Milano Sparita e da ricordare (e commenti spariti causa censura politica)

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Questo video dimostra, senza alcun margine di possibilita’ di negazione, cosa si nasconda dietro facebook (miliardi di utenti ignari ma non tutti lo sarebbero… c’è però chi lo utilizzerebbe per disinformare e condizionare idee e orientamenti politici di intere nazioni, regioni, citta’…). Questo non comporta che tutti gli utenti facebook aderiscano ad un progetto di annullamento dell’identita’ individuale…(il 95% di essi ignora beatamente tutto a proprio danno e discapito…) questo comporta, per contro, che alcuni autori si avvalgano di questa piattaforma per pilotare idee, opinioni e orientamenti ideologici e poitici…

Quando la Storia locale viene scritta dagli amici dei potenti per narrare le loro storie di potere…

Storie locali pubblicate su una piattaforma social-network di Zuckerberg che ha siglato accordi con CIA-FBI per mettere a disposizione i dati sensibili e personali dei suoi iscritti con gli Uffici governativi di sicurezza e investigazione USA ? Storie locali i cui contenuti sono subordinati all’approvazione, censura e filtro  di una superpotenza generatrice di terrorismo (quando gli italiani e non solo… “apriranno gli occhi” ?)

No grazie !

A quando web, blog e social network gestiti da compagnie di comunicazione e connessione internet europee ?

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UN VERO MILANESE NON POTREBBE NON ESSERE GRATO AGLI “ADMIN” (AUTORI) DI “MILANO SPARITA E DA RICORDARE-FACEBOOK”

Per ricambiare, l’insostituibile contributo storico … rivolto alla “storia” di Milano e dei suoi quartieri, un epocale grazie” dedicato agli ADMIN (autori della pagina di Milano Sparita e da Ricordare) sia nei confronti di Zuckerberg (+ massonerie, CIA e gruppi capitalistici che finanziano tale social network). In omaggio,,, un video di ringraziamento a tale insostituibile pagina (già che ci siamo, si estendono i ringraziamenti anche a qualche migliaio di pirlotti che seguono e foraggiano tale pagina stragista di storia e memoria locale. Comunque a Milano venne coniato l’epiteto piu’ idoneo per tale popolo…). Un brano discomusic italiana anni ’80 ai vertici delle “top-ten” della fine degli … anni ’80 (mitici anni ’80).

Milano Sparita facebook si conferma un veicolo di diffusione della storia di Milano fatta e decisa princialmente dai potenti (nel senso che della città di Milano dovremmo ammirare e ricordare solo istituzioni collegiali, Martinitt, Salesiani, periodo fascista e varie stazioni centrali, torre Snia Viscosa, strutture, palazzi, grattacieli e grandi opere decise e volute dai centri di potere che si sarebbero succeduti nei secoli e di recente del Berlusconismo palazzinaro…). Indubbiamente la storia è (purtroppo) fatta anche da loro… ma non solo da loro…

Inutile nasconderlo, è una pagina Facebook gestita da Forza Italia e varie compagini Lega Nord.

Di tutela e valorizzazione delle genti e delle tradizioni popolane milanesi, in tale pagina, non vi è nulla.

La pagina Facebook “Milano Sparita e da ricordare” dovrebbe sparire per essere ricordata come uno degli errori e delle brutture (e come principale espressione di stupidità)  che deturpano storia, ricordi, immagine e decoro di Milano. L’ignoranza dei suoi autori e della presenza coltivata di utenti e fake neofascisti va oltre ogni limite della decenza e del tollerabile.

Questo sito Facebook è abbinato al business di varie edizioni di libri venduti on-line tramite i canali di vendita di tale social network. Si tratta di libri  dallo scarso contenuto storico e popolati di fotografie pubblicate in forma di lucro, senza il consenso dei loro autori o degli eredi di fotografi professionisti e non, che non hanno mai assentito a tale utilizzo. La pagina è nota per essere un veicolo di persuasione ideologica e politica allineata all’ex berlusconismo-maronismo ed agli affarismi immobiliaristi e speculativi che hanno messo in comunione di interessi Lega Nord-Forza Italia e Partito Democratico. Oggetto di filtri e censure oltre i limiti consentiti dalla Legge e dal cosiddetto diritto di censura.

Urge nella legislazione italiana una regolamentazione dell’uso di foto storiche quando queste sono abbinate all’e-commerce on line di versioni cartacee di pagine Facebook. Non è corretto utilizzare materiale fotografico per fini di commercio quando proviene, in parte, da ricordi affettivi, famigliari e personali, estranei a finalità perverse come quelle che il social network sopra indicato effettua insieme agli autori.

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3 Dicembre 2017

Facebook (a noi italiani ed europei) costa circa il 5% delle bollette di connessione internet fisso e mobile mensili (e bimestrali) ed il 5% mensile dei costi, a consumo, delle varie reti MOBILI 3-4, 4,5 G.

Perche ?

Perche ci sono dei furbastri che sfruttano Facebook, di “professione” (per fini politici, di propaganda, di visibilita’ della propria immagine personale e commerciale oltre che per future carriere da politicanti, anche solo locali, oltre che per propaganda politica-elettorale, per persuasione di massa a fini di consenso politico).

Moltissimi di loro hanno convenzioni politiche e commerciali con Facebook e pur parlando italiano…. ci vomitano addosso tutti i condizionamenti, regole e leggi d’oltreoceano.

Facebook, per coprire il globo, ha preteso la stesura di cavi sottomarini oceanici in fibra ottica, estesi dal continente americano sino ai restanti continenti  euroasiatici, africani e dell’Oceania (in Europa e nel Sud America NON ESISTONO RETI GEOGRAFICHE E PITTAFORME INTERNET NATIVE DEI VARI PRODOTTI SOCIAL NET E STREAMING VIDEO, MA UNICAMENTE “RILANCI” E INSTRADAMENTI DA DORSALI INTERNET U.S.A. VERSO DORSALI SECONDARIE LOCALI SINO A RAGGIUNGERE LE UTENZE FISSE E MOBILI NAZIONALI DEI DISTRETTI NAZIONALI EUROASIATICI, DEL CONTINENE AFRICANO E DELL’OCEANIA).

Il registro per la registrazione e gestione domini internet è un ente governativo USA e con esso i servizi primari “globali” DNS di gestione e risoluzione dei nomi dei siti internet e social net abbinati ad un indirizzo Internet Protocol.

Internet è gestito unicamente dagli USA nonostante possa sembrare il contrario.

Piattaforme, dorsali e reti con nodi di instradamento primario, sono tutti negli USA, con piccole esclusioni per Nazioni come la CINA e Russia (che hanno sostituito alcune piattaforme social ed ecommerce e motori di ricerca USA con piattaforme proprie locali).

In sostanza, il governo USA,  coadiuvato da multinazionali delle comunicazioni in rete, ha investito bilioni di bilioni di dollari per posare, sotto l’Oceano Atlantico e Pacifico, negli anni ‘2000, una dorsale in fibra ottica che raggiunge anche le coste europee, una dorsale (che collega il cuore operativo di internet verso i distretti periferici europe) interamente gestita dalle multinazionali e compagnie di telecomunicazioni USA e da Washington.

Internet esiste perche’ i suoi servizi (che lo fanno funzionare a livello globale)  inviano dati, servizi, pacchetti di dati e algoritmi, tramite questa dorsale in fibra, , dalle infrastrutture primarie U.S.A., verso i restanti continenti.

Questa dorsale  sarebbe indipendente dai circuiti di telefonia internazionale (sino alla meta’ degli anni 2000 il WWW lo si riceveva via telefonia internazionale, indipendentemente dal possedere connessioni domestiche in fibra).

Internet è una piramide gerarchica che vede l’Europa alla base, gli USA al vertice.

Focalizzando lo scneario italiano, abbiamo un Berlusconi che imponendo la TV “tutto digitale”, ha esteso l’egemonia USA anche nella ripetizione Nazionale dei segnali televisivi digitali (che viaggiano su reti internet salvo l’essere poi irradiati localmente nei vari distretti di province e regioni).

Le telefonie fisse e mobili,anche nazionali, alla fine dipenderanno da tale dorsale, gestita politicamente e amministrativamente dagli USA.

Gli USA monopolizzano l’intera comunicazione mondiale creando una sfera di controllo delle informazioni che va oltre la semplice ingerenza politica verso gli altri Stati..

A noi europei non ci è mai stato (apparentemente) chiesto nulla dalle multinazionali e compagnie telefoniche e internet USA.

Chi ha contribuito alla stesura di una dorsale in fibra ottica, estesa a migliaia di metri sottomarini per decine di migliaia di km?

(lista ASSOLUTAMENTE incompleta, solo gli “attori” principali)

AT&T

MICROSOFT

MARK ZUCKERBERG (FACEBOOK)

GOOGLE

TWITTER

YOUTUBE

GOVERNI USA

DIPARTIMENTI DELL’INTELLIGENCE DEL GOVERNO CENTRALE NORD AMERICANO E DIPARTIMENTI DELLA DIFESA USA.

LOBBY E MASSONIERIE U.S.A.

NASA

Aver “regalato” internet al mondo… ha un prezzo in termini di colonialsmo politico e culturale ed economico a cui si aggiunge la disinformazione e falsi storici e contemporanei, oltre che censure e lavaggi del cervello a favore della superpotenza che ha compensato l’immobilismo e il gap tecnologico di continenti europei e sud americani.

A che prezzo per noi europei (privi di qualsiasi piattaforma di social, streaming video e altro) ?

Debiti alle compagnie telefoniche europee e vincoli di informazione, uso e diritto della rete Internet.

In Italia i social disinformano e fanno, sovente, danni alla societa’, cose e persone.

Eccone un esempio (tra moltissimi)

Milano Moderna ?

Milano Moderna ?

Sia chiaro che nemmeno questo web-blog (milanobarona.myblog.it), sarebbe indipendentemente dalla volonta’ del suo autore. WordPress si appoggia ad una piattaforma (Word-press USA-CA) non del estranea al grande ricatto commerciale e politico che gli USA imporrebbero all’Europa e all’Italia.

Europa e Italia pagano a prezzi altissimi (anche sulla pessima qualita’ storica di certe pagine facebook) questa sudditanza tecnologica e informativa che ha visto

USA

e

CIA

e FBI

e multinazionali USA

ribaltare, sino a stravolgerlo, il pensiero e le opinioni, anche elettorali, degli europei, ormai ridotti ad una colonia USA.

