi dei fenomeni), nato, per alcuni aspetti, dal nulla… e finito nel nulla con altrettanta rapidità.

Il fenomeno “paninaro”  pur avendo dato ispirazione ad alcune gag comiche della trasmissione televisiva “Drive-in” di Italia 1 (tra il 1984 e il 1988, con il comico Enzo Braschi, autore di una parodia che gli costo’ un pestaggio rivendicato ufficialmente da aderenti alla cultura “paninara”…), ebbe vita molto breve proprio per la vacuità dei contenuti esistenziali di tale moda giovanile (e con esso anche le tendenze antagoniste come quella dei Dark-New Wave).

Il “colpo di grazia” alla moda paninara di Milano (… la moda dei paninari si estese persino a Roma… dove i giovani con abbigliamento paninaro venivano etichettati come “tozzi”) venne sicuramente inferto dal film

“Italian Fast Food” del 1986

produzione cinematografica che ridicolizzava implacabilmente questa tendenza modaiola giovanile, inizialmente e apparentemente adottata dai figli della “buona borghesia” milanese…

Seguono alcune immagini della “Milano paninara” vissuta tra il 1984/87 circa.

Il fenomeno, a Milano, si estinse verso la fine del 1987. Prosegui’ tardivamente per circa un anno ancora in altre città italiane.

Negli anni '80 esisteva un periodico dedicato al "look" paninaro... Tale pubblicazione chiuse i battenti nella tarda primavera del 1989.

Negli anni ’80 esisteva un periodico dedicato al “look” paninaro… Tale pubblicazione chiuse i battenti nella tarda primavera del 1989.

Corso Europa 1985/86 circa. Paninari o aspiranti tali in prossimità del Burghy di Piazza San Babila angolo C.so Europa (fonte Corriere Milano)

Corso Europa 1985/86 circa. Paninari o aspiranti tali in prossimità del Burghy di Piazza San Babila angolo C.so Europa (fonte Corriere Milano)

Piazza San Babila angolo Corso Europa. Burghy 1985-87 circa.

Piazza San Babila angolo Corso Europa. Burghy 1985-87 circa.

"Scampoli" della moda "paninara" nell'Otttobre 1987 (siamo, per quanto riguarda Milano, alla fine di questa tendenza giovanile). Notare che l'abbigliamento paninaro incomincia ad uscire dagli schemi iniziali. La ragazza ha un "look" già differenziato e probabilmente ispirato da "Valerie Dore" (Monica Stucchi, Milano Maggio 1963) la cui produzione discografica aveva molto successo nel periodo giovanile ritratto nell'immagine). (fonte web vice.com)

“Scampoli” della moda “paninara” nell’Otttobre 1987 (siamo, per quanto riguarda Milano, alla fine di questa tendenza giovanile). Notare che l’abbigliamento paninaro incomincia ad uscire dagli schemi iniziali, differenziandosi. La ragazza ritratta nella foto ha un “look” già differenziato e probabilmente ispirato dalla cantante milanese  “Valerie Dore” (Monica Stucchi, Milano, Maggio 1963) la cui produzione discografica ebbe molto successo nel periodo giovanile dell’epoca considerata. (fonte web vice.com)

Negli anni ’80, Milano, si distinse non solo per tendenze e sottoculture giovanili effimere… In quel periodo, a Milano, nacquero le prime forme di precarietà lavorativa…

Ve li ricordate i “PONY EXPRESS” (ragazzi disoccupati che per qualche decina di migliaia delle vecchie lire… effettuavano conseghe di pacchi e plichi, con motorini e scooter propri, nelle vie del centro di Milano)?

I Pony Express assomigliavano, con modalità di sfruttamento simili, agli attuali RIDERS… inclusi alcuni incidenti mortali che fecero alcune vittime (tra i “pony express”) negli anni ’80 dello scorso secolo (tra questi “progenitori” dell’attuale precariato giovanile…e non solo).

Negli anni ’80 non esisteva internet ed i FAX erano poco diffusi e costosi… gli uffici legali, professionali, medici e commercialistici e le piccole aziende nel centro di Milano… per inviare e ricevere documenti, pacchi, corrispondenza e plichi… ricorrevano alle consegne con motorino dei Pony Express … (modalità di retribuzione e di trattamento molto simili, come accennatto, agli attuali RIDERS…).

… quindi… gli stereotipati commenti delle varie Milano Sparite e Barona… “che bei tempi, che bei ricordi”… non corrispondono proprio al vero… quanto meno per gli anni ’80 di Milano…

Piazza San Babila agolo C.so Monforte nell'Ottobre 1986. Pony Express durante una pausa di una attività lavorativa sottopagata che esponeva i contraenti all'inquinamento cittadino, a rischi di incidenti automobilistici ed alle intemperie... Fonte fotografica: Archivio Dino Fracchia.

Piazza San Babila angolo C.so Monforte nell’Ottobre 1986. Pony Express (e società simili) durante una pausa di una attività lavorativa sottopagata che esponeva i contraenti di tale lavoro precario all’inquinamento cittadino, a rischi di incidenti automobilistici ed alle intemperie… Fonte fotografica: Archivio Dino Fracchia.

Una piccola nota conclusiva:

Il look dell’abbigliamento italiano degli anni ’80 non venne determinato dalla moda dei paninari. I piumini d’oca preesistevano a tale moda e con essi buona parte dei capi e accessori d’abbigliamento… la tendenza dei Paninari si limitava a far propri determinati capi, accessori  e stili di abbigliamento abbinati ad un certo stile di vita… ma nulla venne inventato da tale cultura giovanile dell’effimero e di un consumismo basato sull’apparire. Diciamo che sancirono l’apparire nelle mode giovanili… svuotando di contenuti i valori e gli ideali (ammesso che siano stati tali) degli anni precedenti dell’impegno politico…

Notate questa immagine?

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2024067734306904/2857485677631768/?type=3&eid=ARCg8f-pPOpHc9zlrgFhysERNo2cCwJ9dZ9O1O6gSodtatO5tT9453bt-ovpjTCYOTCvDaUrCaiFJpVn&__xts__%5B0%5D=68.ARC5171rDSXZ7TrtSgNYy1Qx78jCu-9Tuz39eCv9Y4B6fNT-SRX2SNCLWlY-1gFC4aaOQAzvR-1fR4jvwsywhnZDK-lg-hihMJQY3RrLUdgDousulUTjoSzAt-9X0bEF8hp1vMk1KS5353ODN-9AollsjSVMfE6XaO1QcR15O4KlBVoHCFCIZcE1eYJVoMOBvTDvAF_P7YbzBbGjt09in8AcSeqs9Hnd0fgkWw_xHtXFZJ2AjxzBDR37w9ICS4CXxWEUV4ypvh8GBvidpIcxoUYVZs3AcOjWw3Thhg-bDsbqoQpEcjMKrqxA3feAP7koa1aOTS1a9r4zYqzNfJ83IZEo0g&__tn__=EEHH-R

… fatto curioso e si teme, forse non casuale… doveva essere pubblicata proprio oggi in questo sito. Non è la prima volta che a poche ore dalla programmazione… le stesse immagini vengano postate (in anticipo) in fretta e furia dalle varie Milano Sparita…(social facebook e forum SSC).

si tratta di sfortuna casuale o qualcuno traccia le ricerche che vengono effettuate per programmare immagini in questo sito ?

Se fossimo un una Nazione normale (ma non lo siamo) qualche web avrebbe già maturato… non solo oscuramenti… ma gli autori medesimi un bel Daspo da internet…

Accessi non autorizzati nei computer degli autori concorrenziali di Milano Sparita ?

Tracciatura delle ricerche Google e Bing  nei computer degli autori concorrenziali alle varie Milano Sparita ?  L’immagine sovrastante (Burghy Piazza San Babila metà anni ’80 circa) ha come fonte il web Corriere.it (fonte che se ne guardano dal citare determinati collaboratori di facebook Italia, individui che sembrano prevedere cosa si pubblichi in questo sito, bruciando sul tempo immagini già programmate per oggi, 29/12/19… e acquisita ieri sera 28 Dicembre 2019). Sino a che punto siamo nella casualità (e nalle paranoia)  ?

 

Milano (anni ’60,  successiva al 1960, notandosi, sui tetti degli edifici, i dipoli UHF d’antenna del Secondo Programma RAI ) P.ta Romana/DUOMO.  Via Pantano dal Vicolo di Santa Caterina prossimo a Largo Richini. Rispetto alla foto precedente è trascorso qualche anno e siamo prossimi allo sventramento della via Pantano (e Via Larga) con la realizzazione dei palazzoni che dalla seconda metà degli anni ’60 cambiarono volto a questo scorcio di centro storico a pochi passi dal DUOMO. Nella immagine si nota già una recinzione bianca del cantiere edile in corso di avviamento (distinguibile rispetto alla recinzione del cantiere della Torre Velasca,  visibile nella foto precedente, databile tra il 1957/59 circa). (fonte web passipermilano). Questa immagine è già stata sfruttata per finalità di commercio e pubblicità da facebook milano nei secoli… ma la cosa, in quanto tale, lascia indifferenti essendo la fonte primaria, quanto meno… l’unica reperibile in rete… quella sopra citata.

Milano 1959 circa, Porta Romana. Torre Velasca fotografata dal Vicolo Santa Caterina verso una irriconoscibile Via Pantano, antecedente agli sventramenti dei primi anni '60, correlati al PRG del 1953 che prevedeva la realizzazione di arterie veicolari (la "Racchetta") alternative alle Tangenziali Est e Ovest successivamente realizzate. Il progetto accessorio al Piano Regolatore del 1953 venne abbandonato nel 1958... tuttavia si sfruttarono le "rivoluzioni" stradali previste (e mai realizzate) per sventrare il vecchio centro storico e realizzare, comunque, un via a scorrimento veloce (Via Larga) che proseguendo da Corso di Porta Vittoria... si estingueva in Via Albricci per scomparire in Piazza Missori... (fonte fotografica airtribune)

Milano 1957-59 circa, Porta Romana/DUOMO. Torre Velasca fotografata dal Vicolo Santa Caterina verso una irriconoscibile Via Pantano, antecedente agli sventramenti dei primi anni ’60, correlati al PRG del 1953 che prevedeva la realizzazione di arterie veicolari che dovevano attraversare, in senso radiale (la “Racchetta”) il territorio urbano… da sud a nord… alternative alle Tangenziali Est e Ovest successivamente realizzate. Il progetto accessorio al Piano Regolatore del 1953 venne abbandonato nel 1958… tuttavia, anche dopo l’abbandono di progetti che prevedevano autostrade radiali che intersecavano Milano da un estremo all’altro… si sfruttarono le “rivoluzioni” stradali previste (e mai completate) per sventrare il vecchio centro storico e realizzare, comunque, molti palazzoni non sempre gradevoli dal punto di vista architettonico ed un via a scorrimento veloce (Via Larga) che proseguendo dalla convergenza di  Corso di Porta Vittoria e Corso Europa (Verziere e L.go Bersaglieri)… si estingueva in Via Albricci per poi scomparire nel “budello” di  Piazza Missori…  In sintesi parte di Milano venne sventrata per realizzare arterie stradali che non si collegarono mai direttamente con nulla… e questa anomala prosecuzione di un progetto abbandonato nel 1958, fu l’occasione per proseguire in opere di costruzione per uso residenziale (e solo marginalmente uffici) sino al 1970 circa (12 anni dopo l’accantonamento del progetto “La Racchetta” del PRG 1953. (fonte fotografica airtribune)

e Corso Europa

Milano Via e Piazza Cesare Beccaria, 1984 circa. Pattuglia Vigili Urbani posteggiata a ridosso del Comando di Piazza Beccaria. L'Alfa Romeo ARNA è storicamente nota per essere stata un modello d'automobile dove vennero commessi degli errori progettuali (di stile, ovviamente) nei quali il design del modello venne affidato alla giapponese NISSAN e l'attrezzatura motoristica all'ALFASUD. Ne nacque una vettura, anni '80, piu' allineata agli stili e gusti nipponici rispetto al "design" italiano, notoriamente "aggressivo" e sportivo delle vetture ALFA ROMEO. Un errore simile venne compiuto, dalla FIAT, sempre nello stesso periodo per la nota "DUNA" (in questo caso il designe era pero' italico di Giorgetto Giugiaro).

Milano, Via e Piazza Cesare Beccaria, 1988 circa (una Renault R19, posteggiata accanto ad un forgone nero sul lato opposto della Piazza, un modello prodotto dal 1988 …propone una datazione approssimativa al 1988). Pattuglia Vigili Urbani posteggiata a ridosso del Comando di Piazza Beccaria. L’Alfa Romeo ARNA è storicamente nota per essere stata un modello d’automobile dove vennero commessi degli errori progettuali (di stile, ovviamente) nei quali il design del modello venne affidato alla giapponese NISSAN e l’attrezzatura motoristica all’ALFASUD (generalmente, in quel periodo… avveniva l’opposto… le vetture avevano un design italiano e la tecnologia poteva essere ibridata con la collaborazione di case automobilistiche giapponesi o sud coreane). Ne nacque una vettura, anni ’80, piu’ allineata agli stili e gusti nipponici rispetto al “design” italiano, notoriamente “aggressivo” e sportivo delle vetture ALFA ROMEO (rispetto alle produzioni nipponiche). Un errore simile venne compiuto, dalla FIAT, sempre nello stesso periodo per la nota “DUNA” (in questo caso il design era pero’ italico di Giorgetto Giugiaro).

Milano 1950 circa, Piazza Duomo. "Concilia ?"... sembra chiedere il "ghisa" all'automobilista ritratto nella foto.

Milano 1950 circa, Piazza Duomo. “Concilia ?”… sembra chiedere il “ghisa” all’automobilista multato…ritratto nella foto.

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… come siamo messi male…

Indubbiamente l’ATM di Milano, cosi’ come la Polizia Municipale, MM e altri comparti di queste pubbliche amministrazioni d’eccellenza… (insieme a qualche ex milanese trasferitosi in Puglia ed un secondo presumibilmente negli USA) devono andare fieri di un gruppo di impavidi e geniali storici (di Milano) che hanno asfaltato e ribaltato centinaia di veri storici e fotografi/fotoreporter professionisti (alcuni anche trapassati…), sciatti e straccioni nonche’ confusionari e incompetenti.

L’anno Domini 2006 segna il passo della svolta epocale alla rivoluzione storica (su social network e forum Sckyscrapercity) condotta nel web da questi impavidi dipendenti comunali (e qualche emigrato d’oltreoceano).

L’ultima rivoluzione Copernicana è disponibile in questa pagina

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=5a9b5427c83c3dbe744906454856a068&t=1232367&page=5124

relativa a questa immagine (aprire link sottostante)

https://i.imgur.com/NLZsb9D.jpg?1

della quale, nell’apoteosi di una svolta epocale che ricorderanno i nostri pronipoti per i prossimi millenni… scoprirono non essere stata scattata nell’anno 1968 ma successivo al 1970…

… alcuni chiarimenti andrebbero esposti per contenere la travolgente ed epocale scoperta millenaria…

In realtà l’autore della foto non dato’ mai la medesima per l’anno 1968. Il ’68 si riferirebbe al copyright che tale autore, probabilmente, chiese per la protezione  da casi simili a quelli ai quali assistiamo in varie pagine Facebook per intere sequenze fotografiche pubblicate anche negli anni successivi a tale richiesta di tutela della proprietà intellettuale del materiale fotografico dal medesimo prodotto.

Questo non toglie che gli autori di alcuni siti, erroneamente, abbiano confuso l’anno del copyright indicato scambiandolo per la data di “scatto” dell’immagine (che puo’ anche non coincidere).

Oltre alle considerazioni appena esposte si precisa quanto segue:

La linea M2 della metropolitana “verde” di Milano venne inaugurata, ufficialmente, il 4 Ottobre 1969. Quindi, nella migliore delle ipotesi, possiamo fare slittare di un anno la datazione dell’immagine. Anche se il 4-10-69 vide l’entrata in funzione della tratta Caiazzo-Cascina Gobba… e solo nell’Aprile 1970 la tratta inclusiva della fermata Stazione Centrale (di cui la palina inquadrata nella foto)…nulla toglie che l’immagine risalga all’autunno o inizio inverno (climatico,dal primo Dicembre) 1969 con fermata e gallerie in corso di completamento e collaudo.

Quindi la Rivoluzione Epocale Copernicana… ammesso che la si possa considerare tale… positicipa solo di un anno la possibile data dello scatto…(è improbabile che si vada alla ristampa di ERRATA CORRIGE dello scibile umano universale enciclopedico ed editoriale…qualcuno dovrebbe farglielo presente…).

Si constata che simili account … si entusiasmino per “correzioni” di circa 12 mesi… (fanno tenerezza) ma si teme che queste “tirate d’orecchie” di tali geni della scienza storica… a fotografi e veri editori e autori di tracce storiche milanesi… non facciano, in quanto tali, scienza storica e storia… (anche se sono inguaribilmente convinti del contrario)

… comunque nessuno vieta a tali superesperti di Facebook/Amazon/Lulu/SSC di candidarsi ai premi Nobel e Pulitzer… magari c’azzeccano… diciamo che si accontentano delle briciole…

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Via San Maurilio vista dalla Via Torino. Datazione immagine assente, preumibilmente anni '30 del 1900. (fonte web Lombardia beni culturali).

Via San Maurilio vista dalla Via Torino. Datazione immagine assente, preumibilmente anni ’30 del 1900. (fonte web Lombardia beni culturali).

Il forum  Milano Sparita SSC dimostra di avere poca fantasia quando cita fonti fotografiche di fantomatici guppi Fbook che rilascerebbero immagini, apparentemente (verifiche senza esito in Google e Bing) mai postate in rete, provenienti, ipoteticamente, anche da raccolte fotografiche civiche finite nel limbo e fagocitate da Facebook nel corso degli anni.

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=5a9b5427c83c3dbe744906454856a068&t=1232367&page=5123

Le immagini sciorinate non sono mai state postate in rete e risultano inedite sino a 14 ore fa (ore 8:40 del 22/12/19) quando sono apparse, per la prima volta, in tale forum.

Anche per i quesiti di localizzazione e datazione si dubita che piu’ utenti domandino ad altri…

Si assiste allo stesso utente che in vesioni multiaccount si domanda e si risponde ?

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Milano Barona 1968, Chiesa di San Giovanni Bono progettata dall'architetto Arrigo Arrighetti, progettista del Quartiere Sant'Ambrogio alla Barona, e del relativo assetto urbanistico e veicolare (fonte immagine ebay). Una nota a margine della didascalia... La foto sopra ritratta potrebbe provenire da una raccolta civica... malgrado sia in vendita du Ebay.

Milano Barona 1968, Chiesa di San Giovanni Bono progettata dall’architetto Arrigo Arrighetti, progettista del Quartiere Sant’Ambrogio alla Barona e del relativo assetto urbanistico e veicolare, incluse infrastrutture accessorie come il Centro Civico di Via San Paolino 18 (fonte immagine ebay). Una nota a margine della didascalia… La foto sopra ritratta potrebbe provenire da una raccolta civica… malgrado sia in vendita su Ebay…

Piazza San Babila 1974. Immagine dal libro "Milano vive" di Dante Bighi (fonte catawiki)

Piazza San Babila 1974. Immagine dal libro “Milano vive” di Dante Bighi (fonte catawiki)

COLONNINE DI PRONTO INTERVENTO “SALA OPERATIVA 113”, INSTALLATE IN NUMEROSISSIMI PUNTI DELLA CITTA’ DI MILANO (INTORNO AL 1970).

Questi dispositivi, che contenevano un combinatore telefonico collegato direttamente alle Sale Operative delle Questure, sono sopravvissuti sino ai primi anni ‘2000 malgrado siano stati concepiti in un’epoca dove non esisteva la telefonia mobile.

Le immagini sottostanti ritraggono alcune colonnine di pronto intervento installate lungo Viale Monza nel 1970 circa.

Viale Monza 1970, le prime colonnine di pronto intervento della Polizia di Stato (archivio fotografico iveranionline.com)

Viale Monza 1970, le prime colonnine di pronto intervento della Polizia di Stato (archivio fotografico Liverani ; liveranionline.com)

MILANO 1970 NELLE VIE DI MILANO SONO STATE POSIZIONATE LA NUOVE STAZIONI DI CHIAMATA AL 113 DELLA POLIZIA ITALIANA AG ALDO LIVERANI SAS

Milano Fiera Campionaria 1970. FIAT 128 in dotazione alle pattuglie della Polizia di Stato. La cilindrata ridotta di questo modello d'automobile non destinava, di certo, questo tipo di pattuglia per gli interventi di emergenza nei quali erano previsti inseguimenti. Si trattava di un veicolo destinato, soprattutto, per attività accessorie e amministrative alle funzioni di Polizia. (agenzia fotografica Liverani: liveranionline.com

Milano Fiera Campionaria 1970. FIAT 128 in dotazione alle pattuglie della Polizia di Stato. La cilindrata ridotta del modello d’automobile non destinava, di certo, questo tipo di pattuglia per gli interventi metropolitani di “Pronto Intervento” di emergenza nei quali erano previsti anche inseguimenti. Si trattava di un veicolo destinato, soprattutto, ad attività accessorie e amministrative alle funzioni di Polizia Giudiziaria. (agenzia fotografica Liverani: liveranionline.com)

Provincia di Milano 1940. Lavanderie di Segrate, Via Borioli. (fonte: web giornaledisegrate)

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Milano Sparita Skyscrapercity e le derivate pagine di Milano Sparita Facebook e Barona Facebook.

L’account fr@nk del forum MSparita SSC ha postato, ieri 17/12/19, la sottostante immagine (l’immagine è un link che punta ai server di tale forum)

L’immagine è inedita… quanto meno. apparentemente non esiste traccia in rete per i motori Bing e Google e ritrae, con molta probabilità. la localita (Barona, di Milano) di Via Lodovico il Moro nel 1913 circa.

Appurato che tale immagine sia apparentemente inedita e che non provenga da fantomatici “gruppi bancarelle fbook”, quindi, probabilmente una nuova foto proveniente da archivi civici e/o istituzionali, con materiale non destinato al commercio on-line… ci si domanda se a breve, le varie pagine Barona e Milano Sparita Fbook, come anche Milano nei secoli…etc… non la pubblicheranno come l’ennesima chicca da bancarella, da libera donazione (ai musei del ricordo come usano autoreferenziarsi i vari autori) della sciura Maria di 110 anni residente da 110 anni alla Barona, in Piazza Miani (che faceva la spesa dal cervelè di Piazza Miani quando ancora si chiamava Piazza Predappio… e che acquistava le patate americane nel ’45 o altre corbellerie non proprio veritiere che giustifichino l’utilizzo, spiace evidenziarlo, quasi speculativo, di immagini destinate a eventi culturali patrocinati da un latitante Beppe Sala distratto dalle Olimpiadi 2026… e relativo assessorato alla Cultura del Comune di Milano…).

… Quindi prepariamoci alle nuove “chicche” (per Fbook Barona e non solo) estratte da un falso cappello magico dei “ragazzacci” (come si chiamano tra loro) di Milano Sparita Skyscrapercity.

Milano non esiste più … sopravvive nel ricordo di Facebook (che ha realizzato incassi da record senza pagare 1 cent di tasse !).

Ad onor di cronaca tra tale forum e le derivate Fbook c’è anche gente (pardon Storici ricercatori… la Statale è solo una succursale se paragonati ai medesimi…) che non hanno mai lavorato in vita loro… facendo gli universitari fuori corso a vita… sperando, in cuor loro, di campare in gloria e in finanze con il business derivato dai social…

Sicuramente questo “sfogo” non è politicamente corretto ma le circostanze lo impongono…

Il “trafiletto” si conclude con un episodio che ha piu’ del comico e del grottesco che dell’eversivo… avvenuto sempre alla Barona in questi giorni, in Via Voltri, sui muri confinali di plessi condominuali di edilizia speculativa…

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/01/24/foto/milano_scritta_salvini_anarchici-217354904/1/#1

Piu’ che una istigazione alla violenza è una divertente sciarada enigmistica che per molti aspetti è impossibile da non condividersi… considerandolo un episodio divertente e decisamente innocuo…anche se ha mandato in subbuglio ed in fibrillazione le forze di Polizia di Stato e DIGOS milanesi… e probabilmente anche i servizi segreti … che ormai, visto il Regime regnante in Italia… si occupano anche della scritta in pennarello, fatta da un 15 enne… con improperi verso Salvini (duore ricordare che le divise italiane, incluse quelle di Milano, votano Salvini e Meloni, viste le promesse di avanzamenti di carriera e retributivi nel caso tali personaggi diventassero Primi Ministri…anzi Presidenti e Ministri unici con pieni poteri… stile regime autoritario … nel quale già ci saremmo da decenni… mancano sono le ufficializzazioni… e strizzano un occhio per Casa Pound…per la maggiore…).

Qualcuno ha oltremodo dimenticato che Salvini non è più ministro e che scritte del genere non sono un’attacco alle istituzioni (anche Beppe Sala sembra averlo dimenticato, un Sindaco dovrebbe conoscere a memoria il Diritto Costituzionale … ma non sembra…) ma una forma di profondo dissendo verso un politico di professione, nella fattispecia Salvini (quasi mai lavorato in vita sua… a parte la carriera politica…diciamo che il suo lavoro è il politico…dal lontano 1988, dal 1990 regolarmente stipendiato nei registri dei Parlamentari ex Lega Nord, oggi solo Lega). Molti si sono dimenticati che i partiti ed i loro segretari non sono istituzioni ministeriali ma solo rappresentanze politiche … anche se le reazioni (a tale scritta) di Procura della Repubblica di Milano, Questore e Prefetto, nonche’ le varie Polizie Giudiziarie, sono state da attacco alle istituzioni italiane (la distinzione è notevole tra Salvini cittadino italiano e Salvini Ministro.. ma in tempo di Regime, ormai dal lontano 1994, tale distinzione non viene più fatta). Sarebbe bello se simile fervore le succitate istituzioni lo dimostrassero verso corruzione e mafia nella città di Milano e Lombardia…

Poiche’ siamo, dal 1994, sotto un regime di destra estrema clientelare e tangentista nato nell’era berlusconista… (anche coi governi PD e anche con M5S, malgrado Silvio si dichiari moderato europeista… Silvio nel 1993-94 riabilito’ l’ex MSI in Alleanza Nazionale…per farselo alleato e vincere una sequela corposa di elezioni governative ma anche regionali e cittadine… tanto per capirci… mettendo al Governo ex fascisti come lui stesso ha ammesso qualche mese fa… con l’indignazione della Meloni… un regime che si è inasprito con l’ingresso di Salvini e Meloni ed anche Renzi, quest’ultimo finanziato, pro tempore, da Formigoni e dalle correnti Comunione e Liberazione di Forza Italia… nelle rispettive carriere politiche…) La scritta di dissenso a Salvini è stata oggetto di rastrellamenti DIGOS per risalire all’autore ed eventualmente fucilarlo in Piazzale Loreto angolo Via Andrea Doria…sotto il monumento dei Martiri di Piazzale Loreto (perdonate il sarcasmo macabro ma gli aspetti grotteschi della vicenda meritano una battuta tragicomica…)

Si tralasciano le ciocche di capelli che Beppe Sala… si è strappato… sinistro di destra, amico di Fontana, entrambi i quali vorrebbero, il primo, una secessione di Milano dall’Italia (vedasi il web Milano Città Stato, al limite del delirio)…(continuando pero’ a ricevere fondi per nuovi grattacieli, nuove linee Metro, nuovi stadi, nuovi eventi tipo Olimpiadi, nuove infrastrutture, nuovi lotti edilizi…etc…), il secondo della Lombardia dall’Italia… ma sempre usufruendo degli stessi bonus e benefit, da Trentino Alto Adige …

…come già spiegato per Sala (Sala…non per caso di corrente renziana, scivolato piu’ a destra di Italia Viva… malgrado le dichiarazioni “partigiane”, antifasciste ed “arcobaleno” di fratellanza universale e globale…del medesimo… in linea con le tattiche renziane ormai entrate nella storia…)…si è strappato ciocche di capelli (dal riporto, dato che soffre di una certa stempiatura…) in segno di solidarietà e indignazione al grave episodio di sovversione comunista anarchico insurrezionalista terrorista che ha indignato Procura, Prefetto, Questore e Casa Pound…

Che Milano e l’Italia siano sotto regime autoritario di ispirazione “ventennale” (non esiste piu’ una differenza operativa e ideologica tra destra e sinistra da oltre 26 anni…) è sotto gli occhi di tutti… con una strizzatina d’occhio a certe finanziarie e fiduciarie che prossimamente coleranno tonnellate di cemento in Porta Romana per le Olimpiadi invernali 2026… (tale regime viene ampiamente condiviso dal PD, malgrado un tempo, un ex Comico dalla doppia pelle e dalla doppia faccia… bollava il PD come “PD-L” per indicare che l’attuale PD sia solo una fotocopia venuta male e sbiadita dell’ex Polo delle Libertà poi Forza Italia…e che della propaganda politica faccia il motore del consenso… del resto Sala ha tanto successo perche’ è a destra (con evidenti connotazioni liberiste edilizio finanziarie) come i precedenti Moratti e Albertini …(che a destra vi erano per davvero) con toni rassicuranti per i residenti di Via Montenapoleone, Della Spiga, Via Mozart, Serbelloni, Viale Majno, C.so Venezia, Vittorio Emanuele, San Babile, Monforte e Matteotti … etc… vie nelle quali se un extracomunitario osasse solo avvicinarsi verrebbe direttamente condotto in Questura…)… Ovviamente un PD liberticida e di destra non puo’ che portare sempre piu’ voti alla vera destra… indipendentemente dalle Sardine…

Del consenso di alcuni partiti e politici dobbiamo anche ringraziare Facebook, Twitter e Yahoo…

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... Quando a Milano c'era un Corso Roma... nell'immediato dopoguerra poi rinominato in Corso di Porta Romana. Siamo nel 1944, Milano è in buona parte bombardata e l'artigiano orologiaio la cui bottega ritratta nella foto... sembra aver temporaneamente ricostruito la medesima con le macerie dei bombardamenti. Fonte Pinterest.

… Quando a Milano c’era un Corso Roma… nell’immediato dopoguerra, poi rinominato in Corso di Porta Romana. Siamo nel 1944, Milano è in buona parte bombardata e l’artigiano orologiaio-orefice la cui bottega… è ritratta nella foto… sembra avere ricostruito la sua bottega… ricavandola dalle macerie belliche dei vicini edifici lesionati… allo scopo di riprendere, in qualche maniera, la propria attività commerciale. Fonte Pinterest.

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https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5114

Proseguono le elucubrazioni degli autori di questo forum che si autoreferenzia come composto dai migliori storici della città di Milano… migliori quanto e meglio dei ricercatori universitari (considerano le loro produzioni come strategiche e di rilievo rispetto al panorama storico di Milano).

Da diversi giorni illazionano che l’immagine ritraente la Via Palestro (durante una marcia fascista) sarebbe invertita rispetto all’originale. Secondo loro, la versione proposta da Gettyimages sarebbe quindi invertita. In realtà le uniche cose invertite potrebbero essere le connessioni neuronali di qualcuno di loro.

Nella versione “imputata” si nota che il numero 4 della targa di un’auto posteggiata lungo tale via appare nell’orientamento corretto. Invertendo la foto, nell’orientamento dai medesimi considerato “giusto”… la cifra 4 apparirebbe invertita.

La “marcetta” immortalata nella foto sembra volgere il braccio sinistro alzato (il saluto Romano fascista prevedeva, invece, il braccio destro) nel senso di marcia rivolto nella direzione dove, forse, era affacciata una personalità dal lato degli edifici lungo la Via Palestro.

Se questi 4-5 personaggi siano da considerarsi storici lo si deduce proprio dal trastullarsi in congetture generalmente inutili (cose che si protraggono dal 2006).

Sono aspetti che si commentano da soli… e possiamo concludere che se questa fosse la “storia di Milano”… Topolino avrebbe più contenuti storici di quel forum.

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Milano 1972, tra Porta Venezia e Città Studi. Via Plinio. (fonte fotografica pubblicitaria)

Milano 1972, tra Porta Venezia e Città Studi. Via Plinio. (fonte fotografica pubblicitaria)

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Milano e quartieri Skyscrapercity-facebook, libri su libri…

Ricerche universitarie di valore storico ?

No, affatto (malgrado si fregino del titolo di ricercatori e storici… anzi di più… peccato che nessuno di loro sia laureato in scienze storiche ma svolga altri mestieri o non lavori per nulla…)

Denigrazioni, diffamazioni ?

NO !

Per comprendere la differenza abissale tra il trastullarsi con foto e testi già pronti e assemblarli in storia, producendo una vera ricerca storica… si consulti (è anche scaricabile) questa tesi universitaria (sotto linkata) relativa alle: DONNE E COMMERCIO NELLA MILANO POSTUNITARIA.

Questa è Scienza storica… ovviamente questo sito (milanobarona) non è storico e non ha valenze storiche… ma vien da domandarsi se tutto il commercio (aggressivo e spesso cafone) facebook di immagini e fonti già pronte sia da considerarsi alla pari di questa tesi di laurea

https://docplayer.it/62485208-Universita-degli-studi-di-milano-facolta-di-studi-umanistici-corso-di-laurea-magistrale-in-scienze-storiche.html

Si dovrebbe ricordare, a Facebook Italia, che le raccolte fotografiche non sono storia, nè in formato web nè editoriale. Sono, per l’appunto, raccolte fotografiche (popolate, sovente, senza regole, in stile “riempiamoci le saccocce di foto”).

La storia è interpretazione delle cronologie preesistenti e scoperta antropologica (contenuti quasi sempre assenti nelle note produzioni facebook).

Non è storia fissarsi sui profitti, sulla popolarità in rete, sui contatori like, condivisioni, follower, “desiderata” politici di Lega-FI-PD… , numero mensile e annuale di libri venduti (se possiamo chiamarli tali) annessi a Social Network- I social, sino a prova contraria, in 20 anni di danni, di reale conoscenza ne hanno diffusa poca.

Trastullarsi con foto e didascalie e cosa ben diversa dal produrre tesi di ricerca storica…

Sembra che la popolazione “milanese” (resa inetta dai social net utilizzati male, fruiti sino al punto da sviluppare dipendenze psichiatriche che facebook e gli smartphone…inducono…) non sia ancora capace di distinguere e discernere le due cose, come lo sarebbero state ben distinte appena sopra…

Allo scenario di cui sopra, Forza Italia, Pd e Lega hanno contribuito enormemente a determinare…

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Milano, luogo e data non precisati. Case di ringhiera e relativa corte. Autore Virgilio Carnisio (fonte web mufoco)

Milano, luogo e data non precisati (presumibilmente anni ’60, si nota una tanica di plastica nel balcone sul lato destro della foto, la presenza di tale oggetto indica che siamo successivi, presumibilmente, al decennio degli anni ’50, periodo nel quale le materie plastiche erano all’inizio della loro produzione e diffusione). Case di ringhiera e relativa corte. Autore Virgilio Carnisio (fonte web mufoco)

Milano Carrobbio-Ticinese primi del 900. Venditore di limoni alle Colonne di San Lorenzo (siamo in corrispondenza dell'attuale Via Pioppette-Corso di Porta Ticinese. (fonte web fotografica Lombardia beni culturali)

Milano Carrobbio-Ticinese primi del 900. Venditore di limoni alle Colonne di San Lorenzo (siamo in corrispondenza dell’attuale Via Pioppette-Corso di Porta Ticinese). (fonte web fotografica Lombardia beni culturali)

Milano 1970 Piazzale Lotto-Palalido 1 Ottobre. Come si evince dall'articolo giornalistico la notte tra l'1 e il 2 Ottobre '70 fu di guerriglia urbana e atti di vandalismo per un tutto esaurito di un concerto dei Rolling Stones. (fonte web Rolling Stones Italia)

Milano 1970 Piazzale Lotto-Palalido 1 Ottobre. Come si evince dall’articolo giornalistico la notte tra l’1 e il 2 Ottobre ’70 fu di guerriglia urbana e atti di vandalismo messi in atto da un pubblico escluso a causa del tutto esaurito di un concerto dei Rolling Stones. (fonte web Rolling Stones Italia)

Questa immagine ha come fonte unica e non dichiarata il forum Milano Sparita Skyscrapercity. Immagine poi girata alla nota pagina Facebook dedicata alla Barona. Siamo a, quartiere Barona, presumibilmente prima metà anni '70, ritraente il ribaltamento di un traporto eccezionale (rimorchio multiassi con carro cisterna ferroviario trainato) avvenuto all'incrocio tra Via Lago di Nemi e Via Ovada. L'immagine, probabilmente, proviene dall'archivio fotografico dei rilievi di sinistri automobilistici del Comando di Polizia Municipale di Milano. Un particolare che gli autori sopracitati hanno dimenticato, anzi ignorato (anche per via delle giovanissima età di qualcuno) era la destinazione di questo rimorchio multiasse proveniente dallo Scalo FS di San Cristoforo, vicinanze Piazza Tirana al Giambellino. Sino a non molti anni fa, in Via Barona c'era un sito chimico della Solvay (noto marchio della chimica... notoriamente inquinante ... come anche da recenti servizi RAI Report). Negli anni '70-'80 e '90, diversi trasporti come quello ritratto e incidentato, insieme ad autobotti, transitavano tra la pesa pubblica di Via Ettore Ponti, le Vie Ambrogio Binda, Via Santa Rita da Cascia, Via Voltri, Via Barona e Viale Faenza. Le note attività di stoccaggio e trattamento sostanze chimiche e combustibili erano gestite da alcune ditte, già citate in questo sito, tra le quali la Luigi Neri di Via A. Binda e la succitata Solvay. Esisteva anche, in Via Giacomo Watt. un impianto chimico della Ashland (oggi sono sopravvissuti solo degli uffici). Era una realtà industriale del quartiere Barona... ovviamente con i risvolti negativi di un certo inquinamento ambientae... ma era la Milano industriale e logistica oggi scomparsa e sostituita dalle speculazioni edilizie e dal riciclaggio....

Questa immagine ha come fonte unica e non dichiarata il forum Milano Sparita Skyscrapercity. Immagine poi girata alla nota pagina Facebook dedicata alla Barona. Siamo nel quartiere Barona, presumibilmente prima metà anni ’70, foto ritraente il ribaltamento di un traporto eccezionale (rimorchio multiassi con carro cisterna ferroviario trainato) avvenuto all’incrocio tra Via Lago di Nemi e Via Ovada/Via Voltri. L’immagine, probabilmente, proviene dall’archivio fotografico dei rilievi di sinistri automobilistici del Comando di Polizia Municipale di Milano. Un particolare che gli autori sopracitati hanno dimenticato, anzi ignorato (anche per via delle giovanissima età di qualcuno che ha poca memoria storica…) era la destinazione di questo rimorchio multiasse proveniente dallo Scalo FS di San Cristoforo, vicinanze Piazza Tirana al Giambellino, ovvero un presidio chimico della Solvay lungo la Via Barona. Prima dell’apertura del cavalcavia Don Milani, questo genere di trasporti raggiungeva la Barona dalla Via E. Schievano, avendo come scelta il percorrere Via Santander e Viale Famagosta, oppure Via E.Ponti, Via A. Binda e Via Biella sino in Piazza Miani. Dopo l’apertura del “ponte di Via Brumelleschi-Santa Rita”… (come veniva chiamato dai residenti negli anni ’70 e ’80 e forse anche oggi…), tali mezzi eccezionali transitavano direttamente in Via Santa Rita effettuando, a volte, delle pesate nella nota Pesa Pubblica di Via Ettore Ponti. Sino a non molti anni fa, in Via Barona, c’era un sito chimico della Solvay (noto marchio della chimica… notoriamente inquinante … come anche da recenti servizi RAI Report). Negli anni ’70-’80 e ’90, diversi trasporti come quello ritratto e incidentato, insieme ad autobotti, transitavano tra la pesa pubblica di Via Ettore Ponti, le Vie Ambrogio Binda, Via Santa Rita da Cascia, Via Voltri, Via Barona e Viale Faenza. Le note attività di stoccaggio e trattamento sostanze chimiche e combustibili erano gestite da alcune ditte, già citate in questo sito, tra le quali la Luigi Neri in Via A. Binda e la succitata Solvay. Esisteva anche, in Via Giacomo Watt, un impianto chimico della Ashland (oggi sono sopravvissuti solo degli uffici). Era una realtà industriale del quartiere Barona… ovviamente con i risvolti negativi di un certo inquinamento ambientae… ma era la Milano industriale e logistica oggi scomparsa e sostituita dalle speculazioni edilizie e dal riciclaggio…

L'immagine che ritrae la cerimonia funebre dei funerali della Strage di Piazza Fontana, postata ieri, 12 Dicembre '19, da Milano Sparita e da ricordare (il sito sarebbe da dimenticare...) proviene dal sito "chiesadimilano". Fonte fotografica sfruttata per motivi commerciali senza essere citata. La correttezza e il buon senso in tre pagine Facebook e nel forum Skyscrpercity sono merce rara, cosi' come l'etica e l'umanità. Prevale, in tali personaggi, l'avidità commerciale e la notorietà in rete.

L’immagine che ritrae la cerimonia funebre dei funerali della Strage di Piazza Fontana, postata ieri, 12 Dicembre ’19, da Milano Sparita e da ricordare Facebook (il sito sarebbe da dimenticare…) proviene dal sito “chiesadimilano”. Fonte fotografica sfruttata per motivi commerciali senza essere citata. La correttezza e il buon senso in tre pagine Facebook dedicate a Milano e quartieri e nel forum Skyscrpercity sono merce rara, cosi’ come l’etica e l’umanità. Prevale, in tali personaggi, l’avidità commerciale e la notorietà in rete…

12 Dicembre 1969-12 Dicembre 2019

Ricordarlo come lo fanno ricordare i collaboratori di una multinazionale del capitalismo della sorveglianza (illegale) è peggio che dimenticarlo…

… bot e robots… a parte… il gregge di pecoroni commemora… del resto non si troverebbe migliore e più appropriata definizione degli italioti che passano 24 ore ipnotizzati davanti allo smartphone a commentare con sproloqui e mettere like e condivisioni… diciamo che 76 anni di negazione della sovranità nazionale da parte di CIA e “Corona Britannica” hanno sortito gli effetti ambiti con le stragi di Stato… un popolo col cervello lavato a 90° che non sa piu’ comunicare senza Fbook e smartphone e che vota Salvini e Meloni…

12 Dicembre 2019

50 anni dalla Strage di Stato di Piazza Fontana alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

L’episodio diede il vero e tragico avvio alla “Strategia della tensione” coordinata, oltre che da lobby eversive neofasciste italiane (MSI e correnti andreottiane e cossighiane della DC) correlabili alla P2 ed agli ambienti neofascisti insurrezionalisti (ovvero i vertici ispiratori dei disegni eversivi, sovversivi, stragisti… dei nostri Servizi Segreti e dei vertici delle nostre Polizie e Magistrature). Le stragi di Stato furono pesantemente coordinate e ispirate anche alle Amministrazioni Centrali di Intelligence USA (CIA), curioosamente (ma meno di quello che sembrerebbe) gli stessi ambienti e sovrastrutture politiche e capitalistico finanziarie che oggi finanziano il “Capitalismo della sorveglianza illegale”, ovvero Facebook, Twitter, WhatsApp, Instagram, Yahoo, Quora e molti altri…e tutti quelli che lavorano e commerciano per tali piattaforme (molti di essi neofascisti, collaboratori di giustizia, affiliati al crimine, forze di polizia italiane con ruoli ambigui di spionaggio di massa e schedatura di massa).

Il 12 dicembre 1969 avvennero in Italia, nell’arco di 53 minuti, 5 attentati. Il più grave fu la strage di piazza Fontana: a Milano una bomba esplosa nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura provocò 17 morti e 88 feriti.

Si ricorda che Pinelli e Valpreda erano “attenzionati” dalla DIGOS di Milano, cosi’ come dai servizi segreti… molti mesi prima (anche quasi un anno) dai fatti del 12 Dicembre ’69 …

Questura e questore (Marcello Guida) di Milano avevano già pianificato i depistaggi mesi prima che la strage del 12 Dicembre avvenisse…

La DIGOS (quanto meno diversi settori “deviati” della medesima) era a conoscenza della furura Strage di Piazza Fontana… mesi prima dei fatti del 12/12/69. La medesima DIGOS (però) dossierava soggetti estranei ai fatti (ma incolpati dolosamente per lungo tempo… )…

Alcuni dei magistrati che cercarono di fare chiarezza vennero a loro volta assassinati dai “terroristi” di sinistra… ignorando i veri autori dei fatti…. fatti inizialmente attribuiti ai medesimi anarchici onde produrre dossieraggi (in regime di depistaggio istantaneo…quindi dossier manipolati) che li vedevano autori di stragi quando queste erano, invece, compiute da altri ambienti, correlati… non solo ad ambienti sovversivi del MSI… ma anche della Magistratura, Vertici dei Carabinieri, Polizia, Questori e anche Esercito e Ministeri…ovvero gli autori erano prossimi e parte dello “Stato”… vedesi anche la Vicenda di Giovanni Ventura…).

https://www.agenziafotogramma.it/portfolio/piazza-fontana-1969-archivio-de-bellis/

LE IMMAGINI SOTTOSTANTI E LE DIDASCALIE SONO STATE ACQUISITE DAL WEB SOPRA LINKATO, AGENZIA FOTOGRAMMA-ARCHIVIO DE BELLIS

STRAGE-DI-PIAZZA-FONTANA

FUNERALI VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA IN DUOMO ANNO 1969 (Foto De Bellis/Fotogramma, MILANO - 1969-12-15)

FUNERALI VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA IN DUOMO ANNO 1969 (Foto De Bellis/Fotogramma, MILANO – 1969-12-15)

FUNERALI VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA IN DUOMO ANNO 1969

FUNERALI VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA IN DUOMO ANNO 1969

OBITORIO, PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ANNO 1969 (FOTO DE BELLIS/Fotogramma, MILANO - 1969-12-14)

OBITORIO, PARENTI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA
ANNO 1969 (FOTO DE BELLIS/Fotogramma, MILANO – 1969-12-14)

ATTENTATO ALLA BANCA DELL' AGRICOLTURA DI PIAZZA FONTANA, STRAGE DI PIAZZA FONTANA (Agi / Giacominofoto/Fotogramma, MILANO - 1969-12-12)

ATTENTATO ALLA BANCA DELL’ AGRICOLTURA DI PIAZZA FONTANA, STRAGE DI PIAZZA FONTANA (Agi / Giacominofoto/Fotogramma, MILANO – 1969-12-12)

piazza_fontana

 

DUOMO, FUNERALI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ANNO 1969 (Foto De Bellis/Fotogramma, MILANO - 1969-12-14) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

(Foto De Bellis/Fotogramma, MILANO – 1969-12-14)

 

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Galleria Vittorio Emanuele (anni '50 del 1900).

Galleria Vittorio Emanuele (anni ’50 del 1900).

Questa mattina un secondo attacco hacker ha quasi interamente devastato il contenuto dell’articolo Milano (dal dopoguerra a Tangentopoli). E’ il secondo in tre mesi (spicca, oltremodo, la scarsa sicurezza, l’assenza di supporto utenti ed una notevole vulnerabilità ad attacchi di pirateria informatica della piattaforma WordPress e Italiaonline che ospita questi articoli di Milanobarona).

Questo web deve, comunque, dare veramente molto fastidio …

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Prosegue la saga delle immagini inedite custodite dagli autori di “Milano Sparita e Storia dei trasporti ATM Skyscrapercity”, “donate”, anche, alla Pagina commerciale promozionale Facebook-Amazon sottostante:

https://www.facebook.com/storiadellabarona/photos/a.295537003881885/2188369537931946/?type=3&theater

Secondo le stime fatte sulla frequenza delle immagini inedite interdette al pubblico, per anni, e utilizzate anche per fini di “black friday” correlati alla vendita di libri stampati negli USA e in Puglia… (in entrambi i casi se si volessero avviare azioni legali si dovrebbe contattare, nell’ordine, avvocati californiani e pugliesi… questo vanifica qualsiasi tentativo di rivalsa verso eventuali anomalie) si è previsto che per i prossimi 20 anni assisteremo alla sciorinatura di non meno di un migliaio di immagini fotografiche (per la Barona), di almeno un altro mezzo milione (per Milano Sparita) di ipotetica fonte da raccolte civiche, quindi non donate e non proprietarie (di custodia pubblica ma apparentemente interdette al pubblico per motivi commerciali e di promozione) riservate a luoghi e persone della Barona. Lo stesso fenomeno è, quindi, in corso anche per Milano Sparita e da Ricordare e Milano nei Secoli Facebook, fenomeno già segnalato in determinate sedi che per il momento preferiscono attuare connivenza di natura politica nepotistica e di “casta” politico genealogica…quindo non perche’ i fatti non sussistano ma perche’ in Italia la Legge distingue a “discrezionalità”…piuttosto che procedere ad approfondimenti, accertamenti e altro…relativi al come sia possibile che in 10 anni, oltre 100.000 immagini inedite di fonte non dichiarata siano apparse sul diverse pagine Fbook convenzionate commercialmente con tale multinazionale… senza che nessuno possa, nel diritto, venire a conoscenza della provenienza e contemporaneamente capire, tra decine di migliaia, ormai centinaia di migliaia (tra Skyscrapercity e Fbook) , quali siano esenti da vincoli e quali no… Altro aspetto interessante riguarda i like, i follower e tutto il dubbioso “Ambaradan” di consensi e condivisioni che gravitano intorno ad un business colossale la cui genuinità è stata, di recente, messa in dubbio anche dalla trasmissione Report (limitatamente all’uso illecito di robots e bot correlati al consenso politico ma anche commerciale di molte pagine fbook italiane).

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Un grattacielo Pirelli in costruzione fotografato dalla Torre Galfa (1959 circa). (fonte airtribune)

Milano 1955 circa Via Mario Pagano. In evidenza una vettura tramviaria Ansaldo Breda-CGE-TIBB. (fonte web ex sito fondazioneansaldo)

Milano 1955 circa (o anteriore). Via Mario Pagano. In evidenza una vettura travviaria Ansaldo-CGE. Purtroppo l’immagine è poco dettagliata a causa delle sue ridotte dimensioni disponibili in rete. La vettura ritratta sembra essere una serie 5100 ricavata (cannibalizzazione ?) dalle vetture serie 5000 danneggiate durante la seconda guerra mondiale (lo si deduce dal tipo di porte presenti, tipiche delle 5000, forse cannibalizzate dalla medesima serie). (fonte web ex sito fondazioneansaldo)

Milano 1955 circa (o anteriore). Via Mario Pagano. In evidenza una vettura tramviaria Ansaldo-CGE. Purtroppo l'immagine è poco dettagliata a causa delle sue ridotte dimensioni disponibili in rete. La vettura ritratta sembra essere una serie 5100 ricavata dalle vetture serie 5000 danneggiate durante la seconda guerra mondiale (lo si deduce dal tipo di porte presenti, tipiche delle 5000). (fonte web ex sito fondazioneansaldo)

Milano 1955 circa (o anteriore). Via Mario Pagano. In evidenza una vettura tranviaria Ansaldo-CGE. Purtroppo l’immagine è poco dettagliata a causa delle sue ridotte dimensioni disponibili in rete. La vettura ritratta sembra essere una serie 5100 ricavata (cannibalizzazione ?) dalle vetture serie 5000 danneggiate durante la seconda guerra mondiale (lo si deduce dal tipo di porte presenti, tipiche delle 5000, forse cannibalizzate dalla medesima serie). (fonte web ex sito fondazioneansaldo)

Piazza Duomo 1970 circa. Una Piazza Duomo transennata con la circolazione automobilistica chiusa lungo Corso Vittorio Emanuele II, deviata, da San Babila, verso Corso Europa, Piazza Fontana e Beccaria sino alla ex Via dell'Arcivescovado. (fonte fotografica: famiglia cristiana online)

Immagine invernale di Piazza del Duomo nel 1970/71 circa. Una Piazza del Duomo con l’omonima Cattedrale progressivamente “impacchettata” per i futuri lavori di pulizia e restauro di una facciata deteriorata da agenti chimico fisici e climatici ed annerita dallo smog emesso dalle industrie ancora presenti, dalle centrali termiche condominiali a carbone e dalla stessa Edison Gas (poi AEM) che bruciava, alla Bovisa, carbon-fossile per produrre “gas di città” per uso domestico. Quindi una Piazza Duomo con la “scighera” e transennata lungo Corso Vittorio Emanuele (e presidiata da camion della “Celere”). La circolazione automobilistica appare, pertanto, interrotta lungo Corso Vittorio Emanuele II°, deviata, da San Babila, verso Corso Europa, poi Piazza Beccaria e Fontana sino alla ex Via dell’Arcivescovado per confluire verso Piazza dei Mercanti. (fonte fotografica: famiglia cristiana online)

Milano 1974, Crescenzago-Cascina Gobba, Via Adriano. (fonte web lagobba.it)

Milano 1974, Crescenzago-Cascina Gobba. Via Adriano. (fonte web lagobba.it)

L’immagine sottostante (un link che punta verso i server di SSC), già corretta nella localizzazione inizialmente errata (sito La Repubblica) da questo sito (venne localizzata come Parco Sempione invece siamo ai confini dei Giardini di Porta Venezia, lungo la Via Palestro a ridosso di Piazza Cavour), è stata postata, oggi 8 Dicembre 2019, dal forum “Milano Sparita Skyscrapercity”. E’ curioso notare, che oltre ad aver beneficiato di una correzione effettuata da un sito verso il quale, tali personaggi hanno riversato montagne di letame (ovviamente ricambiato di pari misura) l’immagine reperibile nel web indicato (oggi) appare curiosamente marchiata con il logo Portofolio Mondadori…

Milano 1988, Porta Genova, Piazzale Stazione di Porta Genova. Capolinea "storici" delle linee 9 e bus 59 (Quartiere Torretta-Porta Genova) del Giugno 1988. In evidenza uno dei "cavalli di battaglia" ATM del trasporto automobilistico degli anni '70 ed '80. Un FIAT 412 "Pistoiesi" (distinto dall'analogo "Lancia Esagamma" per la presenza di due pannelli radiatori nel frontale del vano motore.

Milano 1988, Porta Genova, Piazzale Stazione di Porta Genova. Capolinea “storici” delle linee 9 e della linea bus 59 (Quartiere Torretta-Porta Genova) nel Giugno 1988. In evidenza uno dei “cavalli di battaglia” ATM del trasporto automobilistico degli anni ’70 ed ’80. Un FIAT 412 “Pistoiesi” (distinto dall’analogo “Lancia Esagamma” per la presenza di due pannelli radiatori nel frontale del vano motore) fermo al capolinea del Piazzale della Stazione FS Porta Genova. Altro elemento da evidenziare è la pubblicità visibile nella palina del capolinea tramviario. Il negozio di stereo-hifi e tvcolor COECO di Amleto Mariani in Via Biella, negozio non piu’ esistente, ormai, da molto ma molto tempo. Negli anni ’80 era un riferimento commerciale per l’acquisto di elettrodomestici ed audio-video senza uscire dal quartiere Barona, insieme ad un secondo centro di vendita sito in un seminterrato di Viale Famagosta 21, angolo Via Felice Venosta (gestito da un differente titolare).

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Prosegue l’utilizzo speculativo di Milano Sparita Facbook delle immagini inedite facenti parte di raccolte civiche riservate ad uso pubblico e non commerciale promozionale di immagini d’epoca di Milano e dei trasporti pubblici ATM dei forum Skyscrapercity.

Questa immagine di MS Facebook, pubblicata oggi 7 Dicembre ’19

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il thread risale al Marzo 2014, l’immagine è stata rimossa dagli autori (o dagli admin di Skyscrapercity…) … ma i “signori” non sanno che i server cache di Google e Bing, una volta indicizzate tali immagini… conservano per sempre lo spider che collega la copia cache di tali immagini all’indirizzo internet del sito e della pagina che le ha pubblicate e conservate, per anni, prima di rimuoverle allo scopo di nascondere tracce.

Quindi effettuando una ricerca per immagini si risale alla fonte ed all’utilizzatore… del resto queste segnalazioni sono solo la punta dell’iceberg… dato che non si esclude che moltissime altre siano passate direttamente a facebook senza pubblicazione preliminare in tale forum.

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Milano Ticinese primi anni '50. Veduta della Darsena e dei "sabbioni". Immagine probabilmente ripresa tra Viale Gorizia e Piazza XXIV Maggio.

Milano Ticinese primi anni ’50. Veduta della Darsena e dei “sabbioni”. Immagine ripresa tra Viale Gorizia e Piazza XXIV Maggio.

Milano Ticinese 1965 circa. Piazza XXIV Maggio con Porta Neoclassica del Cagnola e Caselli daziari, visti da Corso San Gottardo. (fonte: web http://aleardiottica.it/la-nostra-storia/)

Milano Ticinese 1964/65 circa. Piazza XXIV Maggio e la Porta Neoclassica del Cagnola insieme ai Caselli daziari, visti da Corso San Gottardo. (fonte: web http://aleardiottica.it/la-nostra-storia/)

Prosegue la saga di immagini proveninenti da raccolte civiche destinate ad un uso non lucroso inviate dal personaggio evidenziato alla Pagina Facebook Da Milano alla Barona. In sintesi il noto passaggio da Milano Sparita Skyscrapercity alle pagine Fbook di natura commerciale e promozionale. L'immagine è inedita e resa pubblica solo oggi, dopo decenni di "smistamento" progressivo verso le pagine Facebook che non sono interessate alla storia ma a vendere libri e contribuire a finanziare Facebook Italia. E' probabile che solo per il quartiere Barona non meno di qualche migliaio di immagini inedite attendano di essere postate e anche inserite nel libro ...

Prosegue la saga di immagini provenienti, verosimilmente anche da raccolte civiche, inviate dal personaggio evidenziato nella Pagina Facebook Da Milano alla Barona. In sintesi il noto passaggio di decine se non centinaia di migliaia di immagini da archivi civici da tali archivi a Milano Sparita Skyscrapercity e successivamente alle pagine Fbook di natura commerciale e promozionale è un fatto palesemente evidente a tutti. L’immagine è inedita e resa pubblica solo oggi, dopo decenni di “smistamento” progressivo verso le pagine Facebook, le quali più che essere interessate alla storia lo sarebbero di più verso la struttura commerciale Facebook. E’ probabile che solo per il quartiere Barona non meno di qualche migliaio di immagini inedite attendano di essere postate e anche inserite nel libro … quindi una riserva di immagini inedite per i prossimi 20 anni. Una piccola osservazione. L’autore di questa pagina commerciale ha commesso un errore linguistico postando una sorta di “black friday”… ma ha adottato un termine sbagliato, trattandosi di un “black week”, anzi di un “black month”, dato che i supersconti da grande magazzino non sono limitati ad un Venerdi’… infatti tale promozione è stata poi corretta…

Via Senato (dal civico 3), fine anni '50. (fonte Lombardia beni culturali)

Via Senato (dal Sagrato della Chiesa Copta Ortodossa San Marco), fine anni ’50. (fonte: web Lombardia beni culturali)

Milano anni '50, Darsena. "Barcaiolo" di barcone. (fonte: web milanoneltempo)

Milano anni ’50, Darsena. Giovanissimo “Barcaiolo” di barcone. (fonte: web milanoneltempo)

Frazione Bicocca, 1920, Campo di calcio della fondazione sportiva Pirelli delle omonime industrie Pirelli. L'immagine è stata ripresa dalla Bicocca degli Arcimboldi. Questo campo di calcio (inaugurato nel 1919) ospito', seppur per un breve periodo (1918-19), gli incontri agonistici del Milan (sino ad allora disputati nel Velodromo Sempione). Questo impianto sopravvisse sino al 1983 per poi essere definitivamente demolito per cedere l'area a lottizzazioni edilizie. (fonte wikipedia)

Frazione Bicocca, 1920, Campo di calcio della fondazione sportiva Pirelli delle omonime industrie Pirelli (Viale Sarca 205 sino al 1983). L’immagine è stata ripresa dalla Bicocca degli Arcimboldi. Questo campo di calcio (inaugurato nel 1919) ospito’, seppur per un breve periodo (1918-19), gli incontri agonistici “casalinghi” del Milan (sino ad allora disputati nel Velodromo Sempione).
Questo impianto sopravvisse sino al 1983 per poi essere definitivamente demolito per cedere l’area a lottizzazioni edilizie. (fonte wikipedia)

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Alcune considerazioni sull’immagine sottostante, postata dagli “accademici ATM” di Milano Sparita SSCity

https://i.imgur.com/an8gey8.png?1

della quale seguono ulteriori e note elucubrazioni tipiche di questo forum popolato da frustrati che cercano, probabilmente invano, di primeggiare nel settore della fotografia vintage della città di Milano.

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=e0b5dd5efbe65c1303ec313a127bfccf&t=1232367&page=5089

L’immagine non è reperibile in nessun motore di ricerca, formalmente inedita e formalmente senza fonte.

La presenza del logo Mondadori Portfolio sovraimpresso alla rovescia non dimostra che l’immagine sia stata “marchiata” (per diritti d’autore proprietari) erroneamente alla rovescia, ovvero rivosciando l’originale e considerando come immagine riflessa dall’acqua della Darsena come reale e quella reale come immagine riflessa.

Essendo noto che questi personaggi utilizzano programmi di fotoritocco (ma tali programmi saranno stati installati regolarmente licenziati ?) nessuno puo’ escludere che il “tarocco” sia stato fatto direttamente da loro… per attribuire, a loro stessi, competenze storiche ed editoriali notoriamente assenti ed a danno di quella che loro considerano “concorrenza a Facebook Italia” (vedesi Mondadori, Alinari, Lombardia Beni Culturali, Fotografie in comune… incluso anche Milanobarona, etc…).

Se sono in grado di smacchiare la foto da loghi e copyright, altrettanto potrebbero rovesciare il contenuto immagine del logo selezionato e proporlo come un errore non reale ma simulato, ovvero un fake (questo è un “big fake” ?).

Oltre a quanto sopra non mancano le elucubrazioni fresche di giornata (come le uova COCCODI’… un marchio che venne rilevato alcuni decenni fa ma che negli anni ’80 e ’90 andava per la maggiore, nei supermarket di Milano, per la vendita di uova fresche da galline ovaiole da allevamento di batteria… 🙂 )

vedasi questa pagina

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=e0b5dd5efbe65c1303ec313a127bfccf&t=1232367&page=5094

elucubrazioni su presunti errori di ICHARTA sulla datazione di uno dei due palazzi dell’Arengario…

Nel merito di questi presunti errori (dal 2006 apostrofano come stupidi, incapaci e ignoranti tutti gli autori di libri, web, forum, blog, etc… non facenti parte del loro “cerchio magico”… ovvero quello che perpepiscono come concorrenza…viene però da chiedersi se ICHARTA lavori, rispetto ai personaggi di tale forum, con materiale duplicato (sia in formato digitale che in carta chimica) con datazioni immagini non gestite dagli autori ma ricevute anche da coloro che hanno la facoltà di accedere a centinaia di migliaia di immagini in buona parte prelevate da Raccolte Civiche… questi personaggi li conosciamo… molto bene… (sarebbe interessante approfondire l’argomento commerciale di tali foto, di proprietà pubblica, poi commercializzate non solo su Milano Sparita Fbook ma anche negli stessi Portfolio, ICHARTA, etc… quando la cessione dei diritti di proprietà decade solo dopo oltre 70 anni dalla morte dell’autore o per scrittura privata dei medesimi a favore delle strutture editoriali che ne commerciano le immagini…).

Se si lavora con raccolte clonate, nessuno puo’ escludere che in buona o cattiva fede qualcuno abbia anche effettuato errori di datazione sulla base di cattive trascrizioni… (il monopolio di centinaia di migliaia di fotografie è solo uno e sarebbe gestito da coloro che sappiamo…) ma considerando che la fonte civica è comune per tutti… viene da domandarsi verso quali soggetti andrebbe attribuita la “scarsa precisione” iniziale… dato che a Milano solo un gruppuscolo di persone ha facoltà di gestire direttamente tali originali.