Fra le varie sottomanifestazioni di queste sudditanze culturali abbiamo le pseudostorie fotografiche facebook di Milano + quartieri, Roma + quartieri, Torino + quartieri, etc…

Nel merito di Milano Sparita e da ricordare facebook, periodicamente appaiono video e foto degli improbabili simboli della dittatura berlusconista (foto e video visionati da centinaia di migliaia di polli da  macellazione internettiani e quotati da centinaia di migliaia di polli internettiani che soffrirebbero non solo di analfabetismo di ritorno, requisito essenziale per gli autori di tali pagine fb, ma anche da totale ignoranza storica recente, media e persino contemporanea).

LE NOTE 3 TORRI (EX FIERA MILANO, OGGI CITY LIVE) DOVEVANO ESSERE ULTIMATE E INTERAMENTE VENDUTE ENTRO LA FINE DELL’ANNO 2014.

ASSENZA DI ACQUIRENTI, INDAGINI GIUDIZIARIE E ANTIMAFIA (QUASI SEMPRE FINITE NEL LIMBO), RECESSIONE, FALLIMENTI DELLE IMPRESE COSTRUTTRICI, ASSENZA DI FINANZIATORI E DI SPONSOR,  ERRORI DI PROGETTO E DI MERCATO HANNO POSTICIPATO DI QUASI 5 ANNI IL COMPLETAMENTO DI UN ERRORE URBANISTICO CHE DOVEVA ESSERE COMPLETATO E OPERATIVO DAL 2014 , PER LA VETRINA EXPO 2015 !

SONO TRASCORSI 3 ANNI… E SOLO  DUE DELLE TRE TORRI SONO ULTIMATE MA QUASI TOTALMENTE SFITTE/INVENDUTE (SI CERTO…. ACQUISTATE DA COMPAGNIE ASSICURATIVE CHE NON LE UTILIZZANO MA LE AMMORTIZZANO NELLE DICHIARAZIONI FISCALI ANNUALI).

QUESTE 3 TORRI, A DISPETTO DELLE BALLE QUOTIDIANAMENTE SCRITTE DAGLI “ADMIN” DI MILANOSPARITA FACEBOOK (LA BALLE NON SI LIMITANO A QUESTA PAGINA FB, SE NE ANNOVERANO ALTRE, ANCHE DI QUARTIERE, OLTRE CHE UN THREAD SU UN ALTRA PIATTAFORMA CHE PORTA LO STESSO NOME…) SONO DESTINATE A RIMANERE QUASI TOTALMENTE INVENDUTE E SFITTE… ALL’INFINITO.

MILANO, COME L’ITALIA, SONO NAZIONE E SISTEMA IN BANCAROTTA, FINITO, DECOTTO, IN “DEFAULT” CHE VIVE DI RICICLAGGIO, ANCHE MAFIOSO, ATTUATO TRAMITE L’ECONOMIA DEL “MATTONE”.

I NUOVI GRATTACIELI DI MILANO NON SONO L’EFFETTO DI SVILUPPO ECONOMICO E LA SUA ESPRESSIONE DI MODERNITA’… MA LA VOLONTA’ DI UN DITTATORE, OGGI 81 ENNE, CHE HA OTTENUTO IL FINANZIAMENTO AGLI ESPROPRI DI AREE EDIFICABILI TRAMITE FINANZIARIE E IMMOBILIARI ANCHE USA (LA VERITA’ SCOMODA CHE VIENE NASCOSTA IN FACEBOOK) E FACENDO INDEBITARE IL COMUNE DI MILANO PER LA CESSIONE DI AREE E TERRENI CHE PRIMA FRUTTAVANO RENDITE COME AREE ESPOSITIVE E COMMERCIALI.

Certe pagine facebook (nessuna di esse è realmente indipendente dalla politica, massonerie finanziarie e dalla finanzia italiana e milanese) richiederebbero, visti i mezzi di diffusione adottati e la mancanza di onesta’ e sincerita’ informativa… un DECRETO GIUDIZIARIO DI OSCURAMENTO per ipotesi di falso ideologico e disinformazione !

INTERNET e Facebook non informano e non divulgano cultura e sapere ma rincoglioniscono milioni di italiani che devono anche pagare di tasca propria tale lavaggio del cervello (ad integrazione delle reti di Berlusconi del Grande Fratello VIP).

Gli pseudostorici di Milano e quartieri che adottano Facebook e Amazon per diffondere le loro “opere” non sono estranei nell’alimentare una neo schiavitu’ economica e culturale che tali multinazionali impongono all’Europa. Credeteci, non sono casuali i mezzi che tali “storici” adottano….QUESTI AUTORI NON SONO NOSTRI VICINI DI QUARTIERE MA I NUOVI OPERATORI DI UN POTERE INFORMATIVO CHE AL POSTO DI MANTENERE STORIA E TRADIZIONI SURROGANO E FILTRANO LE MEDESIME IN PURI PRODOTTI DI NEW ECONOMY.

Internet e alcune delle sue piattaforme social stanno assumendo, giorno per giorno, l’aspetto di una dittatura mediatica al pari passo di alcune reti televisive italiane (Mediaset per fare un esempio).

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14 Ottobre 2017

Nella Pagina Facebook “Milano Sparita e da ricordare” prosegue la carrellata propagandistica della presunta “Milano moderna” voluta da Silvio Berlusconi, per simulare, (in anni di recessione e immobilismo economico e sociale tra i peggiori e cupi di secoli di storia di Milano e oltre 150 anni di storia d’Italia) fasti di sviluppo e opulenza che non sono mai esistiti e che non esistono neanche tutt’oggi.

Fotoshoppate (rielaborate con software che rende indipendente lo scatto originale dal soggetto realmente fotografato) della Milano City Live.

Torre Iso

ridotte ad un “rendering” piuttosto che ad una foto reale e realistica

I motivi del rendering sono presto detti. Torri e condomini mal realizzati, mal rifiniti (inclusi i condomini circostanti, ultimati da pochi anni, con infiltrazioni, con balconi in legno marcito causa assenza di trattamenti protettivi, pieni di difetti e gia’ logori a pochi anni dalla loro realizzazione. Scenari urbanistici poco armonici e deserto di persone ed auto, tanto gli edifici sono vuoti, dimenticati ancor prima di essere ultimati…  Si tratta di un progetto che aveva ragione d’essere sino agli anni ’80. Oggi, oltre che essere urbanisticamente superato è, purtroppo, INUTILE ! (recessione e immobilismo economico, politico e sociale che si è limitato a speculare sul cemento senza attivarsi in riprese economiche e industriali necessarie per tali progetti).

Milano si sta allineando a Napoli. Degrado, crimini e incuria, presenza della mafia e costruzione di torri e grattacieli privi di acquirenti e conduttori. Speculazione e riciclaggio.

Periferie milanesi prive di storia e di identita’ (si propongono pagine facebook proprio per colmare questo vuoto), centro storico popolato solo da turisti, “city” invendute e per lo piu’ frequentate e abitate da grandi evasori fiscali, personaggi prossimi al riciclaggio bancario e finanziario con le mafie, calciatori e qualche VIP delle televisioni pattumiera.

Milano Sparita FB prosegue quindi la promozione elettorale di Forza Italia e Lega Nord (e anche PD) che vorrebbe abbagliare milanesi, ex milanesi e lombardi per le prossime elezioni governative del Maggio 2018.

Questa Milano, malgrado i fasti politici proposti a ritmo incessante (per il popolo bue di Facebook), è priva di memoria, di coscienza e di capacita’ di intendere e volere…

Milano Sparita e da Ricordare Facebook, non illustra una citta’ in sviluppo e economico e sociale… ma un mega progetto fallimentare anche dal punto di vista immobiliare.

Le torri realizzate nelle aree Porta Volta-Garibaldi ed ex Fiera Milanocity sono vuote e buie. Siete mai passati, di sera per il Ponte della Ghisolfa o per Via Palizzi (da dove si dominano le City Live e Porta Garibaldi) ?

Se non ci fossero i lampeggianti per gli aerei, nessuno si accorgerebbe dell’esistenza di questi nuovi grattacieli (alcuni di essi hanno ormai 10 anni e non sono nemmeno piu’ nuovi ma restano vuoti e invenduti).

Tranne Il Palazzo Lombardia (pubblica amministrazione leghista e forzista) e parzialmente la torre Unicredit, il resto giace vuot e invenduto, privo di manutenzione, destinato a essere recuperato tra meno di 20 anni se non demolito.

La sera e la notte, vede queste torri buie (perche’ sfitte e invendute).

Vuoti, invenduti, inaffittati.

Senza un’adeguata segnalazione ottica, un eventuale elicottero o aereo da turismo, anche autorizzato al volo urbano, si schianterebbe… essendo le torri del tutto o quasi inabitate, prive di manutenzione e pulizia serale e notturna non essendo utilizzate, vendute, locate ma rappresentando, purtroppo, riciclaggio finanziario, bancario anche di origine criminale.

Se la pagina politicizzata Milano Sparita Facebook esibisce falsi simboli di una Milano che non è mai piu’ rinata… autori cinematografici hanno invece ben rappresentato cosa si nasconde dietro il sorgere di tali speculazioni immobiliari di matrice berlusconista.

La ‘ndrangheta.

Non per caso, al minuto ’32 circa del film “ANIME NERE” alcuni boss mafiosi (nella trama del film) risiedono in un appartamento del “Bosco Verticale”…

Dal 1993 a Milano comandano le mafie (oltre che a Berlusconi e Maroni…e sino a pochi anni fa il pregiudicato Formigoni…)

04 Agosto 2017

MILANO E’ SPARITA E L’HANNO ANCHE DIMENTICATA… (INDUBBIAMENTE DIMENTICATA DAGLI AUTORI DELLA CIOFECA “MILANO SPARITA E DA RICORDARE FACEBOOK”… con la collaborazione di Mark Zuckerberg USA)

Nuovi FLOP della pagina piu’ pecorara, inutile, belata e ovile (gregge consenziente di pecore italiote e possibili multifake utilizzati per quotare i post…) che popola e quota la piu’ omologatrice e pressapochista delle pagine di Facebook Itaglia (notare gl). Zuckerberg non poteva  proporre e concepire di peggio … tra le varie pagine FB di dominio.it che Zuckerberg ci avrebbe generosamente “omaggiato” (all’Italia) nel corso di questi anni…(omissis).

Errori Milano Sparita

Questa fotografia ritrae Corso Vercelli in prossimita’ di Piazza Piemonte (anni ’70, l’ anno non è precisato). Per due o tre volte consecutive (nella pagina FB Milano Sparita e da ricordare è costume riciclare le foto e con esse replicare gli errori didascalici commessi dagli sprovveduti degli autori…) è stata ERRONEAMENTE datata per l’anno 1971.