Purtroppo il grande successo della “ruera” facebook è dovuto alla massiccia presenza di utenti fondamentalmente inetti ed incapaci di comprendere che le foto postate dalle note pagine facebook sono disponibili nelle raccolte civiche del Comune di Milano (che sembra fregarsene della loro diffusione, tollerando la proliferazione sottobanco di immagini date in pasto a multinazionali del capitalismo della sorveglianza) e che potevano essere diffuse senza le note speculazioni commerciali che hanno rovinato la storia fotografica di Milano.

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Una piccola precisazione sulla località dell’immagine sottostante pubblicata il 28-11-19

Milano Quarto Oggiaro metà anni '60 circa. Scenari da borgata romana "Sfratto della famiglia Marra con intervento della forza pubblica". Come più volte scritto le miserie delle periferie milanesi non sono cronaca degli ultimi anni ma rappresentano, dal ventennio fascista sino ad oggi, una peculiarità delle diseguaglianze, a volte estreme, esistenti nella città di Milano. Da Albertini, sino a Sala, questo fenomeno si è ulteriormente inasprito... nonostante la propaganda politica (sia Lega che PD) descriva Lombardia e Milano come le capitali morali... non solo d'Italia ma persino d'Europa. Le cose vanno diversamente... (fonte fotografica e didascalica: web Lombardia beni culturali)

Milano Quarto Oggiaro metà anni ’60 circa. Scenari da borgata romana “Sfratto della famiglia Marra con intervento della forza pubblica”. Come più volte scritto le miserie delle periferie milanesi non sono cronaca degli ultimi anni ma rappresentano, dal ventennio fascista sino ad oggi, una peculiarità delle diseguaglianze, a volte estreme, esistenti nella città di Milano. Da Albertini, sino a Sala, questo fenomeno si è ulteriormente inasprito… nonostante la propaganda politica (sia Lega che PD) descriva Lombardia e Milano come le capitali morali… non solo d’Italia ma persino d’Europa. Le cose vanno diversamente… (fonte fotografica e didascalica: web Lombardia beni culturali)

Attualmente, la località ritratta nell’immagine, pur restando a confine tra i quartieri di Vialba e Quarto Oggiaro, si trova nella prosecuzione di Via Antonio Aldini, piu’ precisamente lungo Via Antonio Graf (ripresa in corrispondenza dell’incrocio di Via Cesare Pascarella).

Probabilmente, negli anni ’60, come dimostra questa mappa

http://www.stagniweb.it/jqzoom.asp?ImgBig=altro2/mappe3/mi964.jpg&ImgSmall=altro2/mappe3/mi964_.jpg&bSmall=500&file=mappe964&inizio=4

l’attuale Via Graf era nominata Via A. Aldini.

Questa puntualizzazione per prevenire bufale correttive degli “amici” dei forum Milano Sparita e Storia dei trasporti pubblici Skyscrapercity.

Prevenire è meglio che curare… dato che questi personaggi piu’ che essere storici sono i classici compensatori del web dove compensano frustrazioni esistenziali e si eleggono a superesperti quando nella vita reale il loro rango socio culturale sarebbe un meno elevato di quanto apparirebbe.

Con i forum e i social net abbiamo conosciuto il vero volto della classe dirigente di Milano.

Mediocrità che si elegge a eccellenza arrogante e minacciante azioni legali (come del resto è avvenuto con le varie giunte Forza Italia-Lega Nord-Alleanza Nazionale e PD).

Questi sono i politici… locali… alcuni di loro (autori di pagine facebook derivate da Milano Sparita e da ricordare) potremmo, forse, rivederli come politici cittadini e forse anche a livello Nazionale… (facebook viene usato come trampolino di lancio).

Chi ama Milano (onestamente oggi non è molto amabile… decisamente di più nel passato…) non segue di certo certe ossessioni internet come già ampiamente descritto in questo sito.

Milano 1961. Monoscopio Programma Nazionale (RAI1) del centro di produzione e trasmissione di Corso Sempione. Negli anni '60 e '70 (Programma Nazionale e Secondo Programma), apparivano, all'interno delle circonferenze bianche

Milano 1961. Monoscopio Programma Nazionale (RAI1) del centro di produzione e trasmissione di Corso Sempione. Negli anni ’60 e ’70 (Programma Nazionale e Secondo Programma) nei monoscopi RAI apparivano, all’interno dei dischetti bianchi (margine superiore) di convergenza geometrica dell’immagine, delle sigle che identificavano il centro trasmittente RAI. Per Milano Corso Sempione era la sigla S2, mentre per Monte Mario Roma era S8. Il monoscopio dell’immagine sovrastante corrisponde al centro trasmittente S2 di Milano Sempione. (fonte: http://www.radiomarconi.com/marconi/primi_monoscopi_rai.html)

Milano Duomo 1933. Porticato Piazza dei Mercanti.

Milano Duomo 1933. Porticato Piazza dei Mercanti.

Milano Quarto Oggiaro metà anni '60 circa. Scenari da borgata romana "Sfratto della famiglia Marra con intervento della forza pubblica". Come più volte scritto le miserie delle periferie milanesi non sono cronaca degli ultimi anni ma rappresentano, dal ventennio fascista sino ad oggi, una peculiarità delle diseguaglianze, a volte estreme, esistenti nella città di Milano. Da Albertini, sino a Sala, questo fenomeno si è ulteriormente inasprito... nonostante la propaganda politica (sia Lega che PD) descriva Lombardia e Milano come le capitali morali... non solo d'Italia ma persino d'Europa. Le cose vanno diversamente... (fonte fotografica e didascalica: web Lombardia beni culturali)

Milano, tra Vialba e Quarto Oggiaro, metà anni ’60 circa, Via Aldini. Scenari da borgata romana in stile neorealista. “Sfratto della famiglia Marra con intervento della forza pubblica”. Come più volte scritto le miserie delle periferie milanesi non sono cronaca degli ultimi anni ma rappresentano, dal ventennio fascista sino ad oggi, una peculiarità delle diseguaglianze, a volte estreme, esistenti nella città di Milano. Da Albertini, sino a Sala, questo fenomeno si è ulteriormente inasprito… nonostante la propaganda politica (sia Lega che PD) descriva Lombardia e Milano come le capitali morali… non solo d’Italia ma persino d’Europa. Le cose, in realtà, vanno diversamente… (fonte fotografica e didascalica: web Lombardia beni culturali)

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Gli “autori” di Milano Sparita Skyscrapercity

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=e0b5dd5efbe65c1303ec313a127bfccf&t=1232367&page=5087

sono, ancora, convinti che esista ancora qualcuno che creda alle loro miracolose capacità di localizzazione di immagini presenti in rete che nessuno, sino ad ora, sarebbe stato capace di localizzare.

Molto più semplicemente chi puo’ attingere didascalie e catalogazioni provenienti, anche, da Raccolte Civiche puo’ far credere di essere uno storico di Milano quando non lo sarebbe.

Sfuggono le ragioni di tali messe in scena ma si crede che siano la conseguenza di legittimare, nel tempo, la persistenza di quel forum che funge piu’ da serbatoio immagine per Milano Sparita Facebook e altre note pagine che per l’utilità in quanto tale della sua esistenza…

Queste cose vanno avanti dal 2006.

Tempo libero (da vendere… e si consideri che alcuni di essi occupano postazioni di lavoro) buttato, in tutta sincerità, al vento… contenti loro…

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Milano Roserio 1970. Cavalcavia Giovanni Battista Grassi (vicinanze Ospedale L.Sacco). Fotogramma tratto dall'unica versione integrale reperibile in rete del film "Il caso Venere privata", diretto da Yves Boisset, tratto dal romanzo Venere privata di Giorgio Scerbanenco. Tra gli interpeti principali abbiamo anche una esordiente Raffaella Carrà non ancora consolidata nella futura carriera televisiva delle edizioni "Canzonissim" della RAI di Via Teulada-Roma. Putroppo la resa grafica del film (Youtube) è molto scadente in conseguenza di una possibile masterizzazione digitale a bassa compressione in formato AVI di una videoregistrazione VHS domestica di questa pellicola trasmessa tra gli anni '90 ed i primi 2000 dalle reti Mediaset (prima rete 4 della quale non esistono versioni postate nei social media, successivamente ITALIA 1, quella disponibile in rete).

Milano Vialba-Roserio 1970. Cavalcavia Giovanni Battista Grassi (vicinanze Ospedale L.Sacco). Fotogramma tratto dall’unica versione integrale reperibile in rete del film “Il caso Venere privata”, diretto da Yves Boisset, tratto dal romanzo Venere privata di Giorgio Scerbanenco. Tra gli interpeti principali abbiamo anche una esordiente Raffaella Carrà non ancora consolidata nella futura carriera televisiva delle edizioni “Canzonissima” della lunga “saga” della RAI di Via Teulada-Roma. Proprio pochi mesi dopo la produzione di questo non particolarmente fortunato film la “show-girl” bolognese ebbe un successo straordinario nella edizione di Canzonissima 1970-71. Putroppo la resa grafica del film (Youtube) è molto scadente in conseguenza di una possibile masterizzazione digitale a bassa compressione in formato AVI di una videoregistrazione VHS domestica di questa pellicola trasmessa, presumibilmente, tra gli anni ’90 ed i primi 2000 dalle reti Mediaset (la prima identificabile sarebbe Rete 4 della quale non esistono versioni postate nei social media. Successivamente ITALIA 1, quella disponibile in rete, dalla quale sono stati acquisiti alcuni fotogrammi).

il caso venere privata 1970 cavalcavia gb grassi 1970

Piazza dei Mercanti 1970. Fotogramma dal Film "Il caso Venere privata". Una rara immagine della Carrà a Milano.

Piazza dei Mercanti 1970. Fotogramma dal Film “Il caso Venere privata”. Una rara immagine della Carrà a Milano.

Milano Vigentino anni 30 del 1900. Via Giuseppe Ripamonti angolo Viale Toscana. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano Brera Giugno 1967 ed un locale dei "beats". Le "veline" giornalistiche di quel periodo (ad essere sinceri, oggi siamo messi forse anche peggio) che per mano di Commissari e Questori scrivevano articoli di pura menzogna dove si giustificavano retate anti contestazione ... spacciate per problemi di ordine pubblico. Per paradosso, la Beat Generation non era un movimento giovanile di ispirazione Marxista. Era un prodotto idealistico figlio della società dei consumi Americana. Si rifaceva a stili di vita orientali in antagonismo con la "società occidentale" fatta di consumismo, diseguaglianze, guerre tra Stati e un capitalismo senza regole... ma non si tratta di covi eversivi di aspiranti rivoluzionari comunisti... ma la semplice parvenza di ribellione, quindi apparire ribelli piuttosto che essere... era sufficiente per scaricare gragnole di manganellate e calci di fucile anche verso minorenni... (fonte fotografica quieora.ink).

Milano Brera Giugno 1967 ed un locale dei “beats”. Le “veline” giornalistiche di quel periodo (ad essere sinceri, oggi siamo messi forse anche peggio) che per mano di Commissari e Questori scrivevano articoli di pura menzogna dove si giustificavano retate anti contestazione … spacciate per problemi di ordine pubblico. Per paradosso, la Beat Generation non era un movimento giovanile di ispirazione Marxista. Era un prodotto idealistico figlio della società dei consumi Americana. Si rifaceva a stili di vita basati su filosofie orientali in antagonismo con la “società occidentale” fatta di consumismo, diseguaglianze, guerre tra Stati e un capitalismo senza regole… ma non si trattava, nel senso stretto del termine, di covi eversivi di aspiranti rivoluzionari comunisti… ma la semplice parvenza di ribellione, quindi apparire ribelli piuttosto che esserlo… era sufficiente per scaricare gragnole di manganellate e calci di fucile anche verso minorenni… sottoposti al pubblico ludibrio nelle pagine della “Cronaca Milanese” dei giornali come Corriere della Sera e Il Giorno… Pochi anni dopo, la Procura della Repubblica di Milano, tollerava le famiglie mafiose di Cosa Nostra (e le prime organizzazioni criminali calabresi) che gestivano il narcotraffico di eroina nelle periferie, a partire dalla nota “Guerra del Giambellino” che vide decine di omicidi dovuti alla contesa del terreno di spaccio (eventi avvenuti tra il 1978 sino ai primi anni ’90, con retate = zero e totale tolleranza verso la presenza di mafie dedite al narcotraffico in interi quartieri di Milano). (fonte fotografica quieora.ink).

MILANO Veduta del Campanile della Chiesa di San Gottardo, sullo sfondo si intravede anche il Duomo. Milano 1920 circa,,Copyright © Fototeca Gilardi

MILANO 1920 circa. Campanile della Chiesa di San Gottardo, ripreso da Via Santa Tecla, da un ballatoio di case di ringhiera demolite negli anni ’30 del 1900.

Milano Aprile 1967, "Beat Generation", un movimento pacifico giovanile di ribellione simbolica e intellettuale che precedette il "Maggio del '68 Parigino" e il lungo periodo di contestazioni che in Italia ed a Milano diedero poi avvio alla "reazione" del terrorismo di matrice neofascista stragista di Stato (dalla Strage di Piazza Fontana in avanti). Piazza della Scala, Aprile 1967, piccolo corteo di "capelloni" che ispirandosi ai movimenti giovanili e studenteschi degli USA (Columbia University) manifestava uno stato di ribellione al "sistema" Americano e anglosassone (principalmente simboleggiato dal capitalismo imperialista e guerrafondaio della superpotenza USA (guerra del Vietnam) ne misero in discussione l'intero sistema (e potere) economico, culturale, sociale, politico e militare. Un tratto distintivo dei giovani (a Milano pochi, che finirono tutti schedati dalla DIGOS, dalla Narcotici-Buoncostume) aderenti alla Beat Generation erano capelli (ed a volte anche barbe) di una lunghezza superiore alla media ed il consumo di Canapa (Hashish) finalizzato all'utopistica "fuga dal sistema" molto predicata da questi movimenti di origine americana, a modo loro, figli inconsapevoli di un consumismo e di una povertà di valori sociali e culturali di cui era impregnata e per molti aspetti ammorbata la società dei consumi americana. Le capigliature e la detenzione e consumo di stupefacenti erano un pretesto, per le Polizia e la Magistratura di Milano, di schedatura penale e incarcerazione per le piu' svariate violazioni del "codice Rocco" (ordinamento penale fascista tutt'oggi in essere nel Codice Penale italiano, seppur con alcune miniriforme nel corso dei decenni...). I giovani esponenti italiani e milanesi della Beat Generation, numericamente pochi (rispetto a quanto poi avvenne l'anno successivo con l'avvio delle contestazioni studentesche), tentarono un dialogo con le istituzioni... senza riuscirci (l'unico risultato utile fu una manifestazione dell'8 Aprile 1967, autorizzata dalla Questura di Milano. I reati per i quali questi "militanti" (in buona parte figli di una certa "Milano bene" che poteva permettersi viaggi all'estero, negli USA ed a Londra, ivi inclusi anche periodi di studi in tali Nazioni)

Milano Aprile 1967, “Beat Generation”, un movimento pacifico giovanile di ribellione simbolica e intellettuale che precedette il “Maggio del ’68 Parigino” (e che in parte ne fu anche motivo di ispirazione politica ed intellettuale) e il lungo periodo di contestazioni che in Italia ed a Milano diedero poi avvio alla “reazione” del terrorismo di matrice neofascista stragista di Stato (dalla Strage di Piazza Fontana in avanti) e successivamente alla “nascita” di movimenti terroristici di ispirazione “marxista” sino alle Brigate Rosse (multidirette dai servizi segreti italiani). Piazza della Scala, Aprile 1967, piccolo corteo di “capelloni” che aderivano ai movimenti giovanili e studenteschi degli USA (Columbia University) i cui principali esponenti furono Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lucien Carr e vari scrittori ed intellettuali americani di quel periodo. I giovani che vi aderirono manifestavano uno stato di ribellione al “sistema” Americano e anglosassone (principalmente simboleggiato dal capitalismo imperialista e guerrafondaio della superpotenza USA (guerra del Vietnam). I movimenti della Beat Generation misero in discussione l’intero sistema (e potere) economico, culturale, sociale, politico e militare USA e NATO.
Un tratto distintivo dei giovani (a Milano pochi, finirono tutti schedati dalla DIGOS, dalla Narcotici-Buoncostume) aderenti alla Beat Generation erano i capelli lunghi (ed a volte anche barbe) di una lunghezza superiore alla media ed il consumo di Canapa (Hashish) finalizzato all’utopistica “fuga dal sistema” molto predicata da questi movimenti di origine americana, a modo loro, figli inconsapevoli di un consumismo sfrenato e di una povertà di valori sociali e culturali di cui era impregnata e per molti aspetti ammorbata la società dei consumi americana.
Le capigliature e la detenzione e consumo di stupefacenti erano un pretesto, per le Polizia e la Magistratura di Milano, di schedatura penale e incarcerazione per le piu’ svariate violazioni del “codice Rocco” (ordinamento penale fascista tutt’oggi in essere nel Codice Penale italiano, seppur con alcune miniriforme nel corso dei decenni…). I capelli lunghi erano pretesto per espulsioni dall’ambiente universitario. I “capelloni” venivano rubricati dalla Procura della Repubblica di Milano come “atti di travestismo” ed in generale come “atti osceni in luoho pubblico”… la detenzione per uso personale di Canapa era illegale e oggetto della irrogazione di pene detentive. I giovani esponenti italiani e milanesi della Beat Generation, numericamente pochi (rispetto a quanto poi avvenne l’anno successivo con l’avvio delle contestazioni studentesche), tentarono un dialogo con le istituzioni… senza riuscirci (l’unico risultato utile fu una manifestazione dell’8 Aprile 1967, autorizzata dalla Questura di Milano). I reati per i quali questi “militanti” (in buona parte figli di una certa “Milano bene” che poteva permettersi viaggi all’estero, negli USA ed a Londra, ivi inclusi anche periodi di studi in tali Nazioni), come sopra accennato, erano correlati alla violazione del “buon costume” ed all’uso di droga. Degno di nota fu il fatto che diversi esponenti della Beat Generation milanese controquerelarono le istituzioni (Magistratura, Questura e Polizie) per l’abuso di metodi repressivi contro le loro iniziali manifestazioni pacifiche ed uno stile di vita sirucamente scandaloso per l’epoca ma totalmente privo di forme di violenza e provocazione. Per approfondimenti storico-sociali di quel periodo si consiglia la visione di questi siti http://www.melchiorre-mel-gerbino.com/MondoBeat/MB10_18_marzo_1967.html https://it.wikipedia.org/wiki/Beat_Generation https://www.900letterario.it/focus-letteratura/beat-generation-protesta-societa/

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RISOLTO L’ENIGMA DELLA DATA DI UNA “”FANTOMATICA”” 🙂 IMMAGINE RITRAENTE VIA DANTE (META’ ANNI 60 CIRCA), POSTATA ASTUTAMENTE DAI FURBETTI DEL FORUM MILANO SPARITA SKYSCRAPERCITY.

Dopo una attenta ricerca è emerso che i “soliti noti” di tale forum, costituito da non più di 4-5 persone, hanno nuovamente escogitato il trucchetto del simulare utenti fake che postano e domandano relativamente a immagini erroneamente datate.

Su ebay

https://www.ebay.it/itm/Milano-Via-Dante-Banca-di-Legnano-1965-/152017823360

esiste (perche’ probabilmente postata dal medesimo personaggio che ne possiede una copia originale) la versione originale di tale immagine, parte di una cartolina postale illustrata ritraente Via Dante nella estate del 1964 a pochi mesi dall’apertura della linea 1 della metropolitana.

L’immagine è quella sottostante

s-l1600una cartolina viaggiata e postalizzata nel Maggio 1965 dalla quale, in quel forum, una persona ha creato un falso aneddoto dove postava il solo lato illustrato della cartolina (non prima di effettuare un fotoritocco della temperatura di colore della medesima), omettendo il retro postalizzato e vidimato dall’ufficio postale di partenza, inventandosi una datazione erronea del 1970, dal medesimo “corretta” al 1964. Di simulazioni del genere quel forum è pieno sin dal lontano 2006. Ancora una volta le solite domande e risposte che calzano a pennello per quesiti di datazione e localizzazione che si crede non provengano da utenti reali richiedenti ma siano una forma di rappresentazione ed esaltazione di conoscenze storiche in realtà non possedute e acquisite dal possesso di centinaia di migliaia di foto e cartoline vintage (come anche di opere editoriali) utilizzate per creare “aneddoti” … (nel contempo Facebook farebbe incetta di tali immagini…alimentando redditi autoeditoriali e di “click” per la medesima multinazionale di Zuckerberg).

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Segrate nei primi anni '70. Costruendo lotto edilizio di "Milano Due" della EDILNORD di Silvio Berlusconi. Negli anni '80, nei filoni di indagine dei magistrati Falcone e Borsellino emersero rapporti diretti tra il padre, Luigi Berlusconi e gli stessi Sillvio e Paolo Berlusconi (quest'ultimo con ruoli secondari) con la famiglia palermitana dei Bontate, Vittorio Mangano (lo "stalliere" di Arcore). La magistratura palermitana defini' , nella veste di Paolo Borsellino, Vittorio Mangano (mafioso) come una "testa di ponte" tra ka mafia siciliana e le imprese del Nord Italia. I legami tra Berlusconi e la famiglia Bontate, Mangano, Marcello Dell'Utri e la famiglia Berlusconi erano noti dalla connivente Procura di Milano sin dagli anni '60 del '900 ma vennero rivelati nei maxi processi di mafia condotti da Paolo Borsellino. Il resto è storia nota (a tutti tranne che ai magistrati delle Procure di Milano e Monza che sempre negarono e negano tutt'oggi... ma del resto... procure che hanno appalti con la presenza della 'ndrangheta ... non devono stupire come non deve stupire che Milano fu in mano a Cosa Nostra negli anni '80 e '90 per poi essere totalmente controllata dall'attuale 'ndrangheta. Edilord venne capitalizzata con fondi neri di riciclaggio provenienti dalla Banca Rasini di Milano (direttore commerciale Luigi Berlusconi) sin dalla metà degli anni '60. Se volessimo trovare, tra i corresponsabili delle stragi di Capaci e Via D'Amelio... non solo i noti servizi segreti, la stessa Cosa Nostra... ne erano responsabili... semmai ne erano gli esecutori... i mandanti sono poi entrati in carriera politica dal 1994... oggi tali mandanti hanno eredi politici, ex alleati nei governi degli anni '90, 2000 sino al 2011, come anche nelle giunte comunali di Milano, sino al Luglio 2011... sono gli attuali partiti di estrema destra di cui è facile individuare i leader che si professano sovranisti e neo fascisti... La fonte di questa immagine proviene dal sito https://storiedimenticate.it/milano-due/ dove nel Blog annesso sono state scritte delle note di demerito verso Berlusconi e l'origine dei suoi capitali. Degno di nota è il post di un ex dipendente della Regione Lombardia che dichiara di essere stato assunto nel Governo Regionale nel lontano 1981 grazie alle grazie di Berlusconi che gli riservo' un secondo incarico nel centro direzionale Palazzo Canova di Segrate. Una piccola nota di cronaca contemporanea. Alcune delle pagine Facebook dedicate alla "storia della Milano sparita" esistono grazie ad una precisa volontà di vari "uomini e donne" del parco dirigista di Berlusconi (ex sindaci ed ex presidenti ATM degli anni '2000)... quindi quando visitate alcune pagine facebook dovreste ricordarvi del personaggio politico che fu all'origine della loro nascita e diffusione... ovviamente con danni notevoli alla pluralità e democrazia... come da anni si segnala in questo sito.

Segrate nei primi anni ’70. L’immagine ritrae il costruendo lotto edilizio di “Milano 2” , realizzato dalla EDILNORD di Silvio Berlusconi (pare che fosse pratica non pagare i fornitori, in tali opere, allo scopo di farli fallire e rilevarne le società). Negli anni ’80, nei filoni di indagine dei magistrati Falcone e Borsellino, emersero rapporti diretti tra il padre, Luigi Berlusconi e gli stessi Silvio e Paolo Berlusconi (quest’ultimo con ruoli secondari) con la famiglia palermitana dei Bontate e di Vittorio Mangano (lo “stalliere” di Arcore). La magistratura palermitana defini’ Vittorio Mangano (mafioso) come una “testa di ponte” tra la mafia siciliana e le imprese del Nord Italia.
I legami tra Berlusconi e la famiglia Bontate, Mangano e Marcello Dell’Utri erano noti dalla connivente Procuradella Repubblica di Milano sin dagli anni ’60 del ‘900 (non parti’ mai nessuna indagine in tal merito, nè 50 anni fa nè in tempi piu’ recenti) ma vennero rivelati solo negli anni ’80… quindi in forma molto tardiva e solo nei maxi processi di mafia condotti da Paolo Borsellino. Il resto è storia nota (a tutti tranne che ai magistrati delle Procure di Milano e Monza che sempre negarono e negano tutt’oggi)… ma del resto… procure che hanno appalti con la presenza della ‘ndrangheta … non devono stupire … per la loro, ormai ultra cinquantennale, latitanza investigativa… come altrettanto non deve stupire che Milano fu in mano a Cosa Nostra negli anni ’80 e ’90 per poi essere totalmente controllata dall’attuale ‘ndrangheta a partire dal “post Tangentopoli ’92”. Edilord venne capitalizzata con fondi neri di riciclaggio provenienti dalla Banca Rasini di Milano (direttore commerciale Luigi Berlusconi) sin dalla metà degli anni ’60. Se volessimo trovare, tra i corresponsabili delle stragi di Capaci e Via D’Amelio… non solo i noti servizi segreti, la stessa Cosa Nostra… (principalmente esecutori)… ma i veri mandanti… scopriremmo che buona parte di loro vivevano all’ombra della Madoninna… poi entrati in carriera politica dal 1994… oggi tali mandanti hanno eredi politici, ex alleati nei governi Berlusconi degli anni ’90, ‘2000 sino al 2011, come anche nelle giunte comunali di Milano (sino al Luglio 2011) … si tratta degli attuali partiti di estrema destra di cui è facile individuare i leader che si professano sovranisti e adottano, nelle intenzioni, principi neo fascisti…
La fonte di questa immagine proviene dal sito https://storiedimenticate.it/milano-due/ dove nel Blog annesso sono state scritte delle note di demerito verso Berlusconi e verso l’origine dei suoi capitali. Degno di nota è il post di un ex dipendente della Regione Lombardia che dichiara di essere stato assunto nel Governo Regionale nel lontano 1981 grazie alle “spinte” di Berlusconi che gli riservo’ un secondo incarico nel centro direzionale Palazzo Canova di Segrate. Una piccola nota di cronaca contemporanea: Alcune delle pagine Facebook dedicate alla “storia della Milano sparita” esistono grazie ad una precisa volontà di vari “uomini e donne” del parco dirigista di Berlusconi (ex sindaci ed ex presidenti ATM degli anni ‘2000)… quindi quando visitate alcune pagine facebook dovreste ricordarvi del personaggio politico (e dei suoi politicanti meneghini) che fu all’origine della nascita e diffusione della storia di Milano in versione social net… ovviamente con ripercussioni notevoli alla pluralità e democrazia… (danni riferiti all’esistenza di tali pagine Fbook) come da anni si segnala in questo sito.

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Proseguono le elucubrazioni di Milano Sparita Skyscrapercity

L’immagine sovrastante (un link) ritrae Via Dante. Dal 2012 circa, un presunto storico (presunto storico, non realmente storico) si arrovella sulla tesi che questa foto sia stata ripresa prima dell’inaugurazione (1 Novembre 1964) della linea Rossa M1 della metropolitana (Lotto-Sesto Marelli), sostenendo, la sua tesi, con la presunta presenza dei silos di “betonaggio” dell’impresa TORNO in Piazza Castello.

L’eventuale presenza di tale cantiere non dimostra che la fotografia sia antecedente al 1964 o del 1964. Il “varco” realizzato nei primi anni ’60 (proprio davanti al portale del Castello Sforzesco) era un punto di ingresso che permise, a titolo di collaudo e di immissione dei treni lungo la linea, l’ingresso di vetture (pare anche tramviarie) elettromotrici del futuro parco treni della metropolitana 1.

Fomte Stagniweb

Fonte Stagniweb

Purtroppo c’è sempre qualcuno che sentenzia conclusioni definitive in assenza di fonti, anche fotografiche, che dimostrino che tale varco (di Piazza Castello) venne chiuso, riempito e livellato, prima del Novembre 1964.

… insomma… tanti dettagli che sembrano essere totalmente ignorati dai “superesperti commerciali” di Milano Sparita SSC… l’eventuale presenza di cantiere nel sito che ospitava la fontana, poi sventrato per fungere da punto di ingresso dei treni M1… poteva anche prolungarsi ben oltre il 1964…

Nulla impedirebbe, pertanto, di ipotizzare che il “tamponamento” con riempimento della tratta di ingresso provvisorio alla galleria metropolitana sotterranea (da Piazza Castello verso la costuenda fermata M1 Cairoli), avvenne successivamente al 1 Novembre 1964 (la presenza di tale accesso non impediva il funzionamento della linea). Il cantiere TORNO poteva, quindi, essere ancora presente nella estate del 1965, successivamente all’inaugurazione della M1, in attesa della completa chiusura di una rampa di discesa binaria che non vincolava, in quanto tale, l’inaugurazione e la messa in esercizio della linea. Pertanto, il datare tale immagine al 1970 circa non si discosta sensibilmente da una data non anteriore al 1965/66 o persino prossima al 1968. Analizzando l’immagine sopra linkata si notano, rispetto all’abbigliamento in voga nei primi anni ’60, accenni di scampanature di pantaloni, colletti di camicia e taglie delle medesime prossimi a quelli in voga negli anni ’70, soprattutto tra il 1969 e il 1979 circa (camicie strette e pantaloni a zampa d’elefante) Un “look” totalmente assente nei primi anni ’60, incluso il 1964, uno stile che invece sembra (apparentemente) essere accennato, nella foto linkata.

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Piazza Cordusio nel 1914 circa. (fonte fotografica web castellodelguado)

Piazza Cordusio nel 1914 circa. (fonte fotografica web castellodelguado)

Milano 1969. Tra Morivione e Porta Romana-Ravizza. Manifestazione operai OM-FIAT lungo una irriconoscibile Via Pompeo Leoni (sullo sfondo i vecchi capannoni OM di Via Pietrasanta, oggi non più esistenti. (fonte: sites.google.com)

Milano 1969. Tra Morivione e quartieri Parco Ravizza-Vigentino. Manifestazione operai (ed, a giudicare dall’abbigliamento, anche di qualche impiegato e “quadro intermedio”) OM-FIAT lungo una irriconoscibile Via Pompeo Leoni (sullo sfondo i vecchi capannoni OM di Via Pietrasanta, buona parte di essi, oggi, non sono più esistenti). (fonte: sites.google.com)

fioraie in piazza Duomo castellodelguado

Milano, Piazza Duomo 1914. Venditrici e venditori di fiori. (fonte fotografica web: castellodelguado)

Milano Mecenate-Taliedo 1967. Viale Ungheria (primi numeri civici a ridosso dell'incrocio con Via Oreste Salomome (fonte web: 2.bp.blogspot)

Milano Mecenate-Taliedo 1967. Viale Ungheria (primi numeri civici a ridosso dell’incrocio con Via Oreste Salomome). (fonte web: 2.bp.blogspot)

Milano 1973. Gallaratese. Incrocio Via Uruguay con Via delle Ande. (fonte web: Casa della Vetra)

Milano 1973. Gallaratese. Incrocio Via Uruguay con Via delle Ande. (fonte web: Casa della Vetra)

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Gli account Misterno26 e Xesar (il secondo ricorda i nomi delle vaschette di cibo umido in patè, verdurine e salsina per i cani… 😉 ) sono probabilmente gestiti da una sola persona:

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=de9b0adb1101e2f78fecddcff1d91974&t=1232367&page=5069

che si pavoneggia fingendo di rispondere ai quesiti di una seconda persona che non esiste.

Il personaggio si è scelto, nelle note raccolte in suo possesso, foto contenenti soggetti identici ripresi in periodi ravvicinati… facendosi una domanda e rispondendovi con il noto effetto “miracolistico” al quale ormai siamo abituati.

Tempo libero buttato al vento, no ?

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Immagine con didascalia "Milano 1950" (agefotostock). Presumibilmente una scuola media inferiore di Milano durante l'ora di educazione fisica per una classe femminile. Lo stile educativo "ginnico" riflette, palesemente, quello del ventennio fascista appena trascorso.

Immagine con didascalia “Milano 1950” (agefotostock). Presumibilmente una scuola media inferiore di Milano durante l’ora di educazione fisica per una classe femminile. Lo stile educativo “ginnico” riflette, palesemente, quello del ventennio fascista appena trascorso.

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L’attività di utilizzo pubblicitario-commerciale di immagini di fonte non dichiarata… prosegue nelle gemellate Milano Sparita…

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2234407446606264/2724891920891145/?type=3&eid=ARAiCeeAQ4eIs_cynCcLvqeB2r9as04Kc-byrEukQpzwfP5xse6fWj6wT-Qp5fdPEY08BAhQ9dUaD29v&__xts__%5B0%5D=68.ARDttlmZVFKbn21aCvghmDw20oET6c7ILcltYPr-jB08lWcLQhp3uMKigavkHb6JtF5xuHEU9a6sZtZ7MiuRinCJD3IbUdfTnoFZV2R6CTHLu1Runnuy5NRq6-dsWJldvu-uzPi5MUkUUcFbOWP5prRGvkFXHPn3Ah6bT4RfqiNcLw-KV8gRC0J-UrgLGuexAuuSTd2mLUZrv8nFf-wKUQDhgdT3_NU40sJrkIudfIb0XYL93ervosEr_1JhU9bDasFCXbNkrTVNWecqW1DzRan3yE_wHd-3y9gqApYZq86g2YNnr-oBznI8DBu0W7t1SVTdvVsNMe_1PCJvAx48XLqwNA&__tn__=EHH-R

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/75047326_2724891924224478_6453608981272199168_n.jpg?_nc_cat=107&_nc_oc=AQmTCgob_RKvLDh_7dRxBusimUD520E1eT3y_8L-rsyBLt6hLIzYkdFesAUZMLlMVe4&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=4d82ae5f579bdcf4127d99b0264d0edc&oe=5E8B4583

immagine di misterno26 (Milano Sparita SSC) postata tra Mercoledi’ e Giovedi’ 14/11/19 con didascalia priva di senso logico … tanto per acconsentirne la pubblicazione inedita (senza citare la fonte). Puntualmente (ma non si grida al ladro per i motivi che sappiamo) finita nelle fauci di Facebook Italia che da qualche giorno propone, anche, l’acquisto on-line, di un ulteriore nuovo libro pubblicato da una casa editrice pugliese… come dire… piu’ lontano sono … più lontano sarebbe il Foro competente (Lecce) dove gestire controversie…

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Immagine catalogata nel database Pinterest.ru come Milano nel 1950. Località di zona non precisata e non identificabile. L'immagine ritrae due motorette della Polizia Municipale, presumibilmente di Milano... ma i riferimenti ed i dati offerti sono molto scarsi ...

Immagine catalogata nel database Pinterest.ru come “Milano nel 1950”. Località di zona non precisata e non identificabile (in apprenza extraurbana). L’immagine ritrae due motorette della Polizia Municipale, presumibilmente di Milano… ma i riferimenti ed i dati offerti sono molto scarsi …

Milano Gallaraese verso il Lampugnano primissimi anni '80 (intorno al 1980-81) del 900. Anche questa immagine è presente nel database Flickr di Yahoo, noto per essere utilizzato da Milano Sparita Skyscrapercity... pertanto pur ottenendo esito negativo in Google e Bing, non si esclude che questa immagine sia già passata, più volte, in tale forum. Lo scatto dovrebbe inquadrare l'incrocio tra Via Benedetto Croce e Via Fabrizio Quattrocchi. Dopo tale periodo, non lontano da questo punto venne realizzato il Palatrussardi, poi Palasharp, simbolo della "Milano da bere" del PSI e di una Milano che con la stessa presunzione di oggi (ma si faccia attenzione al fatto che la Milano di allora trainava l'Italia, gli investimenti per Milano avevano anche un ritorno a livello nazionale, cosa che oggi non avviene piu' i capitali pubblici investiti per la metropoli restano nella metropoli in conseguenza di una economia malata, distorta, basata sulla speculazione edilizia e dei grandi eventi e grandi opere).

Milano Gallaraese verso il Lampugnano primissimi anni ’80 del 900 (intorno al 1980/82, vista la presenza di una cartellonistica informativa stradale assente durante gli anni ’70 e la presenza dei primi scivoli per le carrozzelle dei portatori di handicap, come ben visibile nello spartitraffico inquadrato nel lato destro della fotografia). Anche questa immagine è presente nel database Flickr di Yahoo, noto per essere utilizzato da Milano Sparita Skyscrapercity… pertanto pur ottenendo esito negativo in Google e Bing, non si esclude che sia stata già passata, più volte, in tale forum. Lo scatto dovrebbe inquadrare l’incrocio tra Via Benedetto Croce e Via Fabrizio Quattrocchi. Dopo tale periodo, non molto lontano da questo punto, venne realizzato il Palatrussardi, poi Palasharp, simbolo della “Milano da bere” del PSI e di una Milano che con la stessa presunzione di oggi si vantava di primati europei che non esistevano nè allora nè oggi (ma si faccia attenzione al fatto che la Milano di allora trainava l’Italia, gli investimenti per Milano avevano anche un ritorno a livello nazionale, cosa che oggi non avviene piu’ in quanto capitali pubblici investiti per la metropoli restano nella metropoli in conseguenza di una economia malata, distorta, basata sulla speculazione edilizia e dei grandi eventi e grandi opere e del noto riciclaggio che la Procura di Milano tollera per motivi che se fossero appronfonditi aprirebbero una “manettopoli” di proporzioni inimmaginabili… verso il corpo giudiziario milanese che si vedrebbe totalmente esautorato dall’attuale “Palazzo di Giustizia”).

Milano Gallaratese primi anni '80. Cantiere del costruendo Centro Commerciale Bonola). Immagine probabilmente convertita in Bianco e Nero, presente negli archivi di flickr.com (non è dato sapere se proveniente dalla mega raccolta Skyscrapercity MS).

Milano Gallaratese primi anni ’80 (1980 circa). Cantiere del costruendo Centro Commerciale Bonola. Immagine probabilmente convertita in Bianco e Nero, presente negli archivi di flickr.com (non è dato sapere se proveniente dalla mega raccolta Skyscrapercity MSparita… Google da esito negativo ma probabilmente è solo una svista di tale motore… in quanto… a memoria d’uomo… tale immagine venne, quasi certamente, passata anche in tale forum e forse in più di una occasione).

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Gli arzigogoli concettuali (qualcuno li chiamerebbe pugnettoni mentali) di persone che non sanno come utilizzare al meglio il loro tempo libero (ci si augura che il loro tempo libero sia da pensionati, al posto dei vertici amministrativi di aziende ed SPA municipali) che le contraddistingue

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=de9b0adb1101e2f78fecddcff1d91974&t=1232367&page=5065

(ricercare, nella pagina indicizzata, l’immagine che ritrae le ombre proiettate dalle torri Turati 1 e 2 lungo Piazza della Repubblica, verso la metà degli anni ’60 del 1900)

Forse l’unico contributo che questi personaggi hanno apportato alla “storia di Milano” è l’aver diffuso centinaia di migliaia di foto che hanno permesso a Facebook Italia di produrre profitti senza pagare tasse, evolvendo importi forfettari alle amministrazioni erariali USA (i profitti dei social non sono reali ma si basano sul conteggio di utenti reali e fake che visitano e condividono pagine come Milano Sparita e da Ricordare) e di monopolizzare la storia “meneghina” mettendo in secondo piano qualsiasi opera editoriale e storica successiva alla comparsa di Milano Sparita e da ricordare Facebook + libro (primavera 2010 … ormai quasi 10 anni).

Dopo Milano Sparita sorsero altre pagine dello stesso tenore, da Milano alla Barona alla Milano secolare etc… tutte abbinate a libri stampati negli USA diffusi tramite Amazon (quindi piu’ che un beneficio per storia ed economia, un colpo di grazia all’economia nostrana…).

Quotidianamente si leggono, nel forum indicato, arzigogoli concettuali dai quali, secondo i loro autori, se ne dovrebbero trarre spunti inediti ed epocali (Mattarella dovrebbe esserne informato, quanto meno per il riconoscimento di premi letterali a tali storici…) per datazioni storiche inedite di immagini della Milano dei decenni passati.

L’ultima “dimostrazione” riguarda le ombre proiettate lungo Piazza della Repubblica dalle Torri Turati 1 e 2 in una fotografia dove la datazione puo’ essere fatta con metodi completamente differenti da quelli di coloro che sostengono di essere la colonna (granitica) portante della storia di Milano (sia chiaro che questo sito, Milanobarona, non è storico, non è fatto da storici… e non sarebbe, nella maniera piu’ assoluta, da considerarsi una fonte unica ed univoca come tali personaggi considererebbero loro stessi).

L’ombra visibile sulla sinistra dell’immagine è ricondubicile alla Torre Turati 1 che venne completata nel 1960 (in rete ci sono molte fonti che lo testimoniano). Il tetto della Turati 1 ha sempre ospitato antenne (sino a non molti decenni fa le aziende erano in contatto tra loro con ponti radio acquistati da società di telecomunicazione private, molto prima dell’avvento dei fax e di internet… senza poi considerare che alcune telescriventi non erano connesse in rete Stipel e poi SIP ma direttamente con radiofrequenze affittate da società private… il capitalismo italiano degli anni ’60-’80 si connetteva con tali sistemi che andavano “in antenna” sui tetti delle torri piu’ alte di Milano e non solo di Milano).

Il fatto che sia presente anche anche l’ombra della Turati 2 (completata nel 1969, l’anno che diede l’addio, sino agli anni ’80 di Salvatore Ligresti, alla costruzione di grattacieli a Milano, per prevalente uso terziario ed uffici) rivela che l’anno dello scatto di tale immagine è successivo al 1960, forse databile verso la metà degli anni ’60 o comunque compreso tra il 1965 e non superiore al 1968 (sempre che l’apparente minore lunghezza dell’ombra della Turati 2 non sia una illusione prospettica, in quanto anche la seconda torre poteva già essere ultimana, almeno nella sua altezza, al momento dello scatto). Questo… in modo indipendente dalla presunta irregolarità del tetto della Turati 1 (che essendo completata nel 1960 non poteva ospitare ancora un cantiere le cui asperità erano presenti solo sul tetto ma non lungo i lati verticali della torre… come indicato le impalcature si smantellano dall’alto verso il basso, non viceversa e mi pare di aver scoperto l’acqua calda…).

Quindi l’arzigogolare la mente sulla data dell’immagine, andando a sostenere che le irregolarità presenti sul tetto della Turati 1 siano residui di cantiere posteriori al 1960 (le impalcature di cantieri edili si smantellano dall’alto verso il basso e non viceversa) … non porta a nessuna conclusione utile. Nell’ombra proiettata non si notano asperità e sporgenze lungo la verticalità ma solo nel tetto (il tetto della Turati 1 ha sempre ospitato antenne, da quasi 60 anni. Se consideriamo che la presenza di antenne, a seconda dell’angolo di inclinazione dei raggi solari, puo’ proiettare apparenti irregolarità sul tetto… tali asperità potrebbero essere le ombre dei lembi superiori di un certo numero di antenne).

I metodi di datazione di tale immagine, adottati in quel forum, non sembrano essere particolarmente fruibili…

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Milano 1940 Parco Sempione. Cascata acqua VII° Triennale.

Milano 1940 Parco Sempione/Torre Littoria (dopo il 1945 Torre Branca). Cascata acqua VII° Triennale.

Milano Ticinese 1933. Via Pietro Custodi angolo Via Giovenale. (fonte: web repubblica.milano). Anche in questo caso l'ìimmagine venne già "pescata" (nel passatopì) dal forum Milano Sparita Skyscrapercity.

Milano Ticinese 1933. Via Pietro Custodi angolo Via Giovenale. (fonte: web repubblica.milano). Anche in questo caso l’ìimmagine venne già “pescata” (nel passato) dal forum Milano Sparita Skyscrapercity (con un inventario di qualche centinaio di migliaio di foto postate, dai medesimi, è quasi impossibile recuperare in rete qualcosa che non sia passato dal suddetto monopolio assolutistico).

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OGNI OFELÈE AL FÁ ‘L SO MESTÈ !

(quando Internet permette di esibire qualifiche accademiche che esistono solo in rete)

Tradotto in italiano, ogni pasticciere deve fare il proprio lavoro…cioè solo il pasticciere !

Il significato di questo proverbio popolare milanese si riconduce, in questi commenti, al far desistere storici autorefernziati (che si sono autoletti come tali e che vorrebbero che si scrivesse di loro solo in termini di lusinghe) nel proporsi come fonti superautorevoli (ed uniche).

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5065

(prima immagine postata).

Anche un non storico di Milano è a conoscenza che la Pasticceria “Sant’Ambroeus” (Corso Matteotti, sede unica, mai traslocata nè prima nè dopo la data della sua inaugurazione) venne aperta nel 1936 e che l’asse di corso Matteotti-piazza San Babila e del sistema di corso Europa-via Larga, (la cosiddetta “Racchetta”) venne realizzato durante gli anni ’30 del 1900, apparendo identico prima del periodo bellico, durante e anche dopo.

Il signor Misterno26 che grazie ad internet appare come un eccelso storico della città di Milano.. deve invece la sua presenza (in rete)… come “mente eccelsa” (sotto forna di nick)… proprio alla grande facilità con la quale forum e social permettono di generare un profilo parallelo alla propria vita reale e inserici dentro qualifiche e competenze “inedite”.

Negli anni ’30 (più o meno sino al periodo della Liberazione, ovvero sino alla fine d’Aprile 1945) il costruendo asse Matteotti S. Babila si chiamava Corso del Littorio.

e’ facilmente riscontrabile in questa pagina http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a010-0014029/

Ora veniamo al dunque.

L’immagine postata da Misterno26 (il semplice link che punta ai database SSC)

… è indubbiamente della fine anni ’30 del 900 (o almeno si crede, potrebbe anche essere di qualche periodo posteriore).

In ogni caso, vista la censura storica (relativa al periodo fascista) che per tutti gli anni ’50 gravo’ sulle fonti testuali e fotografiche nonche’ storiche post belliche… nessuno esclude che la cartolina, pur ritraendo Corso del Littorio, venisse (nell’immediato dopoguerra) identificata con Corso Matteotti. Quindi nessun refuso dell’autore dell’immagine in cartolina con didascalia e nessuna necessità di recuperare immagini risalenti al fascismo … ma la solita elucubrazione quotidiana (tante elucubrazioni con pensieri eccelsi e raffinati, prossimi al sublime… negati ai “comuni mortali” ovvero alla “plebe”… giustificano la presenza e permanenza in rete di tale forum malgrado non raccolga in modo organico e fruibile una reale cronistoria di Milano ma una mole impressionante di immagini che hanno reso “mole imponente” le pagine facebook che le utilizzano e superfluo visitare i pochi eventi storici-fotografici patrocinati dal Comune… quando in tali eventi vediamo immagini già postate da Milano Sparita Skyscrapercity, nel 2006 e Milano Sparita Facebook nel 2010…).

Sono fatti oggettivi sotto gli occhi di tutti (ma proprio di tutti, anche di coloro che potrebbero mettere ordine alla portata di questo problema).

OGNI OFELÈE AL FÁ ‘L SO MESTÈ !

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Milano 1978 Bicocca. Periferie nate già degradate. Siamo alla fine di Viale Sarca (dal lato opposto del plesso di edilizia ex IACP, oggi chiamato "Case bianche", fortino della droga e del controllo territoriale criminale), Largo Bignami. Un simile complesso di edilizia (nata come soluzione temporanea di "emergenza") prefabbricata sorge anche nell'estremo opposto, alla Barona, la nota Via Lope de Vega (con problematiche simili). Autore immagine Gabriele Basilico, fonte web Lombardia beni culturali.

Milano 1978 Bicocca. Periferie nate già degradate. Siamo alla fine di Viale Sarca (dal lato opposto del plesso di edilizia ex IACP, visibile nella foto, oggi chiamato “Case bianche”, fortino della droga e del controllo territoriale criminale, c’è Largo e Via Emilio Bignami, alla fine di Viale Fulvio Testi). Un simile complesso di edilizia prefabbricata (nata come soluzione temporanea di “emergenza”, divenuto, all’italiana, una precarietà definitiva e permanente) sorge anche nell’estremo opposto, alla Barona, la nota Via Lope de Vega (con problematiche simili). In entrambi i casi i lotti vennero ufficialmente assegnati nel 1975 ma occupati abusivamente sin dal 1974. Autore immagine Gabriele Basilico, fonte web Lombardia beni culturali.

Dipinto di Michele Cascella intitolato "Via Orefici a Milano " (1928 circa). Fotografia di Mari Gianni, fonte web Lombardia beni culturali.

Dipinto di Michele Cascella intitolato “Via Orefici a Milano ” (1928 circa). Fotografia di Mari Gianni, fonte web Lombardia beni culturali.

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https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/sacerdote-salvini-processo-1.4880624

La magistratura italiana e ancor peggio quella milanese e lombarda (sovente conniventi con i fenomeni di ‘ndranghetizzazione del territorio e dei poteri forti) dovrebbero rileggersi tutti gli articoli della Costituzione (che la magistratura dovrebbe far rispettare… ma che in nome della subordinazione e connivenza col potere politico … omette di fare), in particolar modo sul divieto della ricostituzione di movimenti e partiti ad ispirazione neofascista, come nel caso ravvisabile di Lega e Fratelli d’Italia (anche l’ex Movimento Sociale Italiano, partito “padre” al quale si ispirerebbero… non meno di due partiti di destra estrema… era e fu per oltre 60 anni… un crimine mai represso e perseguito dalla Legge).

Art.48:

«È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.»

Un partito e un movimento, per essere fascisti non devono, necessariamente, chiamarsi PNF… dai metodi e dagli stili adottati si comprende se tali movimenti e partiti si ispirino, o meno, al ventennio italiano.

Metodi intimidatori, violenti, minacce, pestaggi, aggressioni, disinformazione, etc… rappresentano per i due partiti sopra menzionati un “modus vivendi” che utilizza la militanza di Forza Nuova, Casa Pound e il neofascismo degli stadi… per affermare la propria potenza decisionale verso la società italiana.

Si condannano preti di 82 anni, nonne di 70 per non essere state generose di lusinghe verso i vari ducetti nazionali e verso Presidenti della Repubblica che provengono dai vivai delle correnti andreottiane della DC.

… a proposito di Lecco e del suo scandaloso e corrotto (da pressioni politiche e in alcuni casi anche ndranghetiste) tribunale.

Pochi ricordano le frequentazioni dell’ex Ministro Lega Nord Castelli intercettato, circa una decina di anni fa, con qualche personaggio della ‘ndrangheta

https://www.linkiesta.it/it/article/2012/04/10/lega-nord-e-ndrangheta-un-rapporto-che-nasce-prima-di-belsito/5529/

Da notarsi che il Tribunale di Lecco, quello che manda al patibolo preti cardiopatici di 82 anni, rei di aver un poco inveito contro i nostri ducetti italiani… e che condanna cittadini che hanno segnalato la presenza della ‘ndrangheta negli appalti sanitari milanesi e lombardi… non segnalo’ mai alla DIA gli strani incontro tra l’ex Ministro di Giustizia (Giustizia, ci rendiamo conto?) Roberto Castelli ed emissari della ‘ndrangheta lecchese.

Italia (inclusa Lombardia e Milano), fai schifo ! (e con voi gli elettori che vogliono ricostituire un regime autoritario di matrice fascistoide).

PS, ai “signori” delle varie Milano Sparita… non abbiate troppi travasi di bile… non tutti la pensano allo stesso modo… c’è anche chi dissente da certi poteri occulti.

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Milano 1990, Barona. Cavalcavia Don Lorenzo Milani (autore Cesare Colombo). Fonte web Lombardia beni culturali. L'autore della foto ha cercato di esaltare un effetto di illuminazione diretta prodotta dal fascio di luce di un lampione su un gruppeto di persone in attesa dell'autobus 95 (oggi sostituita dalla 98).

Milano 1990, Barona. Cavalcavia Don Lorenzo Milani (autore Cesare Colombo). Fonte web “fotografieincomune”. L’autore della foto ha cercato di esaltare un effetto di illuminazione diretta prodotta dal fascio di luce di un lampione su un gruppeto di persone in attesa dell’autobus 95 (oggi sostituita dalla 98).

Milano 1957, Prato Centenaro-Niguarda. Via Demonte. Studio Sommariva, fonte web Lombardia beni culturali.

Milano 1957, Prato Centenaro-Niguarda. Via Demonte. Studio Sommariva, fonte web Lombardia beni culturali.

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Ricordate questa immagine recentemente postata da una delle varie pagine Fabook dedicata al quartiere dove si trova questa località (Barona, Via Malaga, Lambro Meridionale) ?

Immagine postata, verso il 2016-17, da Milano Sparita Skyscrapercity. Il post sopra indicato, prima di tale periodo, era inedito in rete internet. Oggi l’immagine viene venduta su ebay ma questa specie di “draga” (si utilizzano i termini didascalici postati a suo tempo in quel forum) che attraversa il canale appena cementificato del Lambro Meridionale (Olona) lungo la Via Malaga (nel 1949) ha sicuramente una fonte sconosciuta... ma l’ultima fonte utile è il forum citato. Non è noto quale fosse la fonte prima della pubblicazione inedita di tale data e web.

Immagine postata, verso il 2016-17, da Milano Sparita Skyscrapercity. Il post sopra indicato, prima di tale periodo, era inedito in rete internet. Oggi l’immagine viene venduta su ebay ma questa specie di “draga” (si utilizzano i termini didascalici postati a suo tempo in quel forum) che attraversa il canale appena cementificato del Lambro Meridionale (Olona) lungo la Via Malaga (nel 1949) ha sicuramente una fonte sconosciuta… ma l’ultima fonte utile è il forum citato. Non è noto quale fosse la fonte prima della pubblicazione inedita di tale data e web.

bene… anzi male…

Quanto dichiarato (immagine priva di fonte e in vendita su ebay) non corrisponde proprio al vero (e si dubita che sia una svista…).

Ecco dove troviamo la prima apparizione di tale foto (ormai si crede che la fonte principale non sia di utenti privati che ebbero nonni e bisnonni appassionati fotografi… e che donano alle varie Milano Sparita & Co, toccanti testmonianzhe storiche… ma fonti non dissimili da quelle utilizzate da web istituzionali come “fotografieincomune” “lombardiabeniculturali” (ovvero presunte raccolte donate o utilizzate dalle istituzioni… sino a prova contraria), fonti che non possono essere utilizzate come verrebbero utilizzate per diventare speculazione incontrollata ed esentasse di Facebook.

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=136826601

La memoria non ingannava. La prima apparizione, inedita, risale al 26 Novembre 2016.

Come già scoperto nel Luglio 2018, varie immagini inedite postate per la prima volta su tale forum vengono poi vendute su Ebay.

L’immagine e il thread indicizzato è visibile nello screen shoot sottostante.

Milano Sparita SSC 26 Noveembre 2016L’account di Milano Sparita SSC è lo stesso che accuso’ l’autore di questo sito di rubare foto (probabilmente … non sapeva come cercare di portare la ragione dalla sua parte, quando era in torto marcio, insieme alle pagine fbook che utilizzano queste foto di fonte ignota ma inserite in un ciclo commerciale internet che poi viene fagocitato da facebook… e dove alcune foto inedite finirono anche nei vari libri abbinati a tali pagine di Zuckerber), non risparmiando insulti meschini e anche promesse di querele per diffamazione…e segnalazione ad enti tipo SIAE, GdF e simili per l’irrogazione di sanzioni amministrative per aver violato diritti d’autore (siamo, non solo nella diffamazione ma nella calunnia e nel falso più spudorato).

L’unico dettaglio degno di nota sono gli intrecci politici (dal PD alla Lega) di questi “storici”, ed il fatto che alcuni di essi siano al nostro servizio (e non viceversa)… anzi SAREBBERO, dato che non sempre lo sono… se ne dubita da certi stili di comportamento adottati (quanto meno nei forum)… essendo alcuni di loro anche quadri e dirigenti di due aziende milanesi dei trasporti di superficie e metropolitane, della Polizia Locale e di altri comparti tecnico amministrativi (generalmente chi minaccia querele … minaccia querele preventive…per imbavagliare pubblicazioni scomode).

Non c’è altro da aggiungere tranne il constatare che chi scrive cose vere (e non diffamatorie) è colui che gestisce questo sito, sicuramente scomodo, molto meno sinceri, invece, certi altri personaggi.

L’ultima nota riguarda il constatare la totale latitanza degli organi di controllo del web… che a giudicare dalle cronache (Polizia Postale che di Polizia non ha nemmeno la parvenza… non si vogliono aprire polemiche nel merito di certi livelli di connivenza che ampi settori delle Polizie Italiane condividono con coloro che dovrebbero vigilare … si crede che l’unico web attualmente vigilato sia questo, dato che su altri si è deciso di fare finta di nulla…commettendo omissioni di servizio di natura politica) . Del resto chi scrive è a conoscenza di appalti in odore di mafia, a Milano, a supporto delle cosiddette “Polizie Postali”… appalti vinti (anzi in affidamento diretto) da parenti di boss ‘ndranghetisti, Ormai Polizie e Magistratura si concentrano (anzi si scatenano) solo sulla vecchiette siciliane di 70 anni che inveiscono contro Mattarella o contro Sacerdoti di Lecco 80 enni che non apprezzano Salvini (beh, da anni in questi sito si scrive che iscriversi a Facebook corrisponde, per certi aspetti, a firmare la propria detenzione carceraria per reati insignificanti o minori…o simulati e/o di pura liberta’ di opionione… non parliamo poi di coloro che lavorano per Facebook e grazie a facebook).

I fenomeni di macostume (anche politico), grazie a forum e social media, hanno trovato un potere dilagante incontrollato che meriterebbe chiare censure e limitazioni radicali.

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Milano non posteriore al 1962. Brera. Visione del bivio Via Ponte Veterno e Via G. Sacchi visto da Via Pontevetero all'incrocio Cusani-dell'Orso. L'edificio sulla sinistra verrà demolito poto tempo dopo l'immagine per lasciare posto alla "Casa Binda" (palazzina in uffici commissionata dall'impresa "Binda orologi") Riferimenti cronologici http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede/p4010-00523/

Milano, non posteriore al 1962. Brera. Visione del bivio Via Ponte Vetero e Via G. Sacchi ripreso da Via Broletto all’incrocio con le vie Cusani-dell’Orso. L’edificio sulla sinistra verrà demolito poco tempo dopo l’immagine ritratta… per lasciare posto alla “Casa Binda” (palazzina in uffici commissionata dall’impresa “Binda orologi”)
Riferimenti cronologici http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede/p4010-00523/

Milano Brera-Cairoli 1975 circa. "Casa Binda" (ultimata nel 1964) all'angolo con Via Cusani. riferimenti cronologici http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede/p4010-00523/

Milano Brera-Cairoli (primi anni ’80 circa). “Casa Binda” (ultimata nel 1964) all’angolo con Via Cusani. Riferimenti cronologici http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede/p4010-00523/

... PIU' CHE UN AIUTO DA CASA... LE LOCALIZZAZIONI SONO POSSIBILI, PROBABILMENTE (E' UNA IPOTESI CHE NON DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE ESCLUDA), DA RACCOLTE CIVICHE CATALOGATE E MAI PUBBLICATE NEI PORTALI DI LOMBARDIA BENI CULTURALI E FOTOINCOMUNE... IN 24 ORE CIRCA 30 NUOVE IMMAGINI INEDITE... SONO SUFFICIENTI ALCUNI CONTICINI... PER QUANTIFICARE L'ANARCHIA REGNANTE IN TALI PERSONAGGI. ANCHE CON UNA MEDIA DI CIRCA 15 IMMAGINI INEDITE AL GIORNO... FANNO 5040 FOTO INEDITE DELLA QUALI VIENE OMESSA LA FONTE E LA TRACCIABILITA' (SI CREDE RACCOLTE CIVICHE). CON UNA MEDIA DI 15 GIORNALIERE, INEDITE, ARRIVIAMO A 70.600 FOTO IN 14 ANNI. Non serve indicare, ogni tanto, fonti web come picklick... possono preventivamente pubblicarle in tale database e poi riproporle in SSC Milano Sparita adducendo, come fonte, una generata da loro stessi. Illazioni, diffamazioni, denigrazioni ? No, sono cose evidentissime a tutti. Facebook Italia fattura quanto Mediaset grazie alle varie Milano Sparita, Nei Secoli, Barona e altre pagine secondarie che gravitano intorno a raccolte civiche. Dopo 13 anni ... chi ci crede ancora ? Ma chi dovrebbe vigilare dove e cosa fa ?

… PIU’ CHE UN AIUTO DA CASA… LE LOCALIZZAZIONI SONO POSSIBILI, PROBABILMENTE (E’ UNA IPOTESI CHE NON DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE ESCLUSA), DA RACCOLTE CIVICHE GIA’ CATALOGATE E CONSULTATE, FOTOGRAFATE E CONVERTITE IN FILE IMMAGINE (IN SINTESI LOCALIZZAZIONI ALTRUI, MOLTE GIA’ LOCALIZZATE DAGLI AUTORI FOTOGRAFI, NELL’ARCO DI 150 ANNI …OVVERO DA GENERAZIONI DI ISTITUZIONI SUCCEDUTESI DALL’UNITA’ DI ITALIA AD OGGI) E MAI PUBBLICATE NEI PORTALI DI “LOMBARDIA BENI CULTURALI” E “FOTOINCOMUNE”… IN 24 ORE CIRCA 30 NUOVE IMMAGINI INEDITE… SONO SUFFICIENTI ALCUNI CONTICINI… PER QUANTIFICARE L’ANARCHIA REGNANTE. ANCHE CON UNA MEDIA DI CIRCA 15 IMMAGINI INEDITE AL GIORNO… FANNO 5040 FOTO INEDITE ANNUALI DELLE QUALI VIENE OMESSA LA FONTE E LA TRACCIABILITA’ (SI CREDE, FORSE, RACCOLTE CIVICHE). CON UNA MEDIA DI 15 GIORNALIERE, INEDITE, ARRIVIAMO A 70.600 FOTO IN 14 ANNI. Non serve indicare, ogni tanto, fonti web come picklick… potrebbero preventivamente pubblicarle in tale database e poi riproporle in SSC Milano Sparita adducendo, come fonte, una generata da loro stessi. Illazioni, diffamazioni, denigrazioni ? No, sono cose evidentissime a tutti (quanto meno non si riesce a formulare una ipotesi alternativa). Facebook Italia non puo’ non rinunciare ad un simile “ben di Dio” . Naturalmente se, anche per errore degli algoritmi di Google e Bing, le stesse immagini vengono poi postate in questo sito… si viene accusati di FURTO !!! Dopo 13 anni … chi ci crede ancora a certe storielle ? Ma chi dovrebbe vigilare dove e cosa fa ? Una ulteriore domanda : Ma i libri proposti nelle pagine Fbook, essendo stampati negli USA… sono forse esenti da diritti e oneri SIAE ?

Provincia di Milano, anni '70. Robecco sul Naviglio. Il canale navigabile inquadrato, pur assomigliando al Naviglio Grande è in realtà una canale avente origine dal Ticino in prossimità dell' Alzaia del Naviglio/Tornavento (vicinanze Lonate Pozzolo) per confluire verso il Naviglio Grande alle porte di Abbiategrasso (Castelletto). Fonte fotografica Lombardia beni culturali.