E’ un refuso abbastanza grave (per carita’…potenzialmente in molti di noi potrebbero cascarci e commettere la stessa figuraccia… ma una breve verifica potrebbe migliorare la datazione dell’immagine, verifiche che vengono snobbate . causa menefreghismo degli autori della pagina FB… tanto sembra che qualsiasi cosa venga postata  in tale pagina…. per esempio un ovile pieno di pecore….riscuoterebbe comunque e straordiariamente centinaia, migliaia, decine di migliaia di like poco attendibili…).

E’ un errore che purtroppo denota la non conoscenza storica della citta’ di Milano da parte dell’autore o degli autori di questa “benedetta” pagina Facebook…che si fregia della qualifica di Memoria storica millenaristica della Citta’ di Milano…

La datazione 1971 è errata, indipendentemente che la fotografia originaria fosse priva di riferimenti cronologici e/o che fosse erroneamene datata sulla base dei pochi riferimenti disponibili nell’immagine.

Non puo’ essere il 1971 per i seguenti motivi:

L’immagine ritrae una presunta vettura della linea tramviaria ATM 15 (Gratosolio/Piazza Axum-Stadio Meazza).
La vettura ATM tramviaria ritratta è una vettura della serie “Jumbo tram-prima generazione” , serie vetture 4800, vetture ricavate  delle ex v5200- 5300.

Il primo prototipo della 4800 venne realizzato nelle ex Officine ATM del deposito di Via Teodosio-Casoretto a Milano intorno al 1971 (proprio nella data indicata da Milano Sparita e da ricordare…).

Ne consegue che tra il 1971 e il 1973 UN UNICO ESEMPLARE DI TALE VETTURA CIRCOLAVA, A TITOLO DI COLLAUDO, LUNGO ALCUNE “LINEE DI FORZA” TRAMVIARIE (TERMINE CON IL QUALE L’ATM, NEGLI ANNI ’70 DEL ‘900, IDENTIFICAVA LINEE TRAMVIARIE DEDICATE AL TRASPORTO MASSIVO DI SUPERFICIE DEI PASSEGGERI).

Queste “linee di forza” (tramviarie) erano, principalmente, le linee di tram 15 e 24 (le prime, dall’estate 1973, ad essere anche attrezzate, parzialmente, con linee aeree di captazione per il pantografo, essendo le uniche linee, considerate all’epoca,  ad essere metrotramvie ibride, poiche’ avevano )anche se solo parzialmente) una sede riservata e indipendente dal traffico stradale, dove raggiungere velocita’ di trasporto prossime se non superiori ai 50 km/h (senza l’intralcio automobilistico), cosa possibile solo per le direttrici Via Dei Missaglia e Viale Mecenate-(parzialmente Viale Ungheria). Linee tramviarie  con una media di corsie riservate (protette) al transito tramviario veloce, decisamente superiore a quella delle restanti linee classiche che si districavano tra il centro citta’ e le periferie.

La conversione in pantografo per le linee tramviarie milanesi si concluse solo verso la fine del 1977…comunque venne ultimata entro e non oltre  gli anni 1977/78  (Le prime linee attrezzate al pantografo furono quelle del 15 e del 24, a partire dall’estate del 1973, mentre dall’estate del 1972, la sopracitata  UNICA vettura sperimentale 4800 veniva dotata di pantografo, da utilizzarsi, a livello sperimentale, nelle vecchie linee aeree per il trolley, un collaudo statistico che fece emergere l’incompatibilita’ del pantografo e l’usura massiccia del suo elemento strisciante con i cavi delle linee elettriche d’alimentazione perfettamente rettilinee, come quelle del trolley, dove l’attrito da contatto si consumava solo in un punto al posto di essere distribuito lungo l’intero elemento).

Il primo prototipo di Jumbo Tram serie 4800 (Officine ATM Milano-Teodosio 1971), venne messo a collaudo tra il 1972 e il 1973, principalmente sulla linea 15 (negli anni ’70 Gratosolio-Piazza Axum Stadio Meazza).

Nella immagine sottostante abbiamo Milano Via Palestro, (Febbraio 1972, data successiva a quella erronea dell’immagine sopra indicata) l’unico esemplare prototipale di tale vettura “Jumbo tram” serie 4800, inizialmente accessoriata del solo sistema elettrico di captazione a “trolley” (asta), compatibile integralmente con la rete tramviaria del 1972.

Errori Milano Sparita 2 serie 4800 48xx

Dal 1973 le successive vetture di “produzione” 48x vennero equipaggiate con il pantografo (senza ibridazione trolley) per linee aeree attrezzate per tale sistema di captazione elettrica. L’esemplare 4800 soprastante, poco tempo dopo (nel 1972), venne equipaggiato di un pantografo sperimentale e venne fatto viaggiare lungo linee tramviarie prediposte per essere, in misura parziale, metrotramvie leggere di vecchia generazione (principalmente 15 e 24) per avere la conferma che l’elemento di contatto elettrico strisciante si logorava in tempi rapidi a contatto con cavi di captazione elettrica sempre rettilinei, tipici delle tramvie a trolley (le linee a pantografo sono invece zigzaganti per prevenire questo inconveniente).

Ora, senza essere dei superesperti degli uffici tecnici e ingegneristici  ATM degli anni ’70, (effettuando una breve ricerca in rete ed integrandola con i ricordi di infanzia) si scopre che l’esemplare sopra raffigurato (unico esemplare circolante tra il 1971 sino ai primi del 1974 circa) circolo’ a titolo di collaudo lungo le linee tramviarie “nodali” ATM dei primissimi anni ’70 (linee 15 e 24 principalmente, NON ANCORA PANTOGRAFATE A LIVELLO DI LINEA AEREA), come unico esemplare sperimentale (il prototipo si distingueva per la veletta originaria delle vetture serie 5300 e per l’assenza del logo ATM adottato dopo la riforma tramviaria, verso il 1973/74, ivi inclusa l’assenza della banda nera adesiva che decorava la parte inferiore dei finestrini delle vetture a partire dal 1973/74 circa delle vetture rigenerate 4800).

La vettura prototipale circolava (priva delle decorazioni standard successivamente introdotte nelle 4800 con la ricolorazione delle livree di bus e tram in colore arancione ministeriale) con il solo stemma del comune di Milano e con gli adesivi della numerazione della vettura e delle indicazioni di salita e discesca passeggeri.

Questo avvenne solo ed unicamente tra gli anni 1971 e 1973.

Nel 1973 ATM CONVERTI’ gradualmente la linea di alimentazione aerea della linea 15 con una idonea per il pantografo (idem per la linea 24 e successivamente anche per la linea tram 2, dopo che questa linea vene testata col pantografo analogamente alle linee 15 e 24). Per il tram 2, i numerosi km di tracciato rettilineo do Viale Zara e Testi permettevano di studiare di quanto si logorasse un pantografo su una linea da trolley e successivamente di valutare quanto  fosse compatibile il trolley su rettilinei per pantografo (dal 1973 a fine 1977 i tram con doppia alimentazione, lungo linee non ancora ammodernate o convertire in pantografo solo per alcuni tratti, adottarono l’alimentazione a trolley anche nei tratti per pantografo. Gli scarrucolamenti, vista la stesura non rettilinea delle linee aeree erano piu’ frequenti e necessitava di test su alcune linee come il tram 2).

Prima di all’ora (estate 1973) solo la vettura prototipale 4800 circolava alimentata dal trolley su linee tradizionali per il trolley.

https://it.wikipedia.org/wiki/Tram_ATM_serie_4800

Ora, i ricordi di coloro che erano giovani, bambini o adulti nei primi anni ’70… fanno riemergere che in quel periodo, a partire dal 1973, le linee “di forza” tramviarie che videro l’allestimento di una nuova linea aerea di alimentazione a pantografo FURONO UNICAMENTE le linee 15 (Gratosolio-Axum) e 24 (Via Noto-Viale Ungheria) e la linea tram 2 (Staz.Centrale-Bignami) ma questo solo dall’estate del 1973 !!!.

Le vetture di serie 4800, (non piu’ da collaudo ma da esercizio di linea), sono annoverate, tra gli anni 1973-75, come vetture Jumbo Tram regolari, prima che venissero affiancate dai Jumbo-Tram di “seconda generazione” (FIAT e Officine della Stanga-Padova, le 4900, tra il 1976-78).

http://www.stagniweb.it/foto6.asp?File=di_atm94&Inizio=4&Righe=1&InizioI=1&RigheI=50&Col=4

Dagli schemi delle 4800 si evince che erano dotate “di serie” di sistema di captazione elettrica a pantografo (l’equipaggiamento a pantografo avvenne nelle vetture 4800, come compenente di “serie” solo dal 1973 in poi, e non prima, tranne l’unico esemplare sopra indicato che sino al 1973 circolava SOLO SU LINEE  A TROLLEY, come di fatto si presentava la rete tramiaria di Milano sino all’estate 1973… NON DI CERTO LA LINEA AEREA VISIBILE NELLA FOTO ERRONEAMENTE DATATA NELL’ANNO 1971) .

Con la consapevolezza di tutte queste verifiche… che datazione potremmo dare a questa immagine?

Errori Milano Sparita

…. successiva al 1973, NON PRIMA DELL’AGOSTO DEL 1973 !

Il Jumbo Tram ritratto è della produzione/riadattamento delle 5300 in 4800 successiva al 1973,  con veletta modificata (tabellone elettromeccanico al posto dei cartelli), dotato di pantografo, di striscia nera decorativa a margine del logo ATM (successive al 1973). Nella foto il Corso Vercelli si presenta come una via attrezzata di alimentazione elettrica aerea per pantografi. L’implementazione della linea aerea avvenne solo nell’estate del 1973 !

Probabilmente l’immagine è stata fotografata intorno alla meta’ degli anni ’70, forse tra il 1974/75 (da notarsi che la vettura linea 15 che viene ritratta nell’immagine, diretta verso lo stadio Meazza, è equipaggiata di solo pantografo, cosa non possibile nel 1971. Si nota la veletta modificata con destinazione e numerazione linea visualizzati da un tabellone elettromeccanico. Appare anche la striscia nera orizzontale dercorativa lungo la carrozzeria). Anche la linea aerea presente in questa immagine rivela tiranti ed elementi di distribuzione elettrica compatibili con una linea ibrida predisposta per trolley e pantografo (linee allestite successivamente all’estate 1973).