Provincia di Milano, anni ’70. Robecco sul Naviglio.
( Fonte fotografica Lombardia beni culturali )

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Alcuni chiarimenti nel merito delle nuove elucubrazioni (per elucubrazioni non si intende alte dimostrazioni intellettuali e culturali ma forzature di un proprio sapere del quale si dubiterebbe…)

riconducibili a immagini come quella sottostante (linkata da Skyscrapercity)

e riconducibili a questo thread indicizzato in pagina

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=17654245589e03bc3087ca069d43ae21&t=1232367&page=5057

Chi scrive queste controvalutazioni (contro elucubrazioni) non lavora come dipendente del Comune di Milano (E SOPRATTUTTO NON HA INTRECCI POLITICI), quindi non ha contatto con assessorati a beni storici e cultura a loro volta in contatto con sovrintendenze statali e ministeriali dei beni storici…

Si rende noto che elucubrazioni a parte (tipiche di un forum di presuntuosi che attinge, sovente, da fonti testuali e fotografiche mai dichiarate e proposte come “sapere” proprio) l’area dove erano “tombate” le fondamenta del Bastione di Piazza Baiamonti.. ERA, IN REALTA’, QUELLA DELLE NOTE MURA SPAGNOLE CHE CINGEVANO MILANO, PER TUTTO IL SUO PERIMETRO (al confine con Paolo Sarpi, oggi China Town, quelle nell’immagine) ha visto la costruzione della palazzina in vetro che ospita attualmente la sede di Microsoft Italia.

Elucubrazioni a parte, dalle immagini (acquisite, probabilmente, da un drone) si nota che parte di queste “rovine” erano (forse) estese anche dove oggi sorge Microsoft (un esempio di “new economy” della quale ne faremmo volentieri a meno, un vivaio di manager e dirigenti politicamente raccomandati). Si nota, oltremodo, una siepe con giardinetto (presumibilmente gestita dal Comune) che giace (in apparenza) proprio sopra una parte di queste rovine.

Poichè le elucubrazioni di cui sopra coincidono con l’uscita di questo articolo giornalistico

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_novembre_08/piazzale-baiamonti-promenade-verde-mura-spagnole-come-cambia-piramide-bis-81631d26-0203-11ea-9239-aaac9df492cd.shtml?refresh_ce-cp

si crede che tale forum abbia contatti, come già si sapeva, con gli assessorati del Comune di Milano (non è una colpa… ma dipendende da come si gestiscano tali amicizie altolocate… non sempre appaiono gestite con correttezza).

I “signori” hanno però dimenticato di scrivere e domandarsi una cosa.

Quanto si sarebbe costruito sopra quelle “rovine” sotto le giunte Pisapia e Sala (Microsoft… ma anche gli orrori delle varie “Piramidi”…) lasciando intatto solo quanto faceva comodo “rivelare”?

A giudicare dallo scenario.. si sarebbe costruito anche sopra… salvando solo alcuni settori… comunque il fatto stesso di costruirci al confine dimostra che anche in questo caso che alcuni reperti “archeologici” sono andati, probabilmente, persi per questioni di speculazione edilizia (nulla cambia nella Milano della quale, sovente, ci si deve vergognare di essere nati).

Sia chiaro che non si stanno tessendo le lodi delle precedenti giunte Moratti-Albertini (che hanno posto le basi sulla rasatura al suolo di buona parte di Milano centro…) ma si nota che nell’apparente azzuffata che Lega e PD conducono quotidianamente nei Governi Regione e nelle Giunte Milano… il PD (soprattutto renziano, ala di Renzi) ha fatto abiura delle proprie origini socialiste e progressiste convertendosi al neo berlusconismo (ad indirizzo palazzinaro) di questi anni Pdiessini.

Per quanto riguarda SSC e Fbook delle varie Milano Sparita, nei secoli, Barona, etc… da quando ho conosciuto alcuni dettagli mi vergogno un poco di essere milanese (omissis).

Malgrado, da qualche anno, qualche aspirante capo quartiere strilli (dopo che altri segnalarono alle autorità preposte cio’ che poi venne segnalato su Fbook come se fosse la prima volta…) che lo IULM sia stato costruito sopra dei reperti archeologici dell’era del Bronzo.. e si pianga la demolizione di una cascina annessa (Ranza)… non risulta, da parte degli stessi autori di tali pagine Fbook e Forum, un atteggiamento di critica differente verso la speculazione edilizia (in parte anche all’origine dell’attuale sede IULM … frequentata da uno di questi personaggi…) incontrollata che sta trasformando Milano in una sorta di Las Vegas italiana (cartongesso, vetri e cementi hanno sostitutito in meno di 15 anni buona parte del centro cittadino, sovente demolendo la storia…riproposta, dopo essere stata demolita, su pagine facebook gestiti dai principali politici di Milano e Lombardia che amano Milano solo se appare su Facebook… molto di meno in versione reale).

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Milano 1957, Porta Romana. Visione notturna (con scighera) di Viale Isonzo angolo Piazza Trento. (fonte Lombardia beni culturali)

Milano 1957, Porta Romana. Visione notturna (con scighera) di Viale Isonzo angolo Piazza Trento. (fonte Lombardia beni culturali)

Milano (non superiore al secondo decennio del '900), Viale Coni Zugna ed il Mercato del bestiame.

Milano (non superiore al secondo decennio del ‘900), Viale Coni Zugna ed il Mercato del bestiame. Naturalmente anche questa immagine è passata al monopolio di Milano Sparita Skyscrapercity e Milano nei secoli facebook. Si tratta di una situazione di “cartello” che meriterebbe l’attenzione e indagine di determinate autorità… https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=105040053 le immagini postate nel 2013 provengono da libri in originale… che anche in questo caso sono probabilmente parte di raccolte civiche e bibliotecarie finite nel dimenticatoio (grazie alle negligenze delle varie giunte del Comune di Milano)… forse riciclate per popolare pagine Fbook di natura commerciale. Il controllo totale e assoluto di questi forum (composti da dipendenti comunali piu’ qualche dipendente di aziende parastatali) ha soffocato, sul nascere, qualsiasi iniziativa di pubblicazione alternativa a tale monopolio. Non si tratta di denigrazioni-diffamazioni ma di una verità che abbiamo sotto gli occhi di tutti… E’ fisiologico domandarsi di come questi personaggi (che hanno contribuito, consapevoli o meno, a fare diventare ricca e potente, insieme a Salvini, Maroni, Meloni e Di Maio… Facebook Italia) possano rendere compatibile l’orario lavorativo con le attività di pubblicazione foto per Facebook…(che coinvolgono loro, ininterrottamente per quasi 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno per oltre 13 anni…)

Milano 1959, Chiesa Rossa. Acquedotto Piazza Abbiategrasso ed elettropompe di sollevamento acque dalla sottostante falda acquifera. (fonte: Lombardia beni culturali)

Milano 1959, Chiesa Rossa. Acquedotto Piazza Abbiategrasso ed elettropompe di sollevamento acque dalla sottostante falda acquifera. (fonte: Lombardia beni culturali)

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NOMINA MANAGER (RENZIANO) OLIMPIADI INVERNALI 2026 MILANO-CORTINA

Lombardoti e milanesoti non conoscono o non ricordano la “carriera” del nuovo commissario-manager per gli appalti delle prossime Olimpiadi Invernali 2026 che vedranno, a Milano, nuove colate di cemento e rischi di tangentopoli varie.

Si invita a leggere questo articolo de La Repubblica

http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2014/12/02/news/vincenzo-novari-chi-e-l-uomo-che-matteo-renzi-vorrebbe-alla-rai-1.189587?refresh_ce

Nel Marzo 2006 (tempi ormai lontani), REPORT RAI 3 fece un servizio sulla discutibile gestione degli uffici acquisti della H3G di Trezzano sul Naviglio (avente Novari come Manager) e sull’acquisto di server HP a prezzi raddoppiati rispetto a quanto acquistava Telecom per lo stesso tipo di apparati di archiviazione digitale. Il manager, in quel periodo, era quello ieri nominato da Sala e Fontana come Commissario per le infrastrutture sportive sopra indicate.

Speriamo che gli appalti OLIMPIADI 2026 non risentano… delle stesse politiche d’acquisto che fecero indebitare la “3” (rete telefonica mobile) oltre ogni misura… (e che fecero aprire fascicoli di indagine a carico del Manager OLIMPIADI 2016).

Ottima scelta, signori Sala e Fontana !

Malgrado Lega e PD si scambino quotidianamente querele e si azzuffino in Parlamento (come anche nel Consiglio Regionale e nella Giunta di Milano)… quando ci sono gli affaroni di mezzo… trovano accordi immediati e si vogliono… molto bene !

Per quanto riguarda la richiesta (furibonda) di autonomia secessionista di Fontana e Zaia… lombardoti e milanesoti dovrebbero sapere che in Lombardia, il PIL prevalente ha come titolare Silvio e Paolo Berlusconi di Macherio, frazione di Arcore, con la sua Mediaset. Egli è il primo a volere pagare meno tasse e vedersi restituite il 90% dell’imponibile versato all’erario…

Le richieste di autonomia di Lombardia e Veneto sono solo delle forme di “Debito pubblico preventivo” che Maroni, Fontana, Berlusconi, Salvini e Zaia vorrebbero imporre all’Italia per eludere ulteriormente il fisco e tenersi sul territorio le tasse capitalizzate da spendersi in grandi opere/eventi inutili come lo fu EXPO 2015 e come lo sarà OLIMPIADI INVERNALI 2026.

A quando la candidatura di Milano alle Olimpiadi universali ?

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Milano Brera (a ridosso di Foro Bonaparte) 1972 circa. Scontri tra manifestanti e reparti Celere lungo la Via Mercato in corrispondenza della Via delle Erbe. L'immagine immortala un fotografo ferito (non è dato sapere se dai manifestanti o dalle forze di Polizia) aiutato da un agente del reparto Celere. (fonte fotografica web Scuola Salesiani). PS si consiglia ai vari autori delle "Milano Sparita" di affrettarsi ad identificare il web indicato... forse potrebbero fare rifornimento di immagini da postare in Facebook per uso pubblicitario commerciale... su non rimandate a domani cio' che potrese fare oggi... ogni lasciata è persa...

Milano Brera (a ridosso di Foro Bonaparte e Lanza) 1972 circa. Scontri tra manifestanti e reparti Celere lungo la Via Mercato in corrispondenza della Via delle Erbe. L’immagine immortala un fotografo ferito (non è dato sapere se dai manifestanti o dalle forze di Polizia) aiutato da un agente del reparto Celere. (fonte fotografica web Scuola Salesiani). PS si consiglia ai vari autori delle “Milano Sparita” di affrettarsi ad identificare il web indicato… forse potrebbero fare rifornimento di immagini da postare in Facebook per uso pubblicitario commerciale… su non rimandate a domani cio’ che potreste fare oggi… ogni lasciata è persa…se potete… riempitevi le saccocce di fotine… (nel caso fosse utile farlo).

Milano 1956, Varesine, ponte che collegava le Vie Sassetti e Viviani sopraelevando il Naviglio della Martesana (la Via Melchiorre Gioia è la strettoia del breve tunnel a sottopasso visibile sul lato sinistro dell'immagine. Autore Paolo Monti. Fonte: https://saad.unicam.it/sites/saad.unicam.it/files/M.%20Professor%20G.%20Doti_LowRes.pdf Ci si augura di non trovare questa specifica immagine (acquisita tramite "screenshot") nelle varie Milano Sparita di cui sappiamo, quanto meno, se non hanno monopolizzato anche questa immagine (nel passato) che la acquisiscano indipendentemente da questa immagine estrapolata da una presentazione in PowePoint indicata nella fonte.

Milano 1956, Varesine, ponte che collegava le Vie Sassetti e Viviani sopraelevandosi sopra il Naviglio della Martesana (sino al periodo nel quale avvenne la progressiva copertura, nel tratto Melchiorre Gioia… a partire dal 1960). La Via Melchiorre Gioia è la strettoia che attraversa il tunnel nel sottopasso visibile sul lato sinistro dell’immagine. (Autore Paolo Monti) Fonte: https://saad.unicam.it/sites/saad.unicam.it/files/M.%20Professor%20G.%20Doti_LowRes.pdf Ci si augura di non ritrovare, in futuro, questa specifica immagine (acquisita tramite “screenshot”) nelle varie “Milano Sparita”… di cui sappiamo… quanto meno, se non avessero (già) monopolizzato anche questa immagine … si auspica che la acquisiscano indipendentemente, estrapolandola dalla presentazione in PowerPoint indicata nella fonte. Fortunatamente… la fonte indicata è relativamente scarna di immagini inedite della “vecchia Milano”… ma forse qualcuno ci si “butterà a pesce” nella speranza di rimediare qualche fotina “fresca e inedita” da esporre in Facebook…a titolo promozionale… E’ proprio il caso di dire “ma come siamo messi male … 🙁 ” Su, “signori” di Skyscrapercity… cercate di fare un poco di incetta di eventuali immagini da sfruttare per le finalità note… (riempitevi le tasche, se potete… fantozzianamente parlando…ogni lasciata è persa…).

Milano 1963 circa, Porta Romana, Via Santa Sofia angolo Corso di Porta Romana (prima degli sventramenti edilizi della seconda metà anni '60 lungo la Via S. Sofia). Fonti e autore sovraimpressi nell'immagine.

Milano 1963 circa, Porta Romana, Via Santa Sofia angolo Corso di Porta Romana (prima degli sventramenti edilizi della seconda metà anni ’60 lungo la Via S. Sofia). Autore Paolo Monti (fonte sovraimpressa nell’immagine).

Milano anni '50. Darsena. (https://wsimag.com/it/architettura-e-design/46912-cosi-erano-i-navigli)

Milano, presumibilmente fine anni ’50. Darsena (https://wsimag.com/it/architettura-e-design/46912-cosi-erano-i-navigli)

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Il link sottostante

https://i.imgur.com/Gtiraao.jpg?1

punta all’ennesima foto inedita postata su Milano Sparita Skyscrapercity che entro qualche giorno vedremo sfruttata, per fini pubblicitari e commerciali dal clone Milano Sparita Facebook.

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=608cfc463e9623b3dd18de88f2ce9a03&t=1232367&page=5055

Siamo nell’ordine delle centinanai di migliaia di foto che dal 2006 … e dal 2010 in Facebook, si ritiene provengano, anche, da Raccolte Civiche (vari assessorati alla cultura e spettacolo del Comune di Milano). Una parte di queste raccolte civiche inedite confluirono in siti come “lombariabeniculturali” e “fotografieincomune” … ma deve esistere un supplemento notevolmente superiore a quello attualmente utilizzato, legittimamente, dalle istituzioni civiche (che sarebbero le uniche col diritto legale di farlo, mentre tale diritto decadrebbe per Skyscrapercity e ancor di più per Facebook). Che Facebook Italia sia degenerato nella predazione commerciale di tali immagini inedite (delle quali, molte di esse, potrebbero provenire da raccolte civiche e regionali) non sarebbe novità.

L’account anonimo scrive “dovrebbe essere inedita”… se fosse persona corretta dovrebbe indicare da quale fonte (certamente non web, molte di esse sono archivi e raccolte di foto in carta chimica) l’immagine proviene.

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Milano 1975, Ticinese. Via Filippo Argelati in corrispondenza del Centro Sociale "Argelati". (fonte immagine web "fotografie in comune"; autore Carla Cerati).

Milano 1975, Ticinese. Via Filippo Argelati in corrispondenza del Centro Sociale “Argelati” (distinguibile per la presenza di “murales” dipinti nella facciata dello stabile insediato). (fonte immagine web “fotografie in comune”; autore Carla Cerati).

Novate Milanese 1960 circa. (fonte: galleryplus.ebayimg.com). PS, si spera che l'immagine proposta su ebay non faccia parte di quelle utilizzate dai forum Skyscrapercity... ma si tratta di una speranza vana...).

Cartolina Panoramica di Novate Milanese 1960 circa. (fonte: galleryplus.ebayimg.com). PS, si spera che l’immagine proposta su ebay non faccia parte di quelle utilizzate dai forum Skyscrapercity… ma si tratta di una speranza vana…

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Malgrado l’operazione di “restyling” che negli ultimi 19 anni, Forza Italia prima, Partito Democratico poi (ed anche oggi) e Salvini dopo (a partire anche da oggi)… hanno tentato (fallendo clamorosamente) di fare con l’immagine “internazionale” di Milano, della Lombardia… e indirettamente dell’Italia (vedesi Expo, nuovi grattacieli a Milano … a breve due nuovi stadi San Siro, poi le Olimpiadi Invernali 2016…) l’immagine che l’Italia, la Lombardia e anche Milano… suscitano all’estero (sovente senza andare troppo lontano, sono sufficienti meno di 50 km da Viale Enrico Fermi…volendo dalla stessa Via Bellerio…) è quella di una Nazione arretrata, disgraziata, povera materialmente, culturalmente, moralmente e politicamente… (formalmente “fuori” da Eurolandia… più per declassamento che per scelta) che esporta manodopera dequalificata emigrante (i noti frontalieri) nel Canton Ticino (dall’alto milanese, se non dalla stessa Milano… sino a Como e Varese) … compiendo “dumping sociali”, concorrenza sleale, manodopera “lombarda” dequalificata… e contribuendo (dal punto di vista dei Ticinesi… ovviamente non i residenti del quartiere della vecchia Milano … ma il Canton Ticino CH/TI) a meridionalizzare il già “bistrattato” Cantone elvetico TI della Svizzera… definito, dal Governo Elvetico di Berna… in tempi non lontani (viste anche le ormai smantellate collaborazioni socio economiche tra Insubria e Canton Ticino, inclusa la decennale fuga di capitali… ) come la “mafia della Svizzera” (ovviamente di tale definizione anche i ticinesi hanno le loro responsabilità…).

Vien da chiedersi se 26 anni di Berlusconi, Maroni, Formigoni, Fontana, Pisapia, Sala, Renzi, Di Maio/Grillo e Meloni-Salvini abbiano migliorato l’immagine dell’Italia (e della sua capitale morale, Milano) all’estero o abbiano rinforzato quello che non è più stereotipo razzista centro e nord europeo… ma la evidente nascente Repubblica delle Banane.

La ciliegina sulla torta… per eleggere il Condottiero/i di tale repubblica … saranno Meloni e Salvini Premier ?

Ecco come lombardi e alto-milanesi (questi ultimi della ex provincia di Milano poi divenuta Monza e Brianza) sono perpeciti oltre confine… (una specie di “terroncelli” sfigati che valicano i confini elvetici con sgangherate FIAT Panda anni ’80 “vecchia versione”, tuta blu da operai generici, coppola e baffi neri…). Si tratta di razzismo della “Lega Ticinese”… o forse (anche) dell’immagine estera che un’Italia in caduta libera dovuta a decenni di recessione, sottosviluppo e precarietà occupazionale (dai Governi Berlusconi, Maroni, Tremonti… sino ad oggi) diffonde nel mondo ?

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Milano 1960 circa. Dergano, Via Ignazio Ciaia. (fonte fotografica: Lombardia beni culturali).

Milano 1960 circa. Dergano, Via Ignazio Ciaia e la vecchia Chiesa di San Giorgio e Nicolao di Dergano (abbattuta nel 1969). (fonte fotografica: Lombardia beni culturali).

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Prosegue il rifornimento di immagini inedite dal quale Milano Sprita Facebook (e le note altre pagine Facebook di quartiere e “secolari”) attinge… (in modo non fortuito), da Milano Sparita Skyscrapercity.

L’immagine sovrastante, sia chiaro, è un link con puntamento a Skyscrapercity, di cui il thread indicizzato ( https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5051 ). L’immagine non ha archiviazione negli “storage” di questo sito (milanobarona).

Dopo qualche giorno ce la troviamo in Facebook (in pagine pubblicitario-commerciali)

Bastioni di Porta Romana (oggi viale Emilio Caldara/viale Regina Margherita), 1920 circa.

Posted by Milano sparita e da ricordare on Friday, November 1, 2019

Ormai è dalla primavera del 2010 che le cose proseguono indisturbate in questo modo…(e si ripetono uguali TUTTI I SANTI GIORNI).

Sarebbe sufficiente etichettare (per Skyscrapercity) tali immagini, come avviene su questo sito, per prevenire la predazione… ma se tali personaggi appaiono non disturbati dall’ essere depredati… che conclusioni potremmo trarne ?

Molte di queste immagini sono inedite e regna il mistero sulla fonte e paternità dei loro custodi…

Facebook ha, quindi, nuovamente attinto da tale forum (si crede che il fenomeno abbia molta più ampia portata, prossimo se non superiore all’85-90% di tutte le immagini presenti in tale pagina Facebook di Milano Sparita, idem per altre due pagine pubblicitarie commerciali dedicate a “Navigli” e “Milano secolare”…). Non tutto quello che appare nelle varie pagine facebook proviene da pubblicazioni in tale forum…nel senso che dopo aver constatato, dal 2006 ad oggi… il ripetersi quotidiano di tali fatti … si deve concludere (proprio malgrado) che tutti attingerebbero (dal 2010-12) da una sola fonte in comune… (si lascia ai “posteri” la reale comprensione delle dinamiche che si sottendono alle reali fonti fotografiche di Facebook Italia nel merito della Milano “Vecchia”).

Fenomeni come questo, parte di una tendenza italiana di “Far West” nell’utilizzo non tracciato di immagini (alcune di esse protette dai diritti d’autore e postate all’insaputa degli autori medesimi e dei famigliari/eredi) è la conseguenxza di una a totale latitanza legislativa e di controllo dei Parlamenti italiani (e della complice Polizia Postale …che hackera i siti come questo… su richiesta di alcuni malapolitici locali di Milano e Lombardia e anche qualche disinformatore di professione residente in altre regioni, tutti gravitanti intorno ad un determinato partito di destra…) siti che segnalano determinati fatti… la complicità degli organi di vigilanza che dovrebbero monitorare l’origine tracciabile delle immagini postate da pagine Facebook di natura PUBBLICITARIA-COMMERCIALE (le Polizie Postali sono pagate, e bene, per farlo… ma non lo fanno…per questioni di connivenza con il business dei social network), l’assenza di leggi e regolamentazioni … ha determinato un Far West dove la Polizia Postale (ed anche gli organi giudiziari) finge/fingono di non sapere (sovente si rendono complici)…

…per contro, coloro che gestiscono web come questo si beccano minacce di querele, denigrazioni, attacchi violenti, segnalazioni alla Polizia Postale e forse anche querele…(sono cose che si commentano da sole…)

Se le pagine Facebook che propongono acquisti editoriali avessero l’obbligo di apporre banner dove si dichiara che il contenuto delle immagini ha scopo di lucro e commercio pubblicitario e che alcune di queste immagini potrebbero finire nei libri venduti con “e-commerce” (stampati sotto la protezione FBI della California, con legislazioni non applicabili in territorio italiano), la musica cambierebbe… ma Lega, Forza Italia e PD (i reali responsabili di questi fatti) non voglio farla cambiare dato che utilizzano Fbook per fare campagna elettorale tutto l’anno.

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(immagine postata il 14 Luglio 2018). Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931– Milano, 1º novembre 2009). Frase emblematica che non necessita commenti.

(immagine già postata il 14 Luglio 2018). Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931– Milano, 1º novembre 2009).
Frase di notevole significato che non necessita commenti.

Milano 1960 circa. Piazza Luigi di Savoia. Filobus Viberti Monotral CV34 CGE.

Milano 1960 circa. Stazione Centrale. Piazza Luigi di Savoia. Filobus Viberti Monotral CV34 CGE.

Immagine postata, verso il 2016-17, da Milano Sparita Skyscrapercity. Il post sopra indicato era inedito in rete internet. Oggi l'immagine viene venduta su ebay ma questa specie di "draga" e il canale appena cementificato del Lambro Meridionale lungo la Via Malaga (nel 1949) ha sicuramente una fonte sconosciuta ma l'ultima fonte utile è Milano Sparita Skyscrapercity. Dovremmo chiederci quale era la loro fonte...

Immagine postata, verso il 2016-17, da Milano Sparita Skyscrapercity. Il post sopra indicato, prima di tale periodo, era inedito in rete internet. Oggi l’immagine viene venduta su ebay ma questa specie di “draga” (si utilizzano i termini didascalici postati a suo tempo in quel forum), che attraversa il canale appena cementificato del Lambro Meridionale (Olona) lungo la Via Malaga (nel 1949), ha sicuramente una fonte sconosciuta… ma l’ultima fonte utile è il forum citato. Non è noto quale fosse la fonte prima della pubblicazione inedita di tale data e web.

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Quando si tratta di postare foto e trarre riferimento da didascalie già postate in questo sito tra i mesi di Aprile e Maggio 2018 … nel Luglio 2018.

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=149296983

… salvo poi accusare questo sito di rubare loro immagini (vedasi immagine di Viale Liguria, ex Cimbali 1960 circa).

Quanta pazienza che ci vuole con certe persone (una pazienza ormai esaurita).

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Milano 1950 circa. Ticinese, Via Santa Croce e il campanile della Basilica di Sant'Eustorgio.

Milano 1950 circa. Ticinese, Via Santa Croce e la Basilica di Sant’Eustorgio.

Milano 1960 circa, Brera. Via Tivoli angolo Corso Garibaldi. (fonte fotografica web "fotografieincomune")

Milano 1960 circa, Brera. Via Tivoli angolo Corso Garibaldi. (fonte fotografica web “fotografieincomune”)

Milano Gratosolio 1970 circa. Capolinea tram linea 15. Città "satellit"e che negli anni successivi affrontarono degrado e incuria sino a trasformarsi in ghetti. (Milàn l'era inscì)

Milano Gratosolio 1970 circa. Capolinea tram linea 15. Questa immagine venne postata, in questo articolo, nella primavera del 2017, immagine già abbondantemente inflazionata in rete da diversi anni. Quartiere “satellite”, realizzato verso il 1966/1967, sia nelle note torri del Gratosolio sia nei complessi di edilizia popolare ben visibili nell’immagine. Le intenzioni dei progettisti urbanisti erano quelle di una città satellite modello… (le stesse intenzioni dei progettisti del Gallaratese e dello stesso Q. re Sant’Ambrogio alla Barona)… ma per via di una serie di “questioni meridionali”, sin dalla metà degli anni ’70, tale quartiere era noto per la presenza massiccia di esponenti criminali e per un rapido livello di degrado e delinquenza varia. La vicina Via Selvanesco, tra Via dei Missaglia e Via Ripamonti, divenne (pochi anni dopo la data di questa immagine) il cosiddetto “cimitero della mala”… ovvero di morti ammazzati e sepolti lungo le rogge ed i campi del cosiddetto “Ticinello”, tra il Vigentino, Gratosolio e Rozzano… dove “riposavano” per sempre esponenti delle famiglie siciliane e calabresi che negli anni ’70 ed ’80 si contendevano il mercato dell’eroina tra il Giambellino, parte della Barona, Stadera ed il Gratosolio… Salvini e Meloni (e la ducessa Santanchè) a parte… il problema immigrazione (nella fattispecie, una immigrazione interna), nel nord Italia… determino’ gravi problemi sin dalla fine degli anni ’60, a partire dalle periferie di Milano… Forse questo problma sarebbe ed era in parte prevenibile se l’Italia stessa non fosse un vivaio di fior di criminali che necessita di manodopera straniera (un tempo meridionale) per sostenere la Mafiaspa, la più grande e florida azienda tutta italiana (una eccellenza mondiale) dedita ai crimini organizzati… un’azienda che da alcuni decenni, soprattutto a Milano… ha indossato il doppiopetto e ricicla nell’edilizia e negli appalti di consulenza… e vive all’ombra dei vari Bosco Verticale,Torri Solaria, “zona Navigli”, per non parlare dell’ex quadrilatero della moda. (fonte immagine: Pinterest)

Milano 1973 , Porta Vittoria, Rotonda della Besana lungo V.le Regina Margherita. (fonte web carmelocappello.com)

Milano 1973 , Porta Vittoria. Rotonda della Besana lungo V.le Regina Margherita. (fonte web carmelocappello.com)

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https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5050

In tema di bufale Facebook .. non solo facebook è protagonista di simulazioni di utenti, di informazioni e notizie di dubbia credibilità.

Come diverse volte scritto… Milano Sparita Skyscrapercity parrebbe simulare un numero di utenti e ammiratori non reale e con esso l’origine delle immagini inedite che a decine e decine vengono quotidianamente sciorinate in quel forum.

Il postare una foto inedita (senza citarne l’origine e chiedendone, in simulazione, la localizzazione ad altri account) è tipico di questi soggetti…

Sussistono, quindi, sospetti che il porre richieste di localizzazione di immagini inedite (quando se ne conoscerebbe, invece, la localizzazione a priori perchè indicata nelle fotografie originali e/o archivi digitali inediti) e trovarne il punto esatto di località della via, della piazza, … ancor peggio quando si tratterebbe di edifici demoliti da un secolo e anche oltre (ed identificarne il luogo nell’arco di qualche decina di minuti o al massimo qualche ora, anche in assenza di riferimento alcuno…) puzzerebbe notevolmente di simulazione.

Quanto sopra è nuovamente la conseguenza dell’aver accesso ad archivi fotografici (che sappiamo essere di monopolio esclusivo di qualcuno) contenenti informazioni… che si finge di non possedere… salvo poi simulare (e rispondere) a domande dalla soluzione impossibile… per apparire come degli storici esperti ed infallibili … una sorta di “miracolisti” … a fronte di richieste che non provengono, come sembrerebbe, da utenti reali … ma da possibili multiaccount…come non reale (e possibile) sarebbe, a sua volta, il riconoscimento “geolocalizzato” dei luoghi ritratti in tali fotografie.

Questi dubbi sono ulteriormente dimostrati quando in tale forum si procederebbe, persino, a localizzare antiche vie di Napoli (o di altre località italiane) ritratte in fotografie di oltre un secolo fa, immagini tratte da fotografie dei primi del ‘900, in luoghi non piu’ esistenti (nello stato in cui vennero ritratti) e dei quali, non essendo (tali personaggi) degli ultracenentari e/o non avendo mai risieduto in tale località… emergerebbe l’assoluta impossibilità di un riconoscimento geografico e urbano (avvalorando l’ipotesi del fake più spudorato).

I soggetti che hanno fondato tale forum (del quale Facebook se ne avvantaggia in termini di centinaia di migliaia di immagini postate nelle pagine dedicate a Milano e quartieri, dal 2010 ad oggi…) sembrano adottare tecniche tipiche di social network … come Yahoo, Quora e anche lo stesso Facebook, dove coloro che chiedono e che rispondono potrebbero essere (anzi sono) la stessa persona o gruppi di persone che si accordano, a priori, per organizzarsi in tale maniera.

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Milano 1988 Barona. Primavera 1988 ultimazione per l'insediamento di aziende e aree direzionali delle "Torri Ligresti" di Viale Richard, a fianco del Cavalacavia Don Luigi Milani. (autore immagine Cesare Colombo, fonte fotografica web "fotografieincomune").

Milano 1988, Barona. Primavera 1988, ultimazione per l’insediamento di aziende e aree direzionali nelle “Torri Ligresti” di Viale Richard, a fianco del Cavalacavia Don Lorenzo Milani. In corrispondenza della Torre verso Piazza G.S. Ohm è ancora presente la gru del cantiere (ben visibile il suo contrappeso). Il plesso di aree direzionali e di terziario venne realizzato sopra i terreni di una porzione degli ex stabilimenti Richard Ginori/Pozzi Ginori, ufficialmente chiusi per crisi di settore dopo essere stati rilevati dal gruppo immobiliare di Salvatore Ligresti. La realizzazione delle quattro torri richiese quattro anni (Luglio 1984-estate 1988) ed avvenne in violazione del PRG preesistente che prevedeva, per tale area, destinazioni immobiliari di tipo industriale ed artigianale. L’unico aspetto “positivo” delle “riqualificazioni” delle aree periferiche ospitanti distretti industriali dismessi (degli anni ’80) era la totale assegnazione (vendite e locazioni) delle volumetrie realizzate. A distanza di oltre 20 anni (rispetto alla data d inizio realizzazione del plesso di Viale Richard), a partire dalla metà degli anni ‘2000, sino alla data attuale, i vari progetti “Porta Nuova” e “City Live”… come probabilmente il futuro progetto “San Siro”, videro concrete difficoltà nella compravendita immobiliare e nella locazione immobiliare ad uso terziario, sia per l’eccesso di offerta, sia per la speculazione immobiliare causa di superquotazioni del prezzo al metro quadro, quotazioni inaccessibili a quasi tutte le aziende site nel territorio milanese e lombardo, sia per il periodo di recessione economica che l’Italia affronta sin dai primi anni ‘2000, peggiorato a partire dal 2008, mai risanato sino in data attuale. (autore immagine Cesare Colombo, fonte fotografica web “fotografieincomune”).

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Milano 23 Gennaio 1932.

Nasce la Settimana Enigmistica.

Premettendo che questa immagine e queste righe di commento non costituiscono una forma di pubblicità a favore di tale testata editoriale, dovremmo ricordarci che nella cronologia del ‘900 milanese… si deve annoverare, in tale città, la fondazione e la nascita della prima rivista di enigmistica italiana.

Da notarsi che i primi anni vedevano, come cruciverba di copertina, il volto di personaggi famosi e popolari (attori, attrici, personaggi dello spettacolo di allora), volti disegnati direttamente nello schema fisso del cruciverba (nei decenni successivi si inseri’, in sostituzione, un riquadro di foto di personaggi famosi il cui nome e cognome era identificabile in alcune caselle del cruciverba e successivamente il nome del personaggio appariva direttamente a bordo inferiore del cruciverba).

Nel primo numero della SE appariva il ritratto dell’attrice messicana Lupe Vélez (1908-1944).

La testata si ispiro’ ad un analogo periodico austriaco.

La sede storica della redazione fu quella di Via Enrico Noe, successivamente il Palazzo Vittoria di Piazza Cinque Giornate 10.

settimana-enigmistica-copertina-primo-numeroUn aneddoto che pochi ricorderanno (menzionato più sotto) è avvenuto verso il 1989-90, in prossimità del 3000esimo numero di tale testata di enigmistica, riguardante alcune pubblicazioni (non proprio favorevoli) del periodico “Fotografare Novità” (a partire dall’autunno 1988 e nell’anno successivo 1989/90) dedicate alla Settimana Enigmistica… consistenti in articoli (a fine fascicolo) di tipo “rivelazionistico” . Tali articoli (che spaziarono, quasi integralmente, l’intero scibile umano contemporaneo) sono apparsi per circa 20 anni sulla testata fotografica sopra citata, sita in Roma, Via Lipari 8, fondata e diretta da Francesco Ciapanna (deceduto nel Marzo 2014).

L’aneddoto degno di nota era quallo in cui Francesco Ciapanna (la firma redazionale era qualla di Cesco Ciapanna), tra il 1989 e 1990, abbinava la Settimana Enigmistica a schemi enigmistici riconducibili al “Nominalismo”, a loro volta riconducibili ad ambienti massonici correlabili ad alti vertici del potere (o ordine) mondiale (incluso anche quello religioso).

La redazione della S.E. invio’ una lettera di diffida all’editore di Fotografare. Il medesimo editore non esito’ ad allegarla in un numero di Fotografare Novità verso la primavera del 1990.

Non è possibile sapere ne stabilire se ci fosse un fondamento o meno negli articoli di Cesco Ciapanna (limitatamente a quelli dedicati alla Settimana Enigmistica)… qui si riporta l’aneddoto per dovere di cronologia dei fatti (italiani e milanesi) ormai risalenti ad oltre 30 anni fa… indipendentemente da questo… a Francesco Ciapanna viene riconosciuto (o contestato, dipende dai punti di vista) il “merito” di aver diffuso, per primo, in lingua italiana… le note falsità storiche e fotografiche dell’allunaggio delle missioni Apollo della NASA (tra il 1969 e 72)… in un periodo in cui internet non esisteva ancora (tempi beati… per molti punti di vista…internet ha contribuito, grazie ai social, a peggiorare lo scenario politico e sociale globale).

Oggi, tale argomento è noto ed i disinformatori del web cercano, non sempre con efficacia, di censurare qualsiasi testimonianza che metta in discussione le basi menzognere del potere precostituito (le “balle spaziali NASA” sono quasi “pane quotidiano”) … ma nell’autunno 1989, quando Ciapanna pubblicò i primi articoli che sostenevano la falsità degli allunaggi , il tutto appariva, integralmente o in parte, come sconvolgente e/o a sua volta come il frutto di eccesso di fantasia e visionarietà…(le veline del Ministero degli Interni italiano furono efficaci sino alla fine degli anni ’80, pur essendo operative anche oggi).

(chi scrive… lesse tali articoli negli anni 1989-90… presso la Biblioteca Civica di Viale Tibaldi, nel settore riservato ai giornali e periodici)

Francesco Ciapanna, a partire dai primi anni ’90, dopo un iniziale silenzio giornalistico totale che pareva dimostrare la fondatezza dei suoi articoli (i suoi articoli erano sconvolgenti, in parte dimostrati, in altra speculativi) venne pesantemente denigrato pubblicamente da Piero Angela (in forma indiretta tramite il suo CICAP… alcune fonti sostengono che Angela fosse amico di un noto massone americano operativo ai vertici di CIA ed FBI…)

Successivamente, con la diffusione di internet, Ciapanna venne anche diffamato in rete da parte di terzi personaggi (e perseguitato dalla cosiddetta “mafia giudiziaria” che non gli risparmio’ condanne, articolo giornalistici e web presenti tutt’ora) allo scopo di censurarne, sminuirne e ridicolizzarne gli scritti… tuttavia proprio tale accanimento rivela che 20 anni di articoli controinformativi dal medesimo prodotti… diedero fastidio a molti…

Ciapanna sosteneva che la storia insegnata nelle scuole sarebbe in buona parte falsata e con essa i fondamenti scientifico tecnologici dello “scibile umano”.

Ciapanna divenne vittima di malagiustizia (più definibile come mafia massonico giudiziaria, dove il termine mafia include la “mafia dei colletti bianchi” e la mafia vera e propria…. tutt’oggi esistente, anche a Milano e dominante nelle istituzioni politiche milanesi, lombarde come in quelle nazionali). Una condanna (di cui Ciapanna fu vittima), degna di nota, era per “antisemitismo”… tuttavia Ciapanna non era antisemita, non era di estrema destra, non coltivava simpatie neo fasciste e neo naziste… si trattava (da parte dei poteri forti che lo volevano rendere “innocuo”) di costruire, ad arte, appigli e cavilli legali e giudiziari dove intervenire e infierire con condanne e denigrazioni (sovente diffamazioni) a mezzo stampa e successivamente anche in rete. Le massonerie che egli attacco’ pubblicamente in un periodico di fotografia che vendeva, nella migliore delle ipotesi, qualche centinaio di migliaio di copie al mese… non tardarono ad accanirsi contro di lui… e non solo…(anche da morto).

Francesco Ciapanna possedeva e risiedeva (alternando la residenza romana) un appartamento (anni ’90) a Milano, in via San Marco, collaborando con alcune agenzie milanesi di fotografia pubblicitaria e fotoreporter.

Alcuni dei suoi “articoli lunatici”… dopo 30 anni … sono diventati realtà !

Chissà….

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Milano 1955. Tra Sempione e Monumentale, Via San Galdino. (fonte immagine stagniweb)

Milano 1955. Tra Sempione e Monumentale, Via San Galdino. (fonte immagine stagniweb)

Milano 1960 circa. Piazza Quattro Novembre e autobus FIAT 401 snodato dell'autolinea extraurbana ATM per Cinisello Balsamo. Questa foto venne già "pescata" dai forum Milano Trasporti Skyscrapercity nel Luglio 2017... ma per eccesso da superlavoro archivistico di immagini da postare in rete... dimenticarono di citare la fonte : https://myntransportblog.com/2013/11/29/buses-more-fiat-fabbrica-italiana-automobili-torino-italy-ii/ ivi il modello del bus snodato FIAT .... ed anche la localizzazione dell'immagine, limitandosi a evidenziare la "strana" matricolazione ATM 0009- Il thread del Luglio 2017 https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1553988&page=1096

Milano 1960 circa. Piazza Quattro Novembre e autobus FIAT 401 snodato dell’autolinea extraurbana ATM per Cinisello Balsamo. Questa foto venne già “pescata” dai forum Milano Trasporti Skyscrapercity nel Luglio 2017… ma per eccesso da superlavoro archivistico di immagini da postare in rete… dimenticarono di citare la fonte : https://myntransportblog.com/2013/11/29/buses-more-fiat-fabbrica-italiana-automobili-torino-italy-ii/ ivi il modello del bus snodato FIAT …. ed anche la localizzazione dell’immagine, limitandosi a evidenziare la “strana” matricolazione ATM 0009- Il thread del Luglio 2017 https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1553988&page=1096

Milano 1952. Località indeterminabile (forse Isola Garibaldi... come ipotesi). Edifici danneggiati dai bombardamenti del periodo bellico occupati da famiglie "sfollate" (ovvero assegnatari di alloggi d'emergenza non disponibili vista l'emergenza abitativa post bellica). Autore immagine Cesare Colombo, fonte web fotografieincomune.

Milano 1952. Località indeterminabile (forse Isola Garibaldi… come ipotesi… ma la Milano disastrata di allora annoverava molti quartieri in rovina…). Edifici danneggiati e resi pericolanti e inagibili dai bombardamenti del periodo bellico… edifici occupati da famiglie “sfollate” (ovvero assegnatari di alloggi d’emergenza non disponibili vista l’emergenza abitativa post bellica). Autore immagine Cesare Colombo, fonte web fotografieincomune.

Stupenda immagine di Ripa di Porta Ticinese nei primi anni ’80, prima della soppressione definitiva della tratta tranviaria 19 (tra Viale Gorizia sino al bivio di Via Valenza, in entrambe le direzioni). Speriamo che la ricerca negativa in Google immagini… confermi che questa foto non sia stata già postata dal forum Milano Sparita SSC come accidentalmente si è verificato con una seconda immagine sottostante a questa…proprio nella data di oggi, 23 Ottobre 2019.

Milano Ticinese antecedente al 1984. Naviglio Grande con la Ripa di Porta Ticinese ancora attraversata dalla linea tranviaria 19 (la tratta venne deviata in Via Valenza a partire dal 1984 circa con l'apertura della fermata M2 di Porta Genova). Fonte https://wsimag.com/it/architettura-e-design/46912-cosi-erano-i-navigli

Milano Ticinese (antecedente al 1984). Naviglio Grande con la Ripa di Porta Ticinese ancora attraversata dalla linea tranviaria 19 (la tratta venne successivamente soppressa e deviata in Via Valenza, verso Piazzale Stazione di Porta Genova, escludendo Piazza XXIV Maggio e Corso di Porta Ticinese) a partire dal 1984 circa con l’apertura della fermata M2 di Porta Genova. Fonte https://wsimag.com/it/architettura-e-design/46912-cosi-erano-i-navigli

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L’imperialismo economico, politico, militare, mediatico e culturale degli U.S.A. si basa sulle menzogne storiche e sulla disinformazione di massa.

Con esso, i social network delle multinazionali U.S.A. (facebook, twitter, instagram, Yahoo in particolare) stanno ambendo ad ottenere la vittoria elettorale… come da tempo sarebbe avvenuto in varie nazioni dell’Europa Centrale, in Sud America e anche in Italia (su scala planetaria) di forze politiche neo fasciste e neo naziste con un disegno cospirativo non dissimile da quello già percorso un secolo fa.

La menzogna “Americana” (che automaticamente si traduce in un progetto di disinformazione globale) ha vecchia data e trovo’ come massima epsressione propagandistica il falso allunaggio del 20 Luglio 1969

Tre ore da dedicare alla conoscenza dell’inganno politico, storico e sociale del quale siamo vittime da oltre 150 anni.

Il “SAPERE” non nuoce alla salute.

L’IGNORANZA nuoce (invece) alla salute fisica e mentale (ed anche elettorale) !

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L’immagine sottostante, ad una ricerca piu’ approfondita… venne (due anni or sono) postata dai “signori” (da notare le virgolette…) di Milano Sparita Skyscrapercity l’11 Novembre 2017

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&highlight=palazzo+pallavicini&page=4229

(nella stringa di caratteri soprastante la pagina che contiene anche il relativo post)

L’utente che l’ha postata, duole ribadirlo, è un dipendente del Comune di Milano… che da anni… gestisce archivi fotografici poi utilizzati anche da Facebook…(non si tratta di qualche centinaio di immagini ma centinaia di migliaia… quindi archivi di una mole mastodontica, sia in originale che in formato di file immagini). Speriamo che un simile impegno profuso in modo cosi’ vincolante e totale da quasi 14 anni… non impatti sulle attività lavorative di tali personaggi (alcuni di essi in forze anche presso i comparti amministrativi e tecnici del Comune…)

Le immagini che essi pubblicano… sono… successivamente… acquisite da Milano Sparita Facebook e Da Milano alla Barona Facebok, e anche da Milano nei secoli Facebook.

Nel forum sopra citato non ci sono unicamente dipendenti dei comparti comunali e qualche ex dipendente, in pensione, di Agenzie Petrolifere…ma persino qualcuno che lavora negli USA e che forse potrebbe avere anche agganci con colossi dei social net che imperano in Italia, a partire da Facebook e della grande distribuzione “on-line” come Amazon…).

I costi amministrativi di un Comune derivano da denaro pubblico, fondi pubblici, entrate fiscali (derivanti anche da reddito da precari) redistribuite, da Roma, alle Regioni ed ai Comuni… ci si domanda se non esista il modo di utilizzare più utilmente e razionalmente alcuni di questi dipendenti e funzionari (forse anche qualche ex dirigente)…presumibilmente non inquadrati, contrattualmente, per fare l’archivismo storico fotografico per il web.

E’ cosa già nota che i frequentatori di quel “Forum” (in realtà i forum SSC ed anche di alstri social, escludendo facebook, sarebbero piu’ di uno, se ne contano, sempre correlati, non meno di 3-4), cerchino di “primeggiare” (in realtà più che primeggiare MONOPOLIZZEREBBERO, da 14 anni, le repertazioni fotografiche che ritraggono Milano nei decenni e secoli trascorsi). Come accennato, tali personaggi cercano e ottengono, da decenni, di primeggiare nel panorama fotografico vintage della città di Milano…(con uno stile da social network che richiede corsi specifici a cura dei grossi gruppi che oggi dominano i social media in Italia…gli stessi social che poi “ruberebbero” loro… le foto postate in SSC… ).

…tuttavia ci sarebbero dei limiti… visto che anche il Comune di Milano, nei suoi vari comparti amministrativi e tecnici… si avvale di precari che compensano la scarsa produttività dei suoi dipendenti (non c’è solo Roma nel banco degli imputati… sia chiaro… Milano non è seconda a nessuno in queste cose…).

Milano 1969-70 circa. Ticinese. Vicolo Lavandai. Immagine emblematica della scarsissima considerazione che in quel periodo regnava, tra gli stessi residenti, del patrimonio storico e storico popolare della "vecchia Milano", nella fattispecie dei Navigli (Pavese e Grande e Martesana). Il rito domenicale, anni '50-'60 e '70, del lavaggio a mano delle automobili della piccola borghesia (ed anche del proletariato) nei navigli milanesi. Detersivi specifici per il lavaggio delle carrozzerie venivano smaltiti nella fase di sciacquo manuale della vettura. Del resto, sempre in quel periodo ed a breve distanza dal sito di questa immagine... la Darsena riceveva le acque inquinate del vecchio tratto dell'Olona, confluenza chiusa nel 1980 proprio per motivi di grave inquinamenti dei navigli. (fonte Picbear)

Milano 1969-70 circa. Ticinese. Vicolo Lavandai. Immagine emblematica della scarsissima considerazione che in quel periodo regnava, tra gli stessi residenti, del patrimonio storico e storico popolare della “vecchia Milano”, nella fattispecie dei Navigli (Pavese, Grande e Martesana). Il rito domenicale, anni ’50-’60 e ’70, del lavaggio a mano delle automobili della piccola borghesia (ed anche del proletariato) nei navigli milanesi. Detersivi specifici (molto aggressivi e inquinanti) per il lavaggio delle carrozzerie venivano smaltiti nei naviglio nella fase di risciacquo manuale delle vetture. Del resto, sempre in quel periodo ed a breve distanza dal sito di questa immagine… la Darsena riceveva le acque inquinate del vecchio tratto dell’Olona, confluenza chiusa nel 1980 proprio per motivi di grave inquinamento dei navigli. Il fenomeno dei lavaggi auto sulle sponde dei navigli si estinse progressivamente negli anni ’80 con la diffusione degli impianti automatici di lavaggio automobili. (fonte Picbear)

Milano 1970 (tra Ticinese, Vigentino e Porta Romana). Viale Toscana (tra Via Ripamonti e Cesare Balbo). L'area di servizio inquadrata nell'immagine, realizzata verso il 1970, è attualmente occupata da un condominio costruito qualche anno fa. (autore De Bellis Giancarlo, fonte Lombardia beni culturali).

Milano 1970 (tra Ticinese, Vigentino e Porta Romana). Viale Toscana (tra Via Ripamonti e Cesare Balbo). L’area di servizio inquadrata nell’immagine, realizzata verso il 1970, è attualmente occupata da un condominio costruito qualche anno fa. (autore De Bellis Giancarlo, fonte Lombardia beni culturali).

Milano 1948, tra Senavra e Forlanini. Viale Corsica-Via Battistossi Sassi il 14 Luglio 1948 nel giorno dell'attenato a Palmiro Togliatti. Tumulti e occupazione degli stabilimenti Motta. Nel merito del "movente" che spinse Antonio Pallante, l'attentatore studente di Giurisprudenza, dalla personalità apparentemente squilibrata e violenta, tendente al fanatismo ideologico e politico, poco o nulla si seppe oltre le versioni ufficiali del periodo. Studente di Giurisprudenza, cacciato dagli studi seminaristi per aver preso a calci il rettore, frequentatore del Movimento Sociale Italiano e di varie organizzazioni politiche di destra e del Partito Liberale Italiano.

Milano 1948, tra Senavra e Forlanini. Viale Corsica-Via Battistossi Sassi il 14 Luglio 1948 nel giorno dell’attenato a Palmiro Togliatti. Assembramenti, tumulti e occupazione degli stabilimenti Motta. Nel merito del “movente” che spinse Antonio Pallante, l’attentatore che sparo’ dei colpi di pistola al cranio di Palmiro Togliatti, nel gesto di tentato omicidio… non si è mai compreso se il gesto era conseguente ad un’azione cospirativa di più ampia portata… oppure si trattava del gesto di un folle. Le versioni ufficiali descrivevano questo esaltato (studente di Giurisprudenza) come un soggetto dalla personalità apparentemente squilibrata e violenta, tendente al fanatismo ideologico e politico (soprattutto anticomunista) del cui passato poco si seppe oltre le versioni ufficiali del periodo. Studente di Giurisprudenza, cacciato dagli studi seminaristici per aver preso a calci il rettore, frequentatore del Movimento Sociale Italiano e di varie organizzazioni politiche di destra e del Partito Liberale Italiano, si distinse, sia prima che dopo l’attentato, per posizioni personali ideologiche e politiche estreme e frequentemente causa di azioni poco coerenti e incontrollate. E’ indiscusso che il folle gesto trascino’ la Nazione verso una guerra civile sfiorata. (Maggiori approfondimenti storici: https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pallante)

Milano 1973, Piazza Meda. Autore foto Franco Gremignani, fonte web Repubblica.it

Milano 1973, Piazza Meda. (Autore foto Franco Gremignani, fonte web Repubblica.it)

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Ipocrisia “Facebook Italia” nel merito dei bombardamenti anglo americani del periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale (Strage di Gorla del 20/10/1944)

ipocrisia fb msImmagine ( postata da Milano Sparita Fb, prelevata, presumibilmente, da wikipedia )

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Gorla

E’ paradossale che si critichino le condotte belliche del secondo conflitto mondiale messe in atto dagli “alleati” (USA ma anche UK) quando in Italia si permette a multinazionali come Google, Facebook, Instagram, Twitter e Yahoo Oath di spadroneggiare nelle propagande politiche italiane di estrema destra, nell’apologia del fascismo, del nazismo… del filo atlantismo disinformativo.

L’elenco di tali multinazionali beneficia dell’assenza di leggi quadro italiane che impongano il pagamento delle tasse per gli utili fatturati in territorio italiano.

Lamentarsi tardivamente che gli “alleati” erano e sono (sempre stati) causa di crimini di guerra… (in realtà si tratta di crimini organizzati in Nazioni superpotenza…) è veramente di cattivo gusto.

Anche le “esternazioni” (TG3 Regionale Lombardia del 20/10/19) di Giuseppe Sala (Pd) e del monosillabico Riccardo de Corato (Fratelli d’Italia ma ex MSI) sulla richiesta (dopo quasi 80 anni dai fatti) di scuse da parte del “Governo” USA, appare ormai inutile, tardiva e quasi anacronistica.

Agli “alleati” (Google, Facebook, Instagram, Twitter, Yahoo, Microsoft, etc…) permettiamo di entrare in casa nostra (tramite algoritmi che schedano generalità anagrafiche degli “internettiani” abbinandole agli indirizzi internet protocol di connessione, alle SIM degli smartphone, ai cookies che bombardano le configurazioni di smartphone, agli indirizzi “mac adress” dei dispositivi di connessione fissa e mobile, Mac, Iphone, Personal Computer, etc…) e schedarci per permettere alla DIGOS, Polizia Postale, etc… di tracciare nel dettaglio le nosre abitudini, opionioni, attività, spostamenti…e segnalare eventuali nostre opinioni e abitudini non gradite dal potere precostituito…agli organi di Polizia.

Gli “alleati” (USA ergo CIA), dopo il 20 Ottobre 1944, non si limitarono a tale strage (che non venne causata da un errore umano ma da una strategia ben precisa e mirata) …

…le principali stragi (dopo il Secondo Conflitto Mondiale) commesse dagli “alleati” USA (in Italia) sono… Piazza Fontana, Italicus, Piazza della Loggia, Aldo Moro, Bologna 2 Agosto, “Strage del Rapido 904 del 23 Dicembre ’84”, Via Palestro a Milano nel 27 Luglio 1993, dei Georgofili a Firenze nel 26/27 Maggio 1993, Falcone e Borsellino nel 1992, (Ustica 27 Giugno 1980 …nella veste di depistaggi investigativi)…

Milano Monumentale primi del '900. Attuale piazza Cimitero Maggiore, venditrice di candele.

Milano Monumentale primi del ‘900. Attuale Piazzale Cimitero Momumentale, venditrice di candele.

Provincia di Milano (Novegro, Segrate, Peschiera Borromeo). Idroscalo negli anni '60 (bivacchi domenicali in poco "Fantozziani", sovente non molto dissimili dalle gite domenicali romane verso i lidi di Ostia). L'immagine consacra la piena "italianità" di tali riti domenicali... al punto tale che lo scatto immortala usi e costumi che abbiamo avuto occasione di vedere in molte produzioni cinematografiche di Alberto Sordi .Autore Mario Cattaneo; fonte fotografica: Lombardia beni culturali.

Provincia di Milano (Novegro, Segrate, Peschiera Borromeo). Idroscalo negli anni ’60 (bivacchi domenicali un poco “Fantozziani”, sovente non molto dissimili dalle gite domenicali romane verso i lidi di Ostia).
L’immagine consacra la piena “italianità” di tali riti domenicali in un’epoca di recente motorizzazione automobilistica di massa… al punto tale che lo scatto immortala usi e costumi che abbiamo avuto occasione di vedere in molte interpretazioni e produzioni cinematografiche di Alberto Sordi . (Autore Mario Cattaneo; fonte fotografica: Lombardia beni culturali)

Milano 1957 Crescenzago (Parco Lambro). Via Orbetello durante una processione religiosa. (fonte doncalabria.net)

Milano 1957. Crescenzago (Parco Lambro). Via Orbetello durante una processione religiosa. (fonte doncalabria.net)

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In riferimento alle interpretazioni storiche ( interpretazioni soggettive e suggestive e non veritiere) pubblicate in questa pagina

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=163419412

relativa al noto forum Milano Sparita, si commenta quanto di seguito esposto:

Delle cronache “inedite” (abbinate ad altrettanto foto inedite… in realtà “pescate” da arretrati del Corsera del Novembre 1969, i cui contenuti giornalistici stridono per evidente depistaggio DIGOS (all’epoca dei fatti) con le versioni reali più accreditate, scattate in luoghi e contesti presumibilmente anche differenti dai fatti “narrati”)…

colui che gestisce questo web prende le doverose e “chilometriche” distanze dai contenuti di tali post (prodotti da un forum per il quale la storia non è un fine ma un mezzo…) non essendo, sino ad oggi, suffragate da cronologie ufficiali (già quelle ufficiali peccherebbero, sempre, di manipolazioni e distorsioni…. immaginiamoci quelle “INEDITE”…).

L’immagine “INEDITA” (in realtà pubblicata in un articolo giornalistico del Corriere all’indomani dei fatti del 19/11/69, articolo che considerarsi “vero”, rispetti ai fatti realmente accaduti, sarebbe come sostenere che i pinguini siano animali tipici delle oasi sahariane…

…in realtà tale articolo di vero aveva unicamente quanto scrissero le veline della DIGOS (ovvero censure, depistaggi e falsità). Nella foto Corsera) si ritrae un Mario Capanna sostenuto da un uomo in guanti che potrebbe, in assenza di ulteriori elementi dimostrativi, essere anche un agente di PS. Anche la biografia del Commissario Calabresi è ottenebrata da qualche ombra…

A dispetto delle “testimonianze” di tale forum, i contenuti medesimi sono facilmente contestabili consultando questo articolo wiki

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Annarumma

Le ricostruzioni non veritiere (comunque facili a controdeduzioni) di Milano Sparita Skyscrapercity partono da una versione dei fatti molto differente da quella adottata in tale periodo e successivi.

Sembra che l’agente del repato celere Antonio Annarumma sia deceduto in seguito ad un incidente stradale tra veicoli della Celere durante gli scontri coi manifestanti.

Leggasi questo paragrafo

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Annarumma#Versione_dei_manifestanti

Se fosse vero non saremmo davanti al primo caso di incidente mortale tra veicoli della Polizia (le cronache degli ultimi decenni annoverano molti casi simili dove per nascondere la verità si preferiva incolpare tifosi di calcio o manifestanti al posto di ammettere errori delle Forze dell’Ordine).

La versione giornalistica dei fatti (quindi con veline DIGOS) narrava che Mario Capanna fu vittima di un tentato linciaggio dei neofascisti.

… tuttavia, l’autore dell’articolo storico sopra linkato proporrebbe una “postilla” differente:

In seguito alla morte del collega ci furono forti proteste tra gli agenti di polizia e Mario Capanna, che si era presentato al funerale per dimostrare l’estraneità del MS dai fatti, si salvò a stento dal linciaggio dei colleghi del defunto[11].

… i colleghi del defunto non erano i neofascisti ma agenti di Polizia, che volevano linciare Mario Capanna (si riporta testualmente). In quegli anni, come anche in tempi recenti, forme di simpatia e connivenza tra forze dell’ordine e militanza neo fascista erano molto frequenti (quando avvengono… il crollo della democrazia è in caduta libera come avviene in questo periodo … anche grazie alle destre neofasciste oggi imperanti…i rischi di “”golpe”” sono molto elevati ed in tutta franchezza… l’Italia non sarebbe del tutto immune ad eventi similari nemmno oggi….). Oggi, come in quegli anni, non esisteva una linea di demarcazione tra i due ambienti…

Ora, di quei fatti, possediamo due versioni.

La prima “ufficiale” (veline del Corriere della Sera), dove i neofascisti tentarono di linciare Capanna… ed una seconda versione dove il linciaggio veniva attuato da colleghi dell’Annarumma.

Come indicato dall’autore che ha postato, in wikipedia, la versione apparentemente suffragata da fonti editoriali … il tentativo di linciaggio di Mario Capanna avvenne per una sinergia tra neofascisti e agenti di Polizia (cosa non riportata nel forum Milano Sparita).

L’immagine proposta (Corriere del 20 Novembre 69) potrebbe essere stata scattata negli interni della Questura di Milano e non essere localizzabile rispetto ai fatti “narrati” ( che a distanza di 50 anni, spiccano per l’assenza di una vera ed unica di fonte ufficiale e credibile (dalla quale, quanto meno, verificarne la tracciabilità).

La “presa di distanza” deriva anche dall’aver notato di quanto (come da consuetudine) si improvvisi con la storia …(tale forum, con l’evidente intento di “primeggiare” mette veramente troppa carne al fuoco rispetto a quanta ne saprebbero cucinare).

Non convince, nemmeno…l’aver attribuito alla vicenda del grave episodio della morte dell’agente (reparto Celere) Antonio Annarumma come l’avvio “storico” degli anni di piombo (semmai fu la prima vittima di tale fase che non ebbe un confine preciso con la Strategia della tensione… dato che i due filoni di violenza e terrorismo si sono sempre affiancati sino a confondersi tra loro).

Se si fosse trattato di un incidente o di un evento provocato da qualcuno estraneo agli scontri di piazza… il sostenere (invece) che tale episodio coincida (secondo una presunta “cospirazione” politica predeterminata) con l’avvio degli anni di piombo comporterebbe il distorcere la storia italiana verso una direzione ideologica e politica facile da immaginarsi.

Quando si copia da wikipedia si dovrebbero citarne, almeno, le fonti generiche, (scrivendo “fonte attinta da Wikipedia)”, dato che gli “anni di piombo” ebbero origine nel 1969 ma con eventi molteplici e distinti tra loro, tra i quali anche l’esplosione di un ordigno al padiglione FIAT dell’edizione 1969 della Fiera Campionaria di Milano, periodo antecedente al delitto Annarumma.

Wikipedia elenca gli episodi di proto terrorismo all’origine storica dei cosiddetti “anni di piombo”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_di_piombo

L’inizio degli anni di piombo si sovrappone al periodo della contestazione studentesca, che interessò l’Italia e l’Europa.

Il 1969 fu un anno ancora denso di contestazioni. Dopo le proteste studentesche arrivarono le lotte dei lavoratori per i rinnovi contrattuali, con forti contrasti nei posti di lavoro e nelle fabbriche. Era il cosiddetto «autunno caldo».

Il 25 aprile di quell’anno scoppiò un ordigno a Milano, al padiglione FIAT della Fiera provocando diversi feriti gravi, ma nessun morto, e una bomba viene ritrovata all’Ufficio Cambi della Stazione Centrale. Qualche mese dopo, il 9 agosto vengono fatte scoppiare otto bombe su diversi treni, che provocarono 12 feriti.

Il 19 novembre, durante una manifestazione a Milano dell’Unione Comunisti Italiani morì l’agente di polizia Antonio Annarumma, colpito da un tubo d’acciaio mentre si trovava alla guida di un fuoristrada. Per diversi storici è la prima vittima degli anni di piombo[17].

Il 12 dicembre avvennero in Italia, nell’arco di 53 minuti, 5 attentati. Il più grave fu la strage di piazza Fontana: a Milano una bomba esplosa nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura provocò 17 morti e 88 feriti.

L’ordigno esploso il 25 Aprile 1969 al padiglione FIAT precedette il fatto del 19 Novembre 1969 (sopra menzionato) anche se nel primo non vi furono lutti ma molti feriti.

Quindi, gli “esperti” tuttologi dello scibile umano universale di tale forum (del quale, chi scrive, da anni ne prenderebbe le debite distanze … formulandone contestazioni) avrebbero dovuto scrivere che: Annarumma fu il primo morto degli “anni di piombo”, piuttosto che sostenere che l’episodio diede avvio agli anni di piombo…

Poichè gli autori “presunti” del lancio di un tondino (una sbarra di ferro smontata da una impalcatura stradale lungo Via Larga) diretto al volto dell’agente Annarumma non vennero mai identificati (generalmente quando si applicano apparenti diritti di garanzia… si depista…!!!) col senno di poi, senza voler prendere le difese nè della sinistra studentesca di allora nè della destra neofascista di allora… si potrebbe (in ipotesi speculativa) anche immaginare, come del resto avvenne tre settimane dopo in Piazza Fontana, Banca Nazionale dell’Agricoltura… che la simulazione/depistaggio (della paternità) di attentati, violenze, omicidi e stragi (a militanti esclusivamente di estrema sinistra ed area anarchica) fosse anche predeterminata dai noti soggetti “istituzionali” (Minister dell’Interno, SISMI, DIGOS, MSI, la stessa DC nelle sue correnti Cossighiane e Andreottiane… etc…) aderenti, non alla fedeltà alla Repubblica Italiana ma alla fedeltà della sua destabilizzazione e volendo anche alla sua disfatta…tramite Golpe (la famosa “Legge Reale” fu un tentativo di ridurre al minimo vitale lo stato di diritto e la democrazia, anche se fu un tentativo molto blando).

Pertanto tutte le suggestioni (non potendo qualificarle diversamente) che si possono leggere in quel famigerato forum (più dettagliatamente nella pagina linkata), sia chiaro, sono e restano cronache non tracciabili (proprio dal fatto che verrebbero qualificate come “testimonanze inedite” abbinate ad immagini forse contestualmente differenti… ed oltremodo, in alcuni passaggi, frutto di interpretazioni personali).

Questo, non per sminuire l’evidenza che i neo fascisti di allora non commettessero crimini… tutt’altro…

in quel periodo… estrema sinistra ed estrema destra commettevano entrambe crimini ed erano manipolate (ed infiltrate …se non persino dirette) da strutture “sovraministeriali” di cui la storia ci ha tramandato molte cronologie.

Si ricorda che Pinelli e Valpreda erano “attenzionati” dalla DIGOS di Milano, cosi’ come dai servizi segreti… molti mesi prima (anche quasi un anno) dai fatti del 12 Dicembre ’69 …

La DIGOS (quanto meno alcuni settori “deviati” della medesima) era a conoscenza della furura Strage di Piazza Fontana… mesi prima dei fatti del 12/12/69. La medesima DIGOS (però) dossierava soggetti estranei ai fatti (ma incolpati dolosamente per lungo tempo… )…

Alcuni dei magistrati che cercarono di fare chiarezza vennero a loro volta assassinati dai “terroristi”… ignorando i veri autori dei fatti…. fatti inizialmente attribuiti ai medesimi anarchici onde produrre dossieraggi (in regime di depistaggio istantaneo (quindi dossier manipolati) che li vedevano autori di stragi quando queste erano, invece, compiute da altri ambienti e gli autori prossimi allo “Stato”… vedesi anche la Vicenda di Giovanni Ventura).

Per quanto riguarda il “vizietto” dei neofascisti di Milano di pestare/massacrare cittadini ignari e innocenti scambiati per comunisti… bè i noti “sanbabilini” (tollerati dalla magistratura e persino esaltati da certi settori e ambienti della Polizia di Stato) pestavano a sangue chiunque passasse tra Piazza San Babila, Corso Europa e Corso Vittorio Emanuele. Per essere identificati come comunisti era sufficiente avere in mano una copia del Corriere della Sera, o persino de Il Giorno… sovente solo quello… al posto di altre pubblicazioni “comuniste” come l’Unità e il Manifesto… praticamente durante tutti gli anni ’70 … per essere aggrediti (a Milano e non solo) era sufficiente, come scritto sopra, camminare con una copia del Corriere o comunque non manifestare (nell’aspetto) un palese credo neo fascista…

chiunque non apparisse come fascista… passando davanti ai loro “bivacchi” … veniva aggredito/pestato/massacrato (quindi l’episodio citato non fu l’unico… ma all’origine di una lunga serie di crimini … durata quasi 10 anni).

Tra i pestaggi quotidiani, il 25 Maggio 1975, “scappò” un morto… un certo Alberto Brasili, reo di aver strappato un lembo di un manifesto elettorale del MSI.

Quindi certi pestaggi gratuiti delle militanze di estrema destra non si limitavano alla “reazione” dovuta a presunte azioni criminose di militanti comunisti/Movimento Studentesco (quando non si identificano gli autori di un gesto omicida… in un luogo che era presidiato da centinaia di agenti di polizia, anche in borghese… è molto difficile non pensare che tale gesto potesse avere, come autori, anche personaggi estranei agli scontri di piazza… quindi è prematuro, anche a distanza di 50 anni, trarre conclusioni definitive… sempre considerando che la Strategia della tensione era alimentata da settori “deviati” dello Stato che col pretesto dei gravi disordini pubblici invocavano un controllo autoritario e paramilitare della Repubblica Italiana…).

Pasticciare (per secondi fini) con la storia, come alcuni farebbero (citando solo alcuni fatti ed esludendone altri), genera delle doverose “prese di distanza” da testimonianze “inedite” svelinate dopo 50 anni… mescolando fatti reali con spezzoni di avvenimenti presumibilmente distorti o quanto meno travisati e sfasati rispetto ai contesti reali nei quali accaddero.

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Milano Crescenzago 1970 circa. Via Narni con uno striscione di protesta per la permanenza, in superficie, della tratta M2 tra Cimiano e Cascina Gobba. La scritta di protesta evidenzia un quartiere tagliato in due dall'arteria di Viale Palmanova ma anche dalla vecchia Tranvia Milano-Gorgonzola-Vaprio... "riciclata" da Metropolitana Milanese (ed ATM) per il consolidamento (a partire dall'Ottobre 1969) della tratta Caiazzo Gobba (in superficie tra Udine e Cimiano) che condivideva il tratto urbano della succitata tranvia. Forse, in quegli anni... qualche politico promise scavi sotterranei sino a Cascina Gobba... ma cosi' non fu. Del resto, il quartiere Cimiano-Crescenzago era, comunque, diviso dall'arteria a scorrimento veloce di Viale Palmanova che rendeva impossibile l'attraversamento pedonale... Queste sono le scelte urbanistiche piu' o meno scellerate... che si fecero tra la fine degli anni '50 e l'inizio anni '70 nel settore nord orientale di Milano (altra scelleratezza era Viale Fulvio Testi, frutto di una visione da "viablità radiale" già sfiorata dal ventennio fascista e parzialmente consolidatasi negli anni deò boom economico (le tangenziali Est e Ovest salvarono, a modo loro, una ecatombe urbana e viabilistica ormai compiuta, errata e irreversibile). (fonte fotografia web Panorama)

Milano Crescenzago 1970 circa. Via Narni (senza uscita dal lato Via Palmanova e M2) con uno striscione di protesta per la permanenza, in superficie, della tratta M2 tra Cimiano e Cascina Gobba. La scritta di protesta (No ! Cimiano in gabbia) evidenzia un quartiere tagliato in due dall’arteria di Via Palmanova ma anche dalla vecchia Tranvia Milano-Gorgonzola-Vaprio… “riciclata” (A FINE ANNI ’60) da Metropolitana Milanese (ed ATM) per il consolidamento (a partire dal Settembre-Ottobre 1969) della tratta M2 Caiazzo Gobba (in superficie tra Udine e Gobba) che condivideva il tratto urbano della succitata tranvia. Forse, in quegli anni… qualche politico promise scavi sotterranei sino a Cascina Gobba… ma cosi’ non fu. Del resto, il quartiere Cimiano-Crescenzago era, comunque, diviso dall’arteria a scorrimento veloce di Via Palmanova che rendeva impossibile l’attraversamento pedonale… E L’INNESTO VEICOLARE… Queste sono le scelte urbanistiche piu’ o meno scellerate… che si fecero tra la fine degli anni ’50 e l’inizio anni ’70 nel settore nord orientale di Milano (altra scelleratezza era Viale Fulvio Testi, frutto di una visione da “viablità radiale” (diretta verso la Brianza e la bergamasca) già sfiorata dal ventennio fascista e parzialmente consolidatasi negli anni del boom economico …le tangenziali Est e Ovest salvarono, a modo loro, una ecatombe urbana e viabilistica ormai compiuta, errata e irreversibile). In realtà la Via Narni, sino al completamento della tratta M2 Udine-Gobba… permetteva innesti (e disimpegni) da e verso via Palmanova (una sorta di passaggio a livello a “vista”, formalmente incustodito, acconsentiva agli automobilisti di attraversare le tranvia e di inserirsi nella via a scorrimento veloce in direzione Nord… l’estensione della M2 determino’ la chiusura (lato M2) della via intorno al 1969… con gli effetti di protesta dei residenti…). Questi esempi di urbanistica errata e irreversibile accomunano Milano a realtà prossime a quelle di Roma e Genova e forse anche peggio…malgrado l’estensione della M2 sino a Gorgonzola e poi Gessate fu vissuta come un esempio “d’eccellenza Nazionale” di integrazione del flusso pendolaristico (provinciale ed interprovinciale) da e verso la città di Milano, centro incluso. Si rammenta che con la realizzazione della M2 vennero attuati dei sottopassi pedonali (ulteriori ne vennero realizzati anche indipendentemente dalle fermate della linea verde…. ma tali sottopassi divennero, molto rapidamente, luoghi di rapine e aggressioni e passaggi pieni di sporcizia di ogni genere (problemi che sussistono tutt’oggi… almeno un sottopasso, verso Cimiano, intorno agli anni ’80 e ’90, venne chiuso e interdetto al pubblico per motivi di sicurezza e di sudiciume).(fonte fotografica web Panorama)

Milano 1957 (tra Ticinese, Vigentino e Porta Romana). Viale Toscana. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano 1957 (tra Ticinese, Vigentino e Porta Romana). Viale Toscana. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano (Pagano) 13 Gennaio 2001. Via Vincenzo Monti. Immagine "pescata" da un web meteo che "promette" essere stata scattata la sera del 13 Dicembre 2001, quando una bufera di neve, con venti a 50 km/h e temperatura reale di -2 °C (quella percepita era di circa - 10), si scateno' tra le province di Milano, Pavia e Novara, per circa 4 ore ... Pochi centimetri ma l'esperienza di un burian siberiano come raramente se ne vedono nel nord Italia (senza dimenticare la nevicata del 17 e 18 Aprile 1991 dopo alcuni giorni di temperature estive, prossime ai 28°C).

Milano (Pagano) 13 Dicembre 2001. Via Vincenzo Monti. Immagine “pescata” da un web meteo che “promette” essere stata scattata la sera del 13 Dicembre 2001, quando una bufera di neve, con venti a 50 km/h e temperatura reale di -2 °C (quella percepita era di circa – 10), si scateno’ tra le province di Milano, Lodi, Pavia e Novara, per circa 4 ore …
Pochi centimetri ma l’esperienza di un burian siberiano come raramente se ne vedono nel nord Italia (senza dimenticare la nevicata del 17 e 18 Aprile 1991 dopo alcuni giorni di temperature estive, prossime ai 28°C).

Milano 1950 Porta Genova. Autorimessa di Via Ariberto.

Milano 1950 Porta Genova. Autorimessa di Via Ariberto.

Milano 1970. Convergenza dei quartieri Cà Granda-Prato Centenaro-Segnano. Viale Fulvio Testi in prossimità di Via Pianell. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano 1970. Convergenza dei quartieri Prato Centenaro (risalente all’omonimo Borgo storicamente fondato pochi decenni dopo l’anno 1000) e Segnano. Viale Fulvio Testi, in prossimità di Via Pianell. Settore nord orientale di Milano “plasmato” (verso gli anni ’30 del 1900) dall’attuazione del PRG (piano regolatore) del ventennio (che fece propri i PRG urbani dei primi del ‘900) con l’enorme e interminabile Viale Fulvio Testi… una viale alberato che però solca e delimita aree urbane prive “verde” attrezzato. Oggi … come anche 50 anni fa… al punto tale che il fotografo ha immortalato questi bambini giocare nel bel mezzo di un pericoloso spartitraffico erboso di Viale Fulvio Testi. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano Stazione Porta Garibaldi 2010 circa. Immagine emblematica del restyling "accorciativo" delle due torri progettate degli architetti Laura Lazzari e Giancarlo Perotta. Circa 10 metri in meno per la prima torre "ristrutturata" altrettanto per la seconda. Il "Progetto Porta Nuova" (come anche parte del progetto "City Live") ha una particolarità che nessun altro progetto di riqualificazione urbana (nel mondo) ha mai avuto. A Milano, tra il 2008 sino ala data attuale ma con particolare concentrazione tra il 2008-14, si è costruito grattacieli in piena recessione economica... la recessione peggiore (e tutt'oggi in corso) dalla nascita della Repubblica Italiana. In genere si riqualifica quando l'economia di una Nazione e di una città lo pemettono. Noi italiani, invece, siamo stati capaci di colate kmetriche di cementi, acciai e vetri.... in piena stagnazione economica, con record di disoccupazione, aziende che chiudono, delocalizzano. Un dato che pochi conoscono. Milano, pur nel primato nazionale di neolaureati è la città italiana da dove emigrano più "cervelli" di qualsiasi altra. Indubbiamente questo è dovuto alla maggiore percentuale di laureandi e laureati in materie anche tecnologiche... ma quando la laurea viene raggiunta ... sembra che i vari Politecnici ed altre sedi universitarie milanesi (idem per le aziende milanesi) poco o nulla abbiano da offrire (il "posto fisso" è subordinato a raccomandazioni e avvalli di politici regionali e cittadini...).

Milano Stazione Porta Garibaldi 2010 circa. Immagine emblematica del restyling “accorciativo” delle due torri progettate degli architetti Laura Lazzari e Giancarlo Perotta (1984-1992). Circa 12-15 metri in meno per la prima torre “ristrutturata”… poi altrettanto per la seconda. Il “Progetto Porta Nuova” (come anche parte del progetto “City Live”) ha una particolarità che nessun altro progetto di riqualificazione urbana (nel mondo) ha mai avuto. A Milano, tra il 2008 sino alla data attuale … ma con particolare intensificazione tra il 2008-14, si è costruito grattacieli in piena recessione economica… la recessione peggiore (e tutt’oggi in corso) dalla nascita della Repubblica Italiana. In genere si riqualifica quando l’economia di una Nazione e di una città lo pemettono (ovvero quando si possono fare investimenti nel terziario, commerci e nelle ricerche tecnologiche). Che dire… una “Berlusconata” (avente origine dal lontano 2000) che non si è ancora arrestata… coinvolgendo anche giunte successive ad Albertini e Moratti come Pisapia e Sala del PD…(le risorse sono limitate solo a queste zone ed al centro storico, il resto è in decadimento inesorabile).
Noi italiani,in piena fase recessiva (2008-16) , siamo stati capaci di colate kmetriche di cementi, acciai e vetri…. in piena stagnazione economica, con record di disoccupazione, aziende che chiudono col ritmo (per la sola Lombardia, in quegli anni) a decine al giorno, delocalizzazioni. Un dato che pochi conoscono: Milano, pur nel primato nazionale di neolaureati, è la città italiana da dove emigrano (verso l’estero) più “cervelli” di qualsiasi altra. Indubbiamente questo è dovuto alla maggiore percentuale di laureandi e laureati in materie anche tecnologiche… ma quando la laurea viene raggiunta … sembra che i vari Politecnici ed altre sedi universitarie milanesi (idem per le aziende milanesi, incluse quelle “pubbliche”, dalla Regione all’AMSA, all’ATM, etc…) poco o nulla abbiano da offrire e la “fuga” verso gli USA e UK (e Barcellona) diventa un passaggio obbligatorio (a Milano come nel resto d’Italia…il “posto fisso”, anche quello più umile, è subordinato a raccomandazioni e avvalli di politici regionali e cittadini…e/o amicizie altolocate).

Milano Porta Genova 1930 circa. Cinema teatro REX di Corso Genova angolo Cesare da Sesto. (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano Porta Genova 1933 circa. Cinema teatro REX di Corso Genova angolo Cesare da Sesto. La datazione della fotografia è resa possibile dalla locandina del film “Solo una notte” (del 1933) diretto da John M. Stahl, con Margaret Sullavan (i nomi degli interpreti principali sono leggibili nella locandina esposta lungo la sala di attesa). (fonte fotografica : Lombardia beni culturali, fonte cinematografica: https://www.ivid.it/trailer/film/1933/solo-una-notte/clip-originale-24496.html)

Milano 1943, Dergano. Distretto industriale lungo la Via Imbonati semidistrutto dai bombardamenti angloamericani. La ciminiera sullo sfondo dovrebbe appartenere agli stabilimenti farmaceutici Carlo Erba.

Milano 1943, Dergano. Distretto industriale (lungo la Via Imbonati) semidistrutto dai bombardamenti angloamericani. La ciminiera sullo sfondo dovrebbe appartenere agli stabilimenti farmaceutici Carlo Erba.

Nel link sottostante un “cinegiornale” (cittadino) del 1964, proiettato nelle sale cinematografiche di Milano, di promozione politica (ed elettorale Social Democratica) dell’impegno nella realizzazione di quartieri di edilizia popolare (demanio ed ex IACP) della Giunta Aniasi (nella veste di assessore all’edilizia).

Nel video (archivio ex Istituto LUCE) sono visibili i costruendi quartieri “SPEZIA” e “Sant’Ambrogio I°) nel quartiere Barona.

https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000095705/2/aniasi-visita-ai-cantieri-case-popolari.html?startPage=1

Nel “taglio” cinematografico del cortometraggio spicca lo stile retorico del Ventennio Fascista (colonna sonora “melodrammatica” e metodi di ripresa, come anche i commenti “fuori campo”, rispecchiano, al 100%, lo stile di propaganda politica del trascorso Regime mussoliniano… pur non essendoci più tale regime, all’epoca della produzione di tali cortometraggi… da quasi 20 anni…).

Questo, quanto meno, riferito allo “stato dell’arte” dei “Cine giornali” degli anni ’60 del 1900 (proiettati tra il primo e il secondo tempo e tra una proiezione e l’altra, durante gli anni ’60, nelle sale cinematografiche di Milano).

Del resto, in Italia, vige tutt’oggi un codice penale (derivato integralmente dal Codice Penale Fascista, detto “Codice Rocco”, che giace immutato e modificato solo da alcune postille aggiunte negli ultimi 71 anni… ). Vi sarebbe da chiedersi se Italia e italiani siano da considerarsi una Nazione ed una società matura e democratica … oppure una “repubblichetta” (bananiera) che si dimena in acque agitate da circa sette decenni… distinguendosi per essere una anomalia europea ma anche internazionale… (malgrado alcuni politicanti di destra estrema invochino la totale restaurazione al Ventennio…crimini inclusi (anzi… a partire da essi)… non parchi dei retaggi autoritari e anti democratici ancora imperanti, dopo oltre 71 anni, in questa pseudodemocrazia ammuffita, stantia e avariata).

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Milano 1964, tra "Centro Direzionale" verso Porta Garibaldi (ex Varesine). Viale della Liberazione (autore Carla Cerati, fonte miafair.it). Nella foto sottostante alcune valutazioni sulla trasformazione di ques'area negli ultimi 15 anni...)

Milano 1964, “Centro Direzionale” verso via Melchiorre Gioia e Porta Garibaldi (ex Varesine). Viale della Liberazione (autore Carla Cerati, fonte miafair.it). Nella foto sottostante alcune valutazioni sulla trasformazione di ques’area negli ultimi 15 anni…

 

Milano Porta Garibaldi (anni '80 del 1900). Viale della Liberazione a ridosso dell'area dove un tempo sorgeva la Stazione delle Varesine, per circa 40 anni utilizzata come area di stazionamento Luna Park e giostre varie. (Pinterest)

Milano Porta Garibaldi (anni ’80 del 1900). Viale della Liberazione a ridosso dell’area dove un tempo sorgeva la Stazione delle Varesine, per circa 40 anni utilizzata come area di stazionamento permamente di Luna Park e giostre varie. Pochi sono al corrente che tale area, al momento dell’abbattimento della ex stazione delle Varesine, doveva ospitare nuovi centri direzionali che pero’, per via di una serie di “congiunture economiche sfavorevoli” ed anche per la necessità di espropri di suoli abitativi (a spese del comune di Milano), vide del tutto accantonato tale progetto…per poi essere “rispolverato/riciclato” verso il 2000-03 con nuovi progetti faraonici (Silvio Berlusconi, Governatore Roberto Formigoni, ex sindaco Forza Italia Gabriele Albertini e successivamente Letizia Moratti) di “riqualificazione dell’area Garibaldi ed Isola” in buona parte finalizzati anche alla speculazione edilizia destinata all’invenduto per eccesso di quotazione immobiliare (vedesi anche Bosco Verticale e torre Solaria tra i casi principali). Nella “ammucchiata” ci si “tuffo’” anche Roberto Formigoni con il progetto e la realizzazione del nuovo Palazzo della Regione Lombardia, costato 400 milioni di EUR, in buona parte sottratti dai fondi di manutenzione ALER (lo sfascio degli alloggi ALER di Milano e Lombardia deve, a queste operazioni “immobiliari” la sua origine e con esso l’attuale gestione MM di alloggi popolari annessi dal “patrimonio catastale ALER”). La “riqualificazione epocale” pur avendo cambiato volto al quartiere Garibaldi (e successivamente anche dell’ex Fiera di Milano) non ha avuto effetti benefici sull’economia di Milano (I BENEFICI FURONO PER FINANZIARIE, IMMOBILIARI, MAFIE … indirettamente il Comune con l’incasso delle Licenze Edilizie…). L’evento, in quanto tale, (che non ha cambiato volto solo ai quartieri Garibaldi e Fiera… ma all’intero settore centro intermedio di Milano… escludendo le periferie sempre più “a pezzi”) ha sicuramente rappresentato un affare epocale per costruttori e immobiliaristi ma ha avuto l’effetto collaterale di decuplicare le quotazioni immobiliari in tutta Milano… con l’effetto che attualmente, non meno del 50% del patrimonio catastale, nuovo o vecchio o intermedio… è sfitto, disabitato, invenduto con l’effetto di un calo della popolazione italiana, nei territori comunali di Milano (soprattutto lombarda e milanese) notevole, sostituità dall’immigrazione “immobiliare e clientelare” dell’Italia meridionale (molta in odore di mafia) e di immigrazione straniera nelle periferie (escludendo, poi, il fenomeno “Cina Town” tra Porta Volta-Paolo Sarpi sino a Procaccini. In parole povere, a Milano, dopo l’ondata dei “terroncelli” negli anni ’60 e ’80 (alcuni illustri come Salvatore Ligresti), con i noti problemi di integrazione e culture varie in una Italia malfatta e divisa nonostante sia Nazione… si è sostituita una nuova ondata di falsi professionisti (in odore di mafia), imprenditori e dipendenti delle pubbliche amministrazioni regionali e comunali… oggi ben vestiti e ricchissimi… ricchi soprattutto grazie ai rapporti clientelari che intercorrono tra politici regionali e “milanesi”ed il malaffare politico e anche mafioso con le regioni del sud Italia (piaccia o meno ammetterlo il referundum per l’autonomia della Lombardia finirebbe col rafforzare il malaffare politico mafioso e clientelare con le regioni disastrate del sud Italia). La Milano di oggi è solo la Milano del mattone, del riciclaggio mafioso, delle banche, assicurazioni e immobiliari e degli appalti per Regioni e Area Metropolitana di Milano (e grandi opere)). La prossima speculazione sarà il nuovo Stadio di San Siro che verrà costruito con denaro pubblico (bilanci del Comune) per essere sfruttato da società calcistiche straniere private… quando potrebbe essere svenduto alle medesime per farne quello che meglio preferirebbero… Beppe Sala ha previsto che l’ingresso (nei bilanci comunali) della “cache” ricavata dalle nuove licenze edilizie dell’area dove sorgerà il nuovo Stadio… compenserà i costi faraonici per quello nuovo… ma si tratta solo di nuovi debiti e di future tangentopoli. Si rende anche noto che la recente consultazione “popolare” on-line sul destino del vecchio San Siro, vedendo una quota di consultanti quasi prossima alla popolazione residente di Milano…ed un ribaltamento delle precedenti consultazioni statistiche (che vedevano prevalere il NO al nuovo stadio… mentre oggi prevarrebbe, nelle consultazioni internet, un SI al 90%) apre l’ipotesi tutt’altro che infondata che in tale consultazione abbiano partecipato anche ampie quote di non residenti a Milano (siamo prossimi alle manipolazioni stile “Piattaforma Rosseau” di Grillo, Casaleggio-Di Maio…?) come anche l’ipotesi che tale referendum internet non sia attendibile… (foto da Pinterest)

Casello "autolaghi" 1953 circa (tra Milano Certosa e Lainate). La "Milano Laghi", malgrado molte fonti italiane la annoverino come la prima autostrada del mondo (con un retaggio della vecchia retorica del ventennio mussoliniano) non fu la prima autostrada a scorrimento veloce del mondo. Di simili ne vennero costruite tra i primi del 900 e il 1921 negli USA e in Germania. La "Milanolaghi" segui' quindi tracciati a pedaggio (utilizzati anche per gare automobilistiche private) realizzati nelle vicinanze di New York o in distretti della medesima ed a Berlino... differenziandosi per l'estensione maggiore delle tratte e per un uso (rispetto alle precedenti) concepito, più che per le gare di velocità, per un collegamento automobilistico veloce tra Milano, Como e Varese. (fonti wikipedia e fondazione Pirelli).

Casello “autolaghi” 1953 circa (tra Milano Certosa e Lainate). La “Milano Laghi”, malgrado molte fonti italiane la annoverino come la prima autostrada del mondo (con un retaggio della vecchia retorica del ventennio mussoliniano) non fu, in realtà, la prima autostrada a scorrimento veloce del mondo. Di simili ne vennero costruite tra il primo decennio del 900 e il 1921 negli USA e in Germania. La “Milanolaghi” segui’ quindi tracciati autostradali a pedaggio (utilizzati anche per gare automobilistiche private) realizzati nelle vicinanze di New York o in distretti della medesima ed a Berlino… differenziandosi però, per una maggiore estensione delle tratte e per un uso (rispetto alle precedenti) concepito, più che per le gare private di velocità, a favore di un collegamento automobilistico veloce tra differenti località (Milano, Como e Varese). Pochi sanni che nei primi decenni del 900 le auto elettriche primeggiavano in termini di maggiore velocità rispetto ai motori a combustione interna… ma la logica petrolifera fini’ con il declassare prematuramente le auto elettriche a favore di quelle a combustibili fossili derivati dal petrolio. (fonti wikipedia e fondazione Pirelli).

Milano fine anni '50, Porta Venezia. Piazza Cavour, angolo Via Palestro. Franca Norsa (in arte Franca Valeri). (fonte fotografica https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/31/foto/franca_valeri_99_anni_la_signorina_snob_milano-232430704/1/#1). Il luogo dello scatto è a ridosso dei Giardini di Porta Venezia (mentre nella didascalia della fonte verrebbe localizzato come Parco Sempione).

Milano fine anni ’50 (Turati-Porta Venezia). Piazza Cavour angolo Via Palestro. Franca Norsa (in arte Franca Valeri). (fonte fotografica https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/31/foto/franca_valeri_99_anni_la_signorina_snob_milano-232430704/1/#1). Il luogo dello scatto si trova a ridosso dei Giardini di Porta Venezia (oggi dedicati ad Indro Montanelli), già visibili nell’immagine (mentre nella didascalia della fonte citata il luogo verrebbe localizzato come Parco Sempione).

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https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5041

nella pagina sopra riportata non mancano le elucubrazioni degli elucubratici “meneghini” in formato digitale.

… diciamo che a fronte di un forum noioso e ripetitivo (dove la pagina omonima di fbook ripropone le stesse immagini) nel quale ci si addormenta a computer acceso ancor prima di essere arrivati alla fine della pagina indicizzata, privo di incentivi alla visita, nelle valutazioni “culturali” degli “elucubratici” che lo popolano (non molti, si contano sulle dita di una mano)… è possibile trovare fonte di svago che tali “esperti” proporrebbero a riguardo delle presunte ignoranze linguistiche dei fotografi che titolavano cartoline aventi come soggetti piazze e vie di Milano (prevalmentemente negli anni ’50 e ’60).

Piazza Vagner al posto di Piazza Riccardo Wagner non era segno di ignoranza. Era un retaggio fascista dell’italianizzazione dei cognomi stranieri (dal dopoguerra le toponomastiche italiane imposero, invece, che si potesse italianizzare solo il nome e non il cognome).

Agli elucubratici ATM e comparti comunali affini sfugge che le ignoranze linguistiche (ammesso che siano tali) sarebbero ben presenti anche oggi.

Viale Jenner non si pronuncia come lo si scrive e lo si legge…

Lo pronunciamo tutti, in modo errato… in “ienner” anzichè “genner” (per esempio, DJ, ovvero Dee Jay, lo pronunciamo “dee gei” al posto di dee iei”… tanto per capire dove si insinuerebbe il nostro errore).

La storpiatura fonetica che tutti i milanesi di oggi praticano con Viale Edoardo Jenner (pronunciato “ienner” al posto di “genner”) viene fatta pesare quando abbiamo a che di interloquire con persone anglosassoni che si accorgono dell’errore nella pronuncia inglese di un medico britannico come Edward Jenner… ma questo è un problema che andrebbe rivolto, ironia della sorte, alla toponomastica “milanese” del ventennio fascista (via Giacomo Watt e Viale Edoardo Jenner come Piazza Giorgio Simome Ohm e Via Washington erano già presenti, dai primi del 1900, nella toponomasitca stradale, in un periodo storico anteriore a quello nel quale vennero bandite terminologie straniere…ovvero nel fascismo mussoliniano che vietava persino “color Bordeaux”, italianizzandolo in “color Barolo”).

Comunque le elucubrazioni di tale forum sono una pubblicità al medesimo ed un incentivo a visitarlo.

Milano 1970 circa, Piazzale Loreto e posteggio TAXI. (fonte indicata nell'immegine)

Milano 1970 circa, Piazzale Loreto e posteggio TAXI. (fonte indicata nell’immegine)

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Prosegue l’utilizzo speculativo, in regime di abuso (purtroppo non si trovano termini alternativi…) , di immagini inedite (l’uso commerciale di immagini delle quali non è nota l’origine e non sono chiare le legittimità di custodia e sfruttamento per questioni di business on-line è da considerarsi un abuso non legittimo) in carta chimica (di recente si è capito che parte di questi archivi d’immagine sono in server aziendali, viene quindi da chiedersi se non siano, nella fattispecie, memorizzate proprio nei server del Comune di Milano, Polizia Locale, ATM, MM, IULM, etc..) immagini ad uso storico (commerciale, nei fatti) monopolizzate da personaggi di Milano Sparita Scyscrapercity (verso i quali, non si starebbe del tutto con “le mani in mano”…).

L’account Pino Maiuli ha postato questa immagine tenuta “al caldo”… quanto meno da quando sono comparse le pagine Facebook Milano Sparita e Da Milano alla Barona (2010-12), di recente anche Milano nei secoli Facebook si è accodata ai furbetti.

Purtroppo, le tecnologie worpress, per alcuni link (come quello sottostante), postano direttamente il contenuto dei file immagine anche se non si abilita alcuna pubblicazione della foto in quanto tale.

L’immagine sottostante, in forma inedita (non reperibile nella ricerca immagini di Google e Bing) è apparsa ieri, 4 Ottobre 2019, su Milano Sparita SSC. Come noto (segreti di Pulcinella) esistono archivi fotogtafici memorizzati, all’insaputa di tutti, nei server dipartimentali del Comune di Milano… probabilmente in uno o alcuni dei comparti di amministrazione pubblica locale:

Comune di Milano

Polizia Locale

MM

ATM

forse anche IULM (che è un ente universitario privato costruito sopra un sito archeologico “tombato” dal lontano 1989, ente privato che vede, come finanziatori, anche SILVIO BERLUSCONI e le sue società controllate…)

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/71501608_1277085042495297_3654455292684402688_n.jpg?_nc_cat=102&_nc_oc=AQm6h-yRwNl39vdeexkF1GrOHZCOhVaDSjpuS8HRTqZNFvX9CMKY1D_E80XNgQRZc2c&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=2d61967725bcb85fe146c6a498e903fc&oe=5DF330C1

Da Milano alla Barona Facebook e Milano Sparita Facebook sono prodotti commerciali ma non sono storici… non solo non lo sarebbero per via dei contenuti concepiti esclusivamente per motivi commerciali e di promozione individuale (che in seguito potrebbe essere sfruttata anche per carriere politiche), da parte di autori che non hanno competenze storiche, non hanno lauree universitarie in storia (anzi non hanno proprio lauree), che non sono qualificabili come ricercatori (se si qualificano con tali titoli e gradi, tale azione è pura millanteria… ma nel termine di millantare, si farebbe riferimento non solo alla presunzione di presentarsi come cio’ che non si sarebbe… ma anche nel vantare titoli senza fondamento), ancor meno come scrittori, ancor di meno come riferimenti storici, nè internettiani nè editoriali…

Si è già evidenziato che l’autore di questo web non è uno storico, il presente web NON E’ DA CONSIDERARSI UN SAGGIO STORICO..

Si evidenzia che anche gli autori di tali pagine fbook e libri… non sono storici nella stessa misura e stregua di quanto non lo sarebbe questo sito.

Un fatto curioso della pagina Fbook “Da Milano alla Barona” (in realtà il “fenomeno” è riscontrabile anche in Milano Sparita facebook, in proporzioni mastodontiche, ed anche Milano nei secoli facebook) è l’immediata quotazione del “post” in decine, centinaia, migliaia, alcune migliaia di like totalizzati nell’arco di pochi minuti, sovente anche di meno… per poi cessare, dopo qualche ora, qualsiasi ulteriore incremento.

Il fenomeno della gragnola di like nell’immagine postata dopo qualche decina di secondi o di minuti (in Milano Sparita dopo qualche secondo dal post si contano già decine di like…) non è reale, spiace ammetterlo ma le evidenze non possono essere negate.

E’ come se ci fosse qualcuno o soprattutto qualcosa che alla pubblicazione dell’immagine, incrementa i contatori di voti positivi (il credere, come ormai noto, che si tratti solo di voti di follower, oltremodo spremuti come limoni nella pretesa di mettere a disposizioni filimini e fotine famigliari per la “causa commerciale” di cui sappiamo… oltretutto in apparente titolo gratuito, è segno di ingenuità ben sapendo che personaggi che cercano fortuna in facebook e con le convenzioni facebook… e solo ed esclusivamente per tale scopo…).

Per i tre siti facebook sopra menzionati, come per il forum Milano Sparita SSC… LA STORIA NON SAREBBE UN FINE MA UN MEZZO… ammesso che si possa qualificarla come storia… quella pubblicata nei social e libri commercialmente abbinati).

Qualificarsi come ricercatori implica essere titolari di una borsa di ricerca universitaria… in genere i ricercatori italiani sono precari… e la ricerca dura al massimo tre anni… non si pubblica su libri AMAZON, ed entra nel percorso di ricerca storica e scientifica gestito da università e ministeri e istituti di ricerca anche internazionali.

Il più bello però deve ancora venire.

La terza edizione (2020) del libro (Amazon) abbinato…

Chissà se conterrà interi capitoli storici ignoti all’autore, ergo le lacune delle prime edizioni, lacune che emersero, in questi 3 anni e dopo questi 3 anni …con la pubblicazione di questo web e di milanobarona.freeoda.com ?

Mancavano molti tasselli nelle prime versioni librarie della Barona (per Milano Sparita Fbook la situazione è anche peggiore… le lacune sulla storia contemporanea, su quella del dopoguerra sono evidenti) ma si teme che i tasselli mancanti, reintegrati o in corso di integrazione, non saranno frutto di ricerche personali ma forse frutto delle pubblicazioni di questo web e del web sopracitato…

Un dato curioso e significativo emerge dal fatto che questo web è stato oggetti di citazioni di articoli wikipedia… ma le pagine facebook a noi note lo sono state in questi anni ???

Esistono anche parziali versioni Google di tali “libri” (anche della Barona)… quindi non è nemmeno dovuto alla non diffusione in rete di tale “saggio”…

Come accennato, se questo sito non è storico (il primo a sostenere che non lo sia per nulla è colui che lo gestisce), non si crede che i personaggi sopra citati … e le loro “opere” siano da considerarsi tali (a prescindere da recenti promozioni commerciali fatte nella biblioteca di quartiere)… e non lo potrebbero essere comunque per i motivi sopra accennati, ancor meno le pagine Fbook abbinate… perchè non hanno un contenuto storico legalmente e realmente tale… ma solo immagini provendienti, anche, da server aziendali , sfruttate in modo non legittimo, come archivio digitale “occulto” di immagini che non si devono rendere reperibili salvo quando farebbe comodo postarle (si consideri che l’archiviare su server esterni rende impossibile l’identificazione di tali archivi anche in caso di ispezioni (al domicilio) delle autorità preposte.

Attendiamo novità per la prossima primavera 2020… si teme che ne vedremo delle belle…

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Periferia, anni 50 di Paolo Monti.jpg

Milano Ticinese 1960 circa (autore Paolo Monti). Immagine priva di localizzazione e di datazione precisa. Siamo nel burg dè furmagiatt (Borgo dei formaggiai), luogo di cantine e scantinati “umidi” (le Casere) dove sino agli anni ’60 del 1900 si stagionavano diverse tipologie di formaggi lombardi… un luogo storicamente localizzato lungo Corso San Gottardo, tra Piazza XXIV Maggio e Via Pavia con una estensione alla parallela Via Ascanio Sforza, lungo il Naviglio Pavese. I Furmagiatt cessarono la loro attivirà negli anni ’60 quando alcune ordinanze del Sindaco, supportate da discutibili ragioni di carattere sanitario.. vietarono la stagionatura di formaggi in stabili adibiti anche ad alloggi “residenziali” (come lo erano le case di corte/ringhiera che ospitavano Casere e anche negozietti di vendita al dettaglio di prodotti caseari). L’assenza di numero civico dell’androne di ingresso (che condurrebbe verso un cortile interno) potrebbe dimostrare che anche il locale portineria, ben visibile sul lato destro della foto, fosse collocato all’interno di una corte. Localizzazione pertanto impossibile da determinarsi. Non si trovano corrispondenze nemmeno lungo l’attuale Via Magolfa e nella parte iniziale di Via Argelati… ma si consideri che soprattutto la prima via è stata, nell’arco di 26 anni circa, completamente rifatta (più correttamente sventrata) e demolite diverse case di corte/ringhiera… rendendo impossibile qualsiasi localizzazione certa. Ci sarebbe da scommetterci che coloro che possiedono centinaia di migliaia di foto originali, sia in carta chimica/negativi, sia in formato digitale (molte di essere annidate in server FTP), ovvero i “signori” di Milano Sparita e Storia dei trasporti ATM di Skycrapercity, forse possiedono didascalie originali con datazioni e localizzazioni al millimetro del luogo qui ritratto… ed ovviamente anche alcuni supporti chimici originali di tale fotografo… Quindi, attendiamo, se l’esito fosse positivo, eventuali loro controdeduzioni finalizzate ad una “corretta localizzazione e datazione” a titolo di “massacro” del presente sito internet.

Milano 1959, Bande Nere-Lorenteggio. Corteo funebre in Viale Caterina da Forlì. In evidenza le case minime edificate nello spartitraffico intermedio del viale. (fonte:milanoattraverso)

Milano 1959, Bande Nere-Lorenteggio. Corteo funebre in Viale Caterina da Forlì. In evidenza le case minime edificate nello spartitraffico intermedio del viale. (fonte:milanoattraverso)

Milano primi anni '60, De Angeli. Via Rubens nella direzione di Via Rembrandt. (fonte milanoattraverso.it)

Milano primi anni ’60, De Angeli. Via Rubens nella direzione di Via Rembrandt. (fonte milanoattraverso.it)

Milano 1965, Via Rembrandt-Piazza Velasquez angolo Via Pisanello. (fonte milanoattraverso.it)

Milano 1965, Via Rembrandt-Piazza Velasquez angolo Via Pisanello. (fonte milanoattraverso.it)

Milano 1959-60 circa. Grattacielo Pirelli ripreso dagli allora "giardinetti" del piazzale (Duca d'Aosta) antistante alla Stazione Centrale FS. "Giardinetti" tra virgolette .. dato che sin dagli anni '80 divennero il refugium peccatorum dei primi veri disperati di Milano (gli anni '80, malgrado PIL e fashion della Milano "da bere" rappresentarono le prime chiusure di molti distretti industriali in Milano e interland, l'avvio, ancor prima che nacque la precarietà selvaggia liberista berlusconista-maroniana, sin dagli anni '80 un luogo di progressiva emarginazione e diseguaglianze sociali). Le vie antistanti alla Stazione Centrale si distinsero, sin dagli anni '80, come luogo di ritrovo, bivacco notturno e diurno di disperati ed espulsi da un sistema che si fece sempre più feroce nei decenni successivi. La vicina Via Vittor Pisani, dopo le 22 di sera, diventa una sorta di camera da letto a cielo aperto con distesa di sacchi a pelo e cartoni, lungo i porticati presenti in ambo i lati della via. L'immagine ritratta nella foto (1960 circa) con prati tagliati all'Inglese e alberelli potati con senso estetico e con precisione "svizzera"... sono, nel contempo, un ricordo passato definitivamente... e anche una apparenza che forse era tale anche in quel periodo. (foto di Paolo Monti).

Milano 1959-60 circa. Grattacielo Pirelli (in ultimazione) ripreso dagli allora “giardinetti” del piazzale (Duca d’Aosta) antistante alla Stazione Centrale FS. “Giardinetti”… scritti tra virgolette … dato che sin dagli anni ’80 divennero il refugium peccatorum dei primi veri disperati di Milano (gli anni ’80, i quali, malgrado il PIL ed i riti della ” international fashion” della Milano “da bere” … furono costellati dalle prime chiusure di molti distretti industriali in Milano e interland, e l’avvio di nuove forme di povertà ed esclusione… ancor prima che nacque la vera precarietà selvaggia liberista berlusconista-maroniana degli anni ‘2000 (Legge Biagi)). Pertanto, malgrado i giardini coltivati a rose ed i prati tagliati di fino…(tipici delle foto e cartoline anni ’60 della “City” di Milano negli anni del “boom” econ0mico) Piazza Duca d’Aosta divenne, sin dagli anni ’80, un luogo di progressiva emarginazione effetto di diseguaglianze sociali, diseguaglianze oggi all’apice della intollerabilità.
Le vie antistanti alla Stazione Centrale si distinsero, sin dagli anni ’80, come luogo di ritrovo, bivacco notturno e diurno di disperati ed espulsi da un sistema che si fece sempre più feroce nei decenni successivi. La vicina Via Vittor Pisani, dopo le 22 di sera (nei mesi più freddi anche prima), diventa, tutt’oggi, una sorta di camera da letto a cielo aperto con distesa di decine e decine di sacchi a pelo, coperte e cartoni “abitati” da esclusi dal “sistema” che cercano riparo nei portici presenti in ambo i lati della via. I geli autunnali e invernali, non di rado, mietono qualche vittima…nella totale indifferenza delle istituzioni (ormai l’indifferenza è quasi quarantennale). L’immagine ritratta nella foto (1960 circa) con prati tagliati all’Inglese e alberelli potati con senso estetico e con precisione “svizzera”… sono, nel contempo, un ricordo ormai tramontato definitivamente… (da molti decenni) e anche una apparenza… che forse era tale anche nel periodo dello scatto. Una Milano metropoli (ma non megalopoli… troppo piccola per esserlo) che delle metropoli ha soprattutto i difetti e pochi pregi… (foto di Paolo Monti).

Milano 1960 circa, Lorenteggio. Piazza Pietro Frattini e Via Bartolomeo Dalviano (verso Piazza Bande Nere). (fonte : hiveminer.com)

Milano 1960 circa, Lorenteggio. Piazza Pietro Frattini e Via Bartolomeo Dalviano (in direzione di Piazza Bande Nere). I caseggiati di colore più scuro (ovviamente nelle tonalità di una foto in Bianco e Nero), sono denonimati “I Grigioni”. (fonte : hiveminer.com)

Milano 1970 circa Lorenteggio-Giambellino. Largo dei Gelsomini all'intersezione con Via Lorenteggio. (picclick)

Milano 1970 circa Lorenteggio-Giambellino. Largo dei Gelsomini all’intersezione con Via Lorenteggio. (picclick)

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… a proposito di Milano Sparita Facebook “frutto della passione di decine di migliaia di superappassionati Vintage Milan lovers…” che inviano, mensilmente, migliaia di “vintage photo” alla pagina sopra indicata.

Un nuovo file immagine pubblicato a questo indirizzo https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5031 ha intrapreso un viaggio via FTP… verso Facebook Milano Sparita…

FTP non sono le Ferrovie Trans Padane… tra le stazioni del Passante ferroviario “Lega Nord” SSC Milano Sparita e Facebook Milano Sparita … ma un protocollo di trasmissione e ricezione file (File Tranfer Protocol) nato nei lontanissimi anni ’60-primi ’70, come una shell a linea di comando (per terminali UNIX) che permetteva e permette, con pochi comandi in lingua inglese, di inviare e ricevere file tra server aziendali e/o di gestori di siti internet. E’ nato come sistema di trasmissione dati nella ex ARPANET militare USA (sistemi operativi UNIX, poi anche il “free” Linux adottati anche per Windows, tutt’oggi in utilizzo anche per gli apparati di connettività di rete internet tipo CISCO, etc…).

Un sistema di trasmissione e ricezione file attualmente quasi in disuso … in retaggio presso alcuni server aziendali (quindi non pubblici ma riservati ai dipendenti e tecnici di una azienda privata o pubblica) e web hosting server un poco obsoleti dove l’aggiornamento della pagine web avviene tramite questo protocollo per connessioni remote. Diciamo… per essere maliziosi… che si tratta, per certi aspetti, di un protocollo non monitorato dalle Polizie Postali e da altri apparati di polizia giudiziaria nazionale e internazionale… si puo’ inviare e ricevere in forma quasi anonima se fatto da server aziendali privati o di enti pubblici.

Nel link sottostante il file immagine dopo il viaggio con i treni “Lega Nord”… dalle stazioni di Milano sparita Skyscrapercity a Facebook

Le colonne di San Lorenzo intorno al 1930, poco prima della demolizione degli edifici sulla destra.

Posted by Milano sparita e da ricordare on Tuesday, October 1, 2019

Ci si augura che il commento decisamente comico e palesemente inattendibile, evidenziato dalla ellisse rossa, sia stato inserito dallo staffer di tale pagina facebook. In caso contrario c’è da preoccuparsi per il livello di disorientamento, ignoranza e mancanza di consapevolezza che regnerebbe in quella pagina fbook (come in altre due differenti). Tali pagine non sono frutto della collaborazione di ignari cittadini…. l’autore è uno solo e le foto postate non provengono da “appassionati” ma da archivi fotografici che erano destinati a ben altri scopi. Su milano sparita facebook gli sproloqui abbondano (e non solo li…).

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Milano 1970 circa, tra Porta Romana e Corvetto. Deposito comburenti. (autore: Mario Cattaneo; fonte: Lombardia beni culturali)

Milano 1970 circa, tra Porta Romana e Corvetto. Via Riva di Trento (tuttavia il luogo dello scatto corrisponde alla Via Marco d’Agrate angolo Via Cassano d’Adda, la via Riva di Trento si trova alla sinistra dei serbatoi). Cisterne per deposito comburenti. (autore: Mario Cattaneo; fonte: Lombardia beni culturali)

Milano Ticinese primi anni '70. Viale Col di Lana. (fonte: geoportale comune milano)

Milano Ticinese primi anni ’70. Viale Col di Lana. (fonte: geoportale comune milano)

Pubblicità utilitaria "giardinetta" INNOCENTI a40s del 1956. Utilitaria italianissima ma "storyboard" pubblicitario in stile "americano"... quasi ad inseguire e proporre un modello "famigliare medio" il pià prossimo possibile a improbabili stili di vita d'oltreoceano.

Pubblicità dell’automobile utilitaria “giardinetta” INNOCENTI a40s del 1956. Utilitaria italianissima ma “storyboard” pubblicitario in stile “americano”… quasi ad inseguire e proporre un modello “famigliare medio” il più prossimo possibile ad improbabili stili di vita consumistica d’oltreoceano.

"Largo" San Babila tra il primo e secondo decennio del 1900.

“Largo” San Babila tra il primo e secondo decennio del 1900.

Corsico 1970 circa. Via Milano lungo il Naviglio Grande. Capannoni e ciminiere dovrebbero appartenere all'area industriale che oggi viene demoninata ex Area Pozzi e sulla quale sorgono aree di verde attrezzato. (fonte: Lombardia beni culturali)

Corsico 1970 circa. Via Milano lungo il Naviglio Grande. Capannoni e ciminiere dovrebbero appartenere all’area industriale che oggi viene demoninata ex Area Pozzi e sulla quale sorgono aree di verde attrezzato. (autore: Mario Catteneo ; fonte: Lombardia beni culturali)

Milano Vigentino 1970 circa. Via Privata Passo Pordoi. Un vero tuffo nel passato nella periferia sud di Milano, con aspetto urbano industrializzato (malgrado le industri principali si concentrassero alla Bovisa, verso Lambrate, e soprattutto alla Bicocca e verso Sesto S. Giovanni. Tralicci linee trifase di bassa tensione provenienti dalla Ricevitrice Elettrica Sud di Viale Giovanni da Cermenate (bypassavano l'area urbana non essendo ancora interrati. I due tralicci terminali, ben evidenti nella foto, indicavano che da quel punto, in avanti, le linee elettriche "industriali" proseguivano nel sottosuolo stradale. Probabilmente sono le linee che alimentavano, anche, il vicino "Pastificio Automatico Continuo di Via Gargano - Quaranta e forse anche l'area industriale della confinante Porta Romana verso la Brown Boveri e l'area dello scalo ferroviario di Porta Romana /Isonzo. Questa era la vera (e ormai tramontata da oltre tre decenni) cartolina da visita delle periferie industrializzate di Milano (in questo caso del nebbioso settore periferico sud). (fonte fotografica: Lombardia beni culturali)

Milano Vigentino 1970 circa. Via Privata Passo Pordoi. Un vero tuffo nel passato nella periferia sud di Milano, con aspetto urbano industrializzato, confinante con la campagna periferica (malgrado le industrie principali si concentrassero alla Bovisa, verso Lambrate, e soprattutto alla Bicocca e verso Sesto S. Giovanni). Tralicci di linee trifase in bassa tensione, probabilmente provenienti dalla Ricevitrice Elettrica Sud di Viale Giovanni da Cermenate (bypassavano l’area urbana non essendo ancora interrati i cavi chee separavano la Ricevitrice elettrica dai vari distretti urbani del settore sud di Milano). I due tralicci terminali, ben evidenti nella foto, indicavano che da quel punto, in avanti (verso il centro città), le linee elettriche “industriali” (convertite in monofase per usi domestici nelle varie cabine elettriche distribuite nelle vie cittadine) proseguivano nel sottosuolo stradale. Probabilmente sono le linee che alimentavano, anche, il vicino “Pastificio Automatico Continuo” di Via Gargano – Quaranta e forse anche l’area industriale della confinante Porta Romana verso la Brown Boveri e l’area dello scalo ferroviario di Porta Romana /Isonzo. Questa era la vera (e ormai tramontata da oltre tre decenni) cartolina da visita delle periferie industrializzate di Milano (in questo caso del nebbioso ed austero settore periferico sud). Da notarsi, anche, i sostegni (di forma a spirale progressiva) in lega metallica “battuta” dei lampioni stradali, oggi completamente scomparsi (fonte fotografica: Lombardia beni culturali)

Milano Vigentino 1970 circa. Termine Via Bernardo Quaranta, inizio Via Marco d'Agrate. Siamo a poche decine di metri dal luogo dell'immagine precedente, alla intersezione con la Via Passo Pordoi. Panorama popolato da linee elettriche in media e bassa tensione e dai bifilari della ex linea filoviaria 95 (Modica-Rogoredo FS). Il Motel, in evidenza nella foto, era anche concepito per le aziende circostanti ed i vari "agenti di commercio e dipendenti in trasferta" delle "ditte" medie e piccole che popolavano quel settore periferico di Milano (vi era anche la BIC di Via Gargano-Quaranta). Autore Mario Cattaneo (stesso autore della foto precedente), fonte : Lombardia beni culturali.

Milano Vigentino 1970 circa. Termine Via Bernardo Quaranta, inizio Via Marco d’Agrate. Siamo a poche decine di metri dal luogo dell’immagine precedente, alla intersezione con la Via Passo Pordoi (fuori campo, sulla sinistra dell’immagine). Panorama popolato da linee elettriche in media e bassa tensione e dai bifilari della ex linea filoviaria 95 (via Modica-Rogoredo FS). Il Motel, in evidenza nella foto, era anche concepito per le aziende circostanti ed i vari “agenti di commercio e dipendenti in trasferta” delle “ditte” medie e piccole che popolavano quel settore periferico di Milano (vi era anche la BIC di Via Gargano-Quaranta). Autore Mario Cattaneo (stesso autore della foto precedente), fonte : Lombardia beni culturali.

Milano 1936/37 circa. In evidenza (in realtà occultata dai cartelloni pubblicitari e di propaganda fascista) il "cupolone" della Chiesa di San Carlo al Corso (C.so Vittorio Emanuele II). La foto è stata scattata dal lato terminale di Corso Venezia e lo squarcio delimitato dalla recinzione di un apparente cantiere cela la realizzazione di quella che poi sarebbe diventata Piazza San Babila. Il cantiere cela la realizzazione dell'asse stradale del costruendo Corso Giacomo Matteotti.

Milano 1936/37 circa, futura Piazza San Babila. In evidenza (in realtà occultata dai cartelloni pubblicitari e di propaganda fascista) il “cupolone” della Chiesa di San Carlo al Corso (C.so Vittorio Emanuele II). La foto è stata scattata dal lato iniziale di Corso Venezia (sulla sinistra fuori quadro la Basilica di San Babila). Lo “squarcio” delimitato dalla recinzione di un apparente cantiere cela la realizzazione di quella che poi sarebbe diventata Piazza San Babila. La recinzione delimitata da cartelloni pubblicitari nasconde, anche, la realizzazione dell’asse stradale del costruendo Corso Giacomo Matteotti. La via che appare sul lato destro della fotografia, confluente verso l’origine di Corso Venezia, dovrebbe essere (forse) Via Bagutta prima della modifica del suo tracciato iniziale, oggi avente origine da Piazza San Babila angolo C.so Matteotti. La foto è tratta dal sito cartolinedalventennio.it . La scelta di questa immagine non ha alcuna correlazione con apprezzamenti di sorta verso il ventennio fascista (nemmeno il web citato avrebbe contenuti ideologici… trattandosi di uno studio ed una applicazione estetica degli stili visivi e grafici della propaganda del ventennio, dove non esisteva un confine preciso tra pubblicità commerciale e propaganda ideologica di Regime). L’immagine ha, indiscutibilmente, un notevole impatto estetico (anche per il fotoritocco effettuato sulle colorazioni delle immagini pubblicitarie) e descrive, forse, in una delle poche immagini nel suo genere, la fase postuma alla demolizione della Galleria de Cristoforis e lo sventramento preliminare alla realizzazione della Piazza e dell’asse Monforte-Matteotti.

Milano 1973 San Babila Via Cerva. Cinema Rivoli (chisura definitiva della Sala nel 1984). (fonte giusepperausa.it)

Milano 1973. San Babila Via Cerva. Cinema Rivoli (chiusura definitiva della Sala nel 1984). (fonte giusepperausa.it)

Milano 1968/69 San Babila Cinema Rivoli. Film di fantascienza, che come indicava la locandina, erano ai confini della realtà. ovvero i contenuti rappresentati NON ERANO REALI. Infatti, pochi mesi dopo la produzione e distriibuzione hollywoodiana di questo film venne inscenata la più grande mistificazione ingannevole della storia umana di tutti i tempi. Le Missioni Apollo consistevano nel lanciare i vari missili "Saturn". Dopo essersi liberati degli stadi e serbatoi di decollo intermedi ... venivano messi in orbita di parcheggio terrestre per poi inabissarli negli oceani. Gli equipaggi, a partire dalla prima missione, venivano recuperati dalle capsule di ammaraggio ... l'unico dettaglio consisteva nel fatto che sulla Luna non ci andarono mai. Le motivazioni tecnologiche ? Il LEM fu un fallimento progettuale che non funzionava nemmeno in ambiente terrestre. L'aver copiato le tecnologie missilistiche dall'ex URSS comportava limitazioni aerospaziali talmente insormontabili che per evitare tragedie umane che avrebbero ridicolizzato la Superpotenza imperialistica USA nei confronti dell'URSS Comunista... determinava la necessità di simulare viaggi e successi di imprese lunari aerospaziali che esistettero solo negli altoparlanti radiofonici e negli schermi televisivi di dirette composte da poche immagini e molte chiacchiere. Non ci si deve stupire che la Nazione degli inganni mediatici globali (USA) abbia concepito i Social Network. L'inganno e le propagande ideologiche e politiche, cosi' come i falsi storici, e la disinformazione, proseguono grazie ai social media ... come mai prima di oggi e meglio di quanto fecero TV, radio e giornali dei decenni passati. (fonte fotografica giusepperausa.it)

Milano 1968/69 San Babila Cinema Rivoli. Film di fantascienza che … come indicava la locandina…era ai confini della realtà, ovvero i contenuti rappresentati NON ERANO REALI (perchè tecnologicamente impossibili). Infatti, pochi mesi dopo la produzione e distribuzione hollywoodiana di questo film (anticipato da un’altra fiction hollywoodiana, ovvero 2001 Odissea nello spazio) venne inscenata la più grande mistificazione ingannevole della storia umana di tutti i tempi (ovvero la NASA sulla Luna). Le Missioni Apollo consistevano, in realtà e in forma segreta, nel lanciare i vari missili “Saturn” in orbita terrestre stazionaria (in sintesi non effettuavano trasferimenti orbitali e gravity assist verso la Luna). Dopo essersi liberati degli stadi e serbatoi di decollo intermedi … venivano, quindi, messi in orbita di parcheggio terrestre per poi essere inabissati negli oceani. Gli equipaggi, a partire dalla prima missione, venivano poi recuperati ed stratti (in Oceano) dalle capsule di ammaraggio … l’unico “piccolo” dettaglio consisteva nel fatto che sulla Luna non ci andarono (e andavano) mai. Le motivazioni tecnologiche ? I LEM collaudati in ambiente terrestre furono un fallimento progettuale… dove i collaudi si concludevano, quasi sempre, con schianti rovinosi al suolo (impensabile l’utilizzo per atterrare sulla Luna e ancor meno per trasferimenti orbitali , dal Saturn alla Luna, e viceversa… un suicidio garantito !). Le pellicole fotografiche e cinematografiche ed i nastri videomagnetici erano sensibili alle radiazioni termiche prodotte da temperature di 120 Centrigradi del giorno lunare, alle radiazioni UV non filtrate, alle radiazioni ionizzanti cosmiche e del Sole… idem per le particelle elettriche del vento solare (sulla Luna non c’è atmosfera nè magnetosfera). Le pellicole chimiche si sarebbero irrimediabilmente alterate, se non bruciate, esponendole ad ambienti di temperatura superiore ai 100 Centigradi, saturi di radiazioni ionizzanti, ricchi di particelle elettriche altamente energetiche (non rallentate ne’ deviate da una magnetosfera) ed alla esposizione delle radiazioni ionizzanti prodotte dalle reazioni termonucleari del Sole, non schermate dall’atmosfera, ovviamente assente sulla Luna (insieme alla radiazione cosmica di fondo in banda microonde). L’aver copiato le tecnologie missilistiche dall’ex URSS (la NASA non seppe inventare di meglio, l’unica idea, il LEM, richiedeva decenni di collaudi, non pochi anni… come, invece, la falsa storia ci vorrebbe far credere…) comportava limitazioni (nelle missioni aerospaziali) talmente insormontabili che per evitare tragedie umane (che avrebbero ridicolizzato la Superpotenza imperialistica USA nei confronti dell’URSS Comunista…in piena Guerra Fredda) si dovette ricorrere alla simulazione televisiva di veloci, sicuri e comodissimi viaggi lunari “express” contornati da successi storici e grandiosi di imprese lunari aerospaziali che esistevano (ed esistettero) solo negli altoparlanti radiofonici e negli schermi televisivi di dirette televisive (in mondovisione) costituite da poche immagini e da molte chiacchiere. Non ci si deve stupire che la Nazione degli inganni mediatici globali per eccellenza (gli USA) abbia, 30 anni dopo, concepito i Social Network. L’inganno, la manipolazione globale e le propagande ideologiche e politiche, cosi’ come i falsi storici, e la disinformazione, proseguono, da quasi 20 anni, anche grazie ai social media … come mai prima di oggi e con maggiore efficacia di quanto fecero TV, radio e giornali dei decenni passati. Si consideri che le agenzie spaziali non sarebbero in grado, nemmeno oggi, di realizzare l’evento fallito con le Missioni Apollo, tra gli anni ’69-’72 ! (fonte fotografica giusepperausa.it)

Le “balle spaziali” della NASA:

Milano Cordusio 1935. Via Dante.

Milano Cordusio 1935. Via Orefici (alle spalle del fotografo Via Dante).

Milano 29 Aprile 1945. I giorni della Liberazione. Carri armati lungo Corso Monforte. (fonte: Lombardia beni culturali)

Milano 29 Aprile 1945. I giorni della Liberazione. Carri armati lungo Corso Monforte. (fonte: Lombardia beni culturali)

Stadio Meazza nel 1926. Come evidente, la struttura del primo Stadio (successivo all'Arena Garibaldi) non ha nulla a che vedere con quello rifatto completamente nel 1955. I telegiornali nazionali e TG3 Lombardia, i giornali e le stesse società calcistiche mentono sapendo di mentire dichiarando che lo Stadio ha più di 90 anni. Certo, la prima versione venne inaugurata nel 1928, nel '38 venne potenziato con le tribune ma nel 1955 venne quasi completamente rifatto (come tutti sanno sella fine anni '80 avvenne una riqualificazione radicale dell'impianto in previsione dei Mondiali di calcio 1990. Delle tribune originali del 1926 non c'è praticamente più nulla (conservate e ampliate nel 1955, rifatte verso il 1990). L'impianto è andato bene sino a pochi mesi fa... poi l'esigenza di demolirlo per farne uno nuovo con annesse nuove torri (grattacieli), centro commerciale e ulteriore lottizzazione di edilizia commerciale e residenziale. Poichè l'attuale "San Siro" è di proprietà del Comune di Milano dal 1935, Comune che non ha ancora terminato di pagare le "rette" dell'ampliamento del 1990... chi pagherà il nuovo Stadio ? Sempre il Comune indebitato dall'inutile Expo 2015, con ATM indebitata (da cui la decisione di aumentare le tariffe di trasporto urbano e integrato)... un Comune che già dovrà ulteriormente indebitarsi per le inutili Olimpiadi Invernali del 2026 .... In sostanza, chi pagherà gli oneri della nuova opera ? (immagine da Wikipedia)

Stadio Meazza (all’epoca intitolato solo San Siro) nel 1926. Come evidente, la struttura del primo Stadio (successivo all’Arena Garibaldi), non ha nulla a che vedere con quello rifatto quasi completamente nel 1955. I telegiornali nazionali e TG3 Lombardia, i giornali e le stesse società calcistiche, mentono sapendo di mentire dichiarando che lo Stadio ha più di 90 anni. Certo, la prima versione venne inaugurata nel 1926, nel ’38 venne potenziato con le tribune… nel 1955 venne radicalmente ampliato e ammodernato (come tutti sanno… nella fine anni ’80 avvenne una riqualificazione radicale dell’impianto in previsione dei Mondiali di calcio 1990. Delle tribune originali del 1926 non c’è praticamente più nulla… inizialmente, le tribune originali, furono conservate e ampliate nel 1955, completamente rifatte verso il 1990 !).
L’impianto è andato bene sino a pochi mesi fa… poi, d’incanto… Salvini, Maroni, Sala e le dirigenze Lega e PD e le società calcistiche di Milan e Inter… si scono scatenate nell’esigenza di demolirlo per farne uno nuovo con annesse nuove torri (grattacieli), centro commerciale e ulteriore lottizzazione di edilizia commerciale e residenziale. Poichè l’attuale “San Siro” è di proprietà del Comune di Milano, dal 1935, Comune che non ha ancora terminato di pagare le “rette” dell’ampliamento del 1990… chi pagherà il nuovo Stadio ? Sempre il Comune ? … già indebitato dall’inutile Expo 2015, con ATM indebitata, malgrado ATM non sia più del tutto municipalizzata ma una azienda ibrida a Società per Azioni (dall’indebitamento ATM la decisione di aumentare le tariffe di trasporto urbano e integrato)… Cosa riservano le follie Lega PD per il futuro di Milano ? …un Comune che dovrà ulteriormente indebitarsi per un inutile nuovo stadio oltre alle inutili Olimpiadi Invernali del 2026 … ?
In sostanza, chi pagherà gli oneri della nuova opera ? Comune di Milano con fondi Governativi (quindi debiti anche a livello di bilanci dello Stato spalmati a livello interregionale) ? Ora capiamo delle istanze di Autonomia regionale della Lombardia… qui vogliono mangiarci sopra alla grande…non sanno più cosa inventarsi per arricchirsi con fondi pubblici ? (immagine da Wikipedia)

Milano 1961, località non precisata e non identificabile. Ressa per salire su una vettura della linea filoviaria 93. Scenari non molto dissimili da quelli dello scipero di oggi 27 Settembre '19, a cui l'ATM, alveare e vivaio di dipendenti beneficiari, a tutti i livelli, dal tramviere al dirigente più elevato, di "spintarelle" per ottenere il superamento dei test attitudinali e di abilitazione, necessari per l'assunzione con contratto a tempo indeterminato. Ai "signori" (rigorosamente, quasi tutti dipendenti comunali, in tutti i comparti, di Skyscrapercity (Milano sparita e Trasporti) verrà un travaso di bile nel leggere questa didascalia... ma cosi' stan le cose... da decenni e decenni. Milano, in alcune sue "consuetudini" , non si discosta di molto dai malcostumi romani malgrado riesca a mantenere, rispetto a Roma, una facciata di sufficienza vitale della garanzia di continuità di alcuni servizi (fattore invece molto carente per Roma, anche penalizzata da una estensione oltre otto volte superiore e per passate amministrazioni, a partire da quella di Alemanno, dove si assunsero, all'ATAC come negli altri comparti di servizio, migliaia di raccomandati in regime di parentopoli) che previene le ecatombi di disservizi della Capitale italiana...