Considerando che gli sforzi sperimentali ATM dei primissimi anni ’70 erano concentrati sulle linee tram  (sperimentali) 2 (Staz.Centrale-Lunigiana/Bicocca-Bignami) e 15 (Gratosolio-Axum) e 24 (via Noto-Ungheria), mentre le restanti tratte erano servite da linee aeree per il solo sistema asta-trolley, la presenza di una linea aerea compatibile con pantografo lungo la linea 15, potrebbe definitivamente circoscrivere la datazione della foto intorno alla meta’ degli anni ’70 (tra il 1974 e il 1975), comunque non antecedente  all’Agosto-Settembre 1973, anno della stesura delle linee a pantografo per le tratte 15 e 24.

Il Cinema Zenit, ritratto nell’immagine, era un cinematografo di “seconda” ed anche di “terza”. Le prime visioni di questa Sala erano riservate a pellicole secondarie di cui si prevedeva un’affluenza di pubblico inferiore alla medie delle “prime visioni” solitamente riservate a sale poste a partire dalla cerchia interna dei navigli… (nella primavera del 1978 lo Zenit proiettava una Prima Visione ma di un lungometraggio di cartoni animati  “Allego ma non troppo” di Bruno Bozzetto, pellicola non particolarmente destinata a grand affluenze di spettatori…).

Pertanto la composizione testuale dell titolo “Il Gatto a nove code” (Dario Argento 1971) che appare nell’insegna di programmazione della sala potrebbe essere una proiezione di “terza” programmata nell’estate del 1973/74 o piu’ probabilmente nel 1975 o persino oltre (il Cinema appare in chiusura estiva e in estate si programmavano pellicole di “seconda” e di “terza” o “d’Essai”.).

La foto sembra scattata , quindi, nel periodo estivo, forse durante il mese di Agosto, forse verso la meta’ degli anni ’70.

13 Luglio 2017

Nella famigerata stalla – ovile del gregge di pecore Facebook “Milano Sparita e da ricordare” proseguono gli strafalcioni.

Nei vari post del giorno, si annovera un refuso nato dal tentativo di imitare ed asfaltare questo blog che non risparmia nulla a tale pagina foriera di errori e refusi.

L’ultimo, in ordine di arrivo, riguarda una immagine (la cui fonte non è riportata, come da prassi) https://www.facebook.com/MILANO.sparita.e.da.ricordare/photos/a.588112457902446.1073741864.103751976338499/1457119067668443/?type=3&theater , che cita l’erronea dicitura del “Festival del Proletariato Giovanile” quando tale manifestazione (non sempre riuscita nelle sue 3 edizioni, per divergenze tra una visione commerciale del PCI rispetto ai partecipanti di estrema sinistra radicale) si chiamava (a cura degli organizzatori, correlati al periodico IL RE NUDO) FESTIVAL DEL RE NUDO ! (contenitore di varie correnti alternative, non sempre in sintonia tra loro, tra i quali i nudisti).

Il raduno si chiamava quindi

IL FESTIVAL DEL RE NUDO.

La ridefinizione del Festival del Proletariato Giovanile fu giornalistica ed il refuso è possibile trovarlo in alcuni web dedicati a questo evento che gli admin di Milano Sparita e da Ricordare nemmeno sapevano esistesse (sono impegnati a commemorare fontane del Duce, San Babilini, Paninari, etc…).

Per approfondimenti consultare questo sito

https://www.rockit.it/gallery/redazione-incredibili-foto-festival-re-nudo-1976-milano-ragazza-parla-megafono-dal-palco/30915-104494

Nuovo FLOP della Milano Sparita e da ricordare Facebook.

12 Giugno 2017

Prosegue la propaganda filo speculazione edilizia della pagina facebook “Milano Sparita e da Ricordare”.

W La speculazione edilizia della ex Sindachessa Letizia Moratti Forza Italia (messaggio politico di "Milano sparita e da ricordare".

W La speculazione edilizia della ex Sindachessa Letizia Moratti Forza Italia (messaggio politico di “Milano sparita e da ricordare”)

Flotte di profili multipli gestiti, in buona parte, dagli “administrator” di tale pagina, che esaltano la Milano della speculazione edilizia e che periodicamente esaltano le “migliorie” urbanistiche introdotte da Silvio Berlusconi tra il 2001 sino alla data attuale, nelle vesti degli ex sindaci Gabriele Albertini e Letizia Moratti.

Torri semivuote o vuote e destinate a rimanere tali, realizzate su aree dismesse o espropriate. Riciclaggio del crimine organizzato.

A Milano, dai primi anni ’60 (esclusione per due grattacieli realizzati a ridosso della Stazione Porta Garibaldi tra la meta’ degli anni ’80 ed i primi anni ’90, ed esclusione per le aree direzionali del Gruppo Ligresti realizzate nelle Zone Rombon, Barona, Certosa, Ripamonti) non si costruiscono piu’ grattacieli.

Per quali motivi?

L’economia post “boom economico”, vide (e vede tutt’oggi, con una breve parentesi per gli anni ’80) lunghi periodi di stagnazione, recessioni, crisi, delocalizzazioni, imprese e aziende a modello famigliare (piccole imprese) e un indotto manifatturiero dipendente da monocommittenti delle ex grandi industrie.

Economia italiana stagnante da decenni, in recessione dai primi anni ‘2000…

Ovviamente, la burocrazia italiana, la presenza delle mafie, costo del lavoro, vocazione degli italiani a ricoprire posti nelle pubbliche amministrazioni, scarsi investimenti nella ricerca e nella tecnologia… hanno reso Milano, Lombardia e Italia tra le peggiori economie “occidentali” sin dagli anni ’70 del 1900.

Poco sviluppo e economia depressa = stagnazione e immobilismo.

Albertini e Moratti ebbero la “geniale” idea di lottizzare aree fieristiche e le ex Varesine per speculare in torri la dove non vi era e non vi sarebbe un mercato imprenditoriale che le richieda.

I risultati sono decine di torri (alcune brutte, come quelle che sono in realizzazione nella ex Fiera Milano City, oggi “M5 Tre Torri” e il noto “Bosco Verticale” a Porta Garibaldi), invendute, vuote, parzialmente occupate da assicurazioni.

Pochi sanno che Milano, per la sua, ormai, irreversibile stagnazione e declino economico, non ha bisogno di grattacieli.

Pochi sanno che a Milano è in progetto l’abbattimento di 5 grattacieli inutilizzati, tra i quali le Torri Ligresti di Milano Certosa Via Stephenson (hanno 30 anni di esistenza).

Si abbattono torri perche’ non si riescono a venderle e se ne costruiscono di nuove perche’ le mafie e i gruppi assicurativi e bancari devono riciclare denaro sporco e inserire come cespiti (nei loro bilanci) tali immobili.

Questa non è la Milano che cresce… è la Palermo della Padania degli anni 2010-’20 che ricicla nel cemento per fare circolare denaro delle mafie e denaro trafugato all’estero verso i paradisi fiscali (circuiti off-shore di bance, aziende berlusconiste e assicurazioni).

Oltre a questo si ingaggiano architetti stranieri quando ne avremmo di ottimi italiani, lievitando i costi di consulenze progettuali e l’applicazione di stili architettonici inadeguati per grattacieli bassi come tipicamente popolano la citta’ di Milano.

Il problema non è costruire. E’ costruire dietro esigenze di mercato immobiliare….. Milano è città economicamente decotta da diversi decenni e Berlusconi non ha migliorato di certo gli assetti economici cittadini, regionali e nazionali…

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La politica di Facebook nasconde sovente l’ignoranza di certi “admin” che gestiscono tali pagine.

Milano Sparita ed una seconda pagina Facebook dedicata alla Barona spiccano per diversi svarioni documentali. Per la Barona, a breve, verrà aperto un articolo dedicato esclusivamente agli errori di questa pagina dedicata alla storia del quartiere… per Milano Sparita e da ricordare, l’articolo esiste già (questo) dall’Agosto 2016.

Qualche mese fa “Milano Sparita e da ricordare” pubblico’ un ritaglio di immagine degli anni ’70 (Via Broletto angolo Via Cusani) dove si intravedeva una vettura Peter Wett circondata da fumo.

Bene… da una ricerca dell’immagine originale è emerso che quella si trattava non di una vettura tramviaria in panne ma di una foto ripresa negli anni ’70 (tra il 1970 e il 1975) durante una delle innumerevoli manifestazioni “di Piazza” tra estremisti di sinistra e Polizia e estremisti di destra e Polizia e tra fronti contrapposti. Il fumo, che si vede circondare un tram ATM, si tratta di fumogeno in dotazione alle squadre di “celerini” di quel periodo storico.

Via Broletto scontri tra manifestanti e Polizia, primi anni '70

Milano Brera/Foro Bonaparte. Via Broletto, scontri tra manifestanti e Polizia, primi anni ’70

Ora passiamo ad una ulteriore chicca imperdibile di un errore storico che difficilmente troveremo in circolazione nei web dedicati alla storia di Milano.

Il 12 Ottobre 2016, una immagine fotocomposta che ritrae una diligenza a cavalli (in esercizio intorno al 1850, quando l’Italia ancora non esisteva e Milano era amministrata dal Regno Lombardo-Veneto) ed un manifesto tariffario del servizio OMNIBUS istituito 34 anni piu’ tardi che nulla aveva a che vedere col servizio diligenze Milano Abbiategrasso.

Le diligenze a cavalli non correvano lungo binari e non erano Omnibus, cioè tramvie di vetture tramviarie su binari trainate dalla forza muscolare aninale, in questo caso i cavalli.

L’immagine fotocomposta attribuirebbe un manifesto tariffario della Tramvia Omnibus a cavalli (della Omonima Società Anonima Omnibus istituita nel 1884 dopo l’allestimento di una tramvia a cavalli, simile a quella della Milano Monza, che in questo caso collegava Milano S.Cristoforo con Ronchetto, non ancora accorpata a Milano e con capolinea a Corsico) istituita a Regno d’Italia e Unità d’Italia già operativa, con una immagine ritraente una vecchia “diligenza” che effettuava esercizio verso la metà del 1800, circa 34 anni prima che la SAO, (Omonima) Società Anonima Omnibus, inaugurasse la tramvia a cavalli, che andava a sostituire il vecchio servizio di diligenza. Certo che non saper distinguere una diligenza da un servizio tramviario a cavalli è veramente troppo…

Un errore storico grande come il Duomo di Milano…

La cosa più grave è l’assenza di utenti che si siano resi conto dell’errore o forse (più correttamente) non ci sono in apparenza segnalazioni dello strafalcione storico perche’ l’autore della pagina è abituato a censurarli.

Nella didascalia dell’immagine, maggiori dettagli:

Strafalcione storico: Locandina tariffario tramvia a cavalli 1884, Milano S. Crisfoforo Ronchetto Corsico con l'immagine di una diligenza (che non è una tramvia essendo le tramvie vetture tramviarie trainate da cavalli). La diligenza non effettuava il servizio allegato all'immagine (tariffario della linea di tram a cavalli Milano Corsico che andava a sostituire la vecchia diligenza). Ovviamente il servizio di diligenza rimase sino a che ai primi del 1900 non venne prolungata la tramvia sino ad Abbiategrasso, elettrificando l'intera tratta. Tuttavia la diligenza che vediamo e il tariffario che vediamo sono due servizi differenti appartenenti, la prima al LombardoVeneto, la seconda linea, in parziale sostituzione della prima, al Regno d'Italia... poi confonfere una diligenza con un tram omnibus è veramente grossa...

Strafalcione storico: Locandina tariffario tramvia a cavalli 1884, Milano S. Crisfoforo Ronchetto Corsico con l’immagine di una diligenza (che non è una tramvia essendo le tramvie vetture tramviarie trainate da cavalli). La diligenza non effettuava il servizio allegato all’immagine (tariffario della linea SAO di tram a cavalli Milano Corsico che andava a sostituire la vecchia diligenza del Lombardo Veneto). Ovviamente il servizio di diligenza rimase limitato da Corsico ad Abbiategrasso sino a che ai primi del 1900 non venne prolungata la tramvia sino ad Abbiategrasso, elettrificando l’intera tratta. Tuttavia la diligenza che vediamo e il tariffario che vediamo sono due servizi differenti appartenenti, la prima al LombardoVeneto, la seconda linea, in parziale sostituzione della prima, al Regno d’Italia… poi confonfere una diligenza con un tram omnibus è veramente grossa…

Se qualcuno avesse dubbi, eccovi un link nostalgico del Regno Lombardo Veneto dove appare la diligenza e il relativo servizio che nulla avrebbe a che vedere con la tramvia omnibus istituita oltre 30 anni dopo lungo binari e quando il Lombardo Veneto era diventata Lombardia nel Regno d’Italia.

http://associazione-legittimista-italica.blogspot.it/2013/04/regno-lombardo-veneto-dalla-belle.html

I più vivi complimenti anche ad ex funzionari e ingegneri ATM di Milano che pomposamente vantano competenze tecniche e storiche dei mezzi di trasporto della loro azienda, incluse quelle precedenti, dalla SAO alla Edison, etc… (i loro interventi sono sempre accompagnati da gragnole di “mi piace”, a volte sospette…) e che si sono fatti sfuggire un errore talmente evidente…

Cara Milano, un tempo funzionavi fino a che il carrozzone delle pubbliche amministrazioni incapaci e raccomandate erano limitate ai dipendenti del Comune, tra questi anche l’ ATM. Quando la fetta degli incapaci si è allargata anche alle imprese ed alle aziende… abbiamo la Milano di oggi che è solo da dimenticare…

E’ di pochi giorni fa un altro grave errore degli autori di tale pagina Facebook.

Una vecchia immagine del 1962 ritraente via Primaticcio venne confusa ed etichettata come Via Angelo Inganni.

Alcuni utenti si accorsero dello strafalcione ma l’autore provvise immediatamente a censurare le loro correzioni, correggendo frettolosamente la dicitura errata.

La mano più veloce del West nel premere il pulsante “cancella”  colpisce spietatamente chiunque non vada a genio del Patron della pagina…(l’autore non potrebbe effettuare azioni di moderazione e censura senza il consenso di Facebook, a cui spettano azioni di rimozione dei commenti considerati offensivi e in violazione dei termini di servizio, ma chissà come mai, verso la pagina Fbook più visitata (immeritatamente) d’Italia si chiude un occhio, anzi due e chissà quali violazioni si nascodono dietro quella adunata oceanica di creduloni ignoranti che la visitano quotidianamente e che contribuiscono a farla grande pur essendo una ciofeca).

Complimenti agli autori per la loro profonda conoscenza di Milano.

Che dire… che tale pagina FB dedicata alla Storia di Milano è indicata per emigranti italiani e stranieri, navigatori Fbook stranieri, turisti stranieri ed in generale  gente che Milano la conosce solo in fotografia ed a gente che a Milano c’è approdata da pochi anni e che non la conosce come gli autori di tale pagina.

Emerge il desiderio che anche tale pagina in futuro possa annoverarsi tra la Milano sparita.

(proseguono più sotto le altre “prodezze” di tale pagina Fb….)

Facebook, insieme ad un autore, qui non citabile, nato in diversa località rispetto a Milano (Milano l’ha realmente conosciuta?), ha monopolizzato, per finalità’ apparenti di marketing politico (vedesi le tonnellate di cemento nella “NUOVA ISOLA GARIBALDI”) e di propaganda, una pagina (della piattaforma facebook) illusoriamente nata come rassegna fotografica della Milano “Vintage” (in realtà le pagine facebook dedicate alla milano sparita e odierna sono piu’ di una…e di nuove (dello stesso tenore) ne nascono a ritmo incessante… sempre pilotate dalle stesse lobby e segreterie politiche?).

Circolano in rete  alcune pagine Facebook di autori noti e ignoti che vantano (una pagina FB in particolare, si distingue per queste azioni) presunti meriti e successi (anche commerciali nella vendita on line E-Commerce di libercoli pieni di foto in realtà, alcune di esse prelevate dall’album on-line Milàn l’era inscì, nei libri, quasi sempre nelle pagine Fb) di popolarità se non addirittura di orgoglio “meneghino popolare” nella diffusione di immagini della Vecchia Milano sparita (sostanzialmente immagini più che di vera storia e testimonianze… che furbescamente sono, in modo inconsapevole, offerte dagli utenti che commentano le immagini… diventando, senza saperlo, ed a titolo gratuito, loro stessi i protagonisti della diffusione di tali pagine Fb e del loro possibile successo editoriale…).

Gli autori di queste pagine facebook (facebook ha la sua complicità nello scenario che andremo a descrivere, non proprio del tutto giuridicamente corretto) sembrano applicare forme di censura che vanno oltre gli strumenti offerti  e previsti dalla piattaforma di Zuckerberg.

Soprattutto un autore in particolare si è reso protagonista di queste astuzie, proprietario della pagina che ha accumulato (apparentemente) il maggior numero di seguaci, like e successi commerciali di libri privi di storie e testimonianze e pieni solo di foto della “Milano Sparita”.

Questo autore  ha trasformato la sua pagina e soprattutto il servizio facebook di cui si avvale,  in un’arena di propagande e di scontri più o meno destriste-berlusconiste (non si contestualizzano le speculazioni edilizie che vengono integrate in un contesto “armonico” di “Milano che cresce e che evolve…” mentre la realtà differirebbe di molto…).

(molti commenti e utenti che cercano di elogiare periodi del fascismo espresse da utenze che non vengono mai , curiosamente…censurate, addirittura commenti filo meridionalisti dove si vorrebbe far credere che Milano esiste in sola funzione di meridionali che vi lavorerebbero… (naturalmente il “vox populi” è di basso livello e certamente in questa società borbonizzata e con assenza di memoria storica e fondamentalmente ignorante… non ci si potrebbe attendere di meglio) poi esaltazioni delle torrificazioni dei quartieri Garibaldi ed ex Fiera, e della filosofia che si cela sotto, tramite utenze sospette di essere dei fake senza approfondire gli scandali ediizi sottesi, gli espropri ai privati, senza risarcimenti, in terreni del demanio destinati a verde pubblico, torrificazioni di cui tutti sanno essere correlabili alle attività di riciclaggio e speculazioni edilizie, alla presenza di palazzinari e immobiliaristi pluripregiudicati, indagati se non persino agli arresti detentivi… comporta il fare, non solo disinformazione ma propaganda politico elettorale e diventare un poco complici politici di tale sistema).

La Milano degli ultimi 20 anni sta attraversando una fase molto difficile, triste, declinante, dominata da immobiliaristi, banche, assicurazioni, riciclatori e palazzinari che hanno intasato il Centro ma anche le periferie di torri, grattacieli, condomini, ecomostri… in ogni dove ed in ogni quando facendola assomigliare alla Napoli dei grattacieli invenduti degli anni ’90…

La mancanza di indagini giudiziarie, dietro questa “Milano da ricordare” che invece sarebbe da dimenticare….  non significa che dietro tutto questo cemento vi siano attività immobiliari ed edilizie e di mercato immobiliare legali, regolari e pulite.

Il buon senso imporrebbe che autori di pagine facebook di elogio ed esaltazione della “Nuova Milano” (che si sostituisce o si integra alla “Milano Sparita”) adottino metodi publicistici più saggi, democratici, imparziali, moderati e cauti. Soprattutto che davanti a commenti critici di questa “Nuova Milano” che costruisce torri che rimangono vuote… non si applichi censura quando isi esprime solo dissenso e invece  la si applichi (in modo equo) ai commenti di insulto che sono molto frequenti in quella pagina Facebook  i cui autori cercano , persino,  di dominare anche altre pagine Fb non gestite da loro, per allinearle alla stessa filosofia (alcuni utenti noti sono presenti con le veci di “servizio d’ordine” anche in altre “community” dove vorebberro censurare quanto già in corso nella pagina oggetto di contestazioni. Insulti che restano pubblicati quando questi sono rivolti a utenti che dissentono dalla cementificazione selvaggia di cui è vittima Milano).

Esempi di offesa a utenti che dissentono sugli scempi urbanistici della Milano Capitale del mattone...

Esempi di offesa a utenti che dissentono sugli scempi urbanistici della Milano Capitale del mattone…

Mr. “censura facile e rapida” dimostra, purtroppo una lentezza plantigrada quando alcuni soliti noti nostalgici del ventennio fascista rievocano immagini di cui quella pagina Fb è una grande cassa di risonanza.

L'uomo dalla censura (non autorizzata) più veloce del West dimostra riflessi plantigradi quando la sua pagina è cassa di risonanza di nostalgie del Ventennio...

L’uomo dalla censura (non autorizzata) più veloce del West dimostra riflessi plantigradi quando la sua pagina è cassa di risonanza di nostalgie del Ventennio…

L’elenco degli abusi e delle irregolarità gestionali riscontrabili  è talmente vasto che si dovrebbe dedicare un giorno intero per esporlo.