Milano 1961, località non precisata e non identificabile. Ressa per salire su una vettura della linea filoviaria 93. Scenari non molto dissimili da quelli dello scipero della rete di trasporti ATM di oggi 27 Settembre ’19. ATM è un alveare e vivaio di dipendenti beneficiari (a tutti i livelli, dal tramviere al dirigente più elevato) della pratica della “raccomandazione”. Quindi, tale Azienda, non sarebbe per nulla immune dalla pratica delle “spintarelle”… per ottenere il superamento dei test attitudinali e di abilitazione, necessari per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato nell’Azienda. Ai “signori” di Skyscrapercity Milano Sparita e Trasporti (rigorosamente, quasi tutti dipendenti comunali, in tutti i comparti) verrà un travaso di bile nel leggere questa didascalia… (è probabile che nemmeno loro furono del tutto immuni a tali sistemi di assunzione e con essi certi autori di pagine fbook le quali farebbero incetta dei loro archivi fotografici) ma cosi’ stan le cose…in Italia e anche a Milano, sovente soprattutto a Milano… da decenni e decenni. Milano, in alcune sue “consuetudini” , non si discosta di molto dai malcostumi romani … malgrado riesca a mantenere, rispetto a Roma, una facciata di sufficienza vitale della garanzia di continuità di alcuni servizi (fattore invece molto carente per Roma, anche penalizzata da una estensione oltre otto volte superiore a Milano… e per passate amministrazioni, a partire da quella di Alemanno, dove si assunsero, all’ATAC. come negli altri comparti di servizio, migliaia di raccomandati in regime di parentopoli e “amici degli amici” ed anche “amici camerata”…). Un sottile filo di rasoio … che previene le ecatombi di disservizi invece tipiche della Capitale italiana…

 

Milano Aprile 1973 Monforte-Porta Venezia, Viale Piave verso Piazza Oberdan. Assembramenti di gruppi eversivi neofascisti del MSI nel giorno di violente manifestazioni e fatti di sangue del "Giovedì nero" di Milano del 12 Aprile 1973. Agli scontri ed ai fatti di violenza partecipo' anche Igrnazio La Russa, successivamente in piena carriera politica con i Governi Berlusconi e oggi Vice Presidente del Senato della Repubblica. Maggiori dettagli storici di tale evento https://it.wikipedia.org/wiki/Gioved%C3%AC_nero_di_Milano#La_preparazione

Milano Aprile 1973 Monforte-Porta Venezia, Viale Piave verso Piazza Oberdan. Assembramenti di gruppi eversivi neofascisti del MSI nel giorno di violente manifestazioni e fatti di sangue del “Giovedì nero” di Milano del 12 Aprile 1973. Agli scontri ed ai fatti di violenza partecipo’ anche Igrnazio La Russa, successivamente in piena carriera politica con i Governi Berlusconi e oggi Vice Presidente del Senato della Repubblica. Maggiori dettagli storici di tale evento https://it.wikipedia.org/wiki/Gioved%C3%AC_nero_di_Milano#La_preparazione

Milano Porta Genova Ticinese anni '30 del 900. Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese ripresi dal ponte di Via Valenza.

Milano Porta Genova Ticinese. presumibilmente 1950 circa (immediato dopoguerra). Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese ripresi dal ponte di Via Valenza.

Piazza Cinque Giornate (1959) e Corso 22 Marzo. (fonte fotografica milano.repubblica)

Piazza Cinque Giornate (1959) e Corso Ventidue Marzo. (fonte fotografica milano.repubblica)

Prosegue il passaggio di immagini protette da copyright da Milano Sparita Skyscrapercity a Milano Sparita Facebook (ed anche verso qualche altra pagina fbook strutturata in modo simile).

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5025 thread N. 100498 (postata ieri 23/9/19)

successivamente pubblicato da:

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/pb.103751976338499.-2207520000.1569329756./2587917707921901/?type=3&theater (postata oggi 24/9/19).

Come noto le immagini postate dai personaggi di Skyscrapercity non si possono salvare in formato file… (mica scemi, dato che solo alcuni autori Facebook possono avvalersi delle immagini dai medesimi inviate…) ed ovviamente tale pagina Facebook riceve, presumibilmente per vie traverse… questo genere di immagini vincolate, in Europa, da numerose leggi e norme che vieterebbero la loro pubblicazione in pagine Facebook ed in web commerciali…salvo i pagamenti integrali dei diritti d’autore.

Questo discorso è applicabile anche per “Da Milano alla Barona facebook” e da tutte le pagine Fbook abbinate alla vendita on-line di libri.

In questo caso l’immagine è stata prelevata dalla pagina fbook del fotografo Cesare Colombo https://www.facebook.com/cesarecolombo.fotoarchivio/photos/1969-milano-traffico-in-piazza-del-duomo-per-la-partita-milan-ajax/1326343170799039/

Si nota, oltremodo, che il copyright dell’immagine postata nella pagina fbook abbinata a Cesare Colombo, è scomparso in Milano Sparita SSC e Fbook !

Secondo la normativa europea… siti commerciali come Milano Sparita Facebook (pagina commerciale di un social che trae profitti dalla sponsorizzazione commerciale di libri… ma anche dalla semplice pubblicazione di immagini con copyright, nel secondo caso i vincoli si applicherebbero verso Facebook Italia)… sarebbero vincolati nell’utilizzo di immagini protette dal copyright … vedendosi imposto (dal titolare dei diritti d’autore) l’onere al pagamento di tali diritti.

Viene nuovamente da domandarsi se questi vincoli siano stati mai assolti…??? (dall’autore della pagina e da Facebook Italia)

Ehm… siamo in Italia e soprattutto siamo in Lombardia ed ancor peggio a Milano !

La Procura della Repubblica di Milano, campione di omissioni d’atti d’ufficio (campione ma non unica … nelle omissioni procedurali giudiziarie l’Italia è campione del mondo…una eccellenza da primato che pero’ nessuno ci invidia…) insegna che coloro che rispettano le leggi sono dei fessi…e gli altri dei furbi…

All’estero le cose andrebbero dolorosamente molto peggio …per questi “autori”… (e per i loro danè, per la loro “grana”, per gli sghei…in dialetto Veneto…).

All’estero certe pagine Fbook avrebbero chiuso i battenti… qui invece no !

Quindi, oltre i nostri confini maccheronici… qualche pagina fbook di analoga condotta avrebbe chiuso i battenti !

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Milano 1934, Porta Romana. Viale Umbria. (fonte:milano.repubblica)

Milano 1934, Porta Romana. Viale Umbria. (fonte:milano.repubblica)

Milano Certosa 1955. Viale Certosa 130, sede unificata Bayer-Agfa. (fonte: web archiviogigigho)

Milano Certosa-Musocco 1955. Viale Certosa 130, sede unificata Bayer-Agfa. (fonte: web archiviogigigho)

Milano 1940. Fiera campionaria, promozione tortellini pastificio Stella. (fonte; web Lombardia beni culturali)

Milano 1940. Fiera campionaria, promozione tortellini pastificio industriale “Stella”. (fonte; web Lombardia beni culturali)

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I siti archelogici dell’erà del Bronzo (Barona) non sono di certo stati scoperti da certi autori di pagine Facebook che fanno proprie testimonianze altrui.

http://www.verdinavigli.org/2006/09/22/dove-finito-il-piu-importante-sito-del-bronzo-4600-anni-a-milano

Per coloro che sono interessati alla verità storica di Milano e periferie (oggi dimenticate dai vari Sala, Pisapia, Moratti, Albertini…) e non si lasciano abbagliare da alcune pagine fbook che sfruttano, dal 2012, i forum SSC, (con finalità che non sono propriamente storiche ma privatistiche, di commercio e di popolarità nella rete, una popolarità che vorrebbero convertire in una sorta di riferimento culturale assoluto del territorio di quartiere…tramite facebook e qualche forum di cui sappiamo…) si invita alla visione attenta e libera da preconcetti (ai quali qualcuno ci avrebbe abituato in internet…) del link sopra allegato.

La questione dei siti archeologici e dei beni artistici dimenticati (vedesi, per esempio, Cascina Monterobbio esclusa dallo IULM da ristrutturazioni a scopo di recupero artistico e funzionale) non è stata scoperta (in modo non proprio disinteressato) con facebook dal 2012 e nemmeno con Skyscrapercity dal 2006. Sono vicende nate a cavallo degli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo quando Zuckerber non era ancora nato, non era ancora massone e non esistevano i dannosi social net (a anche qualche forum correlabile).

La mancata tutela di beni archeologici e artistici della Barona (e probabilmente dei confinanti Ticinese, Giambellino-Lorenteggio e Chiesa Rossa) risale ai primi anni ’80 ed è stata oggetto di contenziosi tra coloro che rappresentavano gli ex Consigli di Zona (poi sostituiti dai Municipi… facendo copia e incolla dalle amministrazioni di Roma… senza capire che Roma è quasi nove volte la superficie di Milano con oltre il doppio della popolazione residente, quindi esigenze differenti rispetto ad una città oltre otto volte piu’ piccola) e le varie sovrintendenze ai beni artistici (che non sono di competenza comunale), storici ed i vari assessorati alla cultura che si avvicendarono dalle giunte Tognoli, Pillitteri, Formentini, Albertini e Moratti, sino a Pisapia e Sala.

Si coglie anche l’occasione per fare un poco di chiarezza sull’uso distorto che in facebook verrebbe fatto dell’ex sito archeologico risalente all’era del Bronzo (in realtà nemmeno un sito, un ritrovamento casuale nel 1888 circa, forse un lembo di un insediamento molto piu’ ampio che potrebbe essere andato perso e distrutto nel corso dell’espansione urbana e infrastrutturale del Moncucco e delle limitrofe aree di Viale Famagosta, Sant’Ambrogio primo, Ticinese e Chiesa Rossa), sito nonimato “Cascina Ranza”.

La suddetta ex cascina non ha alcuna correlazione storica diretta con dei manufatti risalenti all’età del Bronzo scoperti casualmente negli anni ’80 del 1800.
L’ex Ranza, oltre 130 anni fa era un semplice riferimento abitativo e rurale nei cui pressi vennero ritrovati dei manufatti archeologici risalenti all’era del Bronzo !
Anche per coloro che vi avrebbero vissuto, non ci sono correlazioni “genealogiche” con la popolazione “ancestrale” residente in tale ritrovamento… che come accennato, con molta probabilità, era solo una piccola porzione di un insediamento molto più esteso che deve essere stato (forse) irreversibilmente perduto (o ulteriormente “tombato” con gli scavi della Metropolitana 2 (anni ’80 del 900), con la costruzione dello IULM, dei plessi ex IACP e Comune di Via Russoli…(fine anni ’70).

Il problema che emerse, proprio in quel sito, verso il 1988 circa (praticamente un secolo dopo), con lo sbancamento dell’area nella quale sorse lo IULM (le prime palazzine, il territorio è tutt’oggi oggetto di lottizzazione ed edificazione, praticamente sino all’Esselunga di Viale Cassala ed a ridosso di Via Schievano) non è correlabile alla indubbia deprecabile demolizione della Cascina Ranza… Sono due reperti “storici” che non hanno una continuità diretta tra loro ! Purtroppo il monopolio storico locale di Fbook lo propone costantemente quasi fosse più una trovata commerciale (molto brillante) che una vera correlazione storica.

Come avvenne per le rovine romane (fognatura romana e pavimentazione annessa) scoperte in Piazza Missori (sotto la Cripta di San Giovanni in Conca) negli anni ’80 (con gli scavi della M3) i siti archeologici del Moncucco (era del Bronzo) sono sedimentati in livelli ancora più profondi, sotto parecchi metri, forse decine di metri dalla superficie edificabile dei terreni e la loro preservazione o perdita non è correlata alla preesistenza di manufatti cascinali in superficie ma all’assenza di ispezioni geologiche preliminari alla costruzione di edifici e gallerie di metropolitana. Se non si scava oltre i 10 metri di profondità (circa), per paradosso, tali siti possono conservarsi (inesplorati e sconosciuti) anche se immersi nelle falde di acqua del sottosuolo milanese.

L’errore anche grossolano commesso da certi personaggi che utilizzano Facebook per finalità privatistiche e commerciali è l’abbinare la demolizione della cascina Ranza con la perdita del sito archeologico (non sono correlabili gli eventi… ma si tratta di un’abile operazione commerciale dove foto inedite e “testimonianze” di follower spremuti come limoni elevano picchi stratosferici di visite e vendite in fbook).

Molto probabilmente, considerando la sedimentazione geologica avvenuta nell’area dell’attuale Moncucco, nel corso dei millenni, ed anche rispetto alla fine ‘800, cio’ che venne recuperato a pochi metri di profondità nei secoli scorsi, potrebbe ancora conservarsi, anche oggi, anche oltre 10 metri di profondità, reperti forse sepolti sotto le fondamenta del medesimo IULM… e forse l’area dell’insediamento non si limiterebbe alla sola area limitrofa alla ex Cascina Ranza.

Si tratta di ipotesi (anzi speculazioni) ma molto probabilmente, siti simili, erano presenti anche nel sottosuolo che attualmente ospita le gallerie della M2 tra Romolo e Famagosta. Scavi condotti negli anni ’80, senza la consapevolezza che pochi metri sotto la superficie di scavo potevano conservarsi, da millenni, manufatti di importanza storica notevole.

Il danno, con molta probabilità, venne forse commesso sin dai primissimi anni ’80 con gli scavi (tra Romolo e Famagosta) della metropolitana 2 … idem per lo IULM dove non venne condotta una ricerca, preliminare agli sbancamenti, sulla presenza di siti risalenti ad epoche ormai preistoriche…
Idem con l’ampliamento di Viale Famagosta (1988 circa, 1990), idem con la costruzione del parking Famagosta negli anni ’90, forse persino con la realizzazione dell’ampliamento di svincoli di Piazza Maggi verso il 2000-2002. Forse anche con la recente costruizione dell’Esselunga di Viale Famagosta…

Come deducibile dall’articolo sopra linkato… il problema non venne portato all’attenzione delle autorità cittadine da autori di pagine Facebook e ancor meno da Skyscrapercity… furono gli ex CDZ 16 (consigli di zona) a far emergere, quasi 40 anni fa, i rischi di uno scempio storico che non si limita alla Cascina Ranza (sfruttata su Fbook per motivi noti con passerelle di foto inedite e testimonianeze inedite…finalizzate ad altro…) ma ad una vasta area compresa tra le limitrofe Via Argelati, Viale Romolo, Via Moncucco, Russoli, Viale Famagosta, forse anche vicinanze Bilbao e Schievano-Santander sino alla Via San Vigilio e San Paolino.

Dopo anni di proclami e di “capelli strappati” su SSC e Fbook è arrivato il momento di fare chiarezza su coloro che scoprirono e denunciarono il problema sin dai primi anni ’80 (non esisteva internet, non esisteva SSC, non esisteva Fbook e non esisteva anche qualche giovane ambizioso di successo e notorietà che ha fatto, in parte (se non tutte), come proprie, le istanze di altri, (alcuni di questi …oggi non più in vita) oggi riproposte in modo apparentemente inedito (in modo non disinteressato) su Fbook per finalità private, estranee alla gestione dei beni artistici e storici.
Ricordiamoci che Facebook non è un’area istituzionale malgrado Salvini, Meloni, Berlusconi, Maroni, Di Maio, Renzi e molti altri politicanti ne sfruttino la diffusione mediatica per fini elettorali, di disinformazione e propaganda.

Ritornando agli insediamenti archeologici ….forse qualche “sito” scampato a scavi e sbancamenti edilizi e infrastrutturali esiste ancora oggi… forse i primi “scempi” risalgono alla fine degli anni ’50 del 1900 con la realizzazione delle Vie del Mare, Piazza Maggi, Via Spezia, Imperia, col completamento della Milano Serravalle…

Ancora una volta emerge quanta distorsione e poca informazione rechino i social net ed anche i forum… (ma non scopriamo nulla di nuovo…).

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Milano 1972. Locandina del Film "Milano Calibro 9" diretto da Fernando di Leo.

Milano 1972. Locandina del Film “Milano Calibro 9” diretto da Fernando Di Leo.

Nel link sottostante il trailer del film

https://www.dailymotion.com/video/x22p6sc

Milano 1985. Nevicata del Gennaio '85 ripresa dalla sommità del Duomo. (autore Mario De Biasi, fonte Stagniweb)

Milano 1985. Nevicata del Gennaio ’85 ripresa dalla sommità del Duomo. (autore Mario De Biasi, fonte Stagniweb)

Milano 1962. Tra Porta Romana e il Vigentino. Via Rutilia ed una FIAT Balilla 508/C (presumibilmente del 1939, l'ultimo modello prima del periodo bellico) posteggiata. L'auto, come deducibile dall'immagine, veniva utilizzata come veicolo per l'apprendimento della Scuola Guida.

Milano 1962. Tra Porta Romana e il Vigentino. Via Rutilia ed una FIAT Balilla 508/C berlina (presumibilmente del 1939, l’ultimo modello prima del periodo bellico) posteggiata in prossimità di una Scuola Guida. L’auto, come deducibile dall’immagine, veniva utilizzata come veicolo per l’apprendimento della Guida per aspiranti neopatentati.

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Avvelenamento al Polonio di Imane Fadil

imane fadilSei mesi or sono, sempre su questo sito, venne prevista e preannunciata l’archiviazione prematura della vicenda dell’ex “olgettina” IMANE FADIL.

La Procura della Repubblica di Milano ha formalmente annichilito la vicenda archiviando il decesso (della ex “olgettina”) come dovuto a cause naturali (senza averne le prove e senza dimostrarlo).

Peccato che la giustizia, quando questa è libera da manipolazioni e depistaggi… (senza prove a favore o contro)… non possa esprimersi con certezza assoluta nel merito del giudizio quando questo difetta di elementi probatori e ponderabili che orientino il giudizio medesimo verso una direzione precisa, dimostrabile e comprovata … (il Tribunale di Milano, invece, si è epresso formalmente, senza averne le prove scientifiche !).

… la magistratura di Milano si è espressa nella formula dell’archiviazione per insufficienza… apparente … di prove… (non è dato sapere se la famiglia abbia presentato opposizione al Decreto di Archiviazione. E’ noto il tono polemico della famiglia d’origine per gli evidenti sospetti di avvelenamento mortale).

Quindi… senza avere le prove a favore della tesi ponderabile di una malattia all’origine di un decesso “naturale” (e contemporaneamente senza possedere prove di indirizzo opposto, ovvero di una sindrome da avvelenamento al Polonio) la incapace e probabilmente menzognera magistratura milanese ha preferito archiviare un caso tutt’altro che risolto e chiarito…

In assenza di prove si archivia per impossibilità di procedere e produrre elementi dimostrabili…

L’autopsia condotta dopo oltre tre mesi dal decesso (nel caso di contaminazione dell’isotopo 210 del Polonio le tracce del medesimo sono completamente dissolte) non permette la produzione di indizi e di referti biochimici sufficienti ala definizione della vera causa di morte.

I periti medico legali si sono espressi, formalmente, in una assenza (apparente) di prove foriere di un giudizio probatorio nel merito degli esiti autoptici (condotti, oltremodo, con grande ritardo… mesi e mesi di ritardo !!!), nella ipotesi (non dimostrata) di una “morte naturale” causata da una fantomatica malattia “rara” (con margini dubitativi enormi….vista l’impossibilità di identificare la vera causa della morte).

Un Pubblico Ministero (già noto per vicende di indagine… al limite del depistaggio su pregresse denunce e indagini di narcotraffico e mafie…) ha “sposato” (senza mezzi termini) la causa della “morte naturale”, forse dando volontariamente e intenzionalmente troppa enfasi e credito alle relazioni medico legali , dove l’esito di una fantomatica malattia degenerativa “naturale” del midollo osseo… formalizzerebbe una causa senza però dimostrarla (non avendone le prove)…

…peccato che la contaminazione da isotopo del Polonio avrebbe proprio (come effetto primario) la Pancitopenia, ovvero una rapida degenerazione delle cellule emopoietiche del midollo osseo… (insieme a quelle epatiche e renali) ed un rapidissimo smaltimento degli effetti del decadimento “alfa”, una rapida volatilizzazione dei residui di tale isotopo che renderebbe impossibile la determinazione della sua presenza… uno scenario molto simile se non identico alle patologie che sarebbe alla causa della morte di Imande Fadil.

La sindrome si sovrappone in molte delle sue componenti con i sintomi da contaminazione da isotopo 210 del Polonio.

Si evidenzia che la medesima Procura di Milano (verso la quale dobbiamo l’impunità giudiziaria di quasi 60 anni di riciclaggio bancario condotto da Sivio Berlusconi), lo scorso Marzo, enfatizzava (negli esisti dei primi reperti autoptici) la presenza di metalli pesanti e tracce di decadimento radioattivo nei tessuti e negli organi di Imane Fadil ! (tesi poi rinnegata poco tempo dopo, anche molto prima degli esiti autoptici definitivi).

In assenza di reperti istologici e biochimichi che dimostrino una delle due tesi, il “verdetto” non puo’ esprimersi in modo univoco (come invece si espresse quello sentenziato dalla Procura di Milano…).

Come già si predisse… siamo davanti ad un caso di “assolti per aver commesso il fatto”… che per la magistratura di Via Manara/Freguglia… non costituirebbe reato… nè sarebbe corroborato da indizi o prove che dimostrino la natura colposa e dolosa della patologia (le prove non indiziarie sarebbero quelle di “morte naturale”).

I primi sintomi di contaminazione da radioisotopi si ebbero dopo una cena in un noto ristorante milanese con un noto avvocato di Milano…

E’ impossibile che questi dettagli non siano stati segnalati da Imane Fadil al suo legale di fiducia ed a terze persone, incluso il personale sanitario della Clinica Humanitas, con il sorgere dei primi sintomi e nel primo periodo di ricovero.

Alquanto contestabile anche la condotta assunta (pro tempore) dal legale di fiducia di Imane Fadil.

Presento’ l’esposto solo alcuni giorni dopo il decesso e solo dietro insistenze della famiglia. Anche l’operato della Clinica Humanitas si distingue per lacune, omissioni e lati poco chiari….

Perche’ Imane Fadil potrebbe essere stata uccisa ?

Si teme abbia dato fastidio al mondo politico di una certa destra storica “moderata” (ma in sinergia con le destre più estreme), ivi incluso un noto giornalista ex Mediaset che col mondo della prostituzione e dei rapporti con la mafia… ebbe molti precedenti…(personaggio oltremodo querelato proprio dalla Fadil).

Questa è la Milano degli ultimi 25 anni… infatti la Milano di oggi non produce più ricchezza ma la ricicla e la consuma. La Milano di oggi non traina più il “sistema Italia”… essendo fondata sul riciclaggio ‘ndranghetista, camorrista, di Cosa Nostra …alleato con massonerie, reti criminali, banche, fiduciarie, assicurazioni e mondo della finanza nera e speculativa.

Il mondo della moda e del “lusso”, da solo, non traina Milano e non produce un PIL sufficiente a giustificare i fiumi di denaro che circolano senza avere una origine tracciabile…

In questo scenario anche alcune multinazionali del “pianeta internet” sono profondamente integrate con tale sistema.

L’economia del riciclaggio è politicamente trasversale … ma nella destra parlamentare italiana e lombarda avrebbe trovato il proprio centro di gravità permanente… da circa sei decenni…

… del resto l’apparente sconfitta di Salvini e del mondo dell’area “grigio nera” politica e finanziaria che coltiva le forze politiche (di cui farebbe parte) è solo temporanea …(il mondo dell’estrema destra con ambizioni di dittatoriali ed autoritarie è destinato, salvo casi particolari, a rifiorire nel prossimo futuro… è solo questione di tempo…)

…non sarebbe nemmeno un caso che questo sito internet sia stato oggetto di attacchi hacker… (sia per la sua funzione di alternativa antagonista a certi monopoli … come anche per i contenuti scomodi e non controllati dalla politica dominante).

Questa è la Milano dei Moratti, Albertini, Pisapia, Sala… (postuma del Berlusconismo ed in continuità con esso) una Milano che cade a pezzi nelle sue periferie (in molti casi ridotte anche peggio di quelle romane) ma che investe e specula in “City Live”, “Garibaldi Skyline”, Centro Storico, Portello, Expo ed ex aree Expo… Olimpiadi invernali e nuovo stadio di San Siro… (queste ultime arricchiranno le mafie nostrane e gli “amici degli amici”).

W Milano Facebook, Twitter e altri…, W PD e W Lega + Forza Italia… ?

vetrine effimere e futili di una Milano da vomitare… !

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Milano anni '60, Solari-San Vittore, Viale Papiniano intersezione via Pietro Azario. Calesse lungo Viale Papiniano. I capannoni in evidenza sul lato destro dell'immagine furono, pochi anni dopo lo scatto di questa foto, sostituiti da un supermercato tutt'oggi esistente.

Milano anni ’60, Solari-San Vittore, Viale Papiniano intersezione via Pietro Azario. Calesse lungo Viale Papiniano. I capannoni in evidenza sul lato destro dell’immagine furono, pochi anni dopo lo scatto di questa foto, sostituiti da un supermercato tutt’oggi esistente.

Milano 1949 Porta Venezia. Piazza Oberdan e la biforcazione Via Spallanzani e Corso Buenos Aires. (fonte: web fotografieincomune)

Milano (datazione immagine non attendibile, ufficialmente attribuita al 1949 ma forse antedatabile anche agli anni ’20 del 1900). Piazza Oberdan e la biforcazione di Via Spallanzani (sulla destra) e di Corso Buenos Aires (sulla sinistra). (fonte: web fotografieincomune)

Milano primi anni '60. Piazza Lega Lombarda, bivio Via Bramante e Viale Montello. (fonte fotofever.com ; autore Virgilio Carnisio)

Milano anni ’60. Piazza Lega Lombarda, “biforcazione” della Via Bramante e di Viale Montello. (fonte fotofever.com ; autore Virgilio Carnisio)

Via Nirone-Corso Magenta 1960 circa, Palazzo Litta (FPmag)

Via Nirone-Corso Magenta 1960 circa, Palazzo Litta (FPmag). Autore Virgilio Carnisio. Nel link sottostante la stessa fotografia in un formato e risoluzione migliore.

https://www.fpmagazine.eu/image.php?width=850&image=/allegati/libs/img/10291/Virgilio_Carrisio_005.jpg

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Youtube ?

No grazie !

Esiste una alternativa europea:

https://www.dailymotion.com/it

e’ possibile pubblicare file video anche in social media alternativi a Youtube

Alcuni esempi ?

Un RVM originale RAI, Febbraio 1980

https://www.dailymotion.com/video/x5hddd1

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Milano 1950 circa, Duomo. Caffetteria Pasticceria Motta.

Milano 1950 circa, Duomo. Caffetteria Pasticceria Motta.

Milano 1900 circa. Porta Venezia. Via Senato-Corso Venezia. (fonte: web fotografieincomune)

Milano 1900 circa. Porta Venezia. Via Senato-Corso Venezia. (fonte: web fotografieincomune)

Una piccola nota di servizio nel merito delle pubblicazioni di Milano Sparita Facebook:

Immagini come questa

(per visualizzarla selezionare l’intero link col tasto sx del mouse, poi col tastro dx selezionare “apri link in nuova scheda” ) contengono il titolo del soggetto ripreso in una specie di corsivo ministeriale. Si tratta di immgagini “ripulite” e titolate, da originali inediti, da “Milano Sparita Skyscrapercity”.

Il loro contributo al business di Facebook è enorme.

Anche di recente, una foto inedita di Via Moncucco, postata da “Da Milano alla Barona” in originale non “ripulito e titolato” dopo poche ore era postata nel forum SSC, restaurata (tramite software di fotoritocco) e titolata…

E’ fisiologico chiedersi se tale immagine provenga realmente da una donazione oppure faccia parte del solito maxi archivio (in originale e in digitale) dal quale attingono tutti i soggetti dei forum SSC e conseguentemente delle pagine Barona e Milano Sparita, Milano nei secoli, etc… del business Facebook.

Zuckerberg deve milioni e milioni di euro a queste persone… Facebook è un tracollo che ha perso miliardi di utenti… ricompensati con multiprofili fake e pagine come le succitate… il tutto a discapito dei siti indipendenti… oltremodo devastati da hacker (presunti tali… non è possibile aggiungere altro …).

Milano 1939 , Borgonuovo. Via Gastone Pisoni (ex Vicolo Tignoni). (fonte: web fotografieincomune)

Milano 1939 , Borgonuovo. Via Gastone Pisoni (ex Vicolo Tignoni). (fonte: web fotografieincomune)

Milano 19 Aprile 2002, Piazza Duca d'Aosta e l'anomalo incidente aereo nel quale un aereo da turismo Rockwell Commander 112TC pilotato da Luigi Marco Fasulo, partito dell'aeroporto di Locarno-Magadino (CH) si schianto' con "precisione chirurgica" contro il 26° piano del grattacielo della Regione Lombardia. Dinamiche mai del tutto chiarite, ufficialmente un suicidio... sul quale non venne mai fatta realmente chiarezza. (fonte fotografica proprietaria)

Milano 19 Aprile 2002, Piazza Duca d’Aosta e l’anomalo incidente aereo nel quale un aereo da turismo di tipo “Rockwell Commander 112TC” pilotato da Luigi Marco Fasulo, partito dell’aeroporto di Locarno-Magadino (CH), si schianto’ con “precisione chirurgica” contro il 26° piano del grattacielo della Regione Lombardia.
Dinamiche mai del tutto chiarite, ufficialmente un gesto suicida… sul quale non venne mai fatta realmente chiarezza. (fonte fotografica proprietaria)

Milano 1961 Ticinese. Vicolo Lavandai. (archivio TCI)

Milano 1961 Ticinese. Vicolo Lavandai. (archivio TCI)

Milano 1972 , Brera - Cairoli, guerriglia urbana lungo la Via Mercato (ebay)

Milano 1972 , Brera , guerriglia urbana tra le vie Ponte Vetero e Mercato (ebay)

Milano 1900 circa. Ospedale Maggiore e basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore. (fonte: web fotografieincomune)

Milano 1900 circa. Via Festa del Perdono. Ospedale Maggiore e basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore. (fonte: web fotografieincomune)

Milano 1947 Idroscalo. Autore Fedele Toscani (fonte milano città delle scienze)

Milano 1947 Idroscalo. Autore immagine: Fedele Toscani (fonte milano città delle scienze)

Milano 1955 , Darsena a ridosso del Ponte dello Scodellino. Alzaia Naviglio Grande. Da notarsi la pavimentazione a lastricato sostituita dall'asfalto negli anni '60. (autore Ernesto Treccani, fonte Lombardia beni culturali)

Milano 1955 , Darsena a ridosso del Ponte dello Scodellino. Alzaia Naviglio Grande. Da notarsi, lungo l’Alzaia, la pavimentazione a lastricato sostituita dall’asfalto negli anni ’60. (autore Ernesto Treccani, fonte Lombardia beni culturali)

Milano anni '70 ? No è un fake (la foto viene proposta come scattata negli anni 70). Localita non specificata ma identificata in Via Martinengo angolo Piazzale Corvetto. Immagine distinta per la presenza di una FIAT 126 , modello anni '70, parcheggiata davanti all'edicola di Via Martinengo e in prossimità dell'Hotel Corvetto. Data dell'immagine 2018-'19. Convertita in Bianco e Nero puo' trarre in inganno ed apparire come una foto storica delle grigie periferie di una altrettanto grigia e austera Milano degli "anni di piombo"... ma si tratta di un abile fake postato da un web gestito da un appassionato di FIAT 126.

Milano anni ’70 ? No è un fake (la foto viene proposta come scattata negli anni 70). Localita non specificata ma identificata in Via Martinengo angolo Piazzale Corvetto. Immagine distinta per la presenza di una FIAT 126 , modello anni ’70, parcheggiata davanti all’edicola di Via Martinengo e in prossimità dell’Hotel Corvetto. Data dell’immagine 2018-’19. Convertita in Bianco e Nero puo’ trarre in inganno ed apparire come una foto storica delle grigie periferie di una altrettanto grigia e austera Milano degli “anni di piombo”… ma si tratta di un’abile fake (ovviamente bonario e senza secondi fini) postato da un web gestito da un appassionato di FIAT 126.

Milano 1900 circa. Duomo-Verziere. Via delle Ore con veduta del Campanie della Chiesa di San Gottardo in Corte. (fonte: web fotografieincomune)

Milano 1900 circa. Duomo-Verziere. Via delle Ore con veduta del Campanie della Chiesa di San Gottardo in Corte. (fonte: web fotografieincomune)

Milano Bicocca prima metà anni '70. Corteo di protesta dipendenti e operai comparto Pirelli. (fonte: web Società Geografica Italiana)

Milano Bicocca prima metà anni ’70. Corteo di protesta dipendenti e operai (Pirelli-Breda?) lungo Viale Sarca. (fonte: web Società Geografica Italiana)

Milano 1920 circa. ex cerchia interna dei Navigli, Porta Romana. Via Santa Sofia.

Milano 1920 circa. ex cerchia interna dei Navigli. Porta Romana, Via Santa Sofia.

Milano primi del '900. Corso di Porta Vittoria. (fonte: web fotografieincomune)

Milano primi del ‘900. Corso di Porta Vittoria. (fonte: web fotografieincomune)

Una breve nota nel merito di

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=5015

l’immagine “tre gonnelline in periferia” localizzata dagli “storici” di tale forum è tale perche’ i medesimi attingono da archivi (di probabile ex gestione del settore spettacolo e cultura del Comune di Milano) ai medesimi riservati, non di certo per conoscenze storiche pregresse di luoghi e altro della “Milano che fu”, tanto per puntualizzarlo.

L’immagine, in formato digitale preesiste nei web da diversi anni

http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=autori&righe=1&inizio=7&InizioI=1&RigheI=50&Col=5

Una informazione corretta eviterebbe queste “annotazioni”…

Ora attendiamoci di vedercela riproposta, con localizzazione, da Milano Sparita (e da dimenticare) Facebook.

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Video di vecchia data, visto da pochissimi… anche se focalizza alcuni problemi “cardine” della città di Milano (carenze condivise con altre città italiane).

Un esempio tra moltissimi di una Milano concepita solo per i fighetti che circolano col SUV alla ricerca di grammi di cocaina, in centro come nelle periferie… del resto, solo per fare un esempio, anche se si realizzassero ascensori di accesso al cavalcavia Don Lorenzo Milani, come anche di altri cavalcavia simili a questo… tra vandalismo, aree di spaccio serale e notturno, appalti di manutenzione non rispettati… e altro ancora, si butterebbero nel cesso alcune centinaia di migliaia di euro per opere ausiliarie destinate a non funzionare mai. Le metropoli italiane… di metropolitano hanno soprattutto i difetti e pochissimi pregi…

Milano 1966. Immagine serale di Corso Buenos Aires (ripresa da Piazzale Loreto). (piccclick)

Milano 1966. Immagine serale di Corso Buenos Aires (ripresa da Piazzale Loreto). (piccclick)

Milano 1898, Porta Ticinese, "Moti di Milano", Cannoni al Varco di Porta Ticinese (attuale Piazza XXIV Maggio).

Milano 1898, Porta Ticinese, “Moti di Milano”, Cannoni al Varco di Porta Ticinese (attuale Piazza XXIV Maggio).

Per approfondimenti sulle cause storiche dei “Moti di Milano” si consiglia la rapida consultazione di questa cronologia

https://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Milano

In estrema sintesi, dopo solo 37 anni dalla consacrazione del Regno d’Italia, in tale sistema “nazionale” unificato, sorto dalle istanze massoniche anglofrancesi espresse e concretizzatesi con le “campagne” Napoleoniche prima e di Cavour successivamente, dopo le illusioni delle “Cinque Giornate” …le cui istanze rivoluzionarie servirono ai Savoia per meglio consolidare il costruendo “Regno d’Italia” ereditato come estensione del Regno di Sardegna dei Savoia, i massicci flussi migratori dall’Italia meridionale, le incapacità dei Governi del periodo di estendere una industrializzazione ed uno sviluppo mai realizzato (limitato solo all’Italia Settentrionale) nel sud Italia, le campagne nazionalistiche contro la Francia e l’applicazione di una serie di Dazi che limitavano l’ingresso, nella città di Milano, di quantitativi di pane sufficienti al bisogno della popolazione più disagiata…. diedero avvio a forme di rivolta e ribellione represse col sangue dal Generale Fiorenzo Bava Beccaris.

Una Italia partita “malfatta”, proseguita tale, culminata anche peggio negli ultimi decenni del 1900 e primi decenni degli anni ‘2000…

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Stadio Meazza 1959. In evidenza una Alfa Romeo Giulietta Berlina durante una prova "sportiva" di guida. (fonte web paperblog)

Stadio Meazza 1959. In evidenza una Alfa Romeo Giulietta Berlina durante una prova “sportiva” di guida. (fonte web paperblog)

Milano 1985 circa. Ticinese confinante con la Barona. Viale Cassala 40 ex azienda Omikron. Lo stabile, edificato nel 1947, in un periodo in cui il sito era una "terra di nessuno" immersa nelle nebbieesiste ancora oggi (restiling "radicale" della facciata nel primo decennio degli anni '2000).

Milano 1985 circa. Ticinese confinante con la Barona. Viale Cassala 40 ex azienda Omikron. Lo stabile, edificato nel 1947, in un periodo in cui il sito era una “terra di nessuno” immersa nelle nebbie, esiste ancora oggi (restiling “radicale” della facciata nel primo decennio degli anni ‘2000).

Milano anni '60. Solari. Piscina coperta di Via Montevideo. Un tempo a gestione comunale, da alcuni decenni gestita da privati. (fonte ordinearchitetti)

Milano anni ’60. Solari. Piscina coperta di Via Montevideo. Un tempo a gestione comunale, da alcuni decenni gestita da privati. (fonte ordinearchitetti)

Milano Agosto 2005. Porta Romana. Viale Montenero durante il trasferimento del sottomarino "Enrico Toti" verso il Museo della Scienza "Leonardo da Vinci". (fonte : http://www.hsh.info)

Milano Agosto 2005. Porta Romana. Viale Montenero durante il trasferimento del sottomarino “Enrico Toti” verso il Museo della Scienza “Leonardo da Vinci”. (fonte : http://www.hsh.info)

Milano 1966 circa. Affori, Via Don Bartolomeo Grazioli. (fonte web aziendale Costacurta)

Milano 1966 circa. (siti industriali di Affori). Via Don Bartolomeo Grazioli. (fonte web aziendale Costacurta)

Milano 1930. Piazza Missori e sede INPS.

Milano 1930. Piazza Missori e Palazzo sede INPS (ultimato nel 1929).

Milano Novembre 2018 Derganino Lancetti. Via Resegone- L'unico esemplare Viberti 2472 in dotazione nella "flotta" filoviaria ATM (esemplare ovviamente non in esercizio) nella livrea originale restaurata. (fonte hiveminer)

Milano Novembre 2018 Derganino Lancetti. Via Resegone. L’unico esemplare Viberti 2472 in dotazione nella “flotta” filoviaria ATM (esemplare ovviamente non in esercizio) nella livrea originale restaurata nel 2008 (non sono noti restauri della carrozzeria successivi a tale anno). (fonte hiveminer)

Filobus FIAT Viberti 2472 CGE (anni '60 Milano), nella livrea originale. bicolore verde ministeriale. (fonte web clamfer)

Filobus FIAT Viberti 2472 CGE (anni ’60 a Milano), nella livrea originale. bicolore verde ministeriale. (fonte web clamfer)

Milano anni '50. Stabilimenti Alfa Romeo del Portello. (fonte web motorbox)

Milano anni ’50. Stabilimenti Alfa Romeo del Portello. (fonte web motorbox)

Milano 1970 circa. Monluè. Viale Enrico Forlanini con qualche "appassionato" di aerei intento ad osservarne i movimenti nella pista, decolli ed atterraggi. Fonte wikipedia.

Milano 1970 circa. Monluè. Viale Enrico Forlanini con qualche “appassionato” di aerei intento ad osservarne i movimenti nella pista, decolli ed atterraggi. (Fonte wikipedia)

Milano 2003, Scalo Porta Romana LODI TIBB, fotografato da Corso Lodi. In evidenza i "grattacieli" di Piazza Medaglie d'Oro e la Torre Velasca (immagine in teleobiettivo)

Milano 2003, Scalo Porta Romana LODI TIBB, fotografato da Corso Lodi. In evidenza i “grattacieli” di Piazza Medaglie d’Oro e la Torre Velasca (immagine in teleobiettivo)

Milano 1967, Piazza DUOMO, rappresentazione della Cavalcata degli Ussari.

Milano 1967, Piazza DUOMO, rappresentazione della Cavalcata degli Ussari.

Milano 1967. Galleria Passarella Piazza San Babila. Negozio Fiorucci

Milano 1967. Galleria Passarella Piazza San Babila. Negozio Fiorucci inaugurato in quel periodo.

In apparenza questa immagine sembra scattata verso la metà degli anni '70 a Milano. L'apparenza inganna... si tratta di un plastico (all'apparenza) con miniaturizzata una vettura filoviaria "Viberti" con la tipica livrea arancione e banda nera con logo ATM, degli anni '70. Nel plastico si nota una pavimentazione tramviaria e l'assenza dei cavi elettrici aerei tramviari (ATM non poteva, in prospettiva di una sostituzione del trolley col pantografo, adottare una "economia" invece tutt'oggi applicata a San Francisco. Il filo di alta tensione della linea filoviaria condiviso con la captazione elettrica del trolley, soluzione non compatibile con le linee aeree a zig zag dei pantografi). Fonte Instagram (il sito non è disponibile l'immagine è prelevabile dalla cache immagini di Google).

In apparenza questa immagine sembra scattata verso la metà degli anni ’70 a Milano. L’apparenza inganna… si tratta, in realtà, di un plastico (all’apparenza) con una riproduzione miniaturizzata di una vettura filoviaria “FIAT Viberti 2472” con la tipica livrea arancione e banda nera con logo ATM, degli anni ’70. Nel plastico si nota una pavimentazione tramviaria e l’assenza dei cavi elettrici aerei tramviari (ATM non poteva, in prospettiva di una sostituzione del trolley col pantografo, adottare una “economia” invece tutt’oggi applicata a San Francisco. Il filo di alta tensione motrice della linea filoviaria condiviso con la captazione elettrica del trolley, soluzione non compatibile con le linee aeree a zig zag dei pantografi). Fonte Instagram (il sito non è disponibile l’immagine è prelevabile dalla cache immagini di Google).

Milano 1963, Portello-Monte Stella-Ghisallo Certosa. Via Alcide de Gasperi.

Milano 1963, Portello-Monte Stella-Ghisallo Certosa. Via Alcide de Gasperi.

Milano 1992 Porta Romana (Lodi TIBB). Viale Isonzo angolo Piazza Trento, il "vecchio" capolinea della 90-91 quando non esisteva, in questa tratta, il controviale centrale dedicato alle corsie preferenziali BUS + TAXI. In evidenza la vettura filoviaria "Viberti CGE" risalente al 1958 circa. Questo genere di vetture vennero progressivamente dismesse proprio dal 1992 sino al 2000 circa. (fonti e autore immagini sovraimpresse nella foto).

Milano 1992 Porta Romana (Lodi TIBB). Immagine notturna di Viale Isonzo angolo Via Passo Buole ed il “vecchio” capolinea della circonvallazione filoviaria 90-91 quando non esisteva, in questa tratta, il controviale centrale dedicato alle corsie preferenziali BUS + TAXI. In evidenza la vettura filoviaria “Viberti 2472 CGE”, veicoli risalenti al 1958 circa. Questo genere di vetture vennero progressivamente dismesse proprio dal 1992 sino al 2000 circa. (fonti e autore immagini sovraimpresse nella foto).

Milano 1980

Video riprese amatoriali del transito treni delle stazioni FS di Milano Centrale, Milano Certosa (Triboniano-Mambretti) e Lambrate.

Le riprese sono state effettuate con dispositivi semiprofessionali, decisamente innovativi per il periodo (1980).

Videotape (camrecorder), nastri videomagnetici a cassetta (VHS o Betamax). Si tenga presente che nemmeno la RAI, nel 1980, tranne casi particolari, si avvaleva di dispositivi da ripresa interamente elettronici, limitando le proprie produzioni giornalistiche ed editoriali con cineprese di passo 16 mm in pellicola chimica.

Milano 1980 circa, Certosa-Villapizzone. Via Ludovico di Breme angolo Via Panfilo Castaldi. La palazzina ritratta nella immagine, "ricavata" nel triangolo risultante dall'intersezione delle due vie esiste ancora oggi. (fonte: web Lombardia beni culturali)

Milano 1980 circa, Certosa-Villapizzone. Via Ludovico di Breme angolo Via Panfilo Castaldi. La palazzina ritratta nella immagine, “ricavata” nel triangolo risultante dall’intersezione delle due vie, esiste ancora oggi. L’autore della foto ha sfruttato una illusione ottica prospettica che farebbe apparire l’edificio come costituito unicamente da una sottile facciata, senza nulla al suo interno, quasi ad assomigliare agli allestimenti cinematografici di Cinecittà o di Hollywood. (fonte: web Lombardia beni culturali)

Sesto San Giovanni, anni '50. Cavalcavia Bruno Buozzi e la tramvia n.31 Milano Monza.

Sesto San Giovanni, anni ’50. Cavalcavia di Via Bruno Buozzi e la tramvia n.31 Milano-Monza.

Milano 1973, Via A. Manzoni-Montenapoleone. Posa provocatoria dello scultore austriaco Friedensreich Hundertwasser (artista con ideali ecologisti). In una Milano (ieri come oggi) povera di verde, cementificata in ogni dove, città piccola ma ricca di concentrazioni di cemento da assomigliare a Palermo, Friedensreich Hundertwasser volle farsi fotografare in una via centrale e "prestigiosa", che pur se inserita in un contesto urbano storico e secolare... rivela errori urbanistici "secolari" a partire dalla scarsità di verde pubblico e urbano fruibile sia nel centro storico come nelle periferie.

Milano 1973, Via A. Manzoni-Montenapoleone. Posa provocatoria (con il fusto di un alberello che non potrebbe trovare collocazione alcuna…in una via priva di alberi) dello scultore austriaco Friedensreich Hundertwasser (artista con ideali ecologisti, scomparso nel Febbraio 2000). In una Milano (ieri come oggi) povera di verde, cementificata in ogni dove, città piccola (essendo vincolata ed impedita da ulteriori espansioni da una cintura di comuni dell’interland, molti di essi, ex Borghi dei “Corpi Santi”), di estensione limitata ma ricca di concentrazioni di cemento finalizzate alla “economia del mattone, alle sue rendite passive e delle compravendite immobiliari”, con concentrazioni di cemento e mattone talmente abnormi … da assomigliare alla Palermo delle speculazioni edilizie anni ’60-’80… (non tutti sanno che il numero medio di piani degli edifici ad uso residenziale, nella città di Palermo, si attesta a circa 10 piani con punte di 20 per alcune aree di speculazione edilizia dei decenni passati, ovviamente speculazioni in odore di mafia (per Palermo… ma nemmeno la Milano di oggi si differenzierebbe di molto…). Nella foto che immortala l’eccentrico scultore e attivista “verde” Friedensreich Hundertwasser (praticamente sconosciuto in Italia) emerge il contrasto tra un “quadrilatero” del lusso di una via centrale e “prestigiosa” che pur se inserita in un contesto urbano storico culturale e secolare… appare sterile e “asfissiante”, rivelando errori urbanistici “secolari” … proprio a partire dalla scarsità di verde pubblico e urbano fruibile sia nel centro storico come nelle periferie (indipendentemente dalla presenza dei Parchi Sempione, Indro Montanelli e Lambro ed altre aree al confine tra territorio comunale agricolo e interland).

Milano 1955 circa, Gorla. Viale Monza.

Milano 1955 circa. Gorla, Viale Monza. L’immagine ha alcune corrispondenze con l’ angolo di Via Privata Pirano, luogo di possibile localizzazione dell’inquadratura.

 

Milano 1980, diramazioni ferroviarie (e vetture ferroviarie e materiale rotabile, ormai Vintage) di Certosa (Via Triboniano-Mambretti), Milano Centrale (Stazione Centrale) e Milano Lambrate e Greco.

Videoregistrazioni amatoriali di “taglio” ovviamente amatoriale ma con apparecchiature semiprofessionali (siamo nel 1980) a nastro videomagnetico “camrecorder” (si consideri che nel 1980, tutti i servizi giornalistici ed editoriali RAI erano ripresi con cineprese a pellicola chimica di passo 16 mm).

 

Milano 1978, Porta Vigentina-Porta Romana, Via Ripamonti (lungo il cavvalcavia che sovrasta lo scalo ferroviario Porta Romana- Tecnomasio Italiano Brown Boveri. Autore immagine Gabriele Basilico.

Milano 1978, Porta Vigentina-Porta Romana, Via Ripamonti (lungo il cavalcavia che sovrasta lo scalo ferroviario Porta Romana- Tecnomasio Italiano Brown Boveri). In evidenza la palazzina del Consorzio Agrario Provinciale. Autore immagine Gabriele Basilico.

Milano Duomo 1966. "Terrazze del Duomo" riprese da turisti svedesi nel 1966.

Milano Duomo 1966. “Terrazze del Duomo” riprese da turisti svedesi nel 1966.

Milano Duomo 1966. "Terrazze del Duomo" riprese da turisti svedesi nel 1966.

Milano Duomo 1966. “Terrazze del Duomo” riprese da turisti svedesi nel 1966.

Milano primi anni '80, Lorenteggio/Giambellino, Festa del Giglio lungo via Vespri Siciliani. (Lombardia beni culturali)

Milano primi anni ’80, Lorenteggio/Giambellino, Festa del Giglio lungo via Vespri Siciliani. (Lombardia beni culturali)

Milano 1982. Lorenteggio/Giambellino. Via Vespri Siciliani, allestimento stradale "Festa del Giglio" (Lombardia beni culturali)

Milano 1982. Lorenteggio/Giambellino. Via Vespri Siciliani, allestimento stradale “Festa del Giglio”
(Lombardia beni culturali)

Milano Lorenteggio-Giambellino 1980 circa. Festa del Giglio (Lombardia beni culturali)

Milano Lorenteggio-Giambellino 1980 circa. Via Vespri Siciliani. Festa del Giglio (Lombardia beni culturali)

Milano 1965 circa, San Babila, omonima fermata MM1 Metropolitana linea rossa. Nella immagine, in evidenza, la coperta ignifuga in Amianto da utilizzarsi in caso di incendio di cose, impianti e persone. (fonte Wikipedia)

Milano 1963 circa, San Babila, omonima fermata MM1 Metropolitana linea rossa. Nella immagine (che ritrae il Grafico e Designer olandese Bob Noorda), in evidenza, la coperta ignifuga in Amianto (allestita all’interno del vano dei dispositivi antincendio, attrezzati lungo le banchine delle fermate della Linea M1 ) da utilizzarsi in caso di incendio… (fonte Wikipedia)

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Anche ad Agosto, Mark Zuckerberg in delega agli autori delle varie Milano Sparita, ringrazia (anche per il riscontro occupazionale internet ed editoriale della California, la quale molto deve ad alcuni “milanesi”) per il girofoto, uno sport telematico dove, come un tempo si faceva con le figurine Panini, uno scambio fruttuoso di “figurine” , tra le transnazionali Skyscrapercity.com e Facebook.it, uno scambio che genera PIL nella Nazione dove tali immagini si postano e si editano in “libercoli”…. ovvero presso CA-USA (California).

scambiata per un panino (michetta) con la “Bologna”, a Facebook Milano Sparita e da dimenticare…

… questi “monellacci” cosa non farebbero per le “figu Panini” (meriterebbero una bella sculacciata)

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Milano 1954 circa. Locandina pubblicitaria Vichi Apparecchi Radio VAR (dal 1955 MIVAR). (Fonte corriere.it, riferimenti storici mivar.it). Stelle e stalle di una industria radiotelevisiva collassata sia per la concorrenza sleale dei mercati asiatici come per alcune fissazioni personali del suo fondatore).

Milano 1954 circa. Locandina pubblicitaria (con Domenico Modugno) della Vichi Apparecchi Radio VAR (dal 1955 MIVAR). (Fonte corriere.it, riferimenti storici mivar.it).
Stelle e stalle di una industria radiotelevisiva italiana leader nel settore… collassata sia per la concorrenza sleale dei mercati asiatici prodotti da UK e USA, le stesse superpotenze che oggi si dichiarano vittime delle “egemonie” cinesi… sia per alcune fissazioni personali del suo fondatore, fissazioni mentali che hanno anticipato la fine di tale industria.

Poichè questo sito internet è indipendente, non ha padroni come invece li avebbero Milano Sparita e da ricordare Facebook, Milano Sparita Skyscrapercity, Milano nei Secoli Facebook, e Da Milano alla Barona Facebook, etc…etc… alcuni dettagli della falsa economia di Milano degli ultimi 25 anni (Giunte Albertini, Moratti, Pisapia, Sala) andrebbero, seppur grossolanamente, descritti in alcune particolarità analitiche “new economy” di Milano.

Come accennato, la Storia delle industrie radiotelevisive MIVAR (Abbiategasso, Via Dante) venne, dalla fine anni ’90, segnata dalla concorrenza sleale asiatica ed euroasiatica (Turchia, Cinam Sud Corea) frutto, in parte, delle delocalizzazioni industriali italiane ed europee… con abbattimento dei costi dei prodotti di elettronica di consumo e perdita di notevoli fette di mercato della produzione elettronica italiana a medio contenuto tecnologico (anche in conseguenza di accordi poco concorrenziali tra la grande distribuzione italiana con le industrie di elettronica civile delle aree medio orientali e orientali del continente asiaticom dove gli spazi di vendita dei centri commerciali e dei “mega store” dell’elettronica concessero sempre minori spazi di esposizione commerciale a industrie tipo la MIVAR sino a determinarne l’entrata in crisi, l’amministrazione controllata e il suo fallimento).

Detto questo, i tentativi di cessione gratuita da parte della proprietà MIVAR degli stabilimenti di Abbiategrasso alla SAMSUNG ITALIA (Samsung District “diamantino”, Viale della Liberazione Milano, “base” complesso BNP Paribas “Torre Diamante”, di proprietà della COIMA sgr, stabile occupato solo parzialmente dalla conduttrice BNL Paribas, essendo in buona parte inutilizzato per sovradimensionamento rispetto alle reali esigenze di mercato…) furono fallimentari, essendo tale multinazionale, sud coreana, interessata, esclusivamente, a garantirsi una rete commerciale italiana e sud europea, in regime commerciale privilegiato ed esente da qualsiasi forma di concorrenza commerciale e tecnologica, nella quale, la produzione “egemone” si dovrebbe e doveva limitare alla produzione privilegiata nella Corea del sud ed alla commercializzazione lungo reti di vendita globali. L’economia della Samsung Italia non si discosta, di molto, da quella delle corporazioni USA come Google, Facebook ed anche Microsoft. Conquistare monopoli commerciali e pagare meno tasse possibile (o non pagarle del tutto).

Poichè da molti anni si pavoneggiano successi commerciali ed economici in “seno” alla realizzazione di nuove torri di riqualificazione ex area Garibaldi ed ex area Milano Fiera (Citylive) si dovrebbe, invece, conoscere (e scoprire) che alcuni degli insediamenti “top” della Milano lottizzatrice “Forza Italia-Partito Democratico…di Berlusconi-Albertini-Moratti-Pisapia-Sala ” ospiterebbero , in realtà , aziende multinazionali e istituti di credito e assicurativi che per molti aspetti possono avere effetti deleterei verso l’economia italiana.

Questo… a prescindere dagli errori imprenditoriali commessi dalla proprietà MIVAR e dal suo fondatore.

Le aree immobiliari milanesi, malgrado le propagande politiche di Milano Sparita Facebook ( e delle testate giornalistiche Mediaset, Gruppo Espresso, Corsera, Libero, RAI, etc…) , non ospitano poli commerciali di traino nazionale… con contenuti innovativi… come si vorrebbe far credere.

Sovente, tali aree, sono unicamente dei cespiti immobiliari (in buona parte invenduti o non condott, sfruttati solo in parte rispetto alle reali volumetrie…) utili solo a banche ed assicurazioni nostrane… a transnazionali come Microsoft, Google e Facebook, note per recare più danni che benefici alla economia milanese, lombarda e nazionale, aree “riqualificate” prodotte, anche, dalla speculazione del mattone ed anche dalle reti di riciclaggio (anche criminale) interfinanziario… ben consolidato nell’economia della città di Milano come anche nel tessuto economico nazionale.

Wikipedia

Wikipedia

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Milano 1975 circa, tra Rottole, Cimiano e Lambrate, Magazzini STANDA di Via Palmanova angolo Via Bruno Cesana. (fonte curiosando708090.altervista)

Milano 1975 circa, tra Rottole, Cimiano e Lambrate, Magazzini STANDA di Via Palmanova angolo Via Bruno Cesana. (fonte curiosando708090.altervista). Questa foto è stata già oggetto di utilizzo commerciale dai soliti noti di Milano Sparita Facebook e dai personaggi che ci sono dietro tale pagina trash, molto popolata da account fake ed estimatori con scarso quoziente intellettivo.

Milano 1958 Lambrate-Cimiano. Via Palmnova in corrispondenza dell'incrocio con Via Bruno Cesana, Via Carnia. Giro di Lombardia. Fonte fotografica e contestuale web Lagobba.it

Milano 1958 Lambrate-Cimiano. Via Palmanova in corrispondenza dell’incrocio con Via Bruno Cesana, Via Carnia. Giro di Lombardia. Fonte fotografica e contestuale web Lagobba.it

Milano 1960. Da un fotogramma del film "Rocco e i suoi fratelli", scalinata ed atrio ec biglietterie della Stazione Centrale. (fonte magazine.larchitetto)

Milano 1960. Da un fotogramma del film “Rocco e i suoi fratelli”, scalinata ed atrio ex biglietterie della Stazione Centrale. (fonte magazine.larchitetto)

Prosegue l’appropriazione di disascalie e immagini (per mano di Milano Sparita Facebook) per uso commerciale, prelevate da questo sito (milanobarona).

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.1783909294989417/2489810857732587/?type=3&eid=ARBzeIPYvx0s2NoD_AFRFlwsiJ2UGA3sL11CMVM-kSN54tj9C1axcsgLxYtvTtyrI7Pk2RMmggAPGamu&__xts__%5B0%5D=68.ARDnERe0WiYfjWKO9thiXiM7TBD_X34L-D9SLiimdrx4wcfimG-h93etWIumhyk5oY388x5y_ScrkfusaLx7rYut-ZomZ07ucbXriRdpMgDqbGXSxTOy4hkOP1WeWgHpup-8Ccfr3f62gqWBZA2ZS8JER57UUHioMw17LrnfVGh5ykDyjD3SdZSjLZIbvKl1Z4eFuAcQGi0jWp-stiLUzRY89j0cpv7I9QKB-Z2eD7ak-x8y1HMlZ3ELKmBGRcE6iBYEXTagHLdp5THQlWo4e-M8Kmwa6jErFzAKA9mZ4JTOOEdr1VlOjm3DKCpOVJQvkiPXjPBeaOXMoN89UDKrALML9g&__tn__=EHH-R

Una considerazione.

Questi metodi sono stati anche applicati per l’impaginazione di libri correlati a pagine Fb “dedicate” a Milano … la cui impugnazione legale non è possibile in Italia essendo stati stampati in California da controllate Facebook Corporation…

Questo sito è preso di mira nelle immagini che non recano sovraimpresso il titolo del web…

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Milano 1965 circa. Certosa Quarto Oggiaro, Via Palizzi, Petrolchimico FINA.

Milano 1965 circa. Certosa- Quarto Oggiaro, Via Palizzi, Petrolchimico FINA.

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Questa immagine:

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2137029589677384/2489122414468098/?type=3&eid=ARAJBZNlgzfapJbjdGGxc3VUWabS0fohQiBG-tcyg3ENWjitbCuE7rMglL9pkIHpVaI7YKR9O7pcHXD3&__xts__%5B0%5D=68.ARCQ6CoLVwp2N-rttc7PXUPx3ou4z5a2aq7Wc7VFXuZG3PxwKB81rkbG4h-FpgXJozcAQKZWZdkC7p3ZNIKjuFaI8RGE5ujfGgcD_JxB9sJp4kxaS5-L8JBGcW3MA12_-_Ljx1JOFcrA9_v-41PuhLhHHOwh_9dDszIFd1z_wzsVxiQxobYoEQ4I3LSJiBlDyGAaU8QYbse9Y13H1I8ylggHpN1xjvkgG3-YQx_ESfXnmpon7DLzqSRohKupMrh7HvzWflzAgeVaX6rPP-q2NqOQhtXN3uyDpd4O29CC4yY3Wv0AycYCzVonoYMEM23p5GSUcKlmGJtTUIl-CBmbsbPIsA&__tn__=EEHH-R

è stata copiata da questa:

Galleria Vittorio Emanuele vosta dalle terrazze del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Galleria Vittorio Emanuele vosta dalle terrazze del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Immagine pubblicata da Milanobarona nell’Aprile 2019 e poi ripresa da Milano sparita e da ricordare Facebook….

Siamo sempre nell’ambiente Milano Sparita Skyscrapercity che ha “tollerato” (in apparenza contro i loro interessi) le derivate di:

Da Milano alla Barona Facebook (vendita libri Amazon Facebook)

Milano sparita e da ricordare Facebook (vendita libri Amazon Facebook)

Milano nei secoli Facebok (vendita libri Amazon Facebook)

Le tre pagine commerciali succitate non esisterebbero se non esisterebbe , a sua volta, Milano Sparita Skyscrapercity…(secondariamente, sempre da Milano Sparita SSC anche Milan l’era inscì e altre raccolte sempre gestite da tali personaggi).