Basti sapere questo, per comprenderne gli eccessi commessi dall’autore di una certa pagina:

I termini di servizio di Facebook prevedono chiaramente che il bannare (censurare) commenti e immagini pubblicate da ignari utenti facebook (senza il permesso del Centro Assistenza Facebook, che per contratto, è l’unico detentore e responsabile dei contenuti), non sia permesso da tale piattaforma (che contrattualmente si riserva la facoltà di intervento finale sui contenuti di autori ed utenti) ed eluda i termini di servizio dello stesso social network citato.

Quando un commento non è gradito all’autore della pagina e/o ad altri utenti, la procedura (l’unica procedura esistente, legale che non infranga anche i Codici Civili e Penali del paese dove viene offerto il servizio FB e dove viene pubblicata la data pagina) è costituita dal segnalare alla Centrale Servizi e Assistenza di facebook (esistono e ve ne sono anche in Italia, sono dei call-center indiretti che gestiscono le segnalazioni e le anomalie di alcune pagine facebook e dei commenti indesiderati) commenti di utenti che autori delle pagine o altri utenti considerano:

offensivi

inadeguati

pornografici

razzisti

spam

pedofilia

spaccio di droga

Gli autori di pagine Facebook, in virtu’ della gratuità del servizio (facebook produce fatturazioni solo quando la pagina facebook è abbinata ad un servizio ecommerce, come la vendita di libri on-line su prenotazione informatica), hanno solo due facoltà di “censura”.

La prima è il bloccare gli utenti nella pagina di cui sono autori (in tal modo, gli utenti non graditi non potranno più commentare all’interno di quella pagina).

La seconda (ed ultima) è quella di segnalare al servizio assistenza Facebook, risposte di utenti considerate in violazione dei termini di servizio (poco sopra c’è l’elenco) ed attendere che il commento venga rimosso e o reso non visibile.

Nella seconda eventualità, ovviamente vi sono delle tempistiche non immediate che possono raggiungere tempi di lavorazione superiori alle 12 ore se non 24.

La curiosità e lo stupore che suscita una pagina facebook in particolare, dedicata alla Milano Sparita, è la rapidità con cui l’autore della pagina censura commenti A LUI non graditi.

Il termine A LUI non graditi indica, senza ombra d’equivoco, che tali commenti non rientrano nelle violazioni dei termini di servizio facebook sopra elencate e aprono inquietanti scenari di censura illegittima che l’autore della pagina commette, apparentemente anche in violazione dei termini di utilizzo della piattaforma di sui si avvale per gestire, anche, attività di lucro e di commercio dei propri libri, venduti on-line, tramite la pressione del pulsante “acquista-ora”.

Controllando l’elenco amicizie di questo autore (l’unico indentificabile nella Pagina che gestisce, amministrata a nome di tanti…) si scopre che ha contatti con funzionari della Polizia Postale e del Ministero di Grazia e Giustizia.

In Italia, Google e Facebook hanno “convenzioni” con le nostre polizie e le nostre magistrature, per accedere (per far accedere agenti di Polizia Postale) direttamente nei server Google e Facebook, onde gestire e acquisire info personali e info sensibili ma anche il provvedere, quando l’autorità giudiziaria lo autorizza, in via emergenziale, blocchi, censure e acquisizioni di profili utenti e dati di connessione e privati in essi contenuti. Facebook non brilla per pluralità informativa. E’ noto essere una piattaforma che si presta a troppe propagande politiche.

Sorge il ragionevole dubbio che Facebook stesso, abbia fornito a queste persone proprietarie di tale pagina sulla Storia ad immagini di Milano,  strumenti di censura che in mano a non autorizzati, diventino strumenti  in regime di abuso di potere. (in cambio della diffusione di massa della piattaforma che in Italia stentava a decollare sino a pochi anni fa…e che nelle allegorie della Vecchia Milano, ha trovato quello slancio che gli mancava in Italia…)

Milano “vitange” annovera “community” facebook tra le più numerose (forse molti sono i fake circolanti)… e il business di Facebook sembra fare stravedere i suoi manager che pur di diffondere e-commerce e popolarità del social network, sarebbero disposti ad offrire strumenti di potere, censura, promozione elettorale, decisamente oltre i termini di servizio.

Si invitano i navigatori internet, come sempre avviene in questi casi, a valutare se preferire facebook come unico mezzo di comunicazione e scambio di immagini e opinioni, oppure optare per altre piattaforme o eventualmente, consultare direttamente gli archivi fotografici on-line da cui queste pagine Fb attingono quasi il 95% delle immagini che vengono riproposte nella loro Pagina.

Pochi ne sono consapevoli ma questa piattaforma, come twitter, è protagonista di utilizzi illegittimi e abusi che spaziano dalla censura non autorizzata e alla propaganda politica elettorale e ideologica (in violazione dei termini di servizio di Zuckerberg… ma le maglie sono larghe pur di diffondere il monopolio facebook, dove la nostra storia e il nostro passato sono archiviati in Server Farm USA, proposte e diffuse secondo le leggi USA del “diritto di espressione, di pubblicazione, di replica e di dissenso” in subordine alle ideologie di questa superpotenza.

Facebook ha molte colpe e complicità dirette per quello a cui stiamo assistendo in alcune pagine della Milano sparita…ed esistono delle ovvie connivenze politiche che permettono alle lobby dei palazzinari, alle lobby dei politici alle lobby affaristiche di infiltrarsi subdolamente nelle piattaforme sociali facebook e twitter per gestire persuasioni occulte di idee e opinioni e per orientare le scelte politiche e ideologiche di milioni se non decine di milioni di utenti italiani verso quello che fa loro comodo.

Prima di concludere… una nota.

Due pagine facebook (una dedicata alla Milano che non c’è più, la seconda specializzata in fotine della Milano cementificata che cresce…) annoverano tra i loro followers, utenti che fanno parte di finanziarie americane, e/o di militanti di Lega Nord e Forza Italia…

Lasciamo ai posteri il giudizio di quanto sopra.

Prima di passare alla vera Milano Sparita e sostituita da torri ed ecomostri, una piccola nota.

L’autore e gli autori di alcune pagine Fb delle” Milano Sparite e quartieri spariti” sembrano conoscersi tra loro (quasi a sospettare di un cartello opinionistico in regime disinformativo).

Oltre a questo sembrano beneficiare delle indicizzazioni Google in regime di monopolio dei risultati di ricerca coincidenti con le parole chiave che puntano alle loro pagine.

Se fosse vero, anche questo inquietante nuovo scenario della manipolazione della libera circolazione di informazioni, andrebbe, per paradosso, contro i termini di servizio di Google, che da anni sostiene di battersi contro gli utenti che generano ripetizioni di informazioni all’interno dei loro motori di ricerca.

Certo che quando si inserisce in Google “Milano sparita”, la prima pagina restituita dal motore di ricerca contiene 10 link tutti uguali che puntano alla medesima pagina facebook. Questo… lascia a dir poco stupefatti… un monopolio per alcune parole chiave che non lascia spazio ad altri web, alti autori, altre opinioni… e dove facebook e google la fanno da padroni!.

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MILANO SPARITA E DA DIMENTICARE

Questo blog non vuole e non farà da alternativa alle già ridondanti e inflazionate pagine della Milano che non c’è più, ai milanesi (oggi specie estinta) che non ci sono più, con carrellate di immagini, più o meno prelevate dall’archivio “Milàn l’era insci'” e proposte senza un trafiletto di storia e con la sola limitazione di raccogliere commenti del tipo “o… quanti bei ricordi…” e centinaia e migliaia di “like” (da questo si evince l’inutilità di queste pagine facebook e di questi libercoli venduti on-line).

Questo articolo (da distinguersi dal resto dal web http://milanobarona.myblog.it) esporrà sinteticamente, cosa sta accadendo a Milano negli ultimi 15 anni, periodo nel quale sono partite speculazioni edilizie in sospetto riciclaggio, spacciate per progresso e sviluppo economico e finanziario di una metropoli che vede, come unica crescita, il suo declino economico e morale e il sopravvento di finanziarie e immobiliari USA e delle mafie nostrane, anche in conseguenza di 20 anni di Berlusconismo).

Non potendo pubblicare cose e fatti incriminanti, ci si limita ad alcuni aneddoti.

Questo articolo è in corso di pubblicazione e approfondimento e per un certo periodo si presenterà incompleto ed in corso di lavorazione.

Consiglio, preventivamente anche la lettura e gli approfondimenti di questi interessante link:

http://www.milanoisola.it/davide-contro-golia-lisola-contro-porta-nuova/

Anche questo link sottostante è interessante e cita una immobiliare finanziaria texana (Hines) come corresponsabile di espropri e cementificazioni nella Milano berlusconista e post berlusconista. Fatto curioso, alcuni utenti Facebook “fans” della  pagina “Milano Vintage”, esercitano spamming con link che collegano ad una finanziaria americana e/o lavorano o appartengono a gruppi collegati a questa finanziaria e/o sono riconducibili a determinate militanze politiche.

http://www.globalist.it/culture/articolo/68713/storia-dell-039-isola-il-quartiere-storico-che-vogliono-cancellare.html

Link che riassumono le vicende degli scandali edilizi della Milano del Ventennio Berlusconista che ne ha stravolto quartieri, società, economie e moralità.

Nell’articolo si cita un Politico che è anche architetto (Boeri) uno dei protagonisti della cementificazione ecomostro di Milano Porta Garibaldi, voluta dal Sindaco Forza Italia, Gabriele Albertini (tale cementificazione è ancora in corso e viene “tutelata” dal PD, di cui Boeri fa parte, dopo un passato da neofascista nel FUAN… fatto curioso nella pagina Facebook citata ci sono molti neofascisti che fungono da “servizio d’ordine” contro i dissenzienti della “neo Milano cementifera”. E’ noto che il PD che amministra Milano sia promotore della continuità politica delle giunte Formentini-Albertini-Moratti, nelle vesti dell’ex Sindaco Pisapia e si teme, anche del neo Sindaco Sala).

E’ noto a molti che il tracollo nazionale, regionale e cittadino faccia parte di un posto ventennio berlusconista che l’Italia non riesce a smaltire e superare (molti degli ecomostri di Milano sono l’intento di lasciare un segno del “suo passaggio” per i prossimi 150 anni…).

Un aneddoto da evidenziare è il fallimento commerciale della vendita degli appartamenti del “Bosco Verticale”. Immobiliaristi e palazzinari, circa due anni fa (2014), ricorsero ai Sultanati Arabi degli Emiri del Qatar nella speranza di ricollocare molto dell’invenduto che resta di questi due ecomostri, spacciati per opere d’arte di architettura modera ed abitativa.

Il cedere la maggioranza della proprietà degli ecomostri agli Emiri del Qatar che ne sono i proprietari assoluti (Qatar Investment Autorithy)… potrebbe comportare degli estremi di “esterovestizione” delle rendite immobiliari passive derivanti da queste torri invendute e “salvate”  grazie a queste discutibili operazioni immobiliari?

In Italia, l’esterovestizione è proibita dalla Legge!

Come possiamo giudicare l’operato della magistratura milanese che in 15 anni di assoluta illegalità immobiliare ha finto di agire unicamente contro l’ecomostro detto il “rasoio”, uno dei tanti ecomostri sorti in un’area dove sorgevano cascine con vincoli urbanistici, affidata, tramite donazioni al Demanio  ad uso verde pubblico e che per 50 anni (sino all’avvento del Berlusconismo) qualsiasi tentativo di riqualificazione dell’area veniva impedito anche dalla Magistratura di Via Manara…?

… ostacoli “miracolosamente” crollati con l’avvento di Berlusconi come Primo Ministro e con una Regione Lombardia in mano an Governatore Formigoni per quasi 20 anni (oggi condannato per associazione a delinquere) e nuovamente lottizzata dal Maronismo attuale…

Come si possono considerare disinteressate e imparziali certe propagande politiche di apprezzamento a un simile scempio edilizio che appaiono quotidianamente all’interno di una o piu’ pagine Facebook, ahimè, tra le più popolari e seguite sulla Storia della Milano sparita?

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NECROLOGI SU DELEGS ESSELUNGA SU “MILANO SPARITA E DA RICORDARE”

Venerdi’ 30 Settembre, come molti sanno, si è spento Bernardo Caprotti alla venerabile età di quasi 91 anni (mancavano 7 giorni al compimento).

Come molti sapranno, il controverso imprenditore milanese, fu il co-fondatore, insieme a Nelson Rockfeller , del primo negozio di supermercato italiano.

Correva l’anno 1957 e il negozio venne aperto a Milano in Viale Regina Giovanna.

Le biografie ufficiali, anche di quelle dedicate esclusivamente a Caprotti, indicano chiaramente che il medesimo, figlio di una famiglia di impreditori della cardatura del cotone (settore tessile), ebbe l’occasione di conoscere personalmente (negli USA, trasferitosi dopo la morte del padre, dal 1952)  il banchiere americano Nelson Rockfeller che gli propose (nel 1957) di fare da “ponte” per l’apertura in Italia del primo supermercato itlaiano e milanese in stile americano, tramite una Joine Venture (diventare azionista) della nascente fondazione della Supermarkets Italiani Spa. La futura Esselunga.

Se non fosse stato Bernardo Caprotti, il gruppo bancario Rockfeller, avrebbe scelto qualche altro imprenditore, senza ovviamente togliere nulla ai “meriti” imprenditoriali di Caprotti e famiglia (una famiglia decisamente frastagliata e divisa).

Caprotti, dopo l’ingresso in società con la Supermarkets Spa italiana, prosegui’ a fare l’imprenditore tessile.

Caprotti veniva utile al gruppo Rockfeller nella scelta del sito (una officina dismessa) dove allestire il primo supermercato italiano (Milano era considerata idonea per la nascente ricchezza reddituale della città e per essere, negli anni ’50, forse l’unica ad avere famiglie dove anche le donne lavoravano e rincasavano dopo le 19, orario in cui la piccola distribuzione si accingeva a chiudere, in realtà vero le 19.30 circa). Milano era anche la città dove la filiera alimentare della piccola distribuzione, già doveva fare i conti con i monopoli produttivi imposti dal caro e vecchio CAROSELLO RAI, che nella sua innocenza, già concepiva una grande distribuzione di prodotti di sole grandi marche, schiacciando la concorrenza magari a km 0 o molto prossima ai luoghi di distribuzione e vendita.

Logo e grafica del marchio aziendale furono ideati da grafici americani (Max Huber).

Preme sottolineare che la Supermarket spa non fu una iniziativa italiana ne milanese e che la presunta milanesità di questo gruppo, controllato da banchieri americani, nacque su iniziativa dei medesimi banchieri e che come avvenne per altre nazioni europee, l’idea dei supermercati e delle catene della grande distibuzione non aveva nulla di prettamente europeo ed era una forma “lungimirante” di imposizione finanziaria USA in Europa, che col trascorrere dei decenni avrebbe rimodellato (non proprio in senso positivo) la filiera agro alimentare, casearia, zootecnica e di vendita, del vecchio continente.

Del resto, sino alla metà degli anni ’60, Nelson Rockfeller era azionista di maggioranza e tutte le iniziative imprenditoriali assunte dal medesimo vedevano solo la timida partecipazione degli azionisti minoritari come i fratelli Caprotti (18%), Crespi (16%), Brunelli 10%.

I manager americani del gruppo Rockfeller furono, per 8 anni, i padri padroni dell’impresa, la cui collaborazione, anche a livello di marketing, degli azionisti di minoranza “milanesi”, era concepita per italianizzare le promozioni pubblicitarie di tale gruppo, che sino alla metà dei 60 vide l’apertura di alcuni negozi di supermercato aperto a Milano Città.

Quando i tempi furono maturi (circa 8 anni dopo l’apertura del primo negozio), Rockfeller opto’ per allargare a Bernardo Caprotti il bouquet azionario sino ad una quota del 51%, sganciandosi da una gestione diretta, diversamente da quanto avvenuto negli 8 anni precedenti.

Purtroppo, noi italioti, abbiamo memoria corta e scarsa informazione generale.

Malgrado, dalla fine degli anni ’60, la Supermarkets spa (divenuta poi commercialmente Esselunga, qualche anno prima) abbia consolidato la rete di vendita a Milano e Firenze e successivamente in altre regioni del Centro Nord e malgrado l’aspetto amichevole, quasi stile “figli dei fiori” delle sue locandine pubblicitarie fantasiose e creative nate a cavallo tra la fine degli anni ’60 sino ad oggi, abbiano diffuso nell’immaginario collettivo l’idea e la sensazione che il gruppo fosse completamente italiano, le cose non furono mai in questi termini, tante’ che in 60 anni, un controllo sia societario che politico manageriale d’oltreoceano (da parte dei gruppi finanziari che succedettero alla famiglia Rockfeller) non cesso’ mai e tali controlli indiretti sono presenti tutt’oggi anche come lobby politica nel nostro centro destra parlamentare ex berlusconista (come le Coop lo sarebbero per l’area parlamentare e affaristica del PD).

Una certa pagina facebook dedicata alla storia di Milano, ha letteramente stravolto il proprio assetto nelle giornate a cavallo tra Venerdi’ 30 Settembre sino ad oggi, 2 Ottobre, trasformando la notizia, più che doverosa, della morte dell’imprenditore milanese che contribui’ (contribui’… tuttavia se non lo faceva lui, i Rockfeller ne reclutavano altri al posto suo) alla nascita a Milano ed alla diffusione a Milano e parte del Centro Nord italiano di 152 negozi supermercati all’americana, in un oceanico necrologio, dove una buona percentuale di dipendenti del gruppo Esselunga, dolenti o nolenti, hanno inondato la pagina di messaggi di cordoglio, ma ahinoi, anche di dietrologie politiche e reazionarie che ancora una volta distinguono tale pagina Facebook con la complicità entusiasta di facebook medesima (“La Milano Sparita” ha nuovamente violato i termini di servizio del social netwok, diventando luogo di politica in una pagina non istituzionale… ma Facebook sembra compiacersi di questo). Oltremodo, l’autore della pagina non si è accorto dello scenario quasi fantozziano che tale flusso di “necrologi con ovazioni al capitalismo milanese e italiano” ha generato (nei film di Fantozzi, Luciano Salce si ispirava anche agli ambienti aziendali della Rizzoli, come anche di altre mega aziende, dove il Direttore Generale e titolare, assumeva spesso funzioni e connotati di Santone Imperatore della sua impresa e demiurgo onnipotente dei suoi subalterni, indipendentemente dai posti di lavoro “creati”).

Esselunga già possiederebbe una propria pagina Fbook istituzionale dove sono GIUSTAMENTE confluiti i legittimi messaggi di cordoglio.

Preme ricordare che Caprotti, pur avendo avuto brillanti intuizioni (l’inserire i reparti di gastronomia nei propri supermercati, sin dal 1974, superando la classica gestione di puro scatolame nelle vendite dei supermercati italiani e trasformando i supermercati in negozi veri e propri), fu’ personaggio molto controverso, sia come imprenditore, sia nella vita famigliare ed anche politica.

Uno dei figli ebbe l’idea a fine anni ’80 di inserire prodotti biologici nelle catene Esselunga.

Altri figli contribuirono alle strategie di marketing del gruppo del padre.

Per motivi che non possiamo conoscere nei dettagli e che non possiamo giudicare a priori, l’intera famiglia venne estromessa dall’asse ereditario e da 3 anni, il gruppo, tramite uno studio legale ingaggiato dal suo co fondatore, si trova, pur nella solidità finanziaria, in una sorta di amministrazione controllata. (azione che favorirà la cessione del gruppo minacciandone la sua esistenza o quanto meno l’attuale identità di vendita).

E’ superfluo ricordare le lotte di potere politico ingaggiate negli anni ‘2000 tra Esselunga e le Coop (da entrambe le fazioni vi erano ampi spazi su giornali e periodici lottizzati da Forza Italia per i primi, dal PD per i secondi), in stile Peppone e Don Camillo (dove fioccarono querele, processi e condanne).

E’ superfluo ricordare che le selezioni del personale in entrambi i gruppi (apparentemente agli antipodi politicamente) sono sovente subordinate da lottizzazioni politiche (o dal malcostume della raccomandazione, anche se il confine tra le due modalità non esiste), e che nemmeno all’Esselunga, come neanche alla Coop esiste, nei criteri di assunzione del personale, la pura meritocrazia, semmai, la partitocrazia e/o nepotismi molto diffusi in Italia (sono difetti culturali che in Italia non risparmiano nessuna azienda, nemmeno le multinazionali come Microsoft, Samsung, quindi è improbabile che Coop e Esselunga ne siano immuni e non dovrebbe essere commesso un torto al gruppo Esselunga, l’evidenziarne alcuni suoi difetti di “italianità”).