Non parchi di 1 milione di immagini inedite monopolizzate a fini commerciali, cercano di setacciare anche quello che in rete non è ancora finito nei loro tentacoli… Si nota che tutti coloro che gravitano intorno al grande business…considerano di loro “proprietà” (ivi anche i contenuti) anche Milanobarona e si avvalgono (pur accusando gli altri delle cose che attuano loro) di un mai formalizzato diritto di prelazione, imposizioni di subordinazione, diritto di censura e filtro…

Anche in questo caso si potrebbe dire che questa foto è stata “rubata” ?, come disse un povero mentecatto … l’epiteto venne usato da tale (pensionato) e da quale altro socio contro questo web e chi lo gestisce… pertanto il “titolo” è, oggi, ricambiato in pareggio… (essendo stati loro i primi ad avvalersi di insulti contro coloro che non offrono loro, grautitamente , immagini e ricerche sulla “vecchia Milano”, immagini che poi vengono fagocitare dall’ambiente Facebook che ne sfrutta i contenuti) . Il succitato leone da tastiera (facile ad accuse di reati mai commessi e facile all’ira) è autore di un blog che deve la sua esistenza agli archivi Milano Sparita SSC dove egli presta opera… Del resto siamo in Italia. Altrove simili situazioni non si sarebbero nemmeno avviate ma in Italia dobbiamo fare i conti con una certa cultura delle regole non rispettate e anche alla presenza di magistratura (complice) che reprime e punisce solo i deboli e gli onesti in nome e per nome del potere di una classe politica ultracorrotta che la tutela per sostenere un sistema ormai sconfinato nell’anarchia … (insieme alle tasse che noi paghiamo a fondo perduto per mantenere politici, amici dei medesimi ed un sistema giudiziario più prossimo ai regimi golpisti sud americani che ad uno Stato Europeo…) .

 

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Milano 1980 circa. Bicocca, Viale Sarca, palazzina (1956-57) del dipartimento industrie Pirelli di Ricerca e Sviluppo.

Milano 1980 circa. Bicocca, Viale Sarca, palazzina (1956-57) del dipartimento industrie Pirelli di Ricerca e Sviluppo.

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Si prega di prestare attenzione all’immagine sotto riportata

Milano sparita skuscrapercity… dunque… precisiamo che il milione e oltre di immagini (al 95% inedite e scannerizzate da copie chimiche originali e/o riprodotte in periodi arcaici, anche nei primi decenni del 1800) postate da alcuni soggetti (forse con account multipli che si presentano e propongono come un migliaio circa di amici e volontari collaboratori) non provengono da strappalacrime album di famiglia (è arduo, anzi impossibile che negli album di famiglia vi siano foto originali del 1840… 1850, tanto per capirci…) generosamente, disinteressatamente e filantropicamente donati (alla “rete”) da presunti (più che reali) migliaia di “padani doc”, confluiti in dubbie “milanesità doc” del forum sopra citato,… per costruire la più imponente (indirettamente anche la più redditizia fonte fotografica per Facebook Italia) raccolta foto di Milano e dintorni mai apparsa in quasi 170 anni di Unità d’Italia.

Dopo anni di osservazioni, monitoraggio, ovviamente anche di insulti, intimidazioni (di azioni legali) e diffamazioni ricevute, qualsiasi persona arriverebbe alla conclusione che circa 5 persone, attingano (per lo meno quando le foto sono scansite da secolari o centenarie immagini d’opoca originali e assolutamente inedite) da una unica fonte comune per tutti loro (questo nelle apparenze dei fatti… che sono pero’ fatti oggettivi).

Propriamente parlando… più che essere diventata grande e cresciuta Milano Sparita Skyscrapercity… sono diventate grandi e sono “cresciute” (e alcune anche milionarie come Milano Sparita Facebook) le pagine Facebook di Milano sparita, Milano nei secoli, Da Milano alla Barona, etc…che tantissimo hanno attinto da questo forum di autodichiaratisi blasonati (e filantropici privi di interessi secondari) e altolocati storici di Milano e dintorni… non risparmiandoci anche presunte (presunte ovviamente, lo dicono loro… è tutto da dimostrarsi…) amicizie con il Comitato Olimpico delle Olimpiadi invernali di Milano (bisogna considerare, tra le tante cose grottesche che emergono da certi forum… che Sala e Fontana sarebbero riusciti a modificare la classificazione climatica di Milano, da città con clima sub tropicale con alcuni rarissimi periodi di continentalità climatica… a rigida, nevosa, ghiacciata e polare località invernale alpina dove celebrare le Olimpiadi della neve del 2026 !!!).

Ritornando alla “comunità” SSC è impossibile non notare che per essi si tratta di un lavoro (quanto meno una vera attività che riempie, per alcuni di loro, l’intero arco della giornata , da 13 anni …non è dato sapere se frutto di filantropie o diversamente… a tempo pieno. Per alcuni di loro un secondo “lavoro” svolto nel primo… difficile credere che l’aver donato tanto agli autori di pagine Fb abbinate a libri e indirettamente a Zuckerberg sia solo frutto di una disinteressata generosità di pubblicazione degli archivi fotografici (ormai i signori hanno superato il milione di foto, di queste oltre il 95% provengono da Milano, in forme assolutamente inedite, immagini non famigliari, sia inteso, immagini che non sono estrapolate da ricordi famigliari ma da luoghi, archivi, raccolte e altro ancora… mai rese note, archivi (alcuni cartacei, altri semplicemente digitali) ubicati nella città di Milano (indicando che la trasparenza lascia a desiderare).

Chi gestisce questo sito (milanobarona), su un campione di 100 immagini ricercate in rete , tramite Google e Bing, è costretto a scartare, circa, il 95% di esse (perche’ già apparse su Milano Sparita Skyscrapercity…) questo per rendersi conto delle proporzioni incontrollate, sfuggite da ogni controllo e monitoraggio, del monopolio (che reca danni al pluralismo, alla libera iniziativa, alla libertà di espressione, informazione, critica, analisi, storia…) che si è rafforzato dopo i milioni di copie vendute, tramite Amazon, del libercolo di Milano Sparita e da ricordare (che include anche immagini provenienti da album famigliari postate (anche in Skycrapercity) confluite nei siti facebook sopra citati (ed in qualche caso anche nei libri) in beffa utenti privati CHE NON ACCONSENTIRONO ALLA PUBBLICAZIONE A FINI DI LUCRO) e dopo i miliardi di euro di quotazioni di tale pagina Facebook nei titoli tecnologici degli USA, dove i social net si autoquotano sulla base del numero degli account (oltre il 60% farlocchi per Fbook, whatsapp, Twitter, per Yahoo, Quora, siamo prossimi al 100% etc…) e sul numero di visite (anche quelle farlocche), like (farlocchi) e attività in essi presenti.

Ovviamente, quanto sopra, è tutto casuale e le parti lese sono i frequentatori di tale forum…ovvero gli storici filantropi di Milano Sparita SSC, uniche vittime del commercio Fbook… (…???).

Una ultima osservazione:

Dal 2015 circa nei web del SIT Geoportale del Comune di Milano sono spariti i Database immagini delle aerofoto della città di Milano del 1950, 65 circa, 1972… sopravvive il database ALIFOTO 75 perche’ “patrocinato”, non dal comune di Milano ma dalla Regione Lombardia.

Si nota, oltremodo, che pur non essendo più disponibili in rete internet le aerofoto degli anni ’50, ’65 ’72, le medesime appaiono sempre nelle “ricerche storiche” del Forum sopra citato…ormai unico fruitore di tali immagini, negate al resto degli interessati da oltre 4 anni.

Nel diritto di critica si scrive e si conclude che il generoso contributo disinteressato e filantropico di questi VIP della Milano Bene è stato pero’ selvaggiamente sfruttato (senza regole, ai limiti dell’illegittimo) da Facebook Italia che non paga tasse in Italia ma fattura, da sola, più di FIAT FCA, Finmeccanica, Mediaset, le mafie italiane… etc…. messe assieme…). Anche AMAZON paga poche tasse… i suoi dipendenti sono contraenti di contratti di lavoro internazionali dove valgono le clausole USA difficilmente impugnabili dai sindacati italiani… come anche i profitti AMAZON tassati negli USA e solo le briciole di tasse versate in Italia.

Poveretti gli storici VIP di Milano Sparita SSC… quanto sono stati sfruttati e plagiati… scendono calde lacrime sulla tastiera mentre quest’ultima porzione di testo verrebbe digitata… Al posto loro non si esiterebbe a contattare un pool di avvocati e procedere per le vie legali… ma non si vedono intenzioni del genere… semmai tali “storici” hanno dimostrato identiche intenzioni a carico di un web dilettantistico e gratuito come questo… da loro percepito come una concorrenza sleale a loro stessi, a Facebook, un sito (milanobarona), dai medesimi denigrato come un covo di delinquenti predatori di immagini rubate dal loro forum e da Facebook Italia, un web dilettantistico da oscurare, e da rinviare a giudizio chi lo gestirebbe…

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Milano 1955 circa, Ghisolfa, Cavalcavia Adriano Bacula detto "Ponte della Ghisolfa". (fonte web portale Lombardia beni culturali)

Milano 1955 circa, Ghisolfa, Cavalcavia Adriano Bacula detto “Ponte della Ghisolfa”. (fonte web portale Lombardia beni culturali)

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Non siamo a Milano ma l’opera, realizzata tra il 1910-12, ripristinata nel 1950 dopo i danneggiamenti degli “alleati” nella seconda guerra mondiale (forse concepita per una vita media superiore rispetto al futuro immediato), rappresenta un simbolo storico del nord Italia e della Lombardia … destinato a scomparire in previsione della sua futura demolizione… causata soprattutto dalle gravi responsabilità di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria imputabile agli enti nazionali, regionali e provinciali preposti alla sua manutenzione e salvaguardia nel tempo.

PONTE DELLA BECCA

ponte-della-becca… destinato alla demolizione.

Attraversarlo in automobile imprime un senso di imponenza come poche altre opere viabilistiche italiane potrebbero dare… Ripristinato nel 1950 (da cui il portale con l’incisione “PER PROVVIDENZA DELLO STATO RISORTO DAI DANNI DI GUERRA L’ANNO MDCCCCL” (1950), visti i cedimenti strutturali, il ponte sembra destinato alla demolizione.

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Milano 1956. Vicinanze Stadio Meazza (San Siro), Via San Giusto. (autore immagine Gian Battista Colombo).

Milano 1956. Vicinanze Stadio Meazza (San Siro). Via San Giusto. (autore immagine Gian Battista Colombo).

Milano 1954, Bicocca. Viale Fulvio Testi e stablimenti Pirelli-Bicocca visti dall'edificio della Fondazione Angelo e Maria Belloni. (fonte: web fondazionebelloni)

Milano 1954, Bicocca. Viale Fulvio Testi (intersezione Via Chiese e Via Ponale) e stablimenti Pirelli-Bicocca visti dall’edificio della Fondazione Angelo e Maria Belloni. (fonte: web fondazionebelloni)

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Luigi Neri combustibili, registrata presso Milano, Via Visconti di Modrone 16, con ufficio amministrativo Via Ambrogio Binda 14, aree di parcheggio veicoli Via Ambrogio Binda 16, accessi carrai di Via Giacomo Watt 39, Via Ettore Ponti 62 confinante ex distributore carburanti FINA di Via Santa Rita da Cascia 15, ed aree di parcheggio veicoli della ditta Facchini di Via Ettore Ponti 62.

Non si vuole avere la pretesa di fare storia. Questa non è storia (nemmeno locale). Trattasi di brevi e frammentati ricordi e cronologie delle piccole attività imprenditoriali insediate nel quartiere Barona a cavallo tra gli anni ’60 e metà anni ’80 circa.

Nella Milano post dopoguerra sino alle prime metanizzazioni avvenute a partire dalla seconda metà degli anni ’80, il riscaldamento residenziale avveniva, quando centralizzato, con centrali termiche a carbone, a Nafta ed a Cherosene.

Escludendo il carbone, Nafta e Cherosene erano derivati del petrolio, estratti anche dalle raffinerie petrolchimiche di Rho e di Quarto Oggiaro-Certosa.

Logica conseguenza, le caldaie condominiali ed ex IACP, degli edifici scolastici, ospedali, uffici, aziende, industrie, etc… dovevano essere periodicamente rifornite da autocisterne che rabboccavano i cisternini interrati al di sotto del locale caldaia dei palazzi, scuole, ospedali e industrie di Milano (come di tutto il resto di Italia).

Dalla produzione (raffinerie) alla distribuzione settoriale provvedevano le Ferrovie dello Stato. Per la distribuzioe locale provvedevano piccole ditte, decine e decine, dislocate nella città di Milano, con mezzi più o meno abbinati ad autocisterne singole e/o autocisterne con rimorchio e semirimorchio.

L’esistenza delle “Pese Pubbliche” nei quartieri periferici di Milano (tra le quali quella di Via Ettore Ponti) aveva ragione d’esistere proprio per la distribuzione locale di combustibili liquidi o solidi (solidi come il carbone o altri prodotti).

Limitatamente al quartiere Barona, molti ricorderanno la Ditta Luigi Neri Combustibili. Una Ditta di piccole dimensioni (a livello di organico, un solo conduttore di autocisterne, qualche dipendente nella parte amministrativa e contabile e di registri di pesatura, carico e scarico combustibili). Questta Ditta venne registrata all’Ufficio Centrale Brevetti per Marchio d’Impresa (nel lontanissimo 29 Gennaio 1959).

Registro d'impresa Luigi Neri Combustibili, Milano Barona, Via A.Binda, archivio centrale dello stato, registro del 1959. (copia cache google https://www.google.com/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjAg-qD9L7jAhWB16QKHevlBLUQjB16BAgBEAQ&url=http%3A%2F%2Fdati.acs.beniculturali.it%2Foad%2FuodMarchi%2FMR143281&psig=AOvVaw2EBmyM0ivzqWI3xGdrKAGx&ust=1563549640255971)ust=1563549640255971)

Registro d’impresa Luigi Neri Combustibili, Milano Barona, Via A.Binda, archivio centrale dello stato, registro del 1959. (copia cache google https://www.google.com/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjAg-qD9L7jAhWB16QKHevlBLUQjB16BAgBEAQ&url=http%3A%2F%2Fdati.acs.beniculturali.it%2Foad%2FuodMarchi%2FMR143281&psig=AOvVaw2EBmyM0ivzqWI3xGdrKAGx&ust=1563549640255971)ust=1563549640255971)

L’ubicazione del piccolo fabbricato ospitante la sede legale Luigi Neri Combustibili (Barona) esiste ancora, in stato di abbandono da oltre 30 anni (immagine sottostante)

Barona, Via A.Binda 14 a confine delle pertinenze del civico 16. Ex uffici legali e di amministrazione ditta Luigi Neri (fabbricato inutilizzato da decenni). 15-07-2019

Barona, Via A.Binda 14 a confine delle pertinenze del civico 16. Ex uffici legali e di amministrazione ditta Luigi Neri (fabbricato inutilizzato da decenni). 16-07-2019

La circolazione delle autocisterne “Luigi Neri” (di color bordeaux con banda orizzontale bianca) si concluse verso gli anni ’80 del 1900 (quanto meno a livello di trasporto combustibili prelevati dagli scali ferroviari, come quello di San Cristoforo per poi essere distribuiti nei condomini e nelle aziende localizzate nel sud ovest milanese e dell’interland circostante). Dalla seconda metà degli anni ’80 non si sono più viste circolare le autocisterne L. Neri, veicoli contraddistinti dalla tipica colorazione bordeaux scuro con una banda bianca orizzontale. Non è dato sapere se dopo tale periodo la ditta L. Neri proseguì la propria attività nella distribuzione, a breve distanza, di combustibili… oppure la medesima ditta chiuse definitivamente le proprie attività. La piccola area di parcheggio antistante gli ex uffici è oggi utilizzata come parcheggio di automobili dal personale di aziende limitrofe.

L’area era molto piccola e di difficile manovra e parcheggio per autocisterne con rimorchio.

Infatti le aree di sosta e parcheggio di tale ditta non si limitavano a quella ritratta nell’immagine (probabilmente per le locazioni transitorie di aree aperte o chiuse dove sostare le autocisterne).

Luigi Neri Combustibili possedeva una autocisterna FIAT 682 (con rimorchio) e una autocisterna IVECO con motrice (senza rimorchio) della quale non si possiedono immagini complete.

Il veicolo con rimorchio aveva un aspetto simile a quello ritratto nella foto sottostante

La motrice poteva essere un FIAT 682 dall'aspetto non molto dissime da quello ritratto ed il rimorchio autocisterna, rispetto a quello visibile nell'immagine, era lievemente più lungo (3 assi). Nella portiera di destra (il lato guidatore era a destra) appariva la ragione sociale del trasportatore di combustibili, ovvero Luigi Neri.

La motrice dell’autocisterna L. Neri (con rimorchio) era simile ad un FIAT 682 dall’aspetto non molto distante da quello ritratto nell’immagine. Il rimorchio autocisterna, rispetto a quello visibile nell’immagine, era lievemente più lungo (con 3 assi al posto di 2). Nella portiera di destra (il lato guidatore, negli autocarri prodotti negli anni ’50 e ’60, era sul lato destro della motrice) appariva, stampigliata, la ragione sociale del trasportatore di combustibili.

Il secondo ed ultimo veicolo di trazione per trasporto carburanti era, come accennato, un IVECO, serie non identificabile, (3 assi, uno anteriore, due posteriori, unica cisterna) senza rimorchio, presumibilmente acquistato (per rifornimento di piccole aree residenziali) nella metà degli anni ’70, di potenza tale da non essere utilizzabile per l’aggancio e la trazione di semirimorchi o rimorchi.

La ditta Luigi Neri, come accennato, per ragioni proprie (forse per lo scarso spazio disponibile negli interni condominiali di Via A. Binda 14), si avvalse di aree di posteggio alternative delle poprie autocisterne presso un capannone (oggi non più esistente) sito in Via Ambrogio Binda 16 (identificato nell’immagine sottostante ALIFOTO ’75), confinante con le pertinenze di Via A. Binda 14.

L Neri Binda

Barona, Via A. Binda 16. 15 Luglio 2019, area che un tempo ospitava un capannone (oggi demolito) utilizzato, anche, come area di sosta delle autocisterne Luigi Neri.

Barona, Via A. Binda 16. 16 Luglio 2019, area che un tempo ospitava un capannone (oggi demolito) utilizzato, anche, come area di sosta delle autocisterne Luigi Neri.

Una terza area condivisa con la ditta Facchini (di Via Ettore Ponti 62), a cavallo degli anni ’70 e ’80, era ubicata a ridosso delle pertinenze dell’ex Fornace Biella di Via G. Watt, e del Giardino d’infanzia (ex Richard Ginori, di Via G. Watt 39) e dell’area di servizio ex FINA di Via Santa Rita da Cascia 15 (immagine sottostante).

Facchini-Neri 1975 Watt Ettore Ponti 62

Isolato compreso tra Via A.Binda, Via G. Watt, Via Ettore Ponti e Via Santa Rita da Cascia-Ohm, Maggio 1975.

Milano Barona 1978 circa. Area parcheggio veicoli Facchini F e Luigi Neri a ridosso dell'ex Fornace Biella, Giardino d'infanzia di Via Watt, isolato compreso tra le vie Santa Rita, Ettore Ponti, Watt e Ambrogio Binda.

Milano Barona 1978 circa. Area parcheggio veicoli Facchini F e Luigi Neri a ridosso dell’ex Fornace Biella, Giardino d’infanzia di Via Watt, isolato compreso tra le vie Santa Rita, Ettore Ponti, Watt e Ambrogio Binda.

Verso la metà degli anni ’70 il rimorchio cisterna Luigi Neri lo si vedeva posteggiato, durante i fini settimana, anche lungo la Via Ettore Ponti, qualche decina di metri (direzione Piazza Bilbao) dalla ex ditta CO-MA (aeromodellismo e giocattori) di Via Ettore Ponti 12.

Ad onor della cronaca la Via Ambrogio Binda, negli anni ’50, fine ’60, annoverava un non molto gradito (ai residenti) deposito di carbone combustibile (con annesso un serbatoio interrato di Nafta) sito al civico interno 3/B della via (in pratica annesso ad una piccola corte demolita nel 1969 per lasciare spazio all’attuale condominio di Via Binda 3/A, completato verso il 1970).

Il deposito era gestito dalla Ditta Manfredi (nel 1970 trasferitasi a Corsico poi a Buccinasco), precedentemente proprietaria dei terreni dove sorsero, verso il 1957, i lotti condominiali ai civici 3 e 5 della medesima via. Autocisterne con rimorchi popolavano la Via A. Binda tra gli anni ’50 e ’60 ’70 del 900.

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Alcuni chiarimenti nel merito delle foto sat effettuate sulla regione Lombardia (in realtà lungo l’intero settore settentrionale dell’Italia) nell’anno 1975.
Tali immagini, qualificate come riprese con aeroplani (da un web istituzionale della Lombardia) possono essere soggette a diversa interpretazione. Ad essere sinceri, nel medesimo sito, sono definite foto aeree aeronautiche anche quelle di analoga copertura geografica, effettuate nel 2012 (trattasi di foto satellitari).
Ora dipende da che cosa si intenda per foto aeree.

Le foto satellitari si distinguono per errori prospettici (riscontrabili nei palazzi più alti quando l’ingrandimento viene spinto al massimo possibile) sintetizzabili in distorsioni geometriche introdotte dalla curvatura terrestre rispetto al disallineamento (angolo di parallasse) in cui giace il piano di ripresa del satellite. Le immagini satellitari coprono superfici lineari di oltre 150 km (il Landsat circa 180 km), ampiezze impossibili da raggiungere con gli aerei. Quindi l’elemento di distinzione (rispetto alle foto riprese da aeroplani) è il grado di risoluzione minima (massima dimensione di copertura) molto più ampio e ben riscontrabile nelle foto satellitari (nelle quali è molto più ampio) rispetto a quello ripreso dagli aeroplani (nelle foto effettuate dagli aeroplani non è possibile inquadrare in un solo fotogramma l’intera città di Milano e/o nemmeno, vista la minore quota di sorvolo, vasti settori di una regione prossimi e superiori ai 150 km lineari, settori fotografati indipendentemente l’uno dall’altro). Più correttamente sarebbe anche possibile riprendere, con un singolo frame, l’area urbanizzata di Milano, tramite aerei. La differenza che distingue i due casi (quanto meno verso gli anni ’70) consisteva nel fatto che le ottiche “civili” a bordo degli aerei non potevano scattare in una sola volta differenti gradi di ingrandimento delle aree urbane e inurbanizzate, cosa invece possibile per i satelliti (quanto meno era possibile per le ottiche di ripresa a bordo dei satelliti nati da un misto di collaborazioni militari e civili, ottiche che con un solo scatto impressionavano, tramite dispositivi ottici paralleli, decine e decine di fotogrammi con gradi di ingrandimento differenti (effettuati dalla stessa ripresa), modalità molto più limitata per le riprese aeronautiche (come riscontrabile nelle ortofoto del 1950, ’65 circa, ’72). Gli aerei, per riprendere dettagli più nitidi dovevano ripetere il sorvolo in più riprese, cosa non necessaria per i satelliti che con un solo “scatto” copriva, con diversi gradi di ingrandimento, settori di oltre circa 32400 m^2 (circa 179 volte la città di Milano).

Un esempio matematico (estremizzato, inevitabilmente rozzo e con ampi margini di incertezza di calcolo… essendo un calcolo trigonometrico applicabile a oggetti piani di superficie circolare piuttosto che da superfici costituite da altre forme geometriche regolari o meno che siano…) cercerà di togliere alcuni dubbi nel merito che il livello di copertura geografica e di proporzioni dei territori fotografati nel progetto ALIFOTO 1975 non poteva essere gestito da un aereo ma solo da un satellite (nel periodo storico, viste le alleanze NATO, il satellite poteva essere solo il Landsat).

Analizzando le proporzioni fotografiche del minimo ingrandimento possibile… ovvero la massima ampiezza reale possibile (nel 1975) della Città di Milano (nei suoi confini amministrativi) che doveva essere simile a quella attuale, ovvero circa 180 km^2 (in misura lineare media, da ovest a est e da nord a sud, circa 15 km = 15000 m). In ortofoto, nel minimo ingrandimento possibile (corrispondente alla massima ampiezza angolare ripresa, comprendente oltre 1/3 della Regione Lombardia), misuriamo, per l’area urbana di Milano, circa 1,5 cm di lato.

Il calcolo puo’ essere ripetuto, convertendo i mm lineari in gradi, l’ampiezza lineare della citta’ di Milano misurata nella foto, ampiezza lineare apparente con un lato di circa 15 mm = 0.843750°

h = coseno (0.843750 °)*(15000 m/0,015 m) = 999.891 m = circa 1000 km (quota di ripresa)

Se il procedimento fosse affidabile saremmo nel mezzo delle quote orbitali LEO (sat a bassa quota orbitale), comprese tra 160 e 2000 km.

Un simile ingrandimento (circa 1,5 cm di lato per l’area urbanizzata di Milano) in una immagine, più o meno scansita e rielaborata a posteriori, indica che la quota di ripresa non puo’ essere aeronautica (di qualche decina di km massimo) ma quella tipica dei satelliti artificiali.

La foto sottostante è stata ritagliata apparendo molto più piccola del reale. La superficie coperta dal frame (non incluso) è pari a quasi 1/3 dell’estensione di Regione Lombardia.

Immagine

L’area di Milano inquadrata in un frame che non puo’ corrispondere a riprese aeree (per via del ridotto margine di risoluzione e di una corrispondente ampia dimensione dell’area ripresa, contenibile anche 180 km in linea d’aria) valori impossibile da raggiungersi con foto aeronautiche… per il periodo della metà degli anni ’70. Indipendentemente che il frame sia stato riassemblato e fotoritoccato in forma digitale (per eliminare i margini di congiunzione delle singole aree di ripresa dei frame contigui). un dettaglio cosi’ particolareggiato ed esteso della superficie terrestre su scala regionale, esclude, quindi, un campionamento aereonautico e propone quello satellitare. Per i riquadri ingranditi della Città di Milano, sono state rimosse (dalle società che gestirolo l’acquisizione dei fotogrammi) le aree di scalo ferroviario (Centrale, Garibaldi, Porta Vittoria Rogoredo) quasi ad indicare che l’origine delle immagini deriverebbe da collaborazioni misto civili militari tra gli enti che hanno acquisito le immagini geografiche dei satelliti Landsat (per il nord Italia) e la Nazione che ne curava la messa in orbita e la operatività (USA). Del resto anche i servizi GPS attuali sono gestiti da satelliti e brevetti militari dell’esercito degli Stati Uniti d’America e le convenzioni di utilizzo non si discostano molto da quelle di decenni fa.

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Immagine satellitare Landsat Maggio 1975.

Milano Barona-Giambellino.

Cavalcavia Don Lorenzo Milani in costruzione.

Si nota la posa discontinua dell’impalcato stradale del cavalcavia, ancora assente tra la verticale dell’Alzaia Naviglio Grande ed i primi 100 metri circa di Viale Richard.

Landsat 1975 Cavalcavia Don Luigi Milani

Milano Maggio 1975, Barona San Cristoforo-Giambellino. Immagine satellite Landsat del Cavalcavia Don Lorenzo Milani in costruzione.

Foto satellitare di rilievo regionale di Viale Famagosta-Piazza Miani (Barona) risalente alla primavera approssimata tra gli anni 1974-75 (questa non è una aerofoto del 1963-65 ma una acquisizione satellitare in scala di grigi, forse anche in componente Infrarossa per via delle diverse colorazioni tra aree erbose e aree boschive, ovviamente non inquadrate in questo ritaglio).

Nella foto si distingue Piazza Miani e Viale Famagosta ultimato meno di 10 anni prima, con 3 corsie per senso di marcia, comprese tra la fine dello sparitraffico a ridosso di Piazza Miani sino all’incrocio con Via San Vigilio, ridimensionate a 3 corsie ridotte (nel 1983 circa) con l’implementazione di uno spartitraffico centrale “New Jersey”, corsie oggi ulteriormente ridotte a una sola corsia (ampia) senza linea di mezzeria (per le automobili) + una ampia seconda corsia preferenziale per bus e taxi (limitatamente nella direzione verso Piazza Miani), mentre nella direzione Miani-San Vigilio permane una ripartizione ridotta a 2 corsie automobilistiche + corsia preferenziale per bus e taxi. Nella ellisse gialla è evidenziata una vettura filoviaria della storica linea 95 (Rogoredo FS-Modica Miani, 1967-77), riconoscibile dalla presenza dei supporti mobili per le aste di captazione elettrica e carena protettiva dei giunti mobili dei trolley. Possiamo anche notare un ‘autobus linea 74 imboccare Piazza Miani, dal lato opposto del Viale, in direzione via Biella. E’ ancora presente l’anello tramviario del capolinea Miani della linea 12, soppressa qualche anno prima.

Pur essendo una foto poco dettagliata… (a bassa risoluzione) rappresenta un notevole tuffo nel passato e un certo nodo alla gola…

Viale Famagosta-Piazza Miani Maggio 1974-75______________

Nei prossimi giorni, nell’articolo dedicato al Quartiere Barona, approfondimenti inrerpretativi nel merito degli spazi,delle vie, dei numeri civici (non meno di tre), utilizzati (negli anni ’59-’60-’70-’80) dalla ex ditta Luigi Neri Combustibili.

Milano 1990/92 circa. Barona, Piazza Bilbao angolo Via Ettore Ponti. Ex area deposito carburanti Victoria, successivamente adibita a deposito in cisterne GPL.

Milano 1990/92 circa. Barona, Piazza Bilbao angolo Via Ettore Ponti. Ex area deposito carburanti Victoria, successivamente adibita a deposito in cisterne comburenti (presumibilmente GPL)

Milano Barona 1978 circa. Area parcheggio veicoli Facchini F e Luigi Neri a ridosso dell'ex Fornace Biella, Giardino d'infanzia di Via Watt, isolato compreso tra le vie Santa Rita, Ettore Ponti, Watt e Ambrogio Binda.

Milano Barona 1978 circa. Area parcheggio veicoli Facchini F. e Luigi Neri (rimorchio a 3 assi) a ridosso dell’ex Fornace Biella (nel periodo un cascinale ancora occupato da persone), Giardino d’infanzia di Via G.Watt, isolato compreso tra le vie Santa Rita, Ettore Ponti, Watt e Ambrogio Binda. L’immagine ritrae un’autoclave della ditta Facchini con un rimorchio autocisterna della ditta Luigi Neri. Le palazzine sullo sfondo corrispondono al condominio di Via Santa Rita da Cascia 13.

Barona, Via A. Binda 16. 15 Luglio 2019, area che un tempo ospitava un capannone (oggi demolito) utilizzato, anche, come area di sosta delle autocisterne Luigi Neri.

Barona, Via A. Binda 16. 16 Luglio 2019, area che un tempo ospitava un capannone (oggi demolito) utilizzato, anche, come area di sosta delle autocisterne Luigi Neri.

Barona, Via A.Binda 14 a confine delle pertinenze del civico 16. Ex uffici legali e di amministrazione ditta Luigi Neri (fabbricato inutilizzato da decenni). 15-07-2019

Barona, Via A.Binda 14 a confine delle pertinenze del civico 16. Ex uffici legali e di amministrazione ditta Luigi Neri (fabbricato inutilizzato da decenni). 16-07-2019

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Prosegue la Saga del : “ti giro ufficialmente la foto” tra Milano Sparita Skyscrapercity e la pagina facebook più commerciale d’Italia, Milano Sparita (e da dimenticare) Facebook

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.1848559828524363/2466570473389959/?type=3&eid=ARCasrMu6UEbtm3SCOTN1W5NPquUxwvUmGjMNSSSAsCqOzB32pJgyBhUP5942L8Ti0135yxMLGuqqN9a&__xts__%5B0%5D=68.ARCYNLZlFRVGgiyb4td58TozH5dEvyzmmg9Ruz0vjz-brVT2YwZAviV-G0xBc67zqS-eOLYnc8xtI-h1YzcFMYQ0m3FbmD3bAiXlkN4E00cOohQRuqWVD7iPO_3k4ixKErNY6-nO_iNip8XmQH6oQ-NffDoTudvjPTBbNqSeHz64e-6yHFpIZgr5lIgKIL6D3WX1oQR1cF4A4BPhEZ9gzJHJzoOXFPOZ1sJXLIIjr15IUyyoXBcF5_Tq1SosOnBxLS8ZfenNR1Fd_1mFvVe41i_YGkoy7OBedovZ38uifGaxCz-B-MvdWRngokbtSbwVM7DGQkvuur8r0gq3-cmV8I8nHQ&__tn__=EEHH-R

trattasi di donazioni Caritas che Milano Sparita SSC effettua ai bisognosi della California…bisognosi di immagini e didascalie… come l’aria che gli autori di Milano Sparita (e da dimenticare) Facebook (ed altre pagine Fbook derivate, destinate ai quartieri) abbisognano di respirare… (foto e testi sono il loro ossigeno…) per creare posti di lavoro negli USA, nella fattispecie in California a Mountain View dove Zuckerberg fa stampare libri di Milano e Quartieri e dove perpepisce i pacchi viveri Caritas erogati da ignoti e generosi filantropi milanesi…(concedete questo sarcasmo fisiologico…). Dopo i tram “1928 ATM” di Milano, Milano medesima e i milanesi donano, alla California, centinaia di migliaia di immagini da sfruttarsi in Facebook, Instagram e Twitter.

Per prevenire queste cose sarebbe sufficiente “marchiare” l’immagine con l’url del web da dove viene pubblicata… ma ci si chiede (anche) come mai le immagini del sito Lagobba.it, generalmente tutte “marchiate” (impossibili da scaricare, alcune protette da Copyright) non lo siano, invece, nei post delle varie Milano Sparita… forse c’è qualche tintoria che smacchia gli abiti macchiati ?

Non sono stati elevati gli strali di…. “al ladro al ladro” (da parte degli “amici” di Milano Sparita Skyscrapercity)… strali solitamente elevati a pieni polmoni (e ugole) contro questo sito (un web dilettantistico che ha tolto il sonno a tali personaggi…).

Un motivo in più per snobbare queste pagine Facebook e SSC.

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Milano Ticinese 1900 circa. Il "Naviglio di Porta Genova" che collegava la Cerchia interna (verso l'attuale Via E. de Amicis verso Via Arena, tramite la "Conca di Viarenna" con la Darsena). Fonte : web fotografieincomune.comune.milano

Milano Ticinese 1900 circa. Il Naviglio di Porta Genova (Naviglio Vallone) che collegava la Cerchia interna con la Darsena (dall’attuale Via E. de Amicis verso Via Arena, tramite la “Conca di Viarenna”). Fonte : web fotografieincomune.comune.milano

Il Naviglio Vallone è stato interrato durante gli analoghi lavori di copertura della Cerchia dei Navigli tra il 1929 e il 1930.

Via Olocati Via Vallone 1900 circa

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GIALLO DI IMANE FADIL:

I Fadil

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO, MEDICINA LEGALE DI MILANO E ORDINE DEI GIORNALISTI:

FAKE NEWS DISINFORMATIVA PER NASCONDERE VERITA’ SCOMODE ?!

https://www.milanotoday.it/cronaca/morte-imane-fadil-cause-naturali.html

SI TEME CHE I GIORNALOTI MILANESI (da sempre ligi servitori dei “desiderata” della classe dirigente milanese, lombarda e nazionale) ABBIANO PRODOTTO, SU COMMISSIONE, UNA FAKE NEWS DI PESSIMO GUSTO: Imane Fadil non è stata avvelenata: la modella morta per una misteriosa malattia. Imane Fadil non sarebbe stata avvelenata: morta per cause naturali“

IL TITOLO SI COMMENTA DA SOLO (per il contenuto illogico dove ad una affermazione segirebbe la negazione della medesima) !

Non esistono perizie autoptiche degne di essere considerate tali come quelle nelle quali si verbalizzi che una persona muore per cause naturali … quando NON SAREBBERO NOTE LE CAUSE PATOLOGICHE “NATURALI” (che avrebbero determinato la morte fulminante di un giovane soggetto di sana costituzione).

Gli avvelenamenti (contaminazioni da decadimento Alfa) da POLONIO si distinguono per non lasciare tracce biologiche e biochimiche nei tessuti ed organi umani (esattamente come sarebbe avvenuto per il “giallo” della morte di IMANE FADIL).

Una breve descrizione degli effetti da contaminazione da Polonio.

Il Polonio 84, semimetallo radioattivo, infuso in alimenti e bevande (solitamente con “vettori” costituiti da metalli pesanti a dosi infinitesimali) genera contaminazione da decadimento nucleare Alfa.

Il decadimento Alfa del Po 84 emette particelle (protoni e neutroni costituenti il nuclei degli atomi). Se contaminante le molecole dei tessuti biologici, l’emissione di Particelle Alfa contribuisce a indebolire le energie di legame atomico e molecolare.

Tradotto in parole semplici: Degenerazione e distruzione rapida dei tessuti e organi (dal midollo osseo agli organi dove si accumulano i metalli pesanti, come il fegato).

Il Polonio (vedasi il principio di conservazione energia/massa e l’equivalenza tra le due grandezze) emette radiazioni ionizzanti (raggi Gamma) in percentuali talmente basse da essere assimilabili ai livelli di radioattività naturale.

Chi viene contaminato da tale semimetallo non è vittima di effetti da radiazioni ionizzanti ma dagli effetti di disintegrazione tessutale prodotti dal decadimento “corpuscolare” Alfa (emissione di protoni e neutroni). I quadri clinici sono simili, anche se molto più rapidi e nefasti… di quelli tipici delle sindromi degenerative e/o sindromi autoimmuni (e sindromi di Pancitopenia).

Quadro patologico molto simile a quello sofferto da IMANE FADIL che in questi mesi, DA MORTA, è stata soggetta ad un linciaggio (mediatico) diffamatorio… pesantissimo … da parte degli organi di informazione (stampa,RAI, MEDIASET, LA 7, etc…) e anche sui social… descritta come una sorta di bigotta paranoica e visionaria che vedeva e parlava con Satana…che avrebbe praticato una sorta di suicidio (con sostanze tossiche) per simulare un avvelenamento di natura cospirativa alla sua persona.

Un ultimo dettaglio sui contenuti diffamatori a danno di un cadavere che non puo’ più difendersi.

Nella Villa di Arcore… il Sig. Berlusconi, negli anni ’90, fece allestire, nei sotterranei, una sorta di mausoleo esoterico, decorato da figure e simboli anche richiamanti il Satanismo, simboli e allestimenti che possono urtare persone di fede cattolica. Gorbaciov nel 1993 e successivamente Putin, rimasero impressionati da tale mausoleo “esoterico”.

IMANE FADIL venne, indubbiamente, suggestionata ed impressionata da certi ambienti (ad ispirazione “Satanista”) di un imprenditore che negli anni ’70 e ’80 frequentava la P2, una loggia massonica ad indirizzo sicuramente commerciale, finanziario, neo fascista, neo liberista, ma anche di ispirazione stragista e satanista (gli scettici possono cercare in rete tutti gli approfondimenti necessari).

MORALE (della presunta Fake News) ?

Morte per motivi ignoti ! (che escludono sia le cause naturali che le cause dolose, malgrado si faccia credere che l’assenza di una causa patologia naturale corrisponda all’assenza di eventi dolosi).

Si cerca di nascondere la verita ?

Si teme di si… qualcuno (che a Settembre compirà, per nostra disgrazia… 83 anni… quasi fosse “votato” all’eternità… vicino a Monza) potrebbe essere molto informato della vicenda.

IMANE FADIL ha, probabilmente, dato fastidio a qualcuno…

§§§§

50enario USA-NASA sulla Luna ?

Dopo la FAKE NEWS sulla improbabile “morte naturale” di IMANE FADIL… passiamo alla più grande FAKE NEWS su scala planetaria prodotta dalla NASA, dagli USA, dalla CIA…(nella storia del genere umano) tra il 1969 e il 1972.

Nessun astronauta americano mise piede sul satellite naturale terrestre.

Le motivazioni storiche e tecnologiche sono moltissime.

…In massima sintesi e semplificazione:

La NASA venne fondata tra il 1959/60, con grande ritardo rispetto alle missioni compiute dall’agenzia spaziale sovietica… e senza alcuna esperienza pregressa in ambito aerospaziale. Nacque su volontà del Presidente USA John Fitzgerald Kennedy in seno ad un rifacimento di immagine internazionale di una superpotenza contestata per la sua natura guerrafondaia e imperialista (vedesi anche la Guerra del Vietnam). Colui che si inventò la “favola” dell’uomo sulla Luna (Kennedy) ignorava, in buona parte, i limiti tecnologici INSORMONTABILI esistenti mezzo secolo fa, come oggi, e probabilmente anche per il mezzo secolo a venire (nel 2069 si celebrerà il Centenario degli USA sulla Luna… MA con buona probabilità nemmeno in quel remoto futuro l’uomo sarò ancora riuscito in tale impresa, tutt’oggi mai realizzata malgralo le fandonie narrate a livello planetario dai mezzi di informazione e dai social net)

L’ingegneria USA, a partire dal 1959, copiò, in tutto e per tutto, la tecnologia sovietica, quella che permise, tra il 1957 e buona parte degli anni ’60, la messa in orbita di satelliti artificiali (a partire dallo Sputnik) e dei primi cosmonauti sovietici in orbita stazionaria intorno alla Terra.

Nel 1969 le tecnologie aerospaziali della NASA non erano pronte (nè mature) per affrontare i rischi di una impresa (ai limiti della fantascienza) del genere. I collaudi del LEM furono, negli anni precedenti, fallimentari e non vi erano le competenze tecnologiche per inviare un equipaggio sul suolo lunare e fare ritorno sulla Terra. Ovviamente nemmeno l’URSS era in grado di realizzare una simile missione… ma la ex superpotenza comunista non si prefisse mai un simile progetto fantascientifico.

L’evento fu pura fiction… la prima FAKE NEWS su scala planetaria antecedente all’avvento di Internet.

Qualche miliardo di esseri umani, centinaia di milion i di telespettatori, credettero nel falso mito di una impresa che divenne subito storia epocale, millenaria… per via della buona fede dimostrata da centinaia di milioni di persone (che per il solo fatto che un simile evento potesse essere trasmesso dalla televisione… comportava… l’assoluta veridicità dell’impresa).

Una bugia alla quale credettero e credono tutto’oggi credono miliardi di persone…

UNA BUGIA DIFFUSA SU SCALA GLOBALE …DIVENTA STORIA MILLENARIA…

Reti televisive (RAI, LA 7, MEDIASET, etc…) e social network come Yahoo, Quora e anche Facebook e Twitter e Google… celebrano, in queste settimane, l’evento mai avvenuto… considerandolo assolutamente vero e come una pietra miliare ed epocale della storia vincente dell’imperialismo politico, tecnologico e capitalistico USA… ma si tratta di disinformazione e di subordinazione al potere Atlantistico esercitato dagli USA.

Nella, ormai, decennale diatriba… tra “complottisti lunari” e “omologati lunari”… si deve concludere che… nè i “complottisti” nè i “conformisti” sarebbero in grado di dimostrare che l’allunaggio fosse falso e soprattutto che fosse reale. Questo web opta per la prima ipotesi… questo in conseguenza dell’esperienza maturata da molti “miti” contemporanei basati su falsi storici e bufale (fake news storiche) nei quali gli Stati Uniti d’America si resero e si rendono tutt’oggi protagonisti per affermare la loro supremazia globale e per giustificare guerre e invasioni militari. Vedasi l’11 Settembre 2001, le false bombe nucleari di Saddam Hussein, la stessa Pearl Harbor (una simulazione di attacco aereo giapponese finalizzata all’utilizzo di bombe termonuclari durante la Seconda Guerra Mondiale)… Coloro che pubblicano manuali sulle foto terrestri dalla Luna… dovrebbero riflettere sui rischi di diventare complici di una bufala storica senza precedenti nella storia dell’umanità.

Milano 20 Luglio 1969. Prime ore del mattino durante la diretta notturna (seguita in un bar milanese con un televisore allestito tra i tavolini posti sul marciapiede) della Missione Apollo 11 che ufficialmente consacrava il primo sbarco dell'uomo sul satellite naturale terrestre. L'ultima missione avvenne nel 1972 (Apollo 17). Verso il 1976, negli USA, vennero stampati e venduti libri (co-redatti da ex ingegneri della Aerojet Rocketdyne, la principale ditta appaltatrice delle missioni lunari NASA) dove si mise in discussione la veridicità dell'evento. La diatriba è in corso ancora oggi e non mancherebbe alcuni validi argomenti a favore dei cosiddetti "complottisti lunari". A distanza di mezzo secolo nessuna delle due fazioni (NASA e complottisti) è in grado di dimostrare, nell'ordine, che sulla Luna gli USA ci andarono realmente o, viceversa, non ci andarono mai ... con un eventi etichettato come la più grande fiction mediatica e televisiva su scala planetaria. Ci andarono o no ? Un segreto che tutt'oggi non ha risposte certe. Fonte fotografica VOGUE

(post dell’Agosto 2018) Milano 19/20 Luglio 1969. Prime ore del mattino durante la diretta notturna (seguita in un bar milanese con un televisore allestito tra i tavolini posti sul marciapiede) della Missione Apollo 11 che ufficialmente consacrava il primo sbarco dell’uomo sul satellite naturale terrestre. L’ultima missione avvenne nel 1972 (Apollo 17). Verso il 1976, negli USA, vennero stampati e venduti libri (co-redatti da ex ingegneri della Aerojet Rocketdyne, la principale ditta appaltatrice delle missioni lunari NASA) dove si mise in discussione la veridicità e credibilità dell’evento. La diatriba è in corso ancora oggi e non mancherebbe di alcuni validi argomenti a favore dei cosiddetti “complottisti lunari”. A distanza di mezzo secolo nessuna delle due fazioni (NASA e complottisti) è in grado di dimostrare, nell’ordine, che sulla Luna gli USA ci andarono realmente o, viceversa, non ci andarono mai … con un evento etichettato come la più grande fiction mediatica e televisiva su scala planetaria mai avvenuta. Ci andarono o no ? Un segreto che tutt’oggi non ha risposte certe … ma il dubbio si farebbe sempre più concreto… Fonte fotografica VOGUE

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Brevetto Registrato Marchio d’impresa della Ditta Luigi Neri Combustibili di Via A.Binda, depositato nel 1959.

Registro d'impresa Luigi Neri Combustibili di Via Binda 1959. (copia cache google https://www.google.com/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjAg-qD9L7jAhWB16QKHevlBLUQjB16BAgBEAQ&url=http%3A%2F%2Fdati.acs.beniculturali.it%2Foad%2FuodMarchi%2FMR143281&psig=AOvVaw2EBmyM0ivzqWI3xGdrKAGx&ust=1563549640255971)

Registro d’impresa Luigi Neri Combustibili, Milano Barona, Via A.Binda, archivio centrale dello stato, registro del 1959. (copia cache google https://www.google.com/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjAg-qD9L7jAhWB16QKHevlBLUQjB16BAgBEAQ&url=http%3A%2F%2Fdati.acs.beniculturali.it%2Foad%2FuodMarchi%2FMR143281&psig=AOvVaw2EBmyM0ivzqWI3xGdrKAGx&ust=1563549640255971)

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Riferimenti storici: https://www.clubmilano.net/2018/02/borgo-dei-furmaggiat-corso-san-gottardo/

Milano primo decennio del 900. Ticinese, Corso San Gottardo ed il cosiddetto "Borgo dei furmaggiat". Sulla destra la palazzina che un tempo ospitava uno stabilimento di confezionamento burro. Nel 1900 e primi 1900 il quartiere si distingueva per una attività di "stagionatura" formaggi (probabilmente anche il "Grana Padano", dal dopoguerra prodotto solo in Emilia) prodotti nel sud di Milano, inclusi gli ex borghi e comuni limitrofi, come Rozzano. Fonte fotografica e storica https://www.clubmilano.net/2018/02/borgo-dei-furmaggiat-corso-san-gottardo/

Milano, primo decennio del 900. Ticinese, Corso San Gottardo ed il cosiddetto “Borgo dei furmaggiat”. Sulla destra la palazzina che un tempo ospitava uno stabilimento di confezionamento burro. Nel 1800 ,sino ai primi del 1900, il quartiere si distingueva per una attività di “stagionatura” formaggi prodotti nel sud di Milano (probabilmente anche il “Grana Padano”, dal dopoguerra prodotto esclusivamente in Emilia), inclusi gli ex borghi e comuni limitrofi di Milano, come Rozzano. La stagionatura di forme di formaggio, proveniente dalle cascine casearie a sud di Milano, veniva effettuata nelle cantine seminterrate (dette CASERE) delle case di ringhiera che si affacciavano lungo i Navigli e lungo lo stesso Corso ed all’interno del quartiere Ticinese. Le CASERE vennero messe al bando dalle autorità sanitarie negli anni ’60, perchè considerate anti igieniche. Questa decisione, volontariamente o meno, favorì l’industria casearia a discapito della piccola produzione e con essa anche la vendita, progressivamente migrata verso la grande distribuzione. Fonte fotografica e storica : https://www.clubmilano.net/2018/02/borgo-dei-furmaggiat-corso-san-gottardo/

Milano Ticinese anni ’30-’40 (presunti). Botteghe lungo le corti di Corso San Gottardo (borgo dei furmaggiat). Casere e magazzii di stoccaggio, lavorazione e vendita prodotti alimentari di consumo primario. Fonte : https://www.clubmilano.net/2018/02/borgo-dei-furmaggiat-corso-san-gottardo/

Gaggiano (1970 circa). Via Roma lungo il Naviglio Grande.

Gaggiano (1970 circa). Via Roma lungo il Naviglio Grande (fracassi.net)

Gaggiano anni '50 del 900. Via Roma lungo il Naviglio Grande. (fonte,:web Fracassi.net)

Gaggiano (verso il 1960). Via Roma lungo il Naviglio Grande. (fonte :web Fracassi.net)

Quando Milano Sparita Skyscrapercity cerca di fare storia locale… ma toppa in diversi particolari… e gabba in altri…

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=4991

@banzio scrisse (non sappiamo quanti multiaccount, gestiti da 4-5 pesone massimo, popolino quel forum che posta una media di 15 foto inedite al giorno, molte fagocitate da Milano Sparita e da ricordare Facebook di Forza Italia-PD-Lega )

“quando la città si riscaldava a gasolio. depositi sparsi un po’ in tutta milano, da ricordare per esempio gli autotreni che consegnavano da ‘neri combustibili’ in via binda 14 con passaggio millimetrico o il 690 di ‘viganò’ al 15 della stretta via lombardini… CAM aveva deposito a pero, sulla statale, ma il 690 è stato fotografato a torino, all’ingresso -visibile nella vecchia foto- dello stabilimento viberti in corso trapani angolo corso peschiera”

Per quanto riguarda la Via A. Binda, il deposito “LUIGI NERI Combustibili” era al 16 e non al 14, nell’area a ridosso della Cascina Corna (in realtà non era un deposito ma un semplice parcheggio di autocisterna con rimorchio). Questi errori e l’apparente maestria nel localizzare un’autocisterna a Torino in Corso Trapani non derivano, come cercano di apparire, da una loro eccellenza di tracciabilità storico fotografica individuale… ma dal possedere mauali e foto originali corredate da didascalie compilate direttamente dagli autori di foto, cataloghi, depliant aziendali e pubblicitari. Si fa presente che del deposito LUIGI NERI Combustibili, che faceva anche trasporto di comburenti e altri derivati dal petrolio prelevati e stoccati all’ex Deposito Victoria di Piazza Bilbao angolo Via Ettore Ponti e che effettuava pesate alla Pesa Pubblica di Via Ettore Ponti e che sversava in carri cisterna, presso lo scalo ferroviario di San Cristoforo in Piazza Tirana (carichi e scarichi), oltre che rifornire anche industrie e aziende di Corsico (come di Milano) in tale deposito (come accennato, in realtà un semplice parcheggio di autocisterne) i veicoli erano solo due, uno con rimorchio dei primi anni ’60 (di colore bordeaux con banda bianca) ed un secondo, privo di rimochio, un’autocisterna IVECO (anch’essa Bordeaux con banda bianca) acquistata verso la metà degli anni ’70. LUIGI NERI dismesse tale esercizio di trasporto carburanti e combustibili, verso il 1985.

Foto satellitare Google dell'area ex parcheggio e Ditta Luigi Neri Combustibili di Via Ambrogio Binda 16. Sono ovviamente passati più di 34 anni circa e individuare fabbricati, forse di pertinenza della Cascina Corna, dove erano ospitati gli uffici della ditta sopracitata, è impresa a dir poco ardua Nella foto sat si puo' comunque notare l'ampiezza dell'area rispetto al passo carraio del civico 14. Le autocisterne, al civico 16, avevano la possibilità di effettuare manovre tali da entrare in un senso e uscire, sempre, senza manovre di retromarcia (cosa invece non possibile nell'area corilizia del civico 14. Si notano i residui (al 16) di fabbricati demoliti e aree di delimitazione oggi non utilizzate. In tali spazi vi era la ditta di combustibili sopra citata. Se poi questa ditta apri' una sede legale al civico 14 non è dato sapere. Quello che è certo era l'accesso e l'uscita dal passo carraio del civico 16 di Via Binda.

* Foto satellitare Google dell’area ex parcheggio e Ditta Luigi Neri Combustibili di Via Ambrogio Binda 16. Sono ovviamente passati più di 34 anni circa e individuare fabbricati, forse di pertinenza della Cascina Corna, dove erano ospitati gli uffici della ditta sopracitata, è impresa a dir poco ardua (viste le massiccie demolizioni urbane della Milano degli ultimi 25 anni). Nella foto sat si puo’ comunque notare l’ampiezza dell’area rispetto al passo carraio del civico 14 (lato superiore della immagine) dove si constata che la ridotta dimensione dei carrai al 14 non permette (in apparenza) manovre utili ad autocisterne con rimorchio (compatibilmente con i decenni trascorsi e con possibili modifiche urbanistiche di tale interno condominiale. Le autocisterne, al civico 16, avevano la possibilità di effettuare manovre tali da entrare in un senso e uscire, sempre, dal lato motrice, senza essere costrette ad uscire in retromarcia (cosa invece non possibile nell’area cortilizia del civico 14). Si notano i residui (al 16) di piccoli fabbricati demoliti e preesistenti aree aperte di delimitazione oggi non utilizzate e in corso di riassetto nel periodo dell’immagine. In tali spazi vi era la ditta di combustibili sopra citata (che era molto modesta, dal fatturato apparentemente modesto, vista anche la vetustà e la scarsità dei veicoli di trasporto infiammabili in loro dotazione). Se poi questa ditta apri’ una sede legale al civico 14 (dove esistono dei seminterrati sede di alcune piccole attività imprenditoriali) non è dato sapere. Quello che è certo era l’accesso e l’uscita delle autocisterne dal passo carraio del civico 16 di Via Binda (più ampio di quello al 14). Ditte come quella indicata scomparvero verso la seconda metà degli anni ’80 per via della metanizzazione progressiva della Città di Milano.

Gli “”storici”” SSC ecellono nella localizzazione extraregionale… sovente toppano in quella Milanese…

Si rende noto che in questo web venne più volte fatto cenno delle autocisterne “Luigi Neri Combustibili” del quartiere Barona… quindi Milano Sparita SSC non ha scoperto nulla di nuovo, cose già esposte in questo web da anni…

Sull’accesso (negato a tutti, tranne a loro e le pagine Facebook correlate a libri stampati in California e venduti con Amazon) a tali archivi storici (probabilmente depositi comunali ai quali solo loro possono accedere) ne venne già scritto molto in passato… come si scrisse delle intimidazioni e degli insulti gratuiti…

Milano 1948. Galleria Vittorio Emanuele II. Ristorante Biffi. (autore Gian Battista Colombo).

Milano 1948. Galleria Vittorio Emanuele II. Ristorante Biffi. (autore Gian Battista Colombo).

Provincia di Milano immediato dopoguerra. Abbiategrasso. Tramvia Milano Abbiategrasso.

Provincia di Milano immediato dopoguerra. Naviglio Grande ad Abbiategrasso. Tramvia Milano-Abbiategrasso.

Milano 1890 circa. Tcinese verso Porta Romana. Via Molino delle Armi. (fonte fotografica : Portale Lombardia beni culturali),

Milano 1890 circa. Tcinese verso Porta Romana. Via Molino delle Armi. (fonte fotografica : Portale Lombardia beni culturali),

Milano 1920-30 circa, Ticinese. NaViglio Grande, Alzaia e Ripa a ridosso del Ponte dello Scodellino.

Milano 1920 circa, Ticinese. Naviglio Grande, Alzaia e Ripa a ridosso del Ponte dello Scodellino.

Milano 1947. Dazio di Crescenzago. (fonte: web Pratmarmilano)

Milano 1947. Dazio di Crescenzago. (fonte: web Pratmarmilano)

Milano 1972 Crescenzago (verso Quartiere Adriano). Piazza Costantino. (fonte: pratmarmilano.it)

Milano 1972 Crescenzago (verso Quartiere Adriano). Piazza Costantino. (fonte: pratmarmilano.it)

Milano Barona-San Cristoforo nel Febbraio 1958. Barconi in sfilata carnevalesca lungo il Naviglio Grande. Autore immagine Fedele Toscani, fonte: Archivio web Alinari.

Milano Barona-San Cristoforo nel Febbraio 1958. Barconi in sfilata carnevalesca lungo il Naviglio Grande. Autore immagine Fedele Toscani, fonte: Archivio web Alinari.

Milano 1963 Rogoredo. Via Giovanni Battista Cassinis, dopo l'innesto della Via Fabio Massimo, raccordo A1. Set di ripresa del film "ieri oggi domani" (Diretto da Vittorio de Sica con Marcello Mastroianni e Sophia Loren). Fonte :Abitare

Milano 1963 Rogoredo. Via Giovanni Battista Cassinis, dopo l'innesto della Via Fabio Massimo, raccordo A1. Set di ripresa del film "ieri oggi domani" (Diretto da Vittorio de Sica con Marcello Mastroianni e Sophia Loren). Fonte :Abitare

Milano 1963 Rogoredo. Via Giovanni Battista Cassinis, dopo l’innesto della Via Fabio Massimo, Raccordo A1. Set di ripresa del film “ieri oggi domani” (Diretto da Vittorio de Sica con Marcello Mastroianni e Sophia Loren). Fonte : Abitare

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Milano Sparita SSC e le sue foto non localizzate ?

Questa immagine…

Martesana Melchiorre Gioia 1964è stata “RUBATA” a Milano Sparita Skyscrapercity (i furbetti hanno configurato il forum per impedire il salvataggio immagini col tast dx del mouse… i file salvati hanno un formato non riconosciuto… comunque una schermata salvata (tasto print) e Paint permettono l’acquisizione… in alternativa, dopo alcuni giorni è scaricabile da Bing e Yahoo immagini…)

Sembra che (sembra ovviamente… in apparenza… questi sono furbi e giocano di rimessa…) non capiscano a quale Naviglio appartenga la FIAT 1100/103 “burlada giò in del navili”….

In via speculativa (ma forse non troppo) dovrebbe (DOVREBBE) essere Via Melchiorre Gioia e il Naviglio della Martesana, prima della copertura. Il fotografo riprende l’immagine in direzione sud, Greco dovrebbe essere, invece, nella direzione alle spalle del fotografo.

Per quel poco di immagini (anni 60) di Melchiorre Gioia col Naviglio esistenti in rete, (con gli ovvi rischi di margine d’errore, anche clamoroso…), si potrebbe ipotizzare che l’incidente sia forse avvenuto all’incrocio Melchiorre Gioia con la Via Galvani (non sono disponibili in rete, immagini del ponte all’incrocio tra Via Tonale e Melchiorre Gioia, un secondo candidato alla localizzazione).

In pratica il ponte dove la 1100 si inabissò nel Naviglio della Martesana POTREBBE (dal distinguersi rispetto al DOVREBBE) essere quello evidenziato con una ellisse gialla nella immagine sottostante (purtroppo molto distante per distinguersi il profilo delle balaustre per averne una prova concreta).

Naviglio Martesana in Melchiorre Gioia, anni '60, in direzione ponticello Via Pola Via Galvani. fonte web ilcielosumilano

Naviglio Martesana in Melchiorre Gioia, anni ’60, in direzione ponticello di Via Galvani. fonte web ilcielosumilano

Ad una ulteriore ricerca è emerso che il ponte di Via Luigi Galvani (figura sottostante) aveva, negli anni ’60, balaustre differenti da quelle ritratte nell’immagine dell’incidente automobilistico (da notarsi la canalizzazione in cemento della Martesana preliminare alla copertura). Questo non esclude però, del tutto, che una delle intersezioni di Via Melchiorre Gioia, quando il naviglio era ancora aperto, fosse il luogo dell’incidente. La difficoltà a reperire immagini d’epoca che ritraggono tutti i ponti di intersezione non facilita la localizzazione.

Milano, 18/07/1961 Nella foto: lavori di copertura del Naviglio della Martesana @AF [419337]

Milano, 18/07/1961
Nella foto: lavori di copertura del Naviglio della Martesana
@AF [419337]

L’immagine dell’incidente non ritrae una roggia ma un naviglio di portata inferiore al Grande ed al Pavese (l’unico candidato sarebbe quello della Martesana).

In apparenza, in entrambe le foto (scattate in periodi ravvicinati), il ponte appare con un impalcato molto sottile, piano, ed il corso d’acqua sottostante è molto simile (anche nelle rive) in entrambe le immagini, sponde ricche di vegetazione erbosa, molto meno presente nelle canalizzazioni dei Navigli Pavese e Grande.

Ovviamente è una ipotesi che potrebbe anche essere sbagliata…sia chiaro !

Dopo verifiche si esclude anche il ponte (del periodo in esame) di Via Adriano, alla fine di Via Padova (la campata, nel lato inferiore, ha un profilo ad arco).

Parrebbe esserci qualche riscontro con Viale Lunigiana ma la definizione dell’immagine non permette una comparazione attendibile.

Ora attendiamo le “reazioni” (che non dovrebbero tardare a manifestarsi) dei diretti interessati.

Milano Porta Vittoria. "Bivio" tra le Vie Stella (dal 1920 circa Via Filppo Corridoni) e San Pietro in Gessate (successivamente Via C. Battisti). La presenza di linea aerea di alimentazione elettrica tramviaria indica che siamo post inizio elettrificazione EDISON (in sostituzione degli OMNIBUS SAO) 1893-1896. Non essendoci una datazione immagine, la medesima puo' essere collocata tra fine '800 e il 1910 circa (comunque non successiva al secondo decennio del 900). (fonte fotografica: web Lombardia beni culturali). Una nota: Questa foto venne pubblicata dal monopolio Skyscrapercity (il 90% delle immagini, in rete, di Milano "vintage" è passato da tale forum.... successivamente "riproposto nelle aree Facebook" il che rende molto difficile postare immagini che pur avendo, come fonte primaria, Lombardia beni culturali e altri siti internet, trovano una successiva pubblicazione nel forum Milano Sparita SSC).

Milano Porta Vittoria. “Bivio” tra le Vie Stella (dal 1920 circa Via Filppo Corridoni) e San Pietro in Gessate (successivamente Via C. Battisti). La presenza di linea aerea di alimentazione elettrica tramviaria indica che siamo post inizio elettrificazione EDISON (in sostituzione degli OMNIBUS SAO) 1893-1896. Non essendoci una datazione immagine, la medesima puo’ essere collocata tra fine ‘800 e il 1910 circa (più probabile il primo decennio del 900 visto il tempo di posa veloce dell’emulsione fotografica. I passanti appaiono nitidi e non mossi come nelle immagini di fine ‘800…comunque una datazione non successiva al secondo decennio del 900). (fonte fotografica: web Lombardia beni culturali). —-Una nota: Questa foto venne pubblicata dal monopolio Skyscrapercity lo scorso Novembre 2018 (il 90% delle immagini, in rete, di Milano “vintage” , è passato da tale forum…. successivamente “riproposto nelle omonime aree Facebook” il che rende molto difficile postare immagini che pur avendo, come fonte primaria, Lombardia beni culturali e altri siti internet, trovano una successiva pubblicazione nel forum Milano Sparita SSC). Pertanto questa immagine ha come fonte primaria http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a130-0005807/ La fonte, pertanto, non è “RUBATA” dalle loro pubblicazioni (come invece sostennero essere pratica abituale, a danno di questo sito, alcuni mesi fa) . Questa immagine ha come fonte primaria internet :Lombardia beni culturali. Fatto degno di nota, questa foto sembra essere in possesso privato (viene menzionata una pubblicazione proprietaria) da parte di un ex utente Milano Sparita SSC che la pubblicò in formato originale contornato da cornice bianca e didascalia manoscritta.

Milano Porta Vittoria (datazione compresa tra il 1912-30 circa). Chiesa di San Pietro in Gessate e Via Chiossetto. (fonte : fotografieincomune.comune.milano)

Milano Porta Vittoria (datazione compresa tra il 1912-30 circa). Chiesa di San Pietro in Gessate e Via Chiossetto. (fonte : fotografieincomune.comune.milano)

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Da Milano alla Barona Facebook (co-fondato da @milanomaniac di Milano Sparita Skyscrapercity, forum che non ha risparmiato insulti verso questo sito per i motivi noti a molti…) ha “giustamente” acquisito una foto (non etichettata milanobarona essendo vincolata dai diritti d’autore Alinari) postata due mesi fa nell’articolo “Barona” di questo sito, non risparmiando di acquisirne anche la localizzazione (assente nell’archivio Alinari), storpiandone la datazione dell’immagine della didascalia (invece approssimata dall’archivio Alinari tra il 1970 e 80, anzichè il ’60 ’70… ma questi sono i discepoli di Milano Sparita Skyscrapercity… non si deve pretendere troppo)

https://it-it.facebook.com/storiadellabarona/photos/a.295537003881885/1903971893038380/?type=3&eid=ARA2k4rGzIJux2TLhF6axbZdizobPGzMGJNLJ28MI33TEjZuV_OG6t3WC1WIomSYEhVoC16wrdAXeWBl&__xts__%5B0%5D=68.ARCqKnBXl5RvmSZ1-W4OFklRJwiFK2ktgKN0szTUNT-heP_u64EAJxluMz6xG0zGxHvDzTll3XQ9e9tdal22md8QXy0PYkZt-L5pvRHJD4LsF__6T4Bf-AMYMPvdUTAEp3BF3h1LlcQenTEHpMo2ljBPK4wn_qbdaZEga6_WKQI57ep-Jn5Qpjw8Q_a5NL8ezKS3jGBURQkbUAndmrKIBO2LKIuHnPsl8_22lR72zae9vYDyJDlTROSx9vGC9SrxfBUmujJS_0zjTsjflAnJylo0c9n5yZoo0eqZEAkEc7Vgcd6jnAQpDmzjJYSMDh9ZDMUwdGyGgsEXS4EYefZnoQuZcQ&__tn__=EHH-R

La prossima immagine Alinari verrà “marchiata” Milanobarona…. dato che il vizio di seminare letame su questo sito ma nel contempo acquisirne i contenuti è lungi dall’essere superato…

Milano 1967. Tra Porta Vigentina e il Corvetto, Viale Ortles. Dormitorio "casa di ristoro". (fonte fotografica portale web Lombardia beni culturali).

Milano 1967. Tra Porta Vigentina e il Corvetto, Viale Ortles. Androne e scalinata di ingresso del Dormitorio Comunale “casa di ristoro”. (fonte fotografica: portale web Lombardia beni culturali).

Milano 1890, ex Porta Tosa, attuale Porta Vittoria. La "Senavra" (attualmente l'area urbana attraversata da Corso XX Marzo). La Senavra era un manicomio cittadino entrato in funzione nel 1781 e chiuso nel 1878 per essere trasferito nell'OSpedale Psichiatrico del Mombello. La direttice visibile nell'immagine è quindi l'attuale Corso XX Marzo e la "fossa" visibile nel lato destro della fotografia è il primo "naviglio" costruito nella città di Milano nel 1183. Inizialmente collegava la cerchia dei navigli con il fiume Lambro. (fonte fotografica e riferimenti storico cronologici storiedimilano.blogspot)

Milano 1890, ex Porta Tosa, attuale Porta Vittoria. La zona delle “Senavra” (attualmente l’area urbana attraversata da Corso XXII Marzo). La Senavra era un manicomio cittadino entrato in funzione nel 1781 e chiuso nel 1878 per essere trasferito nell’Ospedale Psichiatrico del Mombello. La via sterrata e con paracarri visibile nell’immagine (a suo tempo il prolungamento di Corso di Porta Vittoria) è l’attuale Corso XXII Marzo e la “fossa” visibile nel lato destro della fotografia è il primo “naviglio” (Cavo Borgognone) costruito nella città di Milano, nel 1183. Inizialmente collegava la cerchia dei navigli con il fiume Lambro. Il Cavo Borgogone, un naviglio non navigabile anche per la presenza di prelievi abusivi del suo flusso d’acqua, prelievi che ne riducevano la portata. Nell’immagine il prolungamento di Corso di Porta Vittoria appare già coperto in direzione Piiazza Cinque Giornate. Il Cavo Borgognone venne ricoperto totalmente entro i primi del 1900. (fonte fotografica e riferimenti storico cronologici : storiedimilano.blogspot)

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Milano 1977

Sigla inizio trasmissioni Milano TV CH 51.

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Milano 1859. Regno "LombardoVeneto". Ospedale Maggiore "Cà Granda" dove oggi risiede l'Università Statale Via Festa del Perdono. (fonte fotografica http://picbon.us)

Milano 1859. Regno “Lombardo-Veneto”. Ospedale Maggiore “Cà Granda” dove oggi risiede l’Università Statale in Via Festa del Perdono. (fonte fotografica http://picbon.us)

Milano 1940. Sempione, Viale Cassiodoro. Vettura carrellata "1928" con numerazione serie "1500" nella livrea con bande bianche frontali tipica degli oscuramenti notturni del periodo bellico dei bombardamenti). Fonte fotografica howlingpixel.com/

Milano 1940. Sempione, Viale Cassiodoro. Vettura carrellata “1928” con numerazione serie “1500” nella livrea con bande bianche frontali tipica degli oscuramenti notturni del periodo bellico dei bombardamenti. (Fonte fotografica howlingpixel.com/)

Milano 1957 Porta Romana. Viale Lazio. (fonte web impresa Rusconi)

Milano 1957 Porta Romana. Viale Lazio. (fonte web : impresa Rusconi)

Milano 1958. Tra Caioli-Brera e le "5 vie". Via Rovello. (fonte fotografica "fotografieincomune.comune.milano)

Milano 1958. Tra Cairoli-Brera e le “5 vie”. Via Rovello. L’edificio collocato alla sinistra della foto (civico 11) ospita attualmente il Consolato di Algeria. (fonte fotografica “fotografieincomune.comune.milano)

Milano 1958, Lambrate. Via Feltre. Gara ciclistica organizzata dalla Società Ciclistica "Cewscenzago Ottusi", (fonte fotografica e contestuale web lagobba.it)

Milano 1958, Lambrate/Parco Lambro. Via Feltre (in corrispondenza del fiume Lambro). Gara ciclistica organizzata dalla Società Ciclistica “Crescenzago Ottusi”. (fonte fotografica e contestuale web lagobba.it)

Milano Greco anni '30 del 1900. Deoposito locomotive e officine di manutenzione a ridosso della Stazione Centrale, all'epoca appena ultimata ed entrata in esercizio. (fonte fotografica: web unferrovieremacchinista.it)

Milano Greco, fine anni ’30 del 1900. Deoposito locomotive e officine di manutenzione a ridosso della Stazione Centrale, all’epoca ultimata da pochi anni… (fonte fotografica: web unferrovieremacchinista.it)

Milano Borgonuovo/Porta Nuova. Fossa interna dei Navigli (Cerchia dei Navigli) anteriore al 1929-30, Via San Marco.(fonte: fotografieincomune-comune-milano)

Milano Borgonuovo/Porta Nuova. Fossa interna dei Navigli (Cerchia dei Navigli) anteriore al 1929-30 (periodo di copertura Navigli della cerchia interna). Piazza San Marco (angolo Via Pontaccio) e Via San Marco, con la omonima Chiesa. (fonte: fotografieincomune.comune.milano)

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PROSEGUE LA “SAGA” DECENNALE DEL “GIROFOTO” (ORMAI CENTINAIA DI MIGLIAIA) TRA MILANO SPARITA SKYSCRAPERCITY E MILANO SPARITA FACEBOOK.

Questa immagine (apparentemente inedita se ricercata nei motori Google e Bing) venne pubblicata da Milano Sparita SSC il 27 Giugno 2019 (link dal forum Milano Sparita SSC)

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=4983

la stessa foto la ritroviamo pubblicata in Milano Sparita e da ricordare Facebook dopo 24 ore, oggi 28 Giugno 2019.

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2091807497532927/2427090940671246/?type=3&eid=ARD23a4xKjrFoIkBlTlETMccWws-IZv-qMGrs-IAGFylTfQMMIOWrfHTuo0arsxKgRYXPk3jgbWciaU1&__xts__%5B0%5D=68.ARAeUfAJhzC9XNz4vP8lN4LNuoou1TDqn4f4cNBhVRld86xkmxew5NXEf9oYrG8l1MaDhlzi7KqYp5KImU9qk0d9l2Asipbew2odFSHIkgWNUwK73es3V6HGrWMyz9pcDj6eFnbQG1AFkI1PyXcfkQy_kfFzDzlJSfmqoDLHFWZJ3QjDv1VMNxpATfpjH7qymhW1PJ5JdX1TNkFukoV1bD_8QYcFfQcsIXaifHjh-PGwJ5G60GVQ45drKgyaJ5zDY_NtWtVsDlEn8zzzscSJ0R4lwr_StUkyIITSMjACsNtgsqhlZTft_ofnWiuYrIbd5BgxO2_96K6ryec30_wrh9SLRA&__tn__=EHH-R

Più dimostrato di così non si potrebbe…

Malgrado questo nessuno degli autori di Milano Sparita SSC accusa gli autori di Milano Sparita Facebook di “rubare” immagini, come invece, sempre da tale forum SSC e con intento lesivo, venne fatto nei primi giorni di Aprile 2019, a danno di questo sito, da un personaggio dalle generalità note (senza contare gli attacchi condotti sin dal Marzo 2017). Inevitabile non sospettare che il girofoto sia molto meno occasionale delle apparenze.

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Milano 1956. Duomo. Immagine notturna della Caffetteria Pasticceria ALEMAGNA di Via Torino angolo Via Orefici. (fonte fotografica portale web Lombardia beni culturali)

Milano 1956. Duomo. Immagine notturna della Caffetteria Pasticceria ALEMAGNA di Via Torino angolo Via Orefici. (fonte fotografica portale web Lombardia beni culturali)

Milano 1943, periodo bellico. Brera. Pinacoteca di Brera e immagine del danneggiamento post bombardamenti RAF del loggiato superiore della Pinacoteca. (fonte fotografica portale web Lombardia beni culturali)

Milano 1943, periodo bellico. Brera. Pinacoteca di Brera e immagine del danneggiamento post bombardamenti RAF del loggiato superiore della Pinacoteca. (fonte fotografica portale web Lombardia beni culturali)

Sesto San Giovanni 1920 circa. Largo Lamarmora. (fonte fotografica: web colnaghistoriaestorie)

Sesto San Giovanni 1920 circa. Largo Alfonso Lamarmora (sullo sfondo il campanile della Chiesa dell’Assunta). (fonte fotografica: web colnaghistoriaestorie)

Milano 1054. Greco. Deposito locomotive e locomotori "Greco-Pirelli" e fotoritratto della scuola allievi manovratori.

Milano 1954. Greco. Deposito locomotive e locomotori “Greco-Pirelli” e fotoricordo della scuola allievi manovratori.

Provincia di Milano 1959. Barriera di Melegnano e Autogrill posto nelle sue vicinanze all'ingresso della A1 Milano Piacenza. (fonte levocidellanotte forum)

Provincia di Milano 1959. Barriera di Melegnano (verso San Zenone Lambro) e Autogrill posto nelle sue vicinanze (all’ingresso della A1 Milano Piacenza). (fonte levocidellanotte forum)

Milano 1872 (tra Cordusio e l'ex Porta Vercellina). Via Bernardino Luini. Chiesa di San Maurizio (fonte; fotografieincomune.comune.milano)

Milano 1872 (tra Cordusio e l’ex Porta Vercellina). Via Bernardino Luini. Chiesa di San Maurizio (fonte: fotografieincomune.comune.milano)

LE MACELLERIE DELLA STORIA LOCALE: (POWERED BY MARK ZUCKERBERG)….

Facebook

Twitter

Yahoo

Quora

Instagram

Whatsapp

etc…

sono la macelleria della mente umana e con essi l’abuso di smartphone e iphone.

Gli effetti si vedono.

Migliaia di persone non si accorgono di errori didascalici colossali e apprezzano incondizionatamente immagini che andrebbero interpretate con contenuti completamente differenti da quelli che leggono, approvano e quotato.

L’ignoranza storica degli autori di Milano Sparita e da Ricordare Facebook (gli analoghi forum Skyscrapercity non se la passano molto meglio…) esplode con la massima “potenza” nelle didascalie di immagini come questa:

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2328004153913259/2417243601655980/?type=3&eid=ARCjy-r9bEVPlDGURQjeEG2YbgcntIZniXyhYw-YwDvWo7zG7olaBn8UF8eNQeXbELSlxRZ0mtIx1UGU&__xts__%5B0%5D=68.ARAQzrbVSV0ZEoMWl1I8JbiM_StCuqvO9BW5jOu5xQJUSLirpEmmUPIUCt0m3fQR77xAc0mM9LRODmoZSM7flfw3rCmktyIT3xQCwMypRiyxP2pNWK8Pknu4fc7NY24cLQN_OMMma7TYjJxV6A0GdQknWeouAo2HuE2Mv27e9udG6RB7H8v5N5LTrLySSMUwA_Ca-coEsnW0V0rex9MfXaLnnOLUjrcikXYUlR22shwiu03RMGXPy22ljRRiPe6q9qD0g_1kMPcDRvj1vMaTtJG-5hcEOuaOF-FGrxUgFcm15BMzQosrCOqfgvvAFtd9g7O_r-ReSEcAO_TOkiko-OQ0YA&__tn__=EEHH-R

Le ipotesi sono due:

oltre 3000 lobotomizzati reali di Milano Sparita e da ricordare Facebook … hanno “apprezzato” immagine e didascalia… oppure non meno del 50% (statistiche organizzazioni “anti trust e anti frode” ONG che monitorano la presenza di multiaccount fake in Facebook) sono utenze clonate come da stile dei social network sopra elencati ?

L’immagine ritrae un luogo che potrebbe anche non essere Milano nè la sua provincia (potremmo essere a Piacenza, per fare un esempio).

(della esatta localizzazione dovremmo chiederlo a Milano Sparita SSC che sovente sdogana queste immagini…).

Fiat 500 con un portapacchi strapieno (la italietta anni ’60)… dove la damigiana non contiene vino ma olio d’oliva. Non si tratta di partenza per le vacanze ma ritorno dalle vacanze… con olio d’oliva “artigiano” delle regioni dell’Italia meridonale…. probabilmente famiglia di emigrati pugliesi in ritorno verso Milano o provincia… con carico di “specialità” agro-gastronomiche della Puglia, a partire dall’olio di oliva in damigiana o fiascone (oggi tali viaggi esistono ancora… condotti a bordo di vecchie vetture Ford Focus….).

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Milano 1968. Giambellino-Solari. Piazza Napoli verso Viale Misurata. Immagine scattata dal palazzo che un tempo ospitava i Grandi Magazzini UIPM (Piazza Napoli 31), Via Giambellino angolo P.zza Napoli. (dealvue,com)

Milano 1968. Giambellino-Solari. Piazza Napoli verso Viale Misurata. Immagine scattata dal palazzo (P.zza Napoli 31), angolo V.le C. Troya, che dista da una cinquantina di metri dal condominio di Via Giambellino 1 che un tempo ospitava i Grandi Magazzini UPIM. Si notano i fabbricati di legno nello spartitraffico centrale della circonvallazione verso Viale Misurata. Trattasi del cantiere dei lavori di copertura del colatore Olona diretto verso Via Malaga alla Barona (copertura completata in quel periodo). (dealvue.com)

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Quando si affida la storia di Milano e personaggi affetti da egopatia e/o non storici, e/o troppo giovani anagraficamente… si arriva alle degenerazioni che sono sotto esposte (pagine facebook, SSC).

Premesso che questo sito (milanobarona) non ha mai avuto pretese di essere un contenittore di storia ufficiale, premesso che qualche “storico” di Milano e Barona si sarebbe montato la testa credendo di sbarcare il lunario verso riconoscimenti Nazionali e Internazionali impossibili da ottenere cosi’ come il diventare benestante con determinatte opere editoriali (se si tratta di Barona tale personaggio molto giovane e forse anche con poca esperienza dovrebbe capire che un quartiere che negli anni di massima presenza …. anni ’80, non censiva oltre 50.000 abitanti…. vede bacino d’utenza di potenzili acquirenti e “follower” e di commercio editoriale e popolarita social … veramente limitatissimo…EGLI NON DIVERRA’ MAI RICCO NE’ FAMOSO… con le storie di quartiere e qualcuno glielo dovrebbe spiegare…) . C’è qualcuno che per via di internet e social e forum si sarebbe montato la testa, ambendo a riconoscimenti e suffragi quasi universali CHE MAI OTTERRA’ in questo comparto della “storia locale” (qualcuno dovrebbe prendersi la briga di fargli prendere coscienza di questo…e forse le persone sono più di una…).

Viste le azioni di diffamazione e calunnia (per quanto generiche) rivolte da (SCKYSCRAPERCITY Milano Sparita e Milano Trasporti) verso chi gestisce questo sito, inclusa l’accusa di furto di materiale fotografico (la diffamazione non è una ipotesi ma un fatto concreto che sarebbe ulteriormente tale se il post diffamatorio fosse stato abbinato ad un nome e cognome) si stanno valutando eventuali misure di tutela verso questi attacchi che sono generati nel tentativo di screditare (con tutti i metodi possibili) questo sito a favore delle note pagine Facebook (commerciali) dedicate a Milano e Barona. Premettendo che questo sito non è correlato a personaggi politici milanesi, che non fa commercio e premettendo che la sua esistenza è dovuta al fatto che le pagine facebook e skyscrapercity non fanno vera storia ma solo pubblicazione di materiale fotografico, in rimando all’acquisto di libri, e premettendo che questo sito non ha fini di lucro e cerca di diffondere, in forma libera, indipendente e amatoriale e gratuita (quindi non certificata nè ufficiale ma nemmeno subordinata alla Politica…) tracce “storico cronologiche e soggettive) della Barona e di Milano, premettendo che tali personaggi non hanno l’autorità per impedire o fare ostruzionismo nella pubblicazione di siti amatoriali dedicati alle cronologie storiche di Milano…il trovarsi nelle prime posizioni di Google e Bing (parola chiave : “milanobarona.myblog.it”) con pagine SSC dove si scrive che Milanobarona.myblog.it RUBA IMMAGINI a SKYSCRAPERCITY denota un intento denigratorio e diffamatorio (non nuovo nelle pagine Skyscrapercity) nelle quali si dichiara, per l’appunto, che questo sito sarebbe composto da immagini RUBATE (l’autore del post VOLONTARIAMENTE diffamatorio, di generalità nota, altolocato (della cui altolocazione ne verrebbe fatta totale indifferenza) utilizzò la terza persona singolare “RUBA” ( in maiuscolo) attribuendo una “reputazione” chiaramente criminosa verso questo sito e conseguentemente diffamatoria… azione che rivela la natura dei personaggi (già occorsi in fatti simili nel passato), dei quali si sospettava da anni.

Si rende noto che in tale forum e in tali pagine fbook, collaborano anche Agenti di Polizia Giudiziaria Municipale… ovvero chi dovrebbe dare l’esempio del non commettere reati e prevenirli … si rende, piuttosto protagonista (e con frequenza… le cronache nazionali sono strapiene di reati commessi da agenti pubblici ufficiali) protagonista di reati (che non sono solo quelli di diffamazione….).

Ovviamente tali personaggi (in divisa, frequentemente impuniti quando commettono reati a abusi, statisticamente autori di reati, indipendentemente che siano Polizia Locale, di Stato o Carabinieri) si fanno tronfi dalla posizione favorevole della divisa che indossano (siamo in Italia…) tuttavia non è garantito che riusciranno ad impedire azioni difensive qualora le condizioni lo richiederanno e non si esclude, che se dovesse essere necessario, la diffusione delle generalità anagrafiche di tali personaggi in “associazione” (deterrente in regime di pubblico ludibrio del quale si spera caldamente di non doversi farne ricorso).

Informazioni frammentarie (non del tutto verificabili ma attendibili) rendono noto che segnalazioni di questo genere e per fatti simili e personaggi prossimi se non coincidenti ai succitati, sono già pendenti, da molto tempo, presso la Procura di Milano… (non è possibile aggiungere altro).

Accusare di furto di immagini….(disponibili in rete e prive di copyright) quando tali accuse andrebbero rigirate agli autori che le fanno …. la dice lunga di come siamo organizzate le commercializzazioni “storiche” della multinazionale Facebook…(e delle persone che vi gravitano attorno con funzioni publicistiche).

i “signori” dovrebbero leggersi le direttive e normative comunitarie in merito al copyright vincolante per le pagine facebook che fanno commerci con immagini protette dai diritti d’autore (qui non si fanno commerci, non si promuovono libri e persone… e le immagini liberamente distribuite in rete, accusate di essere oggetto di furto NON SONO RUBATE, e ancor meno protette da Copyright !).

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Milano 1930 circa. Chiesa Rossa-"Baia del Re". Via Montegani. Avvio lavori per la costruzione della Chiesa (Tempio) di Santa Matia Annunciata in Chiesa Rossa.

Milano 1930 circa. Chiesa Rossa-“Baia del Re”. Via Montegani. Posa fondamenta per la costruzione della Chiesa (Tempio) di Santa Matia Annunciata in Chiesa Rossa. (urbanfile)

Milano 1967. Porta Vittoria, Rotonda della Besana. Autore Paolo Monti, fonte Wikimedia.

Milano 1967. Porta Vittoria, Rotonda della Besana. Autore Paolo Monti, fonte Wikimedia.

Milano 1943 (periodo bellico). Brera, Via Borgonuovo all'intersezione con Via Monte di Pietà. (fonte fotografica: fotografieincomune.comune.milano)

Milano 1943 (periodo bellico). Brera, Via Borgonuovo all’intersezione con Via Monte di Pietà. (fonte fotografica: fotografieincomune.comune.milano)

Milano 1920 circa. Verziere. Via della Signora, 1920. (Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco)

Milano 1920 circa. Contrada del Verzario. Immagine catalogata con la definizione di “Via della Signora”. Presumibilmente Via Verziere verso l’accesso a Via della Signora. (Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco). Fonte fotografica ca.milano.giustizia

Milano fine 1800. Vigentino, tra Via Rutilia e Via Serio. Mulino Vettabbia. (fonte fotografica wikimedia).

Fine 1800. Borgo del Vigentino ( tra le attuali Via Rutilia e Via Serio). Mulino Vettabbia. Il Borgo del Vigentino venne accorpato alla città di Milano nel 1923. (fonte fotografica wikimedia).

Milano 1964 Ports Garibaldi/Monumentale. Ponte di Via Carlo Farini 1964 (centrofotografia.org)

Milano 1964 Porta Garibaldi/Monumentale. Ponte di Via Carlo Farini. (centrofotografia.org)

Milano 1947. Cordusio/Ticinese. Colonne di San Lorenzo. Autore Mario de Biasi, Fondazione Sozzani.

Milano 1947. Cordusio/Ticinese. Colonne di San Lorenzo. (Autore Mario de Biasi, Fondazione Sozzani)

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I POVERETTI CHE GESTISCONO LE PAGINE FACEBOOK DI MILANO E QUARTIERI NON FINISCONO MAI DI STUPIRE E CON ESSI I LORO UTENTI LOBOTOMIZZATI

La foto sottostante (linkata da Milano sparita e da ricordare)

non ritrae un luogo di Milano.

Vegetazione mediterranea…

A prescindere che ci sia la Raffaella Carrà “testimonial” della “Mini Mini” Leyland Innocenti di Milano Lambrate… qui siamo a Cesenatico ?

Rimini ?

Via Teulada a Roma ? (centro Produzione RAI) ?

a Napoli ?

a Taormina ?

Giardini Naxos ?

Sarebbe logica e buon senso postare una immagine correlabile al luogo o alla città dove si producevano le “Mini Mini”… ma tantè la foga di vendere libercoli editi negli USA (dove qualsiasi controversia è gestibile solo andando a Mountain View California) che ormai anche la foto vintage un bambino libico intento a mangiare, in Libia, nel 1960, un formaggino Invernizzi…. farebbe “storia” e la si pubblicherebbe sia in facebook che nei libercoli succitati…

La stupidità (e incompetenza di storici… SIA CHIARO CHE QUESTO WEB NON E’ STORICO, NON HA AUTORITA’ STORICA… me nemmeno tali pagine fbook….) di certi autori ….diventa potere del web (e anche monopolio) quando ad uno o più stupidi si accodano centinaia di migliaia di stupidi che trovano nella stupidità l’identità rassicurante della loro stupidità medesima… (come dire…. nella mia ignoranza ci sguazzo perche’ ho trovato altri che di tali carenze ne hanno fatto pagine internet….)

Internet e soprattutto Facebook (e Twitter) hanno dato voce, potere (anche esecutivo) agli stupidi e … prima volta nella storia del genere umano…. la stupidità è diventata Legge e business….e dittatura mediatica a livello planetario….

… Salvini senza facebook lavava ancora piatti , piastre, friggitoie, pavimenti e WC al Burghy di Piazza San Babila… tanto per capirci…

(corre voce che qualche giorno fa presso una Bibilioteca Civica di Milano… si parlo’ …. MALE più di questo sito che del sito e del libro in promozione di un certo autore… quasi a dimostrare che ormai qualcuno si muove in funzione di quello che si muove all’interno di questo sito internet piuttosto che dei propri contenuti).

…Personalmente che si denigri questo web lascia totalmente indifferenti… anche perchè per vendere e per diventare famosi qualsiasi colpo basso è autorizzato.

Di tali “critiche” non sono esenti i “signori” di Skyscrapercity…. che si autoelessero (alcuni di loro per vendere libri…. dato che la vendita libri che gravita intorno al Facebook nasce da Skyscrapercity) storici di Milano (secondo loro forse anche meglio dei ricercatori universitari).

… come diceva Alberto Sordi… più nemici… più onore…

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2024067734306904/2400804306633243/?type=3&eid=ARAxTvIZmJ06L5RrM7ufzKgNoCodVWd1i6fiSj4nwgPr7vhSGh7wT04-AFLqf3eoRnr_GP1kN6ukFuX8&__xts__%5B0%5D=68.ARBQ-c7WZ9HteWHwU4ANkTZ6mIr2o9tl8ZBdRHEPQWKGIkxr7hC_1S0DWUbtPHFtM3afhrehmwpaQBPV5BQyg4mPrdORQH3VH2zKPOWE3EspUE665ty1jkNo_4zbm03Gbp4eEwoj3IELN5DFgaD_ASh3hqgjDL0X1hH_Dnp1E6Xqg1FSKdPWjdiN_3ZsWDz3xpgSdDLG-5nMWT1upIoGCmw2fc6WEVirTZI-ydiM1aZlYoP-zx5rGxmPfXU5JBigULuxp0ucP1ZjzDFK6TtckJ15g4Z5IkRgjBUkc6CZvmiVPI1bZxw1ezDbx5jRZCTrQPI925NcSZ-qYu6jBfJQSCejug&__tn__=EHH-R

Consiglio a Milano Sparita (sia Facebook che SSC) anche un bel Panettone Motta del 1960 in qualche accampamento beduino della Cirenaica…. (sempre nel 1960) già che ci siamo…. è pur sempre Milano anche con i palmizi, le oasi, le dune (no ?).

Milano, dagli stranieri, venne sempre criticata per il taglio provincialista dei suoi residenti. Bè, non mi pare che le cose siano cambiate… a giudicare da certe pagine Facebook…

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Milano 1859 circa. Pusterla Porta Ticinese antecedente al 1860.

Regno Lombardo Veneto antecedente all’Unità d’Italia. Milano 1859 circa (passaggio transitorio dal regno Lombardo Veneto al Regno di Sardegna, ante Regno d’Italia dal 1861). Pusterla Porta Ticinese antecedente al 1860.

…. in tema di “STORIA” del q.re Barona si deve evidenziare che le strutture politiche del Partito Democratico di Beppe Sala (+ assessori e consiglieri di Giunta e di Municipio 6) stanno utilizzando la Civica Bibiblioteca Sant’Ambrogio di Via S. Paolino 18, come luogo di promozione “ecommerce” Facebook e Amazon, per incentivare le vendite (via web) di libri contenenti cronologie rigosoramente negate in rete (a differenza di quanto farebbe questo sito) per finalità di commercio e di popolarità editoriale (e web) di determinati personaggi. Queste “sinergie” si estendono anche a qualche utente Milano Sparita e Milano Trasporti Skyscrapercity nonchè organico dei settori amministrativi e di Polizia Giudiziaria del Comune di Milano. (si rammentano le accuse di ladrocinio e di violazione dei diritti di Copyright che alcuni di tali personaggi rivolsero, in più occasioni, verso chi gestisce questo sito… cercando di ridicolizzarne la reputazione, sovente al limite della calunnia e diffamazione….ovviamente reazioni furibonde da parte di qualcuno che vede minacciata la carriera publicistica per la presenza di web amatoriali che nel pieno rispetto delle regole cercano di condividere, da semplici cittadini, memorie e reperti testuali e fotografici in buona parte raccolti dalla rete anche se parte di tali reperti fotografici furono ampiamente utilizzati per rinforzare le attività di Facebook e di coloro che nella editoria web cercano di consolidare la propria posizione… non del tutto estranea alla politica “meneghina”).

Il dubbio che sorge è il seguente: Fino a che punto attività privatistiche (malgrado proposte come il prodotto di opere “popolari e popolane”) possano trovare spazi pubblici istituzionali in strutture pubbliche civiche…. ?

Milano 1948 circa. Barona. Squadra di edili nel cantiere del costruendo Santuario di Santa Rita da Cascia alla Barona.

Milano 1948 circa. Barona. Squadra di edili nel cantiere del costruendo Santuario di Santa Rita da Cascia alla Barona. La datazione non è riportata nella fonte indicata. In alternativa, potremmo collocare l’immagine all’inzio del periodo bellico prima della sospensione dei lavori a causa dei bombardamenti RAF nella città di Milano.

 

Milano 1970. Pagano/Sempione. Largo V° Alpini.

Milano 1970. Pagano/Sempione. Largo V° Alpini.

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11 GIUGNO 2019, UN BREVE, MA SIGNIFICATIVO, “TRAFILETTO” STORICO DEDICATO ALL’ENI DI ENRICO MATTEI, ABBINATO AD UNA ORIGINALE IMMAGINE SCOPERTA IN RETE (sconsigliato ai visitatori facebook delle pagine dedicate a Milano e Barona. Richiede un minimo di intelligenza per comprenderlo)

Questa immagine (per il “pubblico Facebook”) potrà sembrare insignificante (… le varie “sciure Maria” di Voghera…pubblico viziato, superficiale, ignorante, con dipendenze patologiche dai social network, super esigente, superficiale, sovente incapace di interpretare storicamente il contenuto di immagini delle foto “milanesi” di epoche passate… perchè abituato alle foto superinedite da “grido”, provenienti da Milano Sparita Skyscrapercity e poi commercialmente sfruttate (senza regole) da Milano Sparita Facebook… sovente immagini prive di contestualizzazione storica o povere di contestualizzazioni storiche…).

La storia di Milano è stata oggetto di mattanza da parte di Milano Sparita, Da Milano alla Barona, Milano nei secoli, Barona Quartiere sud di Milano, i vari forum Skyscrapercity e anche WordPress (depauperatrici del “sapere” con finalità consumistiche della storia locale di Milano e provincia, data in pasto alle transnazionali di Zuckerberg e diffusa editorialmente con altre transnazionali…).

Se questa immagine potrà dire poco o forse nulla (anche in virtu’ del mattatoio di storia compiuto da quelle “piattaforme” Fbook ) dietro questa foto ci sono 20 anni di storia ed i successivi 57 della Storia Italiana. Se le pagine Facebook di Milano e quartieri hanno un successo di visite al TOP … questo è dovuto al fatto che non impegnano il visitatore in ragionamenti e conoscenza (lo degradano a “Sciura Maria” incolta consumatrice…).

Siti come questo sono invece snobbati da un pubblico NON PREPARATO CULTURALMENTE (i likers di Milano Sparita, Barona, Nei secoli, etc…) … per fruirne i contenuti (i medesimi contenuti, pur se snobbati dai “consumatori” facebook sono invece cannibalizzati dagli autori di tali pagine … che in tempi recenti, oltre ad attacchi di violenza inaudita non si sono fatti scrupolo di attingere testi…. per l’uso commeriale delle loro “piattaforme commerciali abbinate a libri”…).

L’automobile ritratta nella foto è una Citroen DS19.

Non si conosce l’origine editoriale di questa immagine, apparentemente pubblicitaria, che ritrae però inequivocabilmente la vera atmosfera capitalistica che regnava a poche centinaia di metri dai confini comunali di Milano. Sembra quasi…. un fotogramma dei film “natalizi” della saga 007 di James Bond… tanto sarebbe un’atmosfera atipica nello “straccione” panorama economico, culturale e sociale italiano…di ieri come ancor peggio di oggi…

Enrico Mattei, a dispetto della storia ufficiale d’Italia, fu un manager di Stato all’origine del boom economico italiano (1958-62) ed alla vertiginosa crescita industriale e tecnologica che l’Italia del Nord Ovest (il cosiddetto ex Triangolo Industriale di Torino-Milano-Genova) ebbe in quel periodo ed all’origine della ripresa industriale ed economica italiana, post bellica (sin dalla nascita della Repubblica Italiana, nel 1946).

Mattei e l’ENI diedero energia (inizialmente il Metano) alle industrie dell’immediato dopoguerra.

ENI, sin dal 1946, diede, a prezzi competitivi (e realizzando reti di metano estratto nella Pianura Padana, nelle regioni dell’Emilia, della Lombardia, del Piemonte, sino alla Liguria) l’energia necessaria all’industria italiana per risorgere dall’ecatombe della Seconda Guerra Mondiale e dai disastri sociali e industriali del Fascismo mussolinano (finanziato, insieme a Hitler, da USA e UK).

Enrico Mattei dovette lottare, sin dalla fine degli anni ’40, con le multinazionali petrolifere USA-Inglesi (in particolare la BP che a Milano costrui’ anche un suo grattacialo, il “Galfa”) e francesi (soprattutto TOTAL) che volevano acquisire l’ENI per smantellarla e colonizzare (dal punto di vista delle politiche energetico-petrolifere) l’Italia.

Le compagnie petrolifere USA, Inglesi e Francesi non si fecero problemi a cospirare contro Mattei, tramite la CIA e la Mafia Siciliana di “Cosa Nostra” (quest’ultima temeva Mattei perchè i suoi progetti di industrializzazione della Sicilia competevano con il controllo territoriale e sociale della mafia siciliana… in sinergia con il MSI e la Democrazia Cristiana… tra i principali nemici di Mattei… malgrado questi li finanziasse per moderare la loro ostilità alimentata dalla CIA e dalle mafie meridionali).

Non è ovviamente possibile esporre l’intera storia manageriale di Mattei e della sua ENI…

… Grazie a lui, l’Italia, negli anni ’50 e ’60 (quanto meno sino al 1962), potette beneficiare di politiche (agevolate) di importazione petrolifera dall’URSS, dai paesi del Nord Africa e del Medio Oriente (con piani commerciali che avventaggiavano sia il venditore di greggio che l’acquirente, ovvero l’Italia).

L’importazione di Greggio a prezzi competitivi permise all’industria automobilistica italiana (FIAT-OM-ALFA ROMEO-AUTOBIANCHI tra le principali) di crescere e con essa tutto l’indotto gravitante intorno ad essa (la principale protagonista di tale indotto era rappresentata dalle Industrie PIRELLI di Milano).

Mattei ebbe il merito, nei primi anni ’60, di aver elevato l’Italia a sesta potenza industriale mondiale (ovviamente con tutte le contraddizioni di uno sviluppo economico troppo rapido in una società ancora contadina e in buona parte poco scolarizzata, socialmente e culturalmente arretrata, ed in una Nazione povera di infrastrutture e ancora arretrata).

Milano medesima, soprattutto tramite le industrie PIRELLI, BREDA e Alfa Romeo, beneficio’ moltissimo di una politica commerciale energetica e petrolifera conveniente e con essa le sue industrie (BREDA PRODUCEVA “TESTE POZZO” PETROLIFERE, VALVOLE E CONDOTTE PER CAMPI DI ESTRAZIONE PETROLIO E OLEODOTTI NELLE MISSIONI ESTERE DELL’ENI E DELL’AGIP E NELLE PIATTAFORME PETROLIFERE MARINE).

Nella storia di Milano del primo e secondo dopoguerra c’è un contributo (di Mattei) …. enorme (anche se la storia ufficiale non ne parla mai) e senza di esso la “city milanese” (le varie Torri Breda, il Pirelli, etc…) non sarebbe mai sorta.

Milano, negli anni ’50 e primi ’60 del 1900 crebbe molto rapidamente e con essa anche l’economia di città come Torino e Genova.

Sempre in quel periodo l’economia italiana aveva degli indici di crescita più alti al mondo…

… questo fece paura e diede fastidio a Superpotenze come gli USA, a Nazioni come il Regno Unito ed alla stessa Francia… ovviamente anche alla mafia siciliana di Cosa Nostra.

il 27 Ottobre 1962, CIA, UK, Francia e Cosa Nostra provvidero a “mettere fine” a questo fastidio… tra le province di Pavia e Milano… in quel di Bascapè…

http://www.altrainformazione.it/wp/chi-ha-ucciso-enrico-mattei/

Il “boom” economico fini’ con l’assassinio di Enrico Mattei (e mai più ebbe a ripetersi).

PURTROPPO, GRAZIE AD AMAZON PRIME (ed al monopolio commerciale USA della distribuzione cinematografica digitale in Italia) NON E’ PIU’ POSSIBILE VISIONARE, IN FORMA INTEGRALE, IL FILM “IL CASO MATTEI” (UN FILM CHE NARRA LA STORIA DELL’ENI E MATTEI QUI APPENA ACCENATA, UN FILM INTERPRETATO DA GIAN MARIA VOLONTE’, REGIA DI FRANCESCO ROSI).

Dovete accontentarvi di quel poco di materiale documentaristico RAI ancora disponibile in rete…(prima che AMAZON ascuisti dalla RAI i diritti d’autore, riproduzione e diffusione delle sue produzioni giornalistiche e documentali).

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MILANO SPARITA SKYSCRAPERCITY E MILANO TRASPORTI SKYSCRPERCITY

SE “COSTRETTI” NON ESITANO A DIVENTARE DIFFAMATORI !

Cercando in rete si scoprono contenuti diffamatori, indicizzati in Google e Bing inserendo come parola chiave “milanobarona” e/o il link completo di questo sito (attacchi e cyberbullismo indirizzati contro questo sito internet) da parte di coloro che sono stipendiati dalle municipalizzate e dalle SPA del Comune di Milano (che funziona molto peggio rispetto alle propagande politiche di questi anni sia a destra come a “sinistra”) …attacchi di vecchia data…

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1553988&page=1054

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1553988&page=1055

antecedenti alle diffamazioni recenti

Sempre in questi giorni, qualche rampollo delle istituzioni politiche comunali utiizza e si avvantaggia delle istituzioni comunali medesime per fare promozione di opere “storiche” (omissis) non diffuse gratuitamente, non reperibili in rete (questo sito è l’unico che ha cercato di diffondere, nel web, in forma gratuita e indipendente, un poco di storia di Milano e Barona, ovviamente in forma libera e amatoriale) che non hanno alcun patrocinio ufficiale col Comune di Milano e che non vennero mai prodotte in ambito di ricerca storica universitaria (pur essendo sponsorizzate da una determinata università privata).

Si conclude questa piccola nota di cronaca evidenziando che se in Italia le istituzioni di controllo funzionassero…. non saremmo qui a leggere certi contenuti diffamatori e soprattutto non esisterebbero (nemmeno all’origine) pagine Fb di un certo tipo….(vedasi utilizzo spregiudicato di immagini sia nel web che nei libri vari).

Non è possibile aggiungere altro. Una cosa è certa. Questi stipendiati che bazzicano altolocati vari….etc… dimenticano che sono anche mantenuti da noi (malgrado sfruttino le istituzioni e “la società” per promuovere loro stessi e indirettamente, volontariamente o involontariamente, anche multinazionali del social network). Quindi dovevano essere al nostro servizio, non noi al loro servizio…(vedasi il volere, senza impegno, foto personali a titolo gratuito per foraggiare la loro “causa”)

Un nota conclusiva.

La nota pagina Fb (PD) (Barona quartiere sud Milano), dopo aver fatto copia e incolla di immagini e didascalie da questo sito, si è offerta di fare da veicolo promozionale di un libro (omissis) di uno dei personaggi (della Barona) facenti parte del “club elitario Fb” sopra menzionato (club che ha più volte denigrato, ai limiti della diffamazione, questo sito) e di certe “opere storiche” (si tenga presente che i copia e incolla vennero fatti anche dal gestore della pagina Fb beneficiaria delle condivisioni postate a suo favore).

Qui le azioni giudiziarie sarebbero da farsi al loro indirizzo, non loro verso questo sito che violerebbe leggi non scritte di monopolio politico….

La prepotenza politica e l’arroganza, manifestata da queste persone HA RAGGIUNTO IL TOP !

Lor signori confondono i monopoli politici con il Codice Penale e Civile…. non è la prima volta che lo si farebbe (a loro) presente.

Gestire un web gratuito e amatoriale dedicato alla cronologia storica di un quartiere non è reato verso nessuno. E’ reato diffamarne i contenuti e sarebbero azioni di scarsa serietà il copiarne i contenuti senza citarne le fonti (se lo facessero con web in Copyright a questi gli sarebbe già passata la voglia e si troverebbero tutte le proprietà ipotecate…).

Considerando chi sarebbero questo “soggetti” varebbe la pena di evadere il 100% del fisco e delle addizionali IRPEF di Milano…

Milano 1950 Porta Vittoria. Incrocio C.so di Porta Vittoria, Via Francesco Sforza, Via Visconti di Modrone e la sede "storica" dell'ex AEM. (fonte fotografica Portale Lombardia beni culturali).

Milano 1950 Porta Vittoria. Incrocio C.so di Porta Vittoria (verso Largo Augusto), Via Francesco Sforza, Via Visconti di Modrone e la sede “storica” dell’ex AEM. (fonte fotografica Portale Lombardia beni culturali).

Milano 1954. Piazza Sant'Ambrogio. L'automobile in sosta è una FIAT 1100/103. (fonte fotografica : web - portale Lombardia Beni Culturali)

Milano 1954. Piazza Sant’Ambrogio. L’automobile in sosta è una FIAT 1100/103. (fonte fotografica : web – portale Lombardia Beni Culturali)

 

Milano 1948 Barona. Processione Santurario Santa Rita da Cascia nell’immediato dopoguerra. Il Santuario venne inaugurato nel Maggio del 1948 (8 anni prima della sua ultimazione). La processione sfila parallalelamente al tracciato stradale di Via Santa Rita. Dai dettagli della foto non è del tutto visibile il tracciato della Via Santa Rita Da Cascia (nel tratto Ettore Ponti, Watt) che dovrebbe essere delimitato dai dossi di erba visibili nell’immagine. Molto probabilmente questo era dovuto all’assenza di marciapiedi e dello strato di manto stradale di asfalto, la cui mancanza rendeva, a piedi, poco praticabile tale via (nell’immediato dopoguerra). Fonte Corriere.it

Milano 1960 circa. Tra Casoretto e Lambrate. Sede IBM di Via Tolmezzo (realizzata nel 1934, demolita negli anni '2000).

Milano 1960 circa. Tra Casoretto e Lambrate. Sede IBM di Via Tolmezzo (realizzata nel 1934, demolita negli anni ‘2000).

Milano Porta Nuova 1975 circa. Incrocio Via Turati-Via della Moscova (attuale Piazza Stati Uniti d'America). Transito di due "28 carrellate" serie 1500 con doppia alimentazione elettrica (pantografo e trolley). La vettura in primo piano ha numerazione 1777. (fonte : s3.amazonaws).

Milano Porta Nuova 1975 circa. Incrocio Via Turati-Via della Moscova (attuale Piazza Stati Uniti d’America). Transito di due “28 carrellate” serie 1500 con doppia alimentazione elettrica (pantografo e trolley). La vettura in primo piano ha numerazione 1777. (fonte : s3.amazonaws).

Milano Barona (confine con il Ticinese). 1988 circa, parcheggio sopraelevato del noto supermercato sito in Via Schievano angolo Viale Cassala. Paesaggio "urbano" in stile pittore Mario Sironi (grigio, austero, "plumbeo"., alberi senza foglie e apparentemente "sena vita"..). Veduta del settore orientale della Barona con la ciminiera della ex fonderia Vedani e il lotto (all'epoca IACP) "infelice" (e problemativo) di Via Felice Lope de Vega. (fonte milano.repubblica.it)

Milano Barona (confine con il Ticinese) 1988 circa. Parcheggio sopraelevato del noto supermercato sito in Via Schievano angolo Viale Cassala. Paesaggio “urbano” in stile pittore Mario Sironi (grigio, austero, “plumbeo”, alberi senza foglie e apparentemente un panorama “senza vita”…). Veduta del settore orientale della Barona con la ciminiera della ex fonderia Vedani e il lotto (all’epoca IACP) “infelice” (e problematico) di Via Felice Lope de Vega. (fonte: milano.repubblica.it)

Milano 1953 Bovisa. Edison gas. Torri di raffreddamento impianti "Carbon Coke" delle officine del gas Bovisa. (thesubmarine.it , Studio Grazioli, Archivio fotografico AEM).

Milano 1953 Bovisa. Edison gas. Torri di raffreddamento impianti “Carbon Coke” delle officine del gas Bovisa. (fonti: thesubmarine.it , Studio Grazioli, Archivio fotografico AEM).

Piazza Duomo, fine anni '70. Posti di blocco notturni di pattuglie Polizia di Stato. (fonte milano.corriere.it)

Piazza Duomo, fine anni ’70. Posti di blocco notturni di pattuglie Polizia di Stato. (fonte milano.corriere.it)

Milano 1929 circa. Porta Venezia/Manzoni. Primi esemplari "1928 a carrelli" (serie 1500) transitante sopra la cerchia interna dei Navigli (poco prima della copertura) tra Via Senato.Fatebenefratelli-Manzoni (verso Piazza Cavour). Fonte fotografica:wheremilan.com

Milano 1929 circa. Porta Venezia/Manzoni. Primi esemplari “1928 a carrelli” (serie 1500) transitante sopra la cerchia interna dei Navigli (poco prima della copertura) tra Via Senato, Fatebenefratelli-Manzoni (verso Piazza Cavour, sul lato sx dell’immgine). Fonte fotografica:wheremilan.com

Milano Lambrate anni '70. Stabilimenti Leyland Innocenti.

Milano Lambrate anni ’70. Stabilimenti Leyland

Milano 1976. Parco Lambro, Festival del Proletariato Giovanile. Borselli maschili a tracolla in pelle e occhiali Ray Ban accompagnavano stili di vita e accessori della vita (più o meno quotidiana) degli anni '70. Per la "piccolo borghesia" anche l'autoradio estraiebile "Autovox" (infilata nei borselli o trasportata a mano) rappresentava lo stile di vita piccolo borghese di quel periodo. Il Festival del Proletariato, organizzato dai vertici milanesi e lombardi del PCI generava malcontento e polemiche tra i militanti più radicali per i contenuti commerciali e "consumistici" impresso dalla Classe Dirigiente di un Partito Parlamentare che non seppe rappresentare e gestire il disagio giovanile.

Milano 1976. Parco Lambro, Festival del Proletariato Giovanile. Borselli maschili (in pelle) a tracolla e occhiali Ray Ban accompagnavano stili di vita e accessori della vita (più o meno quotidiana) degli anni ’70. Per la “piccolo borghesia” di quel periodo anche l’autoradio estraibile “Autovox” (infilata nei borselli o trasportata a mano) rappresentava lo “status symbol” di uno stile di vita piccolo borghese anni ’70. Il Festival del Proletariato, organizzato dai vertici milanesi e lombardi del PCI, generava malcontento e polemiche tra i militanti più radicali per i contenuti commerciali e “consumistici” impressi e imposti dalla Classe Dirigiente di un Partito Parlamentare che non seppe e non volle rappresentare e gestire il disagio giovanile di quel periodo.

Piazza San Babila angolo C.so Europa (ex Burghy) 1986. "Panonozze.. o sfitinzie" nel gergo "paninaro" di quel periodo. (fonte Wikpiedia).

Piazza San Babila angolo C.so Europa (ex Burghy) 1986. “Panozze”… o “sfitinzie” nel gergo “paninaro” di quel periodo. (fonte Wikpiedia).

Milano 1985/86 circa. Banchina fermata M1 (non localizzabile). Paninari (o aspiranti tali) lungo laa banchina di una fermata M1 "Rossa". Il fenomeno dei paninari venne qualificato (dai sociologi dell'epoca) come una manifestazione di profondo provincialismo delle tendenze "modaiole" milanesi del periodo compreso tra il 1983 e 1988 circa.

Milano 1985/86 circa. Banchina fermata della linea metropolitana M1 (non localizzabile). Paninari (o aspiranti tali) lungo la banchina di una fermata della metropolitana M1 “Rossa”. Il fenomeno dei paninari (nella maggioranza dei casi emulazioni superficiali del fenomeno) venne qualificato (dai sociologi dell’epoca) come una manifestazione di profondo provincialismo delle tendenze “modaiole” milanesi del periodo compreso tra il 1983 e 1987 circa. I “brand” dell’abbigliamento che cercarono di sfruttare al meglio la tendenza furono: Moncler, Naj Oleari, El Charro, Timberland, T-Shirt “Best-Company”, Jeans Stone Island (ovviamente le principali, lista incompleta).

Milano Ticinese 1985. Jumbo tram serie 4900 "decorato" da scritte spray in prossimità delle Colonne di San Lorenzo e Pusterla Medievale del medesimo sito.

Milano Ticinese 1985. Jumbo tram serie 4900 “decorato” da scritte spray in prossimità delle Colonne di San Lorenzo e Pusterla Medievale del medesimo sito.

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Milano Sparita e Milano Trasporti Skyscrapercity

Dubito che Alinari proporrebbe mai (verso questi soggetti) contratti di consulenza. Ad Alinari converrebbe consultarsi con dei legali…e valutare il caso di eventuali azioni e misure (delle sonore “pettinate” …quello che si meriterebbero insieme ai titolari di alcune pagine facebook nonchè Facebook medesima).

Le tonnellate di letame che questi individui hanno sparso contro diverse banche dati forografiche proprietarie, ivi incluse opere editoriali (incluso questo web, oggetto di attacchi al limite delle diffamazioni) sono tutt’altro che da collaborazioni a loro favore…

Purtroppo non è posssibile andare oltre…(chi scrive ha le “mani legate”…anche se qualche cosa sembra muoversi) ma acquistando qualche libro abbinato a Facebook troviamo molte foto Alinari… e immagini postate in quel forum. Ma queste foto integrate nei libri saranno mai state acquistate da Alinari medesima ?

Si teme di no e se fossimo in una Nazione seria sarebbero già scattate sanzioni verso più soggetti.

Milano Sparita ssc pagina 4965

Una piccola nota di cronaca.

Sempre nel merito di questi ambienti …. suona anomalo che una biblioteca pubblica di Quartiere diventi luogo di promozione vendita libri Facebook (editi in paesi anglosassoni in seno a convenzioni Fbook).

Generalmente simili eventi sono riservati a mostre fotografiche di pubblica fruizione e di pubblica utilità o opere librarie stampate e diffuse tramite finanziamenti pubblici di Comuni e Regioni ma per attività strettamente correlate ad eventi di “quartiere” noprofit e di pubblica utilità e interesse.

Che siano cambiate le normative ?

Le biblioteche civiche non sono luogo di promozioni commerciali personalistiche !

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Milano Ticinese anni '70. Via Scaldasole.

Milano Ticinese anni ’70. Via Scaldasole.

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http://www.milanotoday.it/~media/horizontal-hi/19810758142682/incidente-cavalcavia-don-milani-di-gian-m-2.jpg

L’incidente avvenuto lo scorso Martedi’ sera (28 Maggio) sul cavalcavia Don Lorenzo Milani (Giambellino-Barona) è quasi nulla rispetto ad una carambola (di vecchia data) verificatasi nel lontano Settembre del 1990 sempre sopra tale ponte. Una serie di frontali (tra automobili provenienti da corsie opposte) e tamponamenti coinvolsero numerose automobili un Lunedi’ di fine Settembre 1990 , verso mezzogiorno. Diversi i feriti e il cavalcavia chiuso al traffico per 3 ore circa con il collasso della circolazione tra le Vie Giambellino. Carlo Troya, Cassala, Ettore Ponti-Schievano in conseguenza delle deviazione del traffico verso la parallela circonvallazione filoviaria.

Verso la metà degli anni ’70 (nelle serate e nottate estive), con notevoli ritardi rispetto alla data di apertura di tale arteria stradale periferica, tale cavalcavia (incompleto nella illuminazione, nella posa di balaustre e di asfaltatura finale e non ancora aperto al traffico) era luogo di gare automobilistiche clandestine (personaggi proveninenti dal confinante Giambellino) che avevano come luogo di partenza e di arrivo, proprio tale infrastruttura incompleta. Il “circuito” prevedeva auto di grossa cilindrata (principalmente auto “Giulietta” Alfa Romeo) sfrecciare a velocità folli, lungo le Vie Santa Rita, Viale Famagosta, Via Giacomo Watt, Via A. Binda e Via Ettore Ponti… lungo un quartiere Barona dalle strade deserte e praticamente ancora privo di rete semaforica (nel periodo, gli unici semafori esistenti erano quelli della “rotonda” di Piazza Maggi).

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Milano, Agosto 1984. Via Torino Vettura "28" serie 1500, numerata 1755, linea 19 (Roserio-Negrelli).

Milano, Agosto 1984. Via Torino. Vettura “28” serie 1500, numerata 1755, linea 19 (Roserio-Negrelli). Malgrado queste immagini non siano estremamente remote (nel tempo), esse ritraggono le vetture tramviarie ATM (le più antiche e “storiche” circolanti ) nel loro aspetto originario. L’aspetto odierno delle “28”, dalla ex Giunta Moratti in avanti, è quello di “baldacchini” semoventi di colore giallo crema e bianco (o in alternativa rivestite con pellicole ritraenti immagini e loghi pubblicitari) con ulteriori pannelli pubblicitari posizionati sul tetto delle vetture medesime …. quando queste vetture, in realtà, non ebbero mai, nemmeno dalla loro comparsa (intorno alla fine degli anni ’20 del 1900), con l’esclusione di circa 7 esemplari riverniciati in verde ministeriale nel 1929, l’aspetto odierno e attuale (che in parte si rifarebbe, in modo improprio, alle vetture Edison dei primi del ‘900). (fonte bahnbilder.de)

 

Milano Roserio 1984. Vettura "28" serie 1500 linea 19 in prossimità del capolinea Roserio davanti all'ingresso dell'Ospedale Luigi Sacco. (fonte : bahnbilder.de).

Milano Roserio/Vialba nel 1984, Via Giovanni Battista Grassi 74. Vettura “28” serie 1500 (linea 19) in prossimità del capolinea di Roserio davanti all’ingresso dell’Ospedale Luigi Sacco. (fonte : bahnbilder.de).

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Errata corrige

Ad una ulteriore verifica della localizzazione di questa immagine è emerso che pur trattandosi del quartiere ex Fiera/Sempione (a poche decine di metri da Corso Sempione), il viale inquadrato è Viale Severino Boezio (in apparenza, valutando i contenuti dell’immagine, apparirebbe molto simile al controviale ovest di Corso Sempione, direzione V.le Certosa).

Gennaio 1985. Linee tramviarie bloccate dalla storica nevicata lungo Corso Sempione. (fonte: repubblica.it)

Gennaio 1985. Linee tramviarie bloccate dalla storica nevicata lungo Corso Sempione. (fonte: repubblica.it)

 

Milano 1988. Piazzale Stazione di Porta Genova, VIa Valenza, 28 Giugno 1988. Vettura "28" 1500 ex linea 19 alla fermata di Porta Genova. Si nota il cantiere della "torre" di Porta Genova in costruzione. La foto venne scattata (da un amatore di vetture tramviarie storiche tedesco) pochi giorni prima che una tromba d'aria di inaudita violenza distrusse buona parte dei tetti degli edifici localizzati tra i quartieri Barona, Ticinese, Gratosolio (l'esito di due morti, uno alla Barona, in Via Ettore Ponti per il crollo di un muro sopra delle auto in sosta per il tornado in corso). (fonte fotografica carl-otto.dk)

Milano 1988. Piazzale Stazione di Porta Genova, Via Valenza, 28 Giugno 1988. Vettura “28” , serie 1500, ex linea 19 (nella tratta Negrelli-Roserio, sostituita dal 2, Negrelli-Bignami , verso il 1994/1995) alla fermata di Porta Genova. Si nota il cantiere della “torre residenziale” di Porta Genova in costruzione. La foto venne scattata (da un amatore di vetture tramviarie storiche danese) pochi giorni prima di un evento meteorolgico eccezionale che si scatenò nel settore sud occidentale di Milano, dove una tromba d’aria di inaudita violenza distrusse buona parte dei tetti degli edifici localizzati tra i quartieri Barona, Ticinese, Gratosolio (l’esito di due morti, uno alla Barona, in Via Ettore Ponti per il crollo di un muro sopra delle auto in sosta per il tornado in corso, il secondo in Via Vigevano). La tromba d’aria sradicò centinaia di alberi, scoperchiò capannoni e scaricò, sulle strade, oltre 20 cm di grandine (il picco della distruttvità venne raggiunto lungo la Via Ettore Ponti e Walter Tobagi e strade adiacenti sino in Viale Cassala-Via Carlo Torre/Argelati). (fonte fotografica carl-otto.dk)

Milano 1985, Porta Genova. Storica nevicata del Gennaio 1985 (nell'immagine l'evento è solo all'inizio, presumibilmente il 13 Gennaio 1985, meno di 16 ore dall'inizio della nevicata che incomincio' il tardo pomeriggio del 12 Gennaio per esaurirsi il 16 Gennaio dopo aver messo "in ginocchio" l'intera città di Milano e parte della Lombardia sud occidentale (i massimi di neve si raggiunsero nelle province di Milano, Pavia, Lodi, Cremona, mentre il fenomeno fu più limitato , ma comunque intenso, nelle province di Bergano e Brescia... mentre nelle province di Como e Sondrio e nelle aree alpine e prealpine la neve cadde con minore intensità). Da notarsi, sul lato dx dell'immagine, una campana arancione dell'allora raccolta differenziata del vetro. (fonte milano,repubblica.it).

Milano 1985, Porta Genova. Incrocio Viale Gorizia-Corso Cristoforo Colombo. Storica nevicata del Gennaio 1985 (nell’immagine l’evento è solo all’inizio, presumibilmente il 13 Gennaio 1985, meno di 16 ore dall’inizio della nevicata che incomincio’ il tardo pomeriggio del 12 Gennaio per esaurirsi il 16 Gennaio dopo aver messo “in ginocchio” l’intera città di Milano e parte della Lombardia sud occidentale (i massimi di neve si raggiunsero nelle province di Milano, Pavia, Lodi (in realtà il Lodigiano divenne provincia dal 1992) e Cremona, mentre il fenomeno fu più limitato , ma comunque intenso, nelle province di Bergano e Brescia… per paradosso… nelle province di Como e Sondrio e nelle aree alpine e prealpine la neve cadde con minore intensità). Da notarsi, sul lato dx dell’immagine, una “campana” arancione dell’allora raccolta differenziata del vetro. (fonte milano.repubblica.it).

Ripa di Porta Ticinese, Milano Ticinese 1948 circa. Alzaia Naviglio Grande verso Vicolo Lavandai (foto ripresa dal ponticello pedonale di Via Corsico).

Milano Ticinese 1948 circa. Alzaia Naviglio Grande/Ripa di Porta Ticinese verso Vicolo Lavandai (foto ripresa dal ponticello pedonale di Via Corsico).

Milano Cadorna, terminale ferroviario Ferrovie Nord Milano nel 1930 circa. (twitter hashtag/InMovimento)

Milano Cadorna, terminale ferroviario Stazione Ferrovie Nord Milano nel 1930 circa. (twitter hashtag/InMovimento)

Milano Ticinese-Carrobbio. FIAT 421 (linea 59) ritratta alle Colonne di San Lorenzo (anni ’70-’80). (fonte autobusmodel.blogspot)

Milano 1960 circa. Rogoredo, omonima Stazione FS. Capolinea tramvia "navetta" ATM linea 32 (Corvetto-Rogoredo) in servizio sino al 1966 circa, sostituita dalla linea filoviaria 84 (affiancata anche alla linea filoviaria 95, Via Modica, Rogoredo FS). Pur trattandosi di un tratto urbano, anche se di periferia estrema, la linea veddeva in servizio vetture tramviarie tipiche delle linee extraurbane.

Milano 1960 circa. Rogoredo, omonima Stazione FS. Capolinea tramvia “navetta” ATM linea 32 (Corvetto-Rogoredo) in servizio sino al 1966 circa, sostituita dalla linea filoviaria 84 (affiancata anche alla linea filoviaria 95, Via Modica, Rogoredo FS). Pur trattandosi di un tratto urbano, anche se di periferia estrema, la linea annoverava vetture tramviarie tipiche delle linee extraurbane. Si tenga presente che la tramvia aveva anche la funzione di collegare il pendolarismo operaio delle Industrie Redaelli tra Milano città e gli stabilimenti medesimi, siti lungo la Via Rogoredo. La vettura ritratta è una OM serie 70-71 (bidirezionale come intuibile dalla presenza di due trolley), vetture acquisite, verso il 1925 dalla STEL (dal 1939 passate al parco tramviario ATM). Maggiori dettagli in https://it.wikipedia.org/wiki/Tram_STEL_serie_70-71

Milano 1960 circa Stazione Centrale. Bivacchi emigrati dall'Italia meridionale (fenomeni di "migrazione interna" avvenuti tra il 1950 circa sino alla fine anni '70 ma tutt'oggi in corso e paralleli ai flussi migratori che approdano nell'area del Mediterraneo).

Milano 1960 (circa) Stazione Centrale. Bivacchi emigrati dall’Italia meridionale (fenomeni di “migrazione interna” avvenuti tra il 1950 circa sino alla fine anni ’70 ma tutt’oggi in corso e paralleli ai flussi migratori che approdano nell’area del Mediterraneo).

 

Gennaio 1985. Linee tramviarie bloccate dalla storica nevicata lungo Corso Sempione. (fonte: repubblica.it)

Gennaio 1985. Linee tramviarie bloccate dalla storica nevicata del Gennaio ’85 lungo Corso Sempione. (fonte: repubblica.it)

Milano 1956. Porta Nuova/Porta Venezia. Intendenza di Finanza di Via Moscova angolo Manin. Giulio Andreotti. Autore foto Gian Battista Colombo (archivi web)

Milano 1956. Porta Nuova/Porta Venezia. Intendenza di Finanza di Via della Moscova angolo Manin. Giulio Andreotti. Autore foto Gian Battista Colombo (archivi web)

 

Milano Porta Venezia 1964. Dopo la storica chiusura, per Decreto Legislativo e Penale delle "case chiuse" voluta dalla Democrazia Cristiana, principalmente nella figura della Senatrice Angelina Merlin, proseguiva, in forma clandestina, la prostituzione con adescamento clienti direttamente dalle vie cittadine. Questa immagine ritrae un bar (oggi sostituito da un esercizio commerciale di elettronica di consumo) sito in Viale Vittorio Veneto angolo Via Lazzaretto. Con molta probabilità la fotografia venne scattata dalla "Squadra Buon Costume" della Polizia di Stato. In realtà le funzioni repressive venivano condotte direttamente dalla Questura e dalla Squadra Mobile (Narcotici e buon costume). Sovente gli appostamenti per il dossieraggio fotografico venivano effettuati dalle finestre di appartamenti posti nelle vicinanze dei luoghi di "prostituzione clandestina) i cui occupanti, su ordinanza dei Questori, dovevano mettere a disposizione degli investigatori di PS i locali per la produzione di materiale fotografico ad uso giudiziario e investigativo (come chiaramente intuibile anche dall'immagine). Fonte fotografica corriere.it

Milano Porta Venezia 1964. Dopo la storica chiusura (per Decreto Legislativo e Legge Penale) delle “case chiuse” (provvedimento Parlamentare voluto dalla Democrazia Cristiana, principalmente nella figura della Senatrice Angelina Merlin) proseguiva, in forma clandestina, la prostituzione “illegale” con adescamento clienti direttamente dalle vie cittadine. Questa immagine ritrae un bar (oggi sostituito da un esercizio commerciale di elettronica di consumo) sito in Viale Vittorio Veneto angolo Via Lazzaretto. Con molta probabilità la fotografia venne scattata dalla “Squadra Buon Costume” della Polizia di Stato. In realtà le funzioni repressive venivano condotte direttamente dalla Questura e dalla Squadra Mobile di competenza (Narcotici e buon costume). Sovente gli appostamenti per il dossieraggio fotografico venivano effettuati dalle finestre di appartamenti posti nelle vicinanze dei luoghi di “prostituzione clandestina” i cui occupanti, su ordinanza dei Questori (e loro malgrado), dovevano metterne a disposizione i locali per i sopralluoghi fotografici (ad uso giudiziario) degli investigatori di PS (come chiaramente intuibile anche dall’immagine). Fonte fotografica corriere.it

Milano Ticinese 1960. Linea ferroviaria Milano Mortara lungo le diramazioni dello Scalo Porta Genova verso San Cristoforo. Siamo a ridosso del Piazzale delle Milizie in posizione intermedia tra la fine di Via Tortona e Ripa di Porta Ticinese poco prima dell'ex ponte veicolare (in ferro) di Viale Cassala-P.le delle Milizie. (fonte : ilportaledeitreni.it)

Milano Ticinese 1960 (quasi al confine con Barona San Cristoforo). Linea ferroviaria Milano Mortara lungo le diramazioni industriali (delle aree CGE e successivamente ANSALDO) intermedie tra lo Scalo Porta Genova verso San Cristoforo. Siamo a ridosso del Piazzale delle Milizie in posizione intermedia tra la fine di Via Tortona (verso Viale Troya) e Ripa di Porta Ticinese/Alzaia Naviglio Grande… poco prima dell’ex ponte veicolare (in ferro) di Viale Cassala-P.le delle Milizie (la fotografia è stata scattata proprio sopra la campata che sovrasta la ferrovia, ovvero la seconda campata (verso nord) del ponte di Viale Cassala-Piazzale delle Milizie). (fonte : ilportaledeitreni.it)

Milano anni '60. Pattuglia "radiomobile" del Pronto Intervento 777 Squadra Mobile di Milano. Il servizio di Pronto Intervento "777" nacque nel 1945 a Milano. Servizi di Pronto Intervento analoghi (ma con numerazione differente) nacquero, sempre nello stesso periodo dell'immediato dopoguerra, anche nelle altre aree metropolitane italiane (Torino, Roma, etc...). Si dovette attendere il 1968 per l'istituzione di un unico servizio Nazionale di Pronto Intervento della Polizia di Stato (il famoso "113").

Milano anni ’60. Pattuglia “radiomobile” del Pronto Intervento 777 Squadra Mobile di Milano. Il servizio di Pronto Intervento “777” nacque nel 1945 a Milano. Servizi di Pronto Intervento analoghi (ma con numerazione differente e non comunicanti tra loro) nacquero, sempre nello stesso periodo (dell’immediato dopoguerra), anche nelle altre aree metropolitane italiane (Torino, Roma, etc…). Si dovette attendere il 1968 per l’istituzione di un unico servizio Nazionale (unificato) di Pronto Intervento della Polizia di Stato (il famoso “113”). fonte fotografica: corriere.it

Milano Piazza Cavour-Via A. Manzoni. Raduno di appassionati (di residenza e nazionalità svizzera) degli scooter Innocenti (Lambretta). (fonte: lambretta.com)

Milano Piazza Cavour-Via A. Manzoni. Raduno di appassionati (di residenza e nazionalità svizzera) degli scooter Innocenti (Lambretta). (fonte: lambretta.com)

 

Milano 1949. Cairoli, Via Luca Beltrami. Raduno appassionati elvetici della "Lambretta" (organizzato da una associazione svizzera), (fonte lambretta.it)

Milano 1949. Cairoli, Via Luca Beltrami. Raduno appassionati elvetici della “Lambretta” (organizzato da una associazione svizzera). (fonte : lambretta.com)

Milano Lambrate 1944. Area stabilimenti Innocenti. Cantieri ricostruzioni post bombardamenti. Ovviamente la data di scatto della fotografia precede di molti mesi la fine del periodo bellico e della Liberazione del 25 Aprile.

Milano Lambrate 1944. Area stabilimenti Innocenti. Cantieri ricostruzioni post bombardamenti. Ovviamente la data di scatto della fotografia precede di molti mesi la fine del periodo bellico e della Liberazione del 25 Aprile ’45.

Milano 1949. Certosa-Musocco, raccordo e cavalcavia del Ghisallo. Raduno proprietati e appassionati scooter "Lambretta" della Confederazione Elvetica. Fonte: lambretta.com

Milano 1949. Certosa-Musocco, immediate vicinanze Viale Certosa (alle spalle del fotografo), raccordo del Ghisallo (in sostanza il raccordo verso le “autostrade” … per il periodo storico risalente allo scatto della foto… per Milano-Torino e Varese, periodo che precedette la costruzione del Cavalcavia del Ghisallo, nel 1960, allo scopo di sopraelevare il raccordo rispetto all’incrocio di Viale Certosa). Raduno proprietari e appassionati scooter “Lambretta”, raduno organizzato, a Milano, da estimatori e appassionati cittadini e residenti esteri della Confederazione Elvetica. Fonte: lambretta.com

Milano 1960, Porta Venezia. Viale Regina Giovanna, distributore BP (e Lambetta). Autore Ernesto Fantozzi. (fonte Corriere.it)

Milano 1960, Porta Venezia. Viale Regina Giovanna, distributore BP (e Lambetta). Autore Ernesto Fantozzi. (fonte Corriere.it)

Bobine pellicola in metraggio "super 8" file "Miracolo a Milano"

Bobine pellicola per uso domestico (presumibilmente commercializzate negli anni ”80) in metraggio “super 8” del film “Miracolo a Milano” (fonte : web-blog “passionesuper8”)

 

"Gif animata" sequenza trucchi cinematografici film "Miracolo a Milano" (1951) di Vittorio de Sica,

“Gif animata” sequenza trucchi cinematografici del film “Miracolo a Milano” (1951) di Vittorio de Sica,

 Corso Vittorio Emanuele 1984. (fonte: maxmartinoart)

Corso Vittorio Emanuele, 1984. (fonte: maxmartinoart)

Milano 1974. Porta Garibaldi, Piazza Sigmund Freud. Fotogramma del film "Milano odia: la polizia non può sparare" (regia di Umberto Lenzi), Fonte : icmdb.org

Milano 1974. Porta Garibaldi. Viale Luigi Sturzo-Piazza Sigmund Freud. Fotogramma del film “Milano odia: la polizia non può sparare” (regia di Umberto Lenzi), Fonte : icmdb.org

Milano Farini-Monumentale 1965. Piazzale interno, scarico e carico merci, dello Scalo Farini di Via Valtellina. (archivio sdfgroup)

Milano Farini-Monumentale 1965. Piazzale interno, scarico e carico merci, dello Scalo Farini di Via Valtellina. (archivio sdfgroup)

Milano 1985. 14 Gennaio (circa). La storica nevicata da 80 cm (1 metro nelle periferie).

Milano 1985. 14 Gennaio (circa). La storica nevicata da 80 cm (1 metro nelle periferie).

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Prove generali della restaurazione di un “Secondo Ventennio”

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/05/18/news/striscione_salvini_milano_amico_dei_mafiosi_diffamazione-226571479/?refresh_ce

 

Durante il Ventennio Fascista e durante il Regime Nazionalsocialista era sufficiente che un vicino/a di casa segnalasse un analogo vicino o famiglia dissenziente verso tali regimi (Mussolini e Hitler) perchè si presentasse (nel caso dell’Italia) la DIGOS direttamente nella casa dei “dissenzienti” (Polizia Politica costituita da Benito Mussolini malgrado, in rete, falsamente anche da Wikipedia, venga fatta risalire la sua costituzione nel 1978, in realtà la “Primi insidias icere” venne costituita immediatamente dopo la presa di potere di Mussolini … le funzioni, non dissimili da quelle attuali, distribuire sul territorio Nazionale informatori politico giudiziari e spie politico giudiziarie… oggi la DIGOS raccoglie l’attività di “monitoraggio” da decine di migliaia di “agenti informativi” operativi in rete, principalmente Facebook, Twitter, Whatsapp, Instagram, Telegram, Quora, Yahoo, etc…).

Come accennato,100 anni fa, con la costituzione del Regime dittatoriale di Mussolini, era sufficiente una “dritta” (portinaie e vicini di casa) e la Polizia Politica si presentava in casa dei “dissenzienti ai regimi” per essere prelevati, schedati, eventualmente arrestati, pestati anche a morte (in alcuni ma frequentissimi casi) e processati sommariamente e lasciati marcire nelle “Patrie Galere” e/o condannati a morte (nel caso di Hitler, condotti ni Campi di Concentramento).

In meno di 1 anno, in una Italia già in “semi dittatura” dal lontano 1992-93, vede una rapida restaurazione di metodi e finalità tipiche del “Ventennio”.

Alberto Nobili (responsabile antiterrorismo, ex marito della focosa Ilda Boccassini, uno sgangherato ed erroneo “idolo” della neosinistra post PCI… ovvero colei che rese dormiente la DIA per oltre un decennio con proliferazione incontrollata delle mafie nel territorio milanese e lombardo piemontese) oltre ad aprire fasicoli di indagine e rinvii a giudizio contro i cittadini dissenzienti (tra le altre cose il presunto reato di diffamazione non è ascrivibbile d’ufficio e non sicomprende su quali fondamenti giuidici si schedino e indaghino cittadini dissenzienti ad una neo dittatura emergente), schedati direttamente dai vicini di casa informatori DIGOS Lega Nord…. dovrebbe anche aprire fascicoli di indagine e rinvii a giudizio su migliaia di liste elettorali Lega Nord delle regioni Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, etc… di competenze anche DDA (vedasi anche diverse trasmissioni di REPORT dedicate a questo problema).

Una nota finale:

Coloro che si autoproclamano storici di Milano e quartieri e si fregiano dei “vessilli” dei valori Partigiani di Resistenza (ovviamente legittimi e SACROSANTI)… dovrebbero valutare, profondamente … e fare autocritica sulla loro infelice scelta di aver utilizzato Facebook e Amazon come piattaforme di diffusione e commercio delle loro “opere”.

Zuckerbeg è stato recentemente definito (dal Giornalista e Direttore del Giornale Sallusti … quindi da un referente di destra) un “Dittatore estremista di destra” responsabile della tolleranza se non della protezione di decine di migliaia di pagine facebook (in tutte le lingue) dedicate al proselitismo neo fascista e neo nazista. In Italia se ne annoverano migliaia ma solo una decina sono state oscurate…

Scegliere Facebook come pagina di storia, oltremodo con contenuti storici correlati alla Resistenza Partigiana…. è non solo paradossale ma di una scelta a dir poco infelice e imbarazzante…

…. Come sostenuto da quasi 3 anni…. dalla Procura di Milano non potrà mai provenire nulla di buono… (appalti FI-Lega Nord a gò gò, alcuni appaltatori furono e sarebbero prossimi alla ‘ndrangheta) e vien da sospettare che questa nuova e apparente “neo tangentopoli” potrebbe avere gli effetti che ebbe la precedente (pilotata dalla CIA)… ovvero portare al potere il più grande corruttore del PSI di Bettino Craxi… che all’epoca era Silvio Berlusconi.

Domani chi salirà al potere…. grazie alla magistratura di Milano ?

Matteo Salvini ?

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Milano 1984, Ticinese-Darsena. Ripa di Porta Ticinese verso Viale Gorizia a ridosso del Ponte dello Scodellino. Ultime settiname di transito del tram 19 (Roserio-Negrelli) prima della sospensione di tale tratta tramviaria (siamo nell'Agosto 1984) e la definitiva dismissione (il 19 verrà deviato lungo la Via Valenza, verso la stazione FS di Porta Genova). Otto mesi circa venne inaugurata la tratta Cadorna-Porta Genova della linea M2 della metropolitana (questo comportò la deviazione della linea tramviaria 19 verso Porta Genova con l'abbandono della tratta Ripa Ticinese, Gorizia, XXIV Maggio, Corso di P.ta Ticinese).

Milano 1984, Ticinese-Darsena. Ripa di Porta Ticinese verso Viale Gorizia a ridosso del Ponte dello Scodellino. Ultime settiname di transito del tram 19 (Roserio-Negrelli) prima della sospensione di tale tratta tramviaria (siamo nell’Agosto 1984) e la definitiva dismissione (il tram 19 verrà deviato lungo la Via Valenza, verso la stazione FS di Porta Genova). Otto mesi prima c venne inaugurata la tratta Cadorna-Porta Genova della linea M2 della metropolitana (questo comportò la deviazione della linea tramviaria 19 verso Porta Genova con l’abbandono della tratta Ripa Ticinese, Gorizia, XXIV Maggio, Corso di P.ta Ticinese). Fonte fotografica web Bahnbilder.de

Milano primi anni '70. Grandi Magazzini Standa (gruppo Montedison) di Via Torino angolo Via della Palla. (fonte museodelbasket-milano)

Milano 1970 circa. Grandi Magazzini Standa (gruppo Montedison) di Via Torino angolo Via della Palla. (fonte museodelbasket-milano)

Milano 1983. Via Festa del Perdono. (fonte:thisisavintagewall.wordpress)

Milano 1983. Via Festa del Perdono. (fonte:thisisavintagewall.wordpress)

Milano 1974 Brera. Via Mercato (thisisavintagewall.wordpress)

Milano 1974 Brera. Via Mercato (fonte: thisisavintagewall.wordpress)

Milano 1983. Interno di un Supermarket con i famosi e ormai in disuso megafustini cilindrici di detersivo per lavatrice in polvere.

Milano 1983. Interno di un Supermarket con i famosi e ormai in disuso megafustini cilindrici di detersivo per lavatrice in polvere.

Milano Verziere 1983. Confluenza tra Largo Bersaglieri-Piazza Fontana-Via Larga. In evidenza l'insegna, ancora presente, della Banca Nazionale dell'Agricoltura, luogo di strage di Stato nel 12 Dicembre 1969. (fonte credits.com)

Milano Verziere 1983. Confluenza tra Largo Bersaglieri-Piazza Fontana-Via Larga. (fonte credits.com)

Milano Lambrate fine anni '60. Stabilimenti Innocenti e una Mini Mini Minor in caricamento sul camion "bisarca". Datazione immagine assente, il modello di auto parcheggiate nel piazzale della Innocenti è simile al modello Mini Mini Minor MK3 838/2 prodotto intorno al 1970 https://www.automobile.it/bergamo-innocenti-mini-mini-minor-mk3-838-2/133730901

Milano Lambrate fine anni ’60. Stabilimenti Innocenti e una Mini Mini Minor in caricamento sul camion “bisarca”. Datazione immagine assente, il modello di auto parcheggiate nel piazzale della Innocenti sembra simile al modello Mini Mini Minor MK3 838/2 prodotto intorno al 1970 https://www.automobile.it/bergamo-innocenti-mini-mini-minor-mk3-838-2/133730901

stazione certosa

Milano Certosa Musocco. Vecchia Stazione Ferroviaria di Milano Certosa. Datazione immagine non disponibile. L’assenza, apparente, di linee aeree di alimentazione elettrica ferroviaria (catenarie) potrebbe datare l’immagine in data non successiva agli anni ’30 del 900.

Milano 1987, Piazza Duomo. Edizione 1987 della Stramilano.

Milano 1987, Piazza Duomo. Edizione 1987 della Stramilano.

Milano 1975 Piazza Duomo, Manifestazione Comitato Occupazione di Piazza Negrelli (costola di militanza e attivismo di Lotta Continua). Fonte immagine web arengario.it

Milano 1975 Piazza Duomo, Manifestazione Comitato Occupazione di Piazza Negrelli (costola di militanza e attivismo di Lotta Continua). Fonte immagine web arengario.it

MILANO luogo dove il mercato immobiliare produce ricchezza e traino Nazionale ?

Mah, a giudicare da circa un 50% di catasto immobiliare residenziale e per uso uffici vuoto, invenduto, inaffittato (non da anni ma da decenni) e malgrado sia una delle poche città italiane dove si costruiscono ancora nuovi immobili a fronte di una domanda di acquisto e di loczione crollata ai limiti storici…vendere immobili a Milano è, da oltre 11 anni, una scomessa al ribasso….ed un rischio che solo le immobiliardi in odore di riciclaggio possono permettersi…

Un articolo giornalistico del 2012, riproposto nel 2017 e tutt’oggi attuale…

https://milano.repubblica.it/cronaca/2012/09/21/news/la_casa_si_affitta_e_poi_si_riscatta_ecco_la_strada_per_battere_la_crisi-42939562/

VENETO, LOMBARDIA ED EMILIA LE REGIONI PIU’ PRODUTTIVE D’ITALIA, DESIDEROSE DI AUTONOMIA FISCALE E IDENTITARIA… LE PIU’ COMPETITIVE D’EUROPA ?

Mah… i giornalististi menzogneri e con essi la Lega Nord (ma non solo, connivenze ormai consolidate con PD e Forza Italia… Milano è stato il laboratorio degli inciuci Lega-Pd-FI) non dicono quale sia il comparto del Nord-Ovest (Lombardia) e Nord-Est (Veneto) e Nord-Est/Centro Italia (Emilia e Romagna) che più esporta e produrrebbe PIL ?

L’AGRICOLTURA ! (comparto primario insieme alla zootecnia)

Le tre regioni (ad ambizione autonomista) che tanto pavoneggiano competitività internazionale ed esportazioni, anche verso gli USA.., .bypassando la UE, sono, in realtà, al TOP nel settore Primario, ovvero dell’agricoltura…caseario e zootecnia (allevamenti bovini, suini, etc…) e tra queste il Veneto (principalmente il vino prosecco ma anche l’agroalimentare, compreso l’olio d’oliva). Idem per la produzione conserviera (frutta e pomidoro) dell’Emilia Romagna…idem per i vini della Franciacorta bresciana e dell’oltrepo pavese).

In Lombardia le industrie non esistono quasi più (qualche acciaieria è sopravvissuta tra Bergamo e Brescia)…

Saranno anche le Regioni più “performanti” … ma mentre nel boom economico dello scorso secolo il secondario (industrie) primeggiava nel Nord Ovest… oggi l’industria è scomparsa in Lombardia e Piemonte e sostituita dalla esportazione di vini frizzanti dell’Oltrepò pavese, Franciacorta, Veneto, succhi di frutta, passate di pomodoro, prosciuttu e Patmiggiano per l’Emilia-Romagna… prodotti Barilla… e cosi’ via…esportazioni che per il Veneto furono (durante i Governi Berlusconi) lobbyzzate dall’ex Ministro delle Politiche Agricole Zaia (oggi Governatore Veneto).

All’estero, infatti, si esportano, quindo, quasi esclusivamente vini del Veneto.

Le produzioni di meccanica e farmaceutica, chimica e manifattura di tali regioni sono nella seconda posizione…e ridotte al lumicino… mentre la produzione primaria per Lombardia, Veneto e Emilia Romagna è costituita principalmente dall’Agricoltura e zootecnia.

Il nuovo “triangolo industriale” Milano-Verona-Bologna è una bufala.

Per carità, l’agroalimentare sempre economia sarebbe…di tutto rispetto (anche se i produttori agricoli di primo livello di filiera agroalimentare, e quelli di latte vaccino, non dovrebbero passarsela del tutto bene… le cose anddrebbero molto meglio per gli intermediari ed i trasformatori di prodotti agricoli e caseari e la grande distribuzione come Coop, Carrefour e Esselunga ed i noti centri commerciali). Una Nazione che annovera tre regioni “trainanti” basate solo sul comparto primario (agricoltura, caseario, zootecnia) assimila questa Italia a quella di una Nazione pre seconda guerra mondiale… un “neo Regno” simil agricolo rurale come ai tempi del “Duce”….

Di strada, in 100 anni, ne abbiamo fatta poca, quella poca percorsa (tra gli anni ’50 sino ai primi ’90) l’abbiamo, grazie a Berlusconi, Tremonti, Maroni, Prodi e Renzi, ripercorsa in retromarcia…retrocedento ultimi in Europa e nel mondo.

… Quindi quante BALLE che raccontano i politici (Lega Nord in primis, seguita da PD e Forza Italia)….ed i loro servi giornalisti…

Milano Lambrate (confinante con Segrate) 1975 , Via Rubattino. Stabilimenti Innocenti-Leyland. L'immagine, come evidente, proviene dall'archivio Dino Fracchia e nella didascalia nativa si dichiara che le auto Leyland Innocenti (tra le quali i modelli "mini") sarebbero invenduti. Indipendentemente dalla didascalia allegata all'immagine, il gruppo Innocenti, superata la fase dell'acquisto di auto a "domanda interna" degli anni del boom economico e superata la fase del "mito" delle Lambretta... proprio a partire dagli anni '70 dovette affrontare una fase di progressivo declino di vendite e di produzione che culmino', a cavallo tra gli anni '80 e '90, in massicce cassa integrazioni e prepensionamenti e la chiusura definitiva dello stabilimento di Lambrate nel 1993. Il marchio sopravvisse per qualche anno ancora nelle produzioni FIAT, sino al 1997. (fonte fotografica Archivio Dino Fracchia).

Milano Lambrate (confinante con Segrate) 1975 .Via Rubattino. Stabilimenti Innocenti-Leyland. L’immagine, come evidente, proviene dall’archivio Dino Fracchia e nella didascalia nativa si dichiara che le auto Leyland Innocenti (tra le quali i modelli “mini”) ritratti nell’immagine sarebbero veicoli invenduti. Indipendentemente dalla didascalia allegata all’immagine, il gruppo Innocenti, superata la fortunata e produttiva fase dell’acquisto di auto a “domanda interna” tipico degli anni italiani del boom economico e superata la fase del “mito” delle Lambretta… proprio a partire dagli anni ’70 dovette affrontare una fase di progressivo declino di vendite e di produzione che culmino’, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, con massicci ricorsi alla cassa integrazione e prepensionamenti del personale e la successiva la chiusura definitiva dello stabilimento di Lambrate nel 1993. Il marchio sopravvisse per qualche anno ancora nelle produzioni FIAT, sino al 1997. (fonte fotografica Archivio Dino Fracchia).

Milano 1974. Via Melchiorre Gioia (tra Via Pirelli e Via Galvani, il lato destro inquadra l'ex ufficio INPS "Gioia" demolito tra il 2017 e il 2018. Si tratta di un fotogramma del film "Milano odia la polizia non può sparare" di Umberto Lenzi. Fonte fotografica IMCDb.org

Milano 1974. Via Melchiorre Gioia (tra Via Pirelli e Via Galvani, il lato destro inquadra l’ex ufficio-edificio dell’ INPS “distretto territoriale Gioia”, demolito tra il 2017 e il 2018). Si tratta di un fotogramma del film “Milano odia la polizia non può sparare” di Umberto Lenzi. Fonte fotografica IMCDb.org

Milano 1978 Porta Garibaldi. Piazza Sigmund Freud.

Milano 1978 Porta Garibaldi. Piazza Sigmund Freud.

Milano 1974. Piazza Duomo-Palazzo Reale-Arengario e sculture contemporanee ("Arco" di Carlo Ramous, realizzata nel 1972) esposte verso la metà degli anni 70. (Archivi Alinari alinari.it).

Milano 1974. Piazza Duomo, lato Palazzo Reale-Arengario e sculture contemporanee di Carlo Ramous (realizzate nel 1972) esposte verso la metà degli anni 70. (Archivi Alinari alinari.it).

Milano 1974. Piazza Duomo-Palazzo Reale Arcivescovado e sculture contemporanee ("Arco" di Carlo Ramous, realizzata nel 1972) esposte verso la metà degli anni 70. Archivi proprietari Alinari.

Milano 1974. Piazza Duomo-Palazzo Reale-Arcivescovado e sculture contemporanee (“Arco” di Carlo Ramous, realizzata nel 1972) esposte verso la metà degli anni 70 nel lato meridionale del Duomo. (Archivi proprietari Alinari).

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PICCOLI AGGIORNAMENTI DI CRONACA MAFIOSA E CORRUTTIVA MILENESE

(LEGA NORD, FORZA ITALIA)

CHIUNQUE POSSIEDA UN MINIMO DI INFARINATURA DEL CODICE PENALE NON AVRA’ DI CERTO OMESSO DI NOTARE CHE LE DICHIARAZIONI DI ESTRANEITA’ VERSO DETERMINATI E PRESUNTI FATTI ATTRIBUIBILI ALL’ATTUALE GOVERNATORE REGIONE LOMBARDIA (REGIONE DEFINITA DALLE DDA DI CATANZARO COME LA SECONDA PROVINCIA CALABRESE) ATTILIO FONTANA SIANO UNA POTENZIALE AMMISSIONE DI COLPA (INCHIESTA TANGENTI “MENSA DEI POVERI”) NEL MERITO DEL FATTO CHE IL MEDESIMO, SECONDO INDAGINI DDA E PROCURA, SIA STATO OGGETTO DI PRESUNTA TENTATA CORRUZIONE DA PARTE DI UN PARLAMENTARE E CONSIGLIERE REGIONALE DI FORZA ITALIA… AMMETTERE TALI CIRCOSTANZA SAREBBE, PER I MOTIVI INTRINSECI AL CODICE PENALE MEDESIMO, UN POTENZIALE REATO ED UNA AMMISSIONE DI COLPA.

UN GOVERNATORE LOMBARDIA LEGA NORD (DIETRO FONTANA E SALVINI ABBIAMO MARONI E BERLUSCONI) CHE SAREBBE VITTIMA DI PRESUNTA CORRUZIONE… SENZA CHE IL MEDESIMO DENUNCI IMMEDIATAMENTE IL FATTO ALLA MAGISTRATURA… NON RICONDUCE IL MEDESIMO ALLL’ESSERE UNA PARTE LESA MA PIUTTOSTO AL RUOLO DI PARTE IMPUTABILE.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/07/tangenti-fontana-non-dico-nulla-io-parte-offesa-salvini-orgoglioso-di-lui-e-grazie-a-forze-dellordine-per-linchiesta/5159148/

CON QUALE DISINVOLTURA EGLI AMMETTE DI ESSERE A CONOSCENZA DI UNA ASSOCIAZIONE DI POLITICI (E PARE ANCHE NDRANGHETISTI) E COLLUSI COI MEDESIMI… DICHIARANDO DI ESSERE PARTE LESA…?

LE SUE DICHIARAZIONI POSSONO ANDARE BENE PER I LETTORI DI CERTI SOCIAL E FORUM DEDICATI A MILANO … TALI ESTIMATORI SONO DEI POVERETTI … (MESSI ANCHE PEGGIO ANCHE DEGLI AUTORI MEDESIMI) ….

NON SONO DICHIARAZIONI DA “VERGINELLA” PER COLORO CHE INVECE CONOSCONO IL CODICE PENALE…

…SEMBRA PERO’ CHE NEMMENO LA PROCURA DI MILANO CONOSCA ALTRETTANTO BENE IL CODICE PENALE…

I FATTI RECENTI SONO STATI GIA’ ACCENNATI (IN FORMA MOLTO GENERICA) IN MILANOBARONA …DA MOLTO TEMPO… OVVIAMENTE QUESTO HA DETERMINATO ATTACCHI VIOLENTISSIMI DA PARTE DI CERTI PERSONAGGI (OMISSIS)…COMPORTANDO ANCHE UN SOSPETTO HACKERAGGIO DELLE PAGINE WEB DI MILANOBARONA E DEI COMPUTER E DELLE RELATIVE CONNESSIONI CON LE QUALI VERREBBE GESTITO…(SETTORI DEVIATI DELLE POLIZIE FORENSI ?… ERGO POLIZIA POSTALE CHE A MILANO E’ SUPPORTATA DA APPALTI GIUDIZIARI IRREGOLARI CON PERSONAGGI IMPARENTATI CON LE MAFIE…)

ALLA LUCE DI QUESTO CI SI CHIEDE, CONSIDERANDO ANCHE IL DILAGARE INCONTROLLATO DEL NEOFASCISMO DI CASA POUND (SDOGANATO DALLA LEGA DI SALVINI)… VERSO QUALE DIREZIONE STIA SPROFONDANDO L’ITALIA, LA LOMBARDIA E MILANO…

NON ESISTE UN CONFINE TRA MAGISTRATURA, POLIZIE E ILLEGALITA’.

CHI SEGNALA FATTI DI ILLEGALITA’ DIVENTA IMPUTATO… CHI E’ AUTORE DI ILLEGALITA’ DIVENTA VITTIMA E PARTE LESA ?

SI RENDE NOTO ANCHE QUEST’ULTIMO DETTAGLIO:

LA NUOVA “TANGENTOPOLI” (IN RICETTA SALAME E PECORINO CALABRESE) COINVOLGE ANCHE L’AMSA (MUNICIPALIZZATA, LE CUI CORRUZIONI SONO PENALMENTE INCOMBENTI ANCHE SUL PRIMO CITTADINO, BEPPE SALA , CHE ANCH’EGLI SI E’ DICHIARATO PARTE LESA…MA SUL QUALE GRAVANO OBBLIGHI DI VIGILANZA SULLA CONDUZIONE DELLE AZIENDE MUNICIPALIZZATE OPERANTI PER IL COMUNE DI MILANO)

http://www.affaritaliani.it/milano/tangenti-a-tatarella-5euro-al-mese-obiettivo-favorire-appalti-amsa-603221.html ).

MATTEO SALVINI SI E’ PAVONEGGIATO PER L’INCHIESTA “MENSA DEI POVERI”…

AL SUO POSTO SI ADOTTEREBBE LA REGOLA DEL “UN SUO BEL TACERE NON FU MAI SCRITTO”

SIAMO NELL’ATTESA DI AGGIORNAMENTI PER LE INDAGINI DDA A CARICO DI MARONI, AIELLO E ANCHE SALVINI (49 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI IN REGIME DI RIMBORSI ELETTORALI LEGA …INTEGRALMENTE FINITI IN LUSSEMBURGO…). DECINE DI PROCURE DDA ITALIANE HANNO NOTIZIATO LA DDA E PROCURA DI MILANO PER QUESTI FATTI…MA PROBABILMENTE NON SI PROCEDERA’…COME PROBABILMENTE LO SCANDALO TANGENTI “MENSA DEI POVERI” POTREBBE FINIRE IN UNA BOLLA DI SAPONE (ALLA STREGUA DI COME FINI’ ANCHE L’INDAGINE “ROMA MAFIA CAPITALE” CON L’ANALOGO SINDACO DI FORZA ITALIA ALEMANNO, COLLUSO CON LO STESSO BERLUSCONI, COINVOLTO INSIEME AD UN MINISTRO LEGA NORD, NELLE VICENDE DELLA GIUNTA ROMANA DI ALEMANNO).

PROCURA DI MILANO… DOVE SEI ?

CI SEI SOLO PER ARCHIVIARE CORRUZIONE E MAFIE?

LO SANNO TUTTI COME E’ RIDOTTA MILANO E LA LOMBARDIA…PER COLPA DELLE ISTITUZIONI DDA E GIUDIZIARIE CHE TOLLERANO L’ECATOMBE IN CORSO…

NON SI ESAGERA NELLO SCRIVERE CHE MILANO E LOMBARDIA ANDREBBERO COMMISSARIATE…. ALTRO CHE REFERENDUM SOVRANISTI IDENTITARI SULL’AUTONOMIA… DI MARONI E ZAIA …(AUTONOMIE RICHIESTE PER SUPERAPPALTI IN GRANDI OPERE INUTILI DOVE LE SPARTIZIONI SI CONDIVIDONO CON LE MAFIE).

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Milano Cordusio 1976 circa.Via Dante. manifestazione femminista. Autore Michela Pagarini (archivi)

Milano Cordusio 1976 circa. Via Dante. Manifestazione femminista (lo sloagan “NON PIU’ PUTTANE, NON PIU’ MADONNE, FINALMENTE SIAMO DONNE” venne ripreso dall’attore Ugo Tognazzi nel film “Dove vai in vacanza” (Mauro Bolognini, Salce, Sordi 1978). Autore Michela Pagarini (archivi) (Vedere anche l’immagine sottostante).

Sequenza fotogramma film Dove vai in vacanza (1978) di Bolognini, Salce e Sordi

Sequenza fotogramma film Dove vai in vacanza (1978) di Bolognini, Salce e Sordi (in riferimento alla fotografia di Michela Pagarini sovrastante, ritraente cortei e slogan movimenti delle femministe negli anni ’70).

PER LE “CONTROPARTI” DELLE VARIE MILANO SPARITA …QUESTO WEB (MILANOBARONA) RAPPRESENTA UNA VERA OSSESSIONE…

QUALCHE GIORNO FA LA PUBBLICAZIONE DI DUE VIDEO DEGLI ANNI ’90 RELATIVI AD UNA PARODIA “PADANA” DEI SISTEMI OPERATIVI “PATARLACCA” DELLA MICROSOFT DI BILL GATES.

NON SAPEVANO COME IMITARE I CONTENUTI DI MILANO BARONA… ALLORA HANNO FATTO LE COSE “IN PROPRIO”.. (CUNT LA VERSIUN LUMBARDA “FINESTER 10” … LA PATARLACA DEL BILL GATES)

Milano sparita e da ricordare

Milano, Carrobbio Ticinese, Colonne di San Lorenzo. Autore Pepi Merizio. L'immagine riporta una data (1976) che non sembra corrispondere con i modelli di auto parcheggiate e l'abbigliamento dei passanti. La datazione potrebbe essere riconducibile agli anni '50 del 1900.

Milano, Carrobbio Ticinese, Colonne di San Lorenzo. Autore Pepi Merisio. L’immagine riporta una data (1976)di difficile collocazione, che non sembra del tutto corrispondere con il periodo storico dei modelli di auto parcheggiate e con l’abbigliamento dei passanti. La datazione potrebbe essere riconducibile agli anni ’50 del 1900.

Dalla terrazza del Duomo la veduta verso ii portici settentrionali e Via Dei Mercanti (1956), Fonte ventets.wordpress

Dalla terrazza del Duomo, la veduta verso i portici settentrionali e Via dei Mercanti (1956), Fonte ventets.wordpress

Terrazza del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Terrazza del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Pizza Duca D'Aosta 1956. Fonte venets.wordpress

Pizza Duca D’Aosta 1956. Fonte venets.wordpress

Santa Maria delle Grazie, 1956. Fonte venets.wordpress

Santa Maria delle Grazie, 1956. Fonte venets.wordpress

Piazza e Sagrato del Duomo, visto dalla sommità della Cattedrale nel 1956. Fonte venets.wordpress

Sagrato del Duomo, visto dalla sommità della Cattedrale nel 1956. Fonte venets.wordpress

Lato absidale del Duomo da Via Pattari nel 1956. Fonte venets.wordpress

Lato absidale del Duomo (da Via Pattari) nel 1956. Fonte venets.wordpress

Galleria Vittorio Emanuele vosta dalle terrazze del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Galleria Vittorio Emanuele vista dalle terrazze del Duomo nel 1956. Fonte venets.wordpress

Duomo, lato Palazzo Reale, 1956. Fonte venets.wordpress

Duomo, lato Palazzo Reale, 1956. Fonte venets.wordpress

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MILANO SPARITA SKYSCRAPERCITY HA “COLPITO” NUOVAMENTE

NEL LINK SOTTOSTANTE (L’IMMAGINE PUNTA AL LINK “STORAGE” DI MILANO SPARITA SKYSCRAPERCITY E NON SAREBBE MEMORIZZATA IN MILANOBARONA)

UNA ENNESIMA IMMAGINE INEDITA (GOOGLE E BING INDICANO CHE LA “PRIMA APPARIZIONE” RISALIREBBE ALLA GIORNATA DI IERI 4 MAGGIO 2019 SUL FORUM MILANO SPARITA SKYSCRAPECITY) E’ APPARSA SU TALE FORUM (PRIVA DI FONTE E DI TRACCIABILITA’) COME DA 13 ANNI A QUESTA PARTE, QUOTIDIANAMENTE AVVIENE…

LA FOTO RITRAE LA VIA BIELLA ALLA BARONA, ANNI ’50, (FINE VIA AMBROGIO BINDA, INIZIO VIA BIELLA, ANGOLO VIA PORTALUPPI).

COOPERATIVA BARONA (DAL 1960 TRASFERITASI IN VIA MODICA CON LA DICITURA E.SATTA)

IL TUTTO E’ VERIFICABILE IN QUESTO THREAD

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=a0c8b9ef522ba8ccaefe96d652c137a8&t=1232367&page=4948

QUESTA IMMAGINE NON E’ PRESENTE NEMMENO NEL SITO DI COLORO CHE DOVREBBERO, PER DIRITTO, POSSEDERE TALE FOTO, OVVERO IL WEB DELLA OMONIMA COOPERATIVA E.SATTA

https://coopbarona.it/

TALE IMMAGINE E’ QUINDI ASSENTE.

L’IPOTESI CHE BALENA NELLA MENTE DI COLORO CHE ASSISTONO A QUESTE COSE PUO’ ESSERE LA SEGUENTE:

IN TALE FORUM, GLI ISCRITTI (ALCUNI DI ESSI COLLABORANO CON PAGINE FACEBOOK DEDICATE ALLA “STORIA DI MILANO” E QUARTIERI) POSSONO ATTINGERE, COME IPOTESI, AD UN QUANTITATIVO ENORME DI FOTO PROVENINENTI DA MOSTRE E ESPOSIZIONI FOTOGRAFICHE, ANCHE PATROCINATE DAL COMUNE DI MILANO, GESTITE, IN MILANO, NEGLI ULTIMI DECENNI E FINITE NEL DIMENTICATOIO (MA PROBABILMENTE, ANCORA RECENTEMENTE, IN CUSTODIA PRESSO LE ISTITUZIONI CIVICHE…).

LA DOMANDA LEGITTIMA CHE VIENE DA PORSI E’ SE QUESTO CONTINUO ATTINGERE (SENZA DICHIARARE LA FONTE E L’ARCHIVIAZIONE DA DOVE TALI IMMAGINI, IN CARTA CHIMICA, FORSE IN NEGATIVO ORIGINALE E IN FORMATI DIGITALI PROVENGONO) E PUBBLICARE SENZA PREVENIRE UTILIZZI COMMERCIALI (PER POI VEDERE, ANCHE, QUALCHE IMMAGINE FINIRE IN LIBRI ABBINATI A PAGINE FACEBOOK DI CUI SAPPIAMO E PER USI COMMERCIALI) SIA ETICO E SOPRATTUTTO LEGITTIMO.

I GESTORI DI TALE FORUM (CO AUTORI DI ALCUNE PAGINE FBOOK) HANNO, CON VIOLENZA, MINACCIATO L’AUTORE DI MILANOBARONA DI AZIONI LEGALI, DI “RUBARE” LORO (ED A TERZI( IMMAGINI SENZA AUTORIZZAZIONE, DI COMMETTERE SANZIONI AMMINISTRATIVE (A LORO DANNO ED A TERZI) NEL NON CITARE LE FONTI DI TALI IMMAGINI….VALUTAZIONI SEGUITE DA INSULTI…

NON PARE CHE DA PARTE DI QUESTI SOGGETTI VI SIA UNA CONDOTTA MIGLIORE… ANZI PARREBBE PEGGIORE, MALGRADO, DOPO INSULTI E ACCUSE AL LIMITE DELLA CALUNNIA E DELLA DIFFAMAZIONE, ABBIANO PERSINO FATTO CAPIRE CHE SAREBBERO NELLA FACOLTA’ E NEL POTERE DI DECIDERE LE SORTI DI QUESTO SITO…E LE SORTI DI COLORO CHE LO GESTISCONO…

LE COSE SI COMMENTANO DA SOLE… L’UNICO DETTAGLIO AGGIUNTIVO E’ CHE QUESTE CONDOTTE SONO NOTE MOLTO PRIMA CHE VENNERO SEGNALATE (E SCOPERTE) IN QUESTO SITO E DA CHI LO GESTISCE…(INDAGINI PERSONALI)… IN SOSTANZA, QUI, SI E’ SOLO SCOPERTA L’ACQUA CALDA… GIA’ SCOPERTA DA ALTRI…

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Milano 1985 Porta Garibaldi. Viale Luigi Sturzo verso Via G. Ferrari, Cavalcavia Eugenio Bussa. Gennaio 1985 e una Milano in "ginocchio" per la storica nevicata avvenuta tra il 12 ed il 16 Gennaio 1985 (80 cm di neve in centro, oltre 1 metro in periferia). Fonte fotografica web ilsole24ore

Milano 1985 Porta Garibaldi. Tra Viale Luigi Sturzo e Via G. Ferrari, Cavalcavia Eugenio Bussa. Gennaio 1985 e una Milano in “ginocchio” per la storica nevicata avvenuta tra il 12 ed il 16 Gennaio 1985 (80 cm di neve in centro, oltre 1 metro in periferia). La “mini era glaciale” (cosi’ chiamata in quel periodo) fece crollare le temperature (nel Nord Italia) a livelli da ovest Russia. Milano, nei giorni che precedettero la nevicata, a Linate, registrava minime di -15°C e massime di -7°C. Navigli ghiacciati, Darsena ghiacciata e rete EDISON GAS (dal 1981 assorbita dalla ex AEM) al collasso (per combattere il freddo ci furono persone che accesero ininterrottamente il forno delle cucine a gas … per 24 ore al giorno…). La metanizzazione di Milano non era ancora arrivata e le riserve di carbonfossile utilizzato per la produzione di “Gas di città” erano prossime alla razionalizzazione per l’utilizzo improprio delle cucine a gas come forma di riscaldamento domestico d’emergenza. Fonte fotografica web ilsole24ore

Milano Ghisolfa 1980. Lo scalo Farini ed i vecchi edifici industriali a ridosso delle Vie Aosta e Principe Eugenio (non più esistenti, sostituiti da condomini "alveare" e un centro commerciale). Autore immagine: Gabriele Basilico.

Milano Ghisolfa 1980. Lo scalo Farini ed i vecchi edifici industriali e di “stoccaggio”, a ridosso delle Vie Aosta, Francesco Caracciolo e Principe Eugenio, fotografati dal Ponte della Ghisolfa (oggi non più esistenti, sostituiti da condomini “alveare” e un centro commerciale). Autore immagine: Gabriele Basilico.

MILANOBARONA, da quasi 3 anni , evidenzia e segnala le gravi e illegali ingerenze della CIA-Amministrazione TRUMP, Facekook e Zuckerberg, (ed in generale nella militanza di estrema destra che si avvale di Facebook) a favore dell’affermazione politica della “nuova” Lega Nord… ed in generale nell’evoluzione politica, sociale e potenzialmente anche militare italiana (il sovranismo potrebbe avviare scenari di crisi internazionale europea inimmaginabili).

Lunedi’ scorso, 29 Aprile 2019, il contenuto della trasmissione REPORT ha confermato, purtroppo, questa tesi:

https://www.raiplay.it/video/2019/04/Report-3b00493b-0fa1-488b-9ee0-9fbb18459451.html

Coloro che si avvalgono, in generale, dei social network, ed in particolar modo di Facebook, Twitter e Yahoo non possono più fingere di non sapere che tali piattaforme stanno facendo sprofondare l’Italia nella propaganda neo fascista verso scenari politico sociali inimmaginabili, non lontani da quello che avvenne in Italia a partire dal 1922. Se avessimo una Magistratura seria ed onesta… (cosa che non sarebbe, a partire dal tribunale di Milano, lottizzato nei suoi appalti aggiudicati con l’affidamento diretto anche a qualche personaggio imparentato con genealogie di mafia) tali piattaforme (che non pagano tasse in Italia ma fatturano più di Microsoft e delle compagnie petrolifere e che collaborano, in forma illegittima, con le nostre Polizie, con i nostri servizi segreti, con i nostri partiti politici…) sarebbero già state oscurate (nella rete geografica internet italiana) per tentativi di destabilizzazione e insurrezione in territorio italiano…(oggi sembrano esagerazioni… tra qualche mese vi ricrederete…). Proprio per i contenuti che sono stati, poi, approdonditi da REPORT, questo sito e chi lo gestisce, è stato oggetto di violenti attacchi da parte dei personaggi sopra elencati (ampia dimostrazione nella cronologia di questo sito) e non si possono escludere tentativi di repressione politico giudiziaria (tramite “segnalazioni” verso chi avrebbe il potere politico e giudiziario) messi in atto (a danno di questo sito) anche da coloro che sino ad oggi hanno “imposto” la storia locale di Milano e reso la vita difficile a tutti coloro che cercano di pubblicare in forma autonoma, indipendente e gratuita. Si consiglia loro di querelare anche REPORT… ma si teme che oltre a perdere decine di migliaia di euro, tali personaggi, verrebbero a loro volta controquerelati sino a vendere anche mutande e pedalini… (tali personaggi si scatenano contro i più deboli… ma se ci provassero contro chi è + forte di loro… da leoni della tastiera si trasformerebbero in gattini che fanno le fusa…).

Facebook

Twitter

Instagram

Whatsapp

Yahoo

Quora

Google ?

NO GRAZIE !

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Piazza della Scala 1975.

Piazza della Scala 1975.

Giro d'Italia, Milano Piazza Duomo, edizione 1975.

Giro d’Italia, Milano Piazza Duomo, edizione 1975.

Milano 1975 circa. Confine tra Ticinese e Barona, a ridosso del rione e Chiesa di San Cristoforo. Cacina Campagnola, limitrofa al Piazzale delle Milizie, con un Sacerdote (quasi sicuramente della Chiesetta di S. Cristoforo) ... Archivio Alinari.

Milano 1975 circa (datazione incerta tra il 1970-80 secondo le didascalie Alinari). Confine tra Ticinese e Barona, a ridosso del rione e Chiesa di San Cristoforo ed omonimo ponte ferroviario. Cascina Campagnola, limitrofa al Piazzale delle Milizie, lungo l’Alzaia Naviglio Grande. (Archivio Alinari)

Milano Porta Romana 1975. Piazza Medaglie d'oro. Tappa di partenza dell'edizione 1975 del Giro d'Italia (fontte fotografia web giroditalia)

Milano Porta Romana 1975. Piazza Medaglie d’Oro. Tappa di partenza dell’edizione 1975 del Giro d’Italia (fonte fotografiCa web giroditalia)

I sistemi operativi “trash” del Bill Gates (in origine, negli USA, vennero lanciate accuse, alla Microsoft, di aver copiato tali sistemi operativi dalle piattaforme grafiche XEROX, IBM, Mac-Apple).

Due video ironici che rivisitano in chiave dialettale lombardo-meneghina… le versioni “padane” di Finester 95 e Finester 98 (anni ’90).

Stadio Meazza nel 1965, visione notturna (cultweek)

Stadio Meazza (San Siro) nel 1965, visione notturna (cultweek)

Milano Certosa 1965. Immagine tratta dal sito della Scoeità Autostrade. La foto, del 1965, è catalogata come lo Svincolo di Milano Fiorenza (oggi chiamato "quadrivio Fiorenza). Nell'attesa che gli storici universali di Milano Sparita Skyscrapercity contestino la localizzazione dell'immagine e la attribuiscano alla superstrata Caltanissetta Gela con un incolonnamento dovuto alla partita del Girone Dilettanti Caltanissetta-Gela del 1965... ).

Milano Certosa 1965. Immagine tratta dal sito della Società Autostrade. La foto, del 1965, è catalogata come lo Svincolo di Milano Fiorenza (oggi chiamato “quadrivio Fiorenza”). Nell’attesa che gli storici universali (del ratt = mouse) di Milano Sparita Skyscrapercity contestino la localizzazione dell’immagine e la attribuiscano alla superstrada Caltanissetta Gela con un incolonnamento dovuto alla partita del Girone d’andata della Categoria Dilettanti Caltanissetta-Gela del 1965…

La corsa al massacro di web concorrenti a certe pagine facebook dedicate alla “storia” di Milano e quartieri… (Milanobarona non è l’unico web massacrato da certi “storici”, c’è una discreta lista) è in corso ed è più feroce che mai… (malgrado tali pagine Fbook si siano rese protagoniste di numerosi svarioni mai contestati dai diretti interessati che ne sono alla causa). Dovremmo ricordare ai personaggi (che non localizzano foto ma trascrivono localizzazioni altruti) che il loro amato Facebook “storico” ha come target, nella maggioranza dei casi, la “Sciura maria di Voghera”…

Milano Crescenzago 26 Giugno 1970. Funerali di Angelo Rizzoli (in presenza del Sindaco Aniasi).

Milano Crescenzago 26 Giugno 1970. Funerali di Angelo Rizzoli (in presenza del Sindaco Aniasi). Poco tempo dopo da tale data il nuovo troncone della Via Civitavecchia (da Via Cazzaniga sino a Via Padova-M2 Cascina Gobba) venne rinominato in Via A. Rizzoli.

Milano Crrescenzago seconda metà anni '60. Foto aerea del complesso di industrie tipografiche e redazionali della RIZZOLI Editore. L'immagine ritrae il tratto finale della Via Civatavecchia che dalla intersezione con Via Carlo Cazzaniga, dal 1970 circa, divenne Via Angelo Rizzoli sino all'intersezione con Via Padova-Cascina Gobba M2.

Milano Crescenzago seconda metà anni ’60. Foto aerea del complesso di industrie tipografiche e redazionali della RIZZOLI Editore. L’immagine ritrae il tratto finale della Via Civatavecchia che subito dopo l’intersezione con Via Carlo Cazzaniga, dal 1970 circa, venne prolungata sino alla fine di Via Padova divenendo Via Angelo Rizzoli (sino all’intersezione con Via Padova-Cascina Gobba M2). (Fonte fotografica web museoangelorizzoli.it)

Milano Crescenzago anni '60. Officine tipografiche e stabilimenti tipografici della RIZZOLI Editore sita in Via Angelo Rizzoli 2. Il complesso editoriale venne realizzato verso la fine degli anni '50. A partire dal 1970, con il completamento della nuova fermata M2 Cascina Gobba, la preesistente Via Civitavecchia venne prolungata sino alla fine di Via Padova nel tratto di sottopasso della linea metropolitana indicata. Da quella data gli stabilimenti RIZZOLI ebbero come indirizzo, non più la Via Civitavecchia ma la nuova Via Angelo Rizzoli 2. Il complesso venne delle officine e redazioni di testata periodica RIZZOLI, venne progressivamente demolito a partire dalla metà degli anni '2000 per essere sostituito dal complesso attuale comprensivo di una minitorre. (Fonte fotografica web museoangelorizzoli.it)

Milano Crescenzago negli anni ’60. Officine tipografiche e stabilimenti tipografici della RIZZOLI Editore sita in Via Angelo Rizzoli 2. Il complesso editoriale venne realizzato verso la fine degli anni ’50. A partire dal 1970, con il completamento della nuova fermata M2 Cascina Gobba, la preesistente Via Civitavecchia venne prolungata sino alla fine di Via Padova nel tratto di sottopasso della sopraelevazione della linea metropolitana indicata. Da quella data gli stabilimenti RIZZOLI ebbero come nuovo indirizzo non più la Via Civitavecchia ma la nuova Via Angelo Rizzoli 2. In realtà il complesso delle officine e redazioni di testata periodica RIZZOLI (compresa l’immagine nella foto) si affacciava sulla laterale Via Angelo Cazzaniga (solo la Direzione Presidenziale aveva come ubicazione stradale la Via Angelo Rizzoli, ex Civitavecchia). Il complesso di uffici, redazioni e officine venne progressivamente demolito a partire dalla metà degli anni ‘2000 per essere sostituito dal complesso attuale comprensivo di una minitorre. (Fonte fotografica web museoangelorizzoli.it)

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Una breve valutazione di un “post” notturno (si dice che chi non dorme non piglia pesci…pescando solo granchi…) degli storici del mouse di Milano Sparita Skyscrapercity

https://www.skyscrapercity.com/showthread.php?s=0f9154dd14caf26cc7730f134755ada2&t=1232367&page=4942n

Gli storici della tastiera sono particolarmente ossessionati da Milanobarona (per quanto mi riguarda non ci sarebbero problemi ad un incontro “face to face”, con alcuni di loro…)

lo sarebbero tanto che cercano di fare degli “errata corrige” relativi alle immagini postate (signori cari non credo che questi metodi possano incrementare le vendite dei libri di Milano e Barona, opere comunque esistenti, come le pagine facebook abbinate a promozione commerciale, in buona parte grazie a loro, volontariamente o involontariamente che sia…). Questa sera mangerò lo stesso e questi 4 disperati non mangeranno di più…

Milano 1971. Tra Greco e Niguarda. I campi sterrati (all'epoca molto diffusi nelle periferie di Milano) della Via privata Giuseppe Ugolini. Da notarsi le prime forme "prototipali" di "ragazzi del branco"... bivaccanti nelle periferie milanesi... Autore Giuseppe Ferravezza (Circolo Fotografico M.).

Milano 1971. Tra Greco e Niguarda. I campi sterrati (all’epoca molto diffusi nelle periferie di Milano) della Via privata Giuseppe Ugolini. Da notarsi le prime forme “prototipali” di “ragazzi del branco”… bivaccanti nelle periferie milanesi… Autore Giuseppe Ferravezza (Circolo Fotografico M.).

Si puo’ solo aggiungere a commento che questi personaggi, con molta probabilità, vi sono elementi per credere che attingano da reperti fotografici originali, catalogati da terzi (dai quali possono attingere principalmente solo loro in esclusiva, sia nei formati cartacei che digitali), diffusi con i sistemi che conosciamo… fonti storiche precluse a coloro che non fanno parte della “elite” di alcuni dipendenti ed ex dipendenti del Comune di Milano… che ebbero, verso la metà degli anni ‘2000 (in conseguenza di una idea di un certo ex Presidente ATM), l’intuizione di mettere in circolazione, web ed editoriale, centinaia di migliaia di foto (molte originali e probabilmente senza un destino certo, riproposte in rete senza regole…). Del resto anche fare solo una colpa a tali personaggi…non avrebbe del tutto senso (che sono dei puèrèt) se dovessimo considerare di quanto se ne fregherebbero gli assessorati alla cultura delle giunte Forza Italia-Lega e PD degli utimi 22 anni… della Milano del “novecento”… le cose non potevano che finire in questo modo, più o meno tutte in pasto a Zuckerberg e opere editoriali annesse.

Del resto questo sospetto non è nuovo e lo si intuì recentemente (metà di Marzo 2019) anche quando cercarono di mettere in cattiva luce un libro fotografico (che nulla avrebbe che vedere con questo sito, dato che questi “signori” stanno facendo terra buciata verso tutto quello che non gravita intorno ai medesimi… recentemente se la presero anche col web Lombardiabeniculturali considerato come redatto in modo inadeguato…)… come accennato un libro fotografico contenente alcune foto qualificate, per errore come ritraenti il “quartiere Barona”, in realta’ scattate in Via Oglio (Corvetto) 50 anni fa, in siti di quartiere oggi irriconoscibili non essendoci più gli stabili un tempo esistenti e viceversa, sostituiti da nuovi edifici che renderebbero impossibile una localizzazione attuale… (centinaia di vie di Milano, sono irriconoscibili a partire, tanto per fare un esempio, da Via De Castilia…) quindi irriconoscibili sino a morirci. Tirando le “somme” e’ impossibile, oggi, riconoscere molte (centinaia) vie periferiche e semiperiferiche di Milano (a distanza di 50 anni) senza avere un reperto fotografico originale catalogato dagli autori fotografi (probabilmente quasi tutti non più in vita). Quindi i siti stradali da loro identificati… non sono attualmente identificabili con gli strumenti internet e nemmeno “girando Milano” (nè girando in lungo e in largo Milano, nè tramite Google Streetview.). Sfere di cristallo a parte vengono in mente gli “scenari” or ora descritti, di persone che possono (solo loro) attingere ad archivi storico fotografici ben classificati e catalogati (non da loro, ovviamente, ma nella facoltà di averci accesso) ai quali noi non, invece saremmo interdetti.

Duole scrivere queste cose ma il monopolio (arrogante, intimidatorio e sovente denigratorio ai limiti delle diffamazioni) che questi personaggi possiedono nel web (cercando di schiacciare, dall’alto della casta di cui fanno parte, qualsiasi cosa di alternativo al loro forum ed alle pagine Fbook esistenti grazie anche a loro) non può che produrre queste cose (inclusa l’ostilità, verso di loro). Produce, per loro, una cattiva immagine di gran lunga peggiore del danno che i medesimi cercherebbero di recare a questo come altri web e cataloghi ed edizioni.

Come ho accennato, credo, per i medesimi, sia stata fatica sprecata anche in termini di potenziali successi commerciali delle principali pagine Fbook che sono diventate “grandi” anche e soprattutto per “merito” loro… (hanno sbagliato metodo e si stanno dando la zappa sui piedi da soli).

Il termine “mongolino d’oro”…premio riservabile verso qualcuno… nacque scherzosamente a Milano, verso gli anni ’70, come parodia del premio “Ambrogino d’oro”… (ad intenditori…poche parole)

Si consiglia loro di studiare la Crisi petrolifera del 1973 e la storia in generale.

La storia non la si scrive solo con le foto… se dietro di queste c’è poco o nulla… abbiamo libri decisamente poco, ma poco, ma poco utili (e con essi facebook e forum).

Come sostenuto, siamo tutti dilettanti allo sbaraglio a partire da questo sito ma con loro e Zuckerberg in coda…

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Linea di confine comuni Milano-S.Donato Milanese. Tangenziale Est nel 1972, corsia direzione Cascina Gobba. (fonte fotografica maggiolinomane.blogspot)

Linea di confine comuni Milano Monluè-S.Donato Milanese. Tangenziale Est nel 1972, corsia direzione Cascina Gobba, svincoli per Via Mecenate e Centro Multimodale di Via Mecenate-Gaudenzio Fantoli. (fonte fotografica maggiolinomane.blogspot)

Milano 1970. Piazza Castello (da Largo Cairoli). Partenza della corsa ciclistica “Milano Sanremo”. (fonte web Studio Fotografico Moreschi).

Milano primi del '900, tra Cairoli e Carrobbio, Via Santa Maria Fulcorina, fattorina delle Regie Poste addetta alla consegna del telegrammi. (web quotidiano Repubblica)

Milano primi del ‘900, tra Cairoli e Carrobbio, Via Santa Maria Fulcorina, fattorina delle Regie Poste addetta alla consegna del telegrammi. (web quotidiano La Repubblica)

Milano Porta Venezia 1973. Corteo del Primo Maggio in corso Venezia (striscioni dipendenti dell'industria Imperia-Telefunken). (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Milano Porta Venezia 1973. Corteo del Primo Maggio in corso Venezia (striscioni dipendenti delle industrie Imperial-Telefunken e Aeritalia). (fonte fotografica Lombardia beni culturali)

Corso Lodi negli anni '60. (web quattronet2)

Corso Lodi negli anni ’60. (web quattronet2)

Milano 1974, Porta Genova-Ticinese. Piazzale Stazione di Porta Genova e capolinea tram 9 con vettura "28 o 1928" ferma al capolinea medesimo. Fotogramma dal film "Milano odia la polizia non può sparare" di Umberto Lenzi, genere "moir" ma più prossimo al "poliziottesco" tipici del periodo. La figura che appare alle spalle è Tomas Milian (Giuliano Sacchi 1933 2017). Vettura "Peter Witt" con asta di captazione elettrica, non ancora implementata di doppia alimentazione a semipantografo... in corso in quegli anni. Ovviamente livrea nel "verde ministeriale" bicolore adottata tra la fine degli anni '20 sino agli anni '70. Fonte fotografica IMCDb.org

Milano 1974, Porta Genova-Ticinese. Piazzale Stazione di Porta Genova, verso Via Valenza e Via Casale e capolinea tram 9 con vettura “28 o 1928” (ferma al capolinea medesimo). Fotogramma dal film “Milano odia la polizia non può sparare” di Umberto Lenzi, genere “Noir” ma più prossimo al “poliziottesco” (ad indirizzo “giustizialista”) tipico del periodo. La persona che appare alle spalle è Tomas Milian (Giuliano Sacchi 1933-2017). Vettura “Peter Witt” con asta di captazione elettrica, non ancora implementata della doppia alimentazione a semipantografo… in corso di realizzazione in quegli anni. Ovviamente livrea nel “verde ministeriale” bicolore adottata dagli anni ’30 del 900 sino agli anni ’70. Fonte fotografica IMCDb.org

Nuova “chicca” da Milano sparita Facebook.

Malgrado i diritti di Copyright non si notano, nella gemella Milano Sparita Skyscrapercity, reazioni furibonde (come generalmente riservano, a contenuto diffamatorio, all’indirizzo di questo sito) da parte di qualche Leone da tastiera….

https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2161080410605635/2315179521862389/?type=3&eid=ARAYMGMQUpOUDb7cZMsBUpo9MSrajaEnza1VW2BNvur-Zx41L-F7b2pYnNhoKZc7ET8XFFbPe9EVkVNH&__xts__%5B0%5D=68.ARAm-qT843qxH0exRL37iaukerNjmrOUW7GbLa6EPue6MO6gqRa2-gmlnGTDtBlk0AoYdRAXE6EFfO60vYCosQKKPAM6BZYKH-YpOv__oqqJ6xCs167UhlBnUEezCjc_VNjMnFexzSg4wW3uNiRFdvosMfOnTNHegP3FaHjUkAzS8ba3kypvnS1HcXNeA2Aaz6wfxz1VrgGzGBD2pgkEF6toV7eJkjT0rfmHwMXbEMMX56zJggxwG8GbN4H4e4CQlDLExPnmNufENtV23YyrajAkLeaFB-w36lJ-WUa6PUhNeIt2fV7Qem7kNeN6spX8LxxO3meAWNq_Ae6F1i6K9jTUHQ&__tn__=EHH-Rhttps://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.2161080410605635/2315179521862389/?type=3&eid=ARAYMGMQUpOUDb7cZMsBUpo9MSrajaEnza1VW2BNvur-Zx41L-F7b2pYnNhoKZc7ET8XFFbPe9EVkVNH&__xts__%5B0%5D=68.ARAm-qT843qxH0exRL37iaukerNjmrOUW7GbLa6EPue6MO6gqRa2-gmlnGTDtBlk0AoYdRAXE6EFfO60vYCosQKKPAM6BZYKH-YpOv__oqqJ6xCs167UhlBnUEezCjc