Purtroppo una pagina Facebook che dovrebbe/doveva (essendo ormai un caso clinico) essere dedicata alla storia di Milano e del suo popolo milanese nei secoli passati (le tradizioni non le fanno i potenti ma la società), si è  NUOVAMENTE resa protagonista di una carrellata di dietrologie politiche che configurerebbero questo imprenditore appena scomparso come il paladino degli anti comunisti in Italia… dimenticando che le Coop di solidale e di comunista nulla possiedono da decenni essendo anch’esse catene di grande distribuzione che ha contribuito (insieme a Esselunga e altri gruppi, incluse lobby francesi come Carrefour) a:

Polverizzazione delle maestranze del settore agricolo e caseario (le note filiere delle grandi distribuzioni).

Polverizzazione della piccola distribuzione.

Polverizzazione dei produttori medio piccoli di beni alimentari, prodotti agricoli e caseari (i prosciutti di San Daniele prodotti in Germania o Polonia e poi marchiati in Italia, i pomodori cinesi, le arance israeliane e l’olio d’oliva extravergine spagnolo o magrebino non sono fatti casuali).

Monopolio della grande distribuzione e vicende poco chiare su come affidavano sub appalti e logistiche a coop e imprese indagate per affiliazioni di un certo genere.

Violazione dei diritti sindacali, stravolgimento del mercato contrattuale del lavoro, negazioni di diritti, sub appalti, precarizzazione e varie altre cosettine che molti di noi conoscono nel mondo del lavoro.

Non è la sede per approfondire questi argomenti.

Non lo sarebbe nemmeno Facebook per una pagina che si dichiara divulgatrice della storia di Milano e dei suoi ceti popolari ma che sovente sconfina quotidianamente nella militanza politica (smascherando le proprie origini).

Si evidenzia, infine, che le catene di supermarket non sono state inventate a Milano, non sono necessariamente un’espressione dell’imprenditoria milanese e che se non venivano affidate alla famiglia Caprotti, qualche altro avrebbe ingaggiato l’avventura imprendtoriale.

Questo senza nulla togliere alle intuizioni imprenditoriali della famiglia Caprotti, idee sicuramente vincenti ma che hanno demolito la media e piccola distribuzione e ampi settori del primario agricolo e zootecnico (anche in questo caso, se non ci fossero stati loro, altri avrebbero provveduto a questo).

Ricordiamoci, che con l’estromissione dei figli, giusto o sbagliato che sia, il gruppo sta ritornando nel totale controllo delle finanziarie americane, indirettamente eredi delle finanziatrici Rockfeller e non è detto che questo garantisca un futuro per il gruppo medesimo (stai a vedere che tra proco avremo l’Amazon dei supermercati, dove la SPA viene esterovestita e le tasse si pagano nei paradisi fiscali… o non si pagano per nulla, come Amazon, Facebook, Yahoo e Google ci hanno abituato).

Aggiornamenti:

Ieri, 5 Ottobre, i telegiornali di “regime” hanno diffuso il contenuto del testamento del fu Bernardo Caprotti.

circa 66% di quote societarie alla moglie (che immaginiamo avere anch’essa età avanzatissima) ed alla figlia.

Al primogenito ed alla seconda figlia, restano solo il 33%

Insomma, tutto o quasi (in apparenza) secondo le vigenti leggi di “legittima” previste negli assi ereditari coniugali e dei relativi figli (Giuseppe Caprotti e Violetta Caprotti, la terza componente filiale inizialmente estreomessa insieme a Giuseppe).

Per il momento, vengono promesse situazioni di continuità con la neo nomina del nuovo Presidente Marchetti.

Fatto che desterebbe incredulità sarebbe l’esclusione dei figli dal 50% dell’asse ereditario patrimoniale e bancario (quindi non le quote azionarie ma i patrimoni mobiliari e immobiliari), che, secondo disposizioni testamentali, viene donato alla segretaria Germana Chiodi, già beneficiaria di donazioni milionarie negli anni passati, con un ammontare complessivo che supererebbe funzionalmente la quota del 50% e un residuo patrimoniale ai nipoti.

Essendo ex coniuge e figlia entrambe estranee a esperienze di partecipazione gestionale diretta del gruppo e essendo la moglie di età molto avanzata, è probabile che a breve la figlia diventerà azionista di maggioranza, senza concrete esperienze di gestione.

Sbalordisce l’elenco infinito di beni immobiliari posseduti (omissis).

Il destino del gruppo è segnato e vien da chiedersi se dietro questa particellizzazione di patrimionio e azioni non vi sia qualche disegno “sotterraneo” che sfuggirebbe a noi comuni mortali.

E’ chiario che il gruppo, nel futuro non immediato sarà, prima o poi, completamente ceduto, tranne eventuali ricostituzioni manageriali (salvo ulteriori battaglie legali tra i rispettivi figli).

Non potendo aggiungere altro si invitano gli interessati di storia ad approfondire chi furono i Rockfeller (senza in quali, il gruppo Supermarkets spa non sarebbe esistito). Qualche finanziamento alla prima e seconda guerra mondiale…Senza di loro e altri banchieri, il mondo, il genere umano, se la sarebbe risparmiata e l’Europa sarebbe, tutt’oggi, il continente geografico e politico più influente nel mondo… al posto degli U.S.A. .

Non solo posti di lavoro, stile di vita “americano”, succolenti lasagne al ragu’ o al pesto alla genovese, tali gruppo bancari d’oltreoceano avrebbero saputo offrire nei decenni del 1900. Chi vuole informarsi e approfondire puo’ farlo (anche sulle cause della retrocessione dell’importanza economico, industriale e finanziarie, dell’Europa, negli ultimi 70 anni).

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Milano Sparita e da dimenticare e … IL FALSO MITO DEI “MARTINITT”

La pagina facebook “Milano Sparita e da ricordare” è una pubblicazione che concepisce la Storia di Milano (e indirettamente una parte non secondaria della storia d’Italia) fatta esclusivamente (o quasi) dai potenti e dalle strutture e centri di potere gestiti e voluti dai potenti nel corso di decenni e secoli.

Per carita’, ci sarebbe spazio anche per loro, purtroppo in Milano Sparita e da ricordare, c’è solo spazio per loro…

Sovente appaiono immagini di rievocazione storico nostalgica dell’istituzione collegiale dei Martinitt.

Martinitt

Questa pagina facebook abbinata ad opere editoriali (volute entrambe dai centri di potere e rappresentanti unicamente la storia  fatta principalmente dai potenti) non cita che l’istituzione dei Martinitt non nacque a Milano ma a Venezia nel XVI° secolo (fondatore Girolamo Emiliani). Nacque  pertanto come rifugio e collegio per gli orfani della laguna veneziana.

Solo nel 1528, per volonta’ del Duca Francesco II° l’orfanotrofio venne trasferito a Milano, nell’oratorio San Martino.

L’istituzione imperiale lombardoveneta di Maria Teresa d’Austria converti’ l’orfanotrofio in una scuola di arti e mestieri per permettere agli orfani, raggiunta l’eta’ maggiore, di diventare economicamente autonomi e riscattare un’infanzia drammatica, crudele e dolorosa.

La filososia umanitaria dell’Istituto cambio’ progressivamente dopo la dominazione napoleonica, la fondazione del Regno d’Italia e soprattutto con la nascita della Repubblica italiana, duole scriverlo… tale istituzione divenne, per alcuni dei sfortunati ospiti, un vivaio di orfani da selezionare e avviare alla carriera manageriale e industriale di… prestanome (figli di nessuno, senza famiglia e con nulla da perdere… potenziali detentori di segreti come nessun’altro…) per grossi gruppi capitalistici, fondiari, finanziari, assicurativi e bancari (alcuni d’oltremanica e d’oltreoceano).

Forgiati dalla durissima educazione ed istituzione collegiale (e dagli abusi di vario genere che in tali contesti avvenivano… purtroppo istituzioni simili esistono anche oggi…), alcuni di loro, raggiunta la maggiore eta’, divenivano attenzione delle famiglie di potenti gruppi finanziari che dietro false azioni filantropoche selezionavano e adottavano giovani senza famiglia (usciti da tale collegio) per avviarli verso una carriera manageriale-imprenditoriale, industriale e finanziaria che vide, alcuni di loro, diventare imprenditori di prim’ordine nel panorama industriale ed economico italiano. Malgrado le grandi carriere e gli imperi… pendono sospetti che dietro vi fossero gruppi finanziari che riciclavano fondi neri (cercando di pilotare e cavalcare l’economia e la politica capitalistica italiana) per fondare industrie e aziende aventi come manager fantoccio alcuni dei “Martinitt”.

Milano, annovera in tempi recenti, una “orfana” (non proveniva dalla sezione femminile dei Martinitt, detta delle “Stelline” , ma sempre orfana e adottata da famiglia genovese di ricchi imprenditori). La ex sindachessa Letizia Moratti.

Dei danni urbanistici, speculazioni immobiliari, danni cementiferi, voragini nei bilanci, grandi opere inutili e cose simili  (condotte insieme a Gabriele Albertini) ne abbiamo ancora un grande ricordo…e Milano lo conserva tutt’oggi nei vari e inutili EXPO 2015 e molti grattacieli tutt’oggi vuoti e invenduti.

Malgrado questo, il falso mito del giovane forgiato dalle sofferenze e dalla rigidissima educazione collegiale dei Martinitt andrebbe sfatato. Sovente ne uscivano giovani “devitalizzati” sia dalle disgrazie famigliari che dalla stessa disgrazia di finire in collegio.

Giovani facili da programmare, impostare e indottrinare per avviare alla carriera di imprenditori che non si facevano troppe domande sul come e sul perche’ dovessero gestire (per conto di “grandi vecchi”) capitali di origine incerta (trafuga all’estero, borsa nera, fondi neri ex gerarchi fascisti, riciclaggio…lobby anglosassoni… massonerie…).

La storia scritta dai servitori dei grandi poteri è quella che sovente vediamo in pagine facebook manovrate da personaggi che non sono interessati alla storia del popolo meneghino ma alla storia dei potenti che hanno gestito Milano, nel bene come soprattutto nel male.

Anche per i Salesiani di Via Galvani-Melchiorre Gioia vi sono inquietanti analogie. Berlusconi venne “forgiato” da tali istituzioni… “milanesi”. (l’Italia non ringrazia).

Milano sparita e da ricordare facebook ? NO GRAZIE !

(… continua… pagina in aggiornamento, correzione e revisione).

Milano Sparita e da ricordare (e commenti spariti causa censura politica)ultima modifica: 2016-08-12T07:51:01+02:00da ambrogiobinda
